PORTARE SOLO IL GIOGO LEGGERO DEL SIGNORE

Quanto è piena la nostra vita? Piena di problemi e impegni che spesso creiamo noi. Ci prendiamo delle responsabilità che non sarebbero nostre. Io credo a volte ci prendiamo dei pesi che non sono da Dio, pesi che ci prendiamo da noi stessi. Ed è possibile che ci andiamo a ficcare nei guai da soli e poi ci lamentiamo per essi. Questi pesi che ci portiamo addosso possono essere temporanei o permanenti. Ma che cosa è il peso che ci portiamo sempre addosso? Per capirlo bisogna farsi una domanda, per che cosa vivo io? Qual è la passione che governa la  mia vita? Qualcuno potrebbe dire che vive per i soldi e per accumulare sempre più ricchezze, più vede il conto in banca gonfiarsi più pensa di essere soddisfatto. Oppure qualcun altro potrebbe rispondere: Io vivo per gli applausi, per la gloria, per sentirmi dire che sono bravo, che sono il migliore, per essere acclamato dalle folle. Un’altra persona ancora potrebbe rispondere: Io vivo per il piacere e il divertimento; non mi piace per niente il mio lavoro, ma devo lavorare per guadagnare soldi per divertirmi e non vedo l’ora che sia il week end così esco e mi diverto con gli amici. Così la vita gira soltanto nel fine settimana. Ora facciamo un’altra domanda: Per chi voglio guadagnare soldi, ricevere gloria o divertirmi? Ora stiamo arrivando alla verità. La risposta è semplice, Per te stesso. È questo il peso che i non credenti portano sempre con se; vivere per se stessi. Non potrai mai soddisfare te stesso con le tue sole forze, è un peso troppo pesante da portare. Gesù disse: << venite a me, voi tutti che siate aggravanti e travagliati ed io vi darò riposo >> (Matteo 11,28). Qui sta dicendo di non vivere solo per se stessi e per il proprio egoismo e per il proprio piacere, permetti a Dio di guidare la tua vita, lascia che sia lui a prendere il timone della nave. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero (29-30). Se porti il peso che ti da Dio ed eviti quelli che ti offre il mondo avrai una vita felice e di successo e scoprirai che non c’è vita più bella e più appagata che vivere per gli altri e per il Signore. Qual era il peso che Gesù portava e dice che è leggero? Il giogo che Gesù portava è vivere per soddisfare e per piacere a Dio. E scoprirai che è molto più facile piacere a Dio che piacere a te stesso. Non riuscirai mai a piacere a te stesso quando vivi per te stesso, perché non stai dando risposta allo scopo basilare per cui sei stato creato. Dio ha stabilito che tu vivessi per il Suo piacere e per la Sua gloria. Dio non ti ha creato per vivere per il tuo proprio piacere. E se vivrai per il tuo proprio piacere, la tua vita sarà vuota, frustrante, e insoddisfacente; tenderai sempre a lamentarti perché non riuscirai a ottenere quello che vuoi e se lo ottieni scoprirai che non ti basta ne vorrai altro e altro ancora e non sarai mai soddisfatto di te stesso e nei casi estremi può anche arrivare la depressione e ti chiederai: vale ancora la pena vivere? Ma se vivrai per il piacere di Dio, se prendi il peso leggero, allora la tua vita sarà realizzata, ricca, piena. Anzi, addirittura più che questo, come dice Davide: “La mia coppa trabocca” (Salmo 23,5). E la tua vita sarà come una coppa traboccante. Questo avviene se ascoltiamo e mettiamo in pratica la parola di Dio, allora troveremo felicità nel praticarla. Ora, qualcuno potrebbe anche dire: << Beh, io non ci credo, sono tutte cavolate, non è quella la strada per la pace interiore >>. Allora prova e vedrai; se è vero il detto che bisogna provare tutto nella vita, provare a seguire il Signore e vivere il Vangelo, non ti costa nulla. Una volta un mio amico mi disse: << Guarda; io ho provato questa strada, a seguire Gesù, ma non è successo nulla >>. Io risposi: << Ti assicuro che è quella la strada giusta, persevera in essa e confida in Dio >>. Così fece e così trovò quella gioia che cercava. Io penso che quando si parla di “seguire Gesù” questo viene frainteso. Il Cristianesimo è spesso visto come un insieme di regolette da rispettare, come se fosse solo una filosofia di vita, oppure partecipare a dei lunghi e noiosi riti in chiesa, ma come possono un insieme di regole o un insieme di riti esteriori a portarti alla felicità, abbiamo già abbastanza regole nella nostra vita, le leggi dello stato, sul lavoro, sulla strada e non sono certo altre regole o precetti che possono portare pace in noi. Anzi, delle regole in più sono solo un peso gravoso sulle nostre spalle. Infatti il Cristianesimo non è quello; è invece un rapporto con Dio basato sulla fiducia, sulla preghiera e sul cercare Dio con tutto il cuore, riconoscendo Gesù come salvatore e il resto verrà di conseguenza in maniera naturale. In chiesa cantano a volte il seguente ritornello: Se il chicco di frumento non cade nella terra e non muore rimane da solo, se muore crescerà. Questo ritornello deriva da Giovanni 12,24. Si possono fare diverse riflessioni su questo versetto, una di queste si può bene notare che Il chicco di frumento come ben si sa, è rivestito da un involucro protettivo, ma una volta che è a terra se questo involucro non si rompe, la pianta non nasce e quindi non porta frutto. Così noi che siamo come dei chicchi non rompiamo quell’involucro che è l’egoismo e la superbia non possiamo fare opere buone gradite a Dio, perché la vita girerà solo sul nostro egoismo, quindi non possiamo portare frutto. Se invece rinunciamo al nostro egoismo e amiamo Dio e il prossimo porteremo molto frutto. Alcuni possono pensare che l’egoismo e la mancanza di compassione ci rende più forti perché fa in modo di alleviare e proteggere parte delle sofferenze della vita, pensando che se devo solo a soddisfare me stesso e non gli altri ho meno problemi, ma questa è un’illusione porterà a una vita vuota e insipida.