YHWH, DIO D’AMORE E DI GIUSTIZIA

Ricorrono spesso sulla bocca di molte persone una certa tipologia di domande che iniziano sempre con le stesse parole: Se Dio è amore allora perché… Questo tipo di domande sono frequenti sia tra i sostenitori della teoria dell’antico astronauta e sia tra gli atei classici con l’obbiettivo di mostrare al credente come in realtà YHWH sia un Dio malvagio e non un Dio d’amore come dicono i teologi e di conseguenza tentare di far perdere fede a chi è soprattutto più debole e non ha un adeguata preparazione biblica o un’esperienza di fede intensa. Le domande si riferiscono al fatto che YHWH ordina di fare guerre e passare tutti a fil di spada come anche la legge di Mosè era a volte eccessivamente severa. Bisogna prima di tutto fare una riflessione su come dovrebbe essere un Dio d’amore per un non credente: Se per Dio d’amore si intente qualcuno che permette all’uomo di compiere ogni malvagità impunemente e sentirsi dire solamente “Ti amo!”, oppure qualcuno che deve essere sempre pronto a soddisfare ogni capriccio che viene dal cuore dell’uomo come una sorte di genio della lampada, ecco quello, anche se agli atei non dispiacerebbe, non è un Dio d’amore, ma solo una sorte di ridicolo babbo natale che si lascia prendere in giro dagli uomini che lui stesso ha creato. Bisogna tener conto anche della giustizia, che è l’altra faccia della medaglia. La giustizia comporta che il peccato deve essere punito. Ora riflettiamo sul perché Dio ci ha creato: l’unico motivo per cui ci ha creato è per dare gloria a Lui, vivere in pace e in amore con Dio e il prossimo. Se tu non stai vivendo per questo, non stai adempiendo lo scopo per cui sei stato creato. Dio avendo creato l’uomo, ha vita e morte su di lui e avrebbe il diritto di farlo morire al primissimo peccato della sua vita, se non lo fa, è perché Dio è anche un Dio d’amore, che non significa tollerare il peccato, ma darti del tempo affinché ti penti del tuo peccato e lo abbandoni. Ora, immaginiamoci di essere il padrone di una grande impresa che ama gli operai e dà a loro un buon salario, ma alcuni di loro si rifiutano di lavorare e passano il tempo tra chiacchere e caffè. Non è possibile far finta di nulla, anche perché non sarebbe giusto nei confronti degli altri operai che lavorano onestamente. Avresti tutti i diritti di licenziarli per insubordinazione, nessuno potrebbe dirti che sei stato cattivo a licenziarli. Ma mettiamo che vogliamo essere buoni, non vuoi licenziarli, perché significherebbe lasciarli senza stipendio, allora invii dei responsabili che gli ammoniscano affinché svolgano il lavoro per cui sono profumatamente pagati. Ma questi operai invece di ascoltare i responsabili li deridono e li cacciano via dal reparto. Inoltre si viene sapere che rubano gli attrezzi e danneggiano i macchinari. A questo punto chiunque per quanto vuole essere buono denuncerebbe questi operai li caccerebbe dall’azienda, nessuno potrebbe dire che sei cattivo a licenziare questi operai malvagi. Ma mettiamo che oltre ogni limite vogliamo essere ancora più buoni e per ammonirli mandi la massima autorità dopo ti te, tuo figlio affinché li ammonisca e svolgano il loro lavoro senza danneggiare l’azienda, ma questi operai umiliano tuo figlio, lo legano, lo picchiano e lo cacciano via. A questo punto non solo dovranno essere licenziati, ma anche andare i carcere. Sarebbe più malvagio lasciar fare a questi operai quello che vogliono che punirli perché danneggia l’intera azienda. Ecco, allo stesso modo Dio ha fatto con Israele e l’intera l’umanità. Gli ha dato la vita e ogni dono ma l’uomo ha rifiutato i comandamenti di Dio. Ha inviato profeti per ammonirli e sono stati perseguitati e uccisi, infine ha mandato suo figlio Gesù ed è stato crocifisso. Ma quelli che credono in lui e accettano i comandamenti sono figli di Dio. Dio fa di tutto per andare incontro all’uomo ma se l’uomo non fa un passo in avanti verso di Lui non può far nulla e bisognerà affrontare la giusta ira di Dio. In conclusione perché ci sono tutte queste guerre nella Bibbia? Molte sono guerre di difesa, altre sono violenze non autorizzate da Dio, ma le guerre per la conquista della terra promessa sono state fatte a causa della estrema malvagità dei popoli che ci abitavano, da come documentato in precedenza avevano dei culti satanici con tanto di sacrifici umani e prostituzione sacra che avrebbe reso impossibile la convivenza pacifica con gli israeliti. Se fossero stati delle popolazioni pacifiche e civili non ci sarebbe stato nessun problema di convivenza. La malvagità di questi popoli era talmente grande che paradossalmente era più crudele per l’umanità lasciarli in vita, nessuno può dire che erano delle popolazioni inermi e innocenti. Quando è avvenuto lo sbarco degli americani in Normandia, durante la seconda guerra mondiale, nessuno ha detto: <<Come sono stati cattivi gli americani a uccidere i poveri nazisti innocenti>> oppure quando di recente i russi hanno attaccato i terroristi dell’ISIS in Siria nessuno ha avuto pena per loro. Quindi accusare Dio di malvagità è solo pura ipocrisia. In Genesi capitolo 15, Dio promette la terra promessa ad Abramo, ma dice anche che la riceveranno di fatto solo alla quarta generazione perché  l’iniquità degli Amorrei non ha ancora raggiunto il colmo. (16). Questo significa che Dio prima di prendere provvedimenti su una popolazione, deve raggiungere un tale livello di malvagità da esserne ricolma. Meriterebbe di essere punita molto prima, ma Dio è lento all’ira e grande in amore e tutto quello che si può salvare, lo salva.

LASCIARSI TRASFORMARE DA DIO

  • Togli le scorie dall’argento e l’orafo ne farà un bel vaso (PR 25,4)

L’argento come tutti i metalli non si trova in natura allo stato puro, ma si può soltanto trovare nelle rocce insieme ad altri elementi. È necessario un lungo processo di raffinazione per estrarre l’argento dalle rocce e purificarlo dalle scorie. Dopo di che, si può fondere l’argento puro per ottenere un piatto o un vaso e finalmente potrà essere usato per metterci dentro o sopra qualcosa. Questa illustrazione può essere paragonata con il nostro rapporto con Dio. Finché una persona non è credente, non è minimamente interessata a Dio, ma quando si converte si passa da scappare a cercare Dio. Quando finalmente avviene la conversione dopo anni vissuti completamente nel peccato, tra vizi e cattive abitudini siamo solo all’inizio del percorso. La fase successiva è rinnovare la nostra mente, cambiando i nostri pensieri e i nostri schemi mentali, di conseguenza cambieranno anche le nostre parole e infine le nostro modo di agire e relazionarci con il prossimo. Il punto di partenza sono sempre i nostri pensieri; se sono buoni, allora parleremo e opereremo bene, se sono malvagi parleremo in modo malvagio e faremo opere empie o ipocrite. È anche da qui che satana ci attacca e vuole che pensiamo a cose malvagie in modo che influenzi anche il nostro comportamento, ad esempio se continuiamo a pensare a una persona che in passato ci ha offeso; il giorno in cui la incontreremo saremo indifferenti o scorbutici con quella persona. Se siamo in sovrappeso e continuiamo a pensare ai dolci ci compreremo una torta. Se siamo fidanzati o sposati e continuiamo a pensare a una bella ragazza che incontriamo sempre a scuola o al lavoro saremo portati al tradimento. Così i nostri pensieri fanno la differenza e rinnovando la nostra mente dobbiamo cacciare via i pensieri malvagi e accogliere quelli buoni e se riusciremo a fare ciò, compiere il bene sarà che facile.  Non tutti però sono disposti o sono consapevoli di fare questo cammino. Ci possono essere cristiani che credono e amano il Signore, ma non hanno rinnovato la loro mente, per questo fanno fatica a perdonare, ad amare e a compiere opere buone. La scrittura dice: Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto (Romani 12,2). È necessario quindi lasciarsi trasformare da Dio senza opporre resistenza, perché avendo tutti noi il libero arbitrio possiamo impedire che Dio ci trasformi a Sua immagine a somiglianza. Se invece ci lasciamo trasformare da Dio non importa quanto sei peccatore, potrai anche essere violento o tossico dipendente, ma nulla è impossibile a Dio. Il Signore ha la potenza di cambiare il nostro cuore come è stato profetizzato riguardo il nuovo patto per mezzo del sacrificio di Cristo: Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi (Ezechiele 36,26-27). Un credente che non è ancora maturo spiritualmente prega in questo modo: Signore dammi questo! Signore voglio quest’altro! e così via … Pensando solo di dover chiedere qualcosa; ma quando si cresce spiritualmente si passa dal “Dammi” al “Fammi”. Come nella parabola del figliol prodigo in Luca 15,20 dove il figlio minore chiede a suo padre: “Dammi” la parte di eredità che mi spetta. In seguito dopo aver sperperato il denaro con una vita dissoluta, si ritrova a pascolare i porci e si rende conto di essere caduto davvero in basso. Torna dal padre e questa volta dice: “Fammi” Come uno dei tuoi garzoni. Bisogna quindi passare dal “Dammi” al “Fammi”. Per poter permette a Dio di cambiare il nostro cuore a sua immagine e somiglianza.  Se lasceremo che Dio tolga in noi le scorie, ovvero la natura malvagia allora ci preparerà ad essere usati da Lui in modo potente, come non è possibile usare l’argento finché non è puro, così non possiamo essere dei servitori efficienti se non ci siamo purificati dal peccato. È bene precisare che non saremo mai perfetti, saremo sempre peccatori ma saremo purificati sufficientemente per essere usati da lui. Questa purificazione non avviene rapidamente ma poco alla volta e in maniera quasi impercettibile, ma quando ci volteremo indietro vedremo quanta strada abbiamo fatto  diremo: <<Questa è opera dell’eterno>>. Una volta che saremo pronti ci potrà mettere nel nostro cuore dei doni spirituali, proprio come si appoggia un oggetto nel piatto d’argento. I santi hanno dovuto intraprendere questo percorso per arrivare al livello spirituale che erano. Come possiamo fare in modo che Dio cambi il nostro cuore? La cosa fondamentale è la preghiera. Pregate in questo modo: Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo (Salmo 51,12) che Cristo possa dimorare presso di me eliminando tutti i pensieri malvagi e tutta la mia natura malvagia derivante dall’uomo carnale e aiutarmi a lasciarmi guidare dallo Spirito Santo. Questo è un modello di preghiera, ma non è da dire in maniera superficiale, ma va detta con il cuore e con il reale desiderio di cambiare e la consapevolezza che con le nostre sole forze non ce la possiamo fare, ma con Gesù e la sua potenza divina ci ha donato tutto quello che è necessario per una vita vissuta santamente, grazie a colui che ci ha chiamati con la sua potenza e gloria (2Pietro 1,3). Oltre la preghiera bisogna anche leggere la scrittura perché è il modo più semplice che ha Dio per parlarci e per educarci, infatti tutta la scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona (2Timoteo 3,16). Per questo bisogna dedicare del tempo a Dio sia per pregare che per leggere la parola e per crescere spiritualmente le due cose devono andare di pari passo. Se un ragazzo vuole sviluppare i muscoli la prima cosa che può fare è andare in palestra e se avrà anche un personal trainer che lo segue gli dirà che se vuole aumentare la massa muscolare, oltre agli esercizi in palestra dovrà anche seguire una dieta. Questo perché se anche se si fanno tutti gli esercizi in palestra, ma si mangia in maniera sbagliata i muscoli non si possono sviluppare più di tanto perché essi hanno bisogno di assimilare una certa quantità di proteine per consentirne l’aumento della massa. Così anche mangiando bene ma avere una vita sedentaria non si ottengono grandi risultati perché è necessario anche l’allenamento. Crescere spiritualmente non è molto diverso: Gli esercizi fisici li si può paragonare alla preghiera giornaliera che è la palestra dell’anima e la dieta corretta con la parola di Dio che è il cibo dell’anima. Se una persona prega ma non legge la scrittura, manterrà sempre il suo livello spirituale ma non potrà cresce più di tanto. Se invece si legge la Bibbia ma non si prega, dei benefici ci saranno lo stesso perché è pur sempre la parola di Dio però si finirà per leggere in maniera meccanica e con poco fervore e talvolta capendo poco. Per questo motivo che vanno fatte entrambe le cose se si vuole crescere come cristiani o si vuole cercare Dio. Questo lo posso testimoniare in quanto ho avuto un periodo dove pregavo ma non leggevo la Bibbia e un altro dove leggevo la Bibbia ma pregavo poco. Personalmente posso consigliare di iniziare dal nuovo testamento, i quattro vangeli, meditandoli nel proprio cuore e non limitarsi a leggerli senza ragionaci su perché non conta quante pagine riesci a leggere, ma conta cosa riesci a capire e imparare da quello che leggi e tutto questo senza trascurare la preghiera, anzi pregare appena prima di leggere la scrittura. Se non si capisce qualcosa e non si ha una persona di riferimento che conosce le scritture, la risposta, nei giorni nostri la si può anche trovare su internet, è possibile anche trovare diversi commentari che spiegano in maniera dettagliata il nuovo testamento. Si può passare successivamente con l’antico testamento, dalla genesi fino a percorrere tutti i libri storici, profetici e sapienziali. Infine le epistole di Paolo e le altre lettere fino ad arrivare all’apocalisse. In questo modo avremo un quadro completo di tutte le scrittura. Anche la partecipazione alla SS Messa è importante per l’edificazione spirituale, essendo un’occasione per ascoltare la parola e pregare insieme ad altre persone, ed è il momento anche per prendere l’eucarestia. Pietro nella sua seconda lettera propone una sorta di percorso di crescita spirituale che un credente deve intraprendere per avvicinarsi sempre più a Dio:

Per questo mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità. (2Pietro  1,5-7). 

In questo cammino di Dio, il punto di partenza è la fede. Senza la fede non ci si può avvicinare e piacere a Dio. Per passare di livello ci vuole impegno, dedizione, preghiera e studio della parola. Dalla fede nascono le virtù, i principi fondamentali che ti consentono di avere discernimento e capire ciò che buono e malvagio agli occhi di Dio. La fede e la virtù insieme ti dà quella fame e quella spinta di voler conoscere la parola di Dio in maniera più approfondita, in questo modo sarai anche più consapevole delle virtù che sono nate in te mediante la fede. Se si vuole trarre profitto dal leggere e studiare la Bibbia bisogna prima avere fede e virtù, infatti anche un ateo potrebbe leggere il Vangelo, ma a causa della sua cecità spirituale non può portarlo a una crescita spirituale, salvo forse a rare eccezioni. Non basta però sapere quello che dice la scrittura, ma bisogna anche saperla mettere in pratica e da qui avviene una dura lotta contro il maligno e contro la nostra natura carnale di cui dobbiamo prenderne il controllo e ridurla in schiavitù. Da qui possiamo passare alla temperanza, ovvero all’autocontrollo. Dobbiamo cercare di mantenere sempre il controllo di noi stessi; avere fissi in mente e nel cuore i principi fondamentali del Vangelo e vivere in maniera coerente con essa e non lasciare che lo stress o forti emozioni negative ci allontanano da Dio, ma rimanere sempre aggrappati alla sua parola. Perdere il controllo di noi stessi è come consegnare le chiavi a satana per farci fare quello che vuole lui. Per questo ci vuole un elemento in più che è la pazienza, infatti è in mancanza di pazienza che a volte possiamo perdere il controllo di noi stessi. Una volta che riusciremo a mantenere sempre il controllo saremo pronti spiritualmente perché Dio ci possa dare i suoi doni spirituali a partire dalla pietà, ovvero la compassione verso chi soffre. Inizieremo a comprendere meglio la sofferenza del prossimo e avremo il desiderio di aiutarle senza puntagli il dito e giudicarle, ma agendo con saggezza come Cristo ha insegnato. Dalla pietà il sentimento si può evolvere in amore fraterno, che sarebbe il provare affetto nei confronti delle persone adempiendo il comando “ama il prossimo tuo come te stesso” esteso quindi a tutte le persone che ci stanno attorno compresi i nemici. L’amore fraterno si mette in pratica nel fare agli altri quello che noi vorremmo fosse fatto a noi. Infine i può arrivare in fondo al percorso con la carità, ovvero l’amore “agape”. Il tipo di amore più sublime che c’è, solo chi è vicino a Dio può ricevere questa potente unzione d’amore. Chi non conosce Dio può anche provare dell’amore fraterno per qualcuno in particolare, ma non può arrivare al livello della carità perché solo Dio può dare questo nel cuore della persone e lo può solo dare nei cuori che si sono predisposti per riceverlo. In ogni caso si avrà amore “agape” solo per le persone che ci stanno più vicino nella nostra vita e nessuno potrà vantarsi di poter provare questo amore perché è comunque sempre un dono di Dio e la gloria va tutta a lui. Ogni dono di Dio, presente in voi e fatti crescere, non vi lasceranno inoperosi e senza frutto per la conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo (2Pietro 1,8). Se riuscite a completare tutto il percorso di trasformazione illustrata nella lettera di Pietro vi sarà ampiamente aperto l’ingresso nel regno eterno del Signore nostro Gesù Cristo (11). 

REQUISITI PER FARE OPERE BUONE GRADITE A DIO

  • Agli occhi dell’uomo tutte le opere sembrano pure, ma chi scruta gli spiriti è il Signore (PR 16,2)
  • Molti sono gli adulatori dell’uomo generoso, e tutti sono amici di chi fa doni (PR 19,6)

Noi tutti sappiamo che fare opere buone è giusto e riflette l’amore che abbiamo per il prossimo che a sua volta proviene dall’amore che abbiamo per Dio. Bisogna però fare molta attenzione alle opere che compiamo. Ci sono infatti, tre requisiti perché un’opera sia gradita a Dio. Senza questi requisiti cadiamo nel peccato di ipocrisia, e non si riceverà nessuna ricompensa dal cielo per quell’opera. Prima di tutto deve essere un’opera fatta con gioia e senza risentimento. Ad esempio se diamo un’elemosina a un povero che magari è un po’ insistente e poi pensiamo: Ah cavoli, con quei soldi però avrei potuto comprare quello e quell’altro e ci sentiamo scocciati per aver donato qualcosa a qualcuno; devi sapere che donare con questo spirito è sbagliato, piuttosto è meglio non donare niente, non dobbiamo sentirci obbligati a farlo; Dio non vuole degli schiavi, ma degli amici. Quindi ciascuno dia secondo quanto ha deciso il suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia (2Corinzi 9,7). Se si tratta di un servizio o un aiuto richiesto non farlo con un tono scocciato, ma con amore perché così è gradito a Dio e così fa stare bene anche a noi. Il secondo requisito è dare senza contraccambio. Se diamo dei soldi a qualcuno o aiutiamo una persona e lo facciamo per poi aspettarci che anche l’altra persona faccia lo stesso con noi, allora non è un opera che Dio potrà darti una ricompensa nei cieli perché in quel caso fai del bene solo per poterlo ricevere, come se ci fosse uno scambio di merci, e questo sono le tipiche cose che fanno le persone che non credono; dare e poi pretendere di ricevere. Ho sentito tante volte dire: <<Nessuno fa niente per niente>>; questo è quello che pensa il mondo. Fare opere buone ma solo per ricevere qualcosa in cambio o per interessi. Nicolò Machiavelli, nei suoi libri insegna che il fine giustifica i mezzi. Se dunque per raggiungere un obbiettivo bisogna fare del male, allora non bisogna avere scrupoli per fare del male. Ma se per un obbiettivo bisogna fare del bene, allora ben venga anche fare del bene. Quello che ci sarà dietro a quella opera buona non sarà l’amore, ma solo interessi. Non fare opere buone solo per averne vantaggio personale perché se dai qualcosa a qualcuno e sai che lui non potrà mai restituirti il favore allora sarà Dio a darti la ricompensa, dare dei soldi a un bisognoso è come fare un prestito a Dio, e lui te lo restituirà con gli interessi, la stessa cosa vale per un servizio; infatti è bene sapere che chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà (2Corinzi 9,6). Se faremo molte opere buone, raccoglieremo molto frutto, al contrario se faremo poche opere buone, raccoglieremo ben poco. La terza cosa è fare le opere dando sempre gloria a Dio e non fare in modo di prenderci la gloria noi. Se noi facciamo un’opera buona davanti a degli altri credenti e quando lo facciamo, ci sentiamo complimentare per l’opera compiuta e ci vantiamo per il fatto di essere più buoni di altri allora sarà già quella la ricompensa perché in quel caso facciamo un’opera buona solo per sentirci dei complimenti; non per  amore e fare un’opera in onore a Dio. Perché in questo modo il nostro cuore si riempirà di orgoglio e inizieremo a sentirci più buoni e più giusti degli altri, perdendo così il valore dell’umiltà, rischiando di cadere nella superbia. Quando si fa un offerta piuttosto è meglio essere da soli, così nessuno si potrà complimentare con noi. Ma Dio che vede anche ciò che è nascosto ci darà la ricompensa. È meglio ricevere onori da Dio che agli uomini.  Se invece ci troviamo con persone non credenti e in quel caso fare un’opera buona non ci porterebbe a ricevere complimenti allora è meglio farla per dare l’esempio e se si ricevono critiche, non sono da prendere in considerazione. Sono da prendere in considerazione solo le critiche di chi è giusto e segue la parola di Dio. Se riceviamo dei grazie bisogna rispondere che deve piuttosto ringraziare Dio perché è stato lui aver fatto l’opera buona attraverso me è quindi è lui che bisogna ringraziare In questo modo inviti gli altri a dare gloria a Dio e questo è buono. Per evitare che il vostro cuore non diventi superbo dite anche: tutto quello che ho fatto, voi lo potete fare meglio. Queste sono le opere gradite a Dio. È giusto compiere opere buone, bisogna però vedere le motivazioni che ci stanno dietro e queste opere. Quando qualcuno compie opere buone, ma lo fa non rispettando queste tre regole, nel linguaggio biblico si chiamano “le opere della carne”. Purtroppo ci sono molti cristiani che offrono a Dio queste tipo di opere, ma non sono gradite a lui, e sono una pessima testimonianza davanti al mondo ed è per questo che molti atei pensano che i cristiani siano ipocriti, ma i veri credenti fanno le opere rispettando questi requisiti e sono di una grande testimonianza davanti al mondo. Arriverà il giorno, come dice anche il Vangelo, che alcune persone si presenteranno a Dio dicendo che hanno creduto in lui e che hanno compiuto delle opere buone. Lui però risponderà: << si è vero, le avete fatte, ma solo per glorificarvi o per interessi personali e non per amore e la mia gloria >>. Dirà poi a loro:  << Via da me, gente che operate l’iniquità >>. Gesù disse: senza di me non potete far nulla (Giovanni 5,5). A questo punto un non credente potrebbe dire: <<Come sarebbe a dire che senza Dio non posso fare nulla; anche io posso fare delle opere buone, non sono una prerogativa del cristianesimo>>. Certamente che anche un ateo può fare delle opere buone, ma quello che Gesù intende è fare opere buone gradite a Dio. Per ogni opera che si fa bisognerebbe analizzare qual è il motivo che stimola a compiere questa opera. Ad esempio se è per  amore o per interessi o vanagloria? Se è per amore per i prossimo va bene, ma se non è per quello allora è ipocrisia.

DEDICARE TEMPO PER IL SIGNORE

  • Io amo coloro che mi amano e quelli che mi cercano mi trovano (PR 8,17)

Questo versetto che è riportato qui sopra è molto simile a Deuteronomio 7,29: Se mi cercherai con tutto il cuore, mi troverai. Qui è sempre Dio che parla attraverso i profeti o i re di Israele come Davide che l’ha amato per tutta la via, e anche se la Bibbia è scritta nel corso di millenni, è sempre coerente perché Dio non cambia, è sempre lì pronto ad amarci e perdonarci e chi lo cerca senza sosta, si farà trovare e la presenza di Dio non verrà mai a mancare. Il credente fa buon uso del suo tempo (Efesini 5,15), così anche noi dobbiamo impegnarci a trovare il tempo da dedicare a Dio, che può essere pregare, leggere il Vangelo o ascoltare una predica cristiana, che sia dal vivo o sul web. Soprattutto nei nostri tempi è difficile trovare spazio per Dio, ma ogni sforzo è grandemente ripagato e ogni fatica che dedichiamo a Lui non è mai vana (1Corinzi 15,58). Per un ateo il tempo per Dio è uno spreco, ma per il credente è un momento che ciba lo spirito e ci fa cambiare interiormente. Se questo tempo è passato bene, la pace del Signore sarà in noi e la sua conoscenza di Dio aumenterà sempre più, questa è un’arma per sconfiggere le tentazioni e le bugie di satana. Consiglio anche di dedicare ogni tanto un itero pomeriggio al signore, per pregare, meditare su se stessi, fare un esame di coscienza e riflettere a che punto è il cammino con Dio e capire che cosa di vuole da te. Chi ama Dio e ha sperimentato che vivere una vita cristiana è appagante, possiede una grande sete di conoscenza di Dio. Il Signore è sempre disposto a soddisfare la nostra sete di Dio; chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto (Luca 11,9-10). È cosa buona prima di leggere la scrittura dedicare prima un momento di preghiera affinché quello che si leggerà sarà capito e andrà dritto nel tuo cuore per portare frutto in opere buone, è anche utile trovare qualcuno che sappia spiegare la parola di Dio che non è sempre di facile comprensione in quanto è scritta in un contesto storico e culturale molto diverso dal nostro e quindi è per avere una comprensione del testo più completa. Se cercherete il Signore ogni dubbio o argomento della scrittura che non vi sarà chiara; il Signore farà luce su di essa ed eliminerà ogni dubbio e ogni per domanda cercate e pregate e otterrete la risposta; anche le parti della scrittura che pensate di sapere già, riuscirete a vederle anche sotto altri punti di vista. Dedica perciò del tempo da mettere tutte le preoccupazioni e i problemi da parte, svuotare la mente e concentrarti su Dio, posare lo sguardo su di Lui e non pensare alle scocciature, alle persone che possono farci star male, ai problemi finanziari e a tutto ciò che può portare negatività alla giornata, perché se penserai a queste cose genererai spazzatura nel tuo cuore che ti rovinerai la giornata; invece pensare al Signore, pregare intensamente e affidare i problemi a Lui ti porterà ad alleviare il molto stress che si accumula durante la giornata e vedrai che starai molto meglio. Satana non vuole assolutamente che dedicate del tempo a Dio e cercherà di indurci dei pensieri o a fare qualcosa che di per se non sono negative ma hanno lo scopo di farci perdere tempo affinché a fine giornata ci accorgeremo che non abbiamo dedicato del tempo a Dio. Bisogna fare anche attenzione a questo e chi è credente cerca sempre del tempo per Dio. Il non credente di aprire la Bibbia non interessa affatto e rimane completamente ignorante sulla scrittura. Farà una vita pesante e travagliata; è possibile che abbia sempre avuto una Bibbia in casa, lasciata li a prendere polvere, non sapendo che la soluzione a tutti i suoi problemi e le sue preoccupazioni sono contenute li dentro. Ha quindi solo ricordi di catechismo e per sentito dire, ma anche quelli non sono sempre da sottovalutare perché è possibile che al momento giusto riaffiorino per chiedere aiuto al Signore in un momento di difficoltà, e il Signore risponde sempre e chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato (Gioele 3,5). Ho letto diverse testimonianze di persone completamente lontane da Dio, ma in un delicato momento della vita, perse tutte le speranze si ricordano del Signore, e se la preghiera è fatta con fede, riceveranno il suo aiuto. Questo può aprire le porte di una possibile conversione e se avverrà si ricorderà finalmente di quella Bibbia che è sempre stata lasciata lì, insieme agli altri libri e chissà se riceverà da Dio una sete di conoscenza affinché la apra e inizi a meditare su di essa.

PERSONIFICAZIONE DELLA SAPIENZA E DELLA STOLTEZZA

  • Donna follia è irrequieta, sciocca e ignorante. Sta seduta alla porta di casa,(PR 9,13-14) per invitare i passanti (15) <<Chi è inesperto venga qui!>> E chi è privo di senno ella dice: Le acque furtive sono dolci, il pane preso di nascosto è gustoso>>. Egli non si accorge che là ci sono le ombre e i suoi invitati scendono nel profondo del regno dei morti. (16-18)
  • La sapienza si è costruita la sua casa, (PR 9,1) ha imbandito la sua tavola. Ha mandato le sue ancelle a proclamare (2,3) <<Chi è inesperto venga qui!>> (4)

Il libro dei proverbi personifica la sapienza e la stoltezza, immaginandole come due donne che ti chiamano già nel primo periodo della nostra vita; nell’infanzia o l’adolescenza, quando si è molto giovani e ancora inesperti in tutto, per riempire quel vuoto nel cuore che ogni ragazzino/a ha nella sua giovinezza e non si ha ancora presa di posizione su come vivere la propria vita come meglio crede. In quel periodo della vita si avrà sentito parlare di Dio, ma si dovrà decidere se andare con Lui o contro di Lui, e finché si è giovani, è più facile correggere gli errori e gli atteggiamenti sbagliati, ma se quegli errori si consolidano, sarà più difficile affrontarli in seguito. Se una persona decide di ignorare o negare Dio, allora satana poco alla volta prenderà al sopravvento di  lui  e più si andrà avanti e più rischierà di accumulare vizi o idoli che dovrà rinunciare se vorrà seguire Dio in futuro e sarà quello il prezzo della sua conversione, ma se già da giovani si accetta il Signore allora diventerà uno scudo e ci proteggerà da molti vizi, e difficilmente faranno parte della nostra vita, saranno eliminati o fortemente limitati, e allo stesso tempo si sentirà una istintiva attrazione in tutto quello che sarà buono. Non è comunque da sottovalutare una conversione in età adulta, anche li può portare molto frutto, specialmente se durante una vita di peccato si è sofferto molto e solo dopo aver trovato Dio e la sapienza si avrà avuto finalmente la pace nel cuore che tanto desideravano. In quel caso il credente sarà uno strumento importante nella mano di Dio e ci sono molte testimonianze di conversione che vanno in questa direzione. In una di queste c’era una signora che durante la vita fece molti peccati, ma un giorno decise di dare il cuore a Gesù, ma sentiva di essa ancora il peso della colpa dei peccati. Allora un giorno qualcuno le disse: << Credi nel sacrificio di Cristo sulla croce che ci lava da ogni peccato? E ora che ti sei pentita Dio ti ha perdonata?  Lei rispose di si. Allora non pensi che dovresti ringraziarlo? >> La signora iniziò a ringraziare e glorificare Dio e tutto il peso e il senso di colpa del peccato crollo giù e sentì subito una sensazione di pace e serenità. Quando “donna Sapienza” chiama offre la parola di Dio che è cibo per l’anima e la porta a cercare la sapienza. Ma quando è invece “donna stoltezza” che chiama offre ciò che è male agli occhi del Signore come il gusto del proibito, la ricerca del piacere carnale e delle cose materiali invece di quelle spirituali, la trasgressione come una cosa affascinante che ti fa sentire superiore agli altri, questo sentirsi superiori porta alla superbia. Se questo persiste, inizieranno a odiare la parola di Dio perché vedranno che non sarà conforme alla loro vita piena di vizi e di trasgressioni e cercheranno in tutti i modi di combatterla e negarla e attaccando verbalmente una persona credente se l’argomento salta fuori. Questi sono schiavi di satana e senza neanche si accorgono che scenderanno dell’abisso dei tormenti eterni. Abbiate dunque sapienza, e ricercatela. È decisamente meglio stare dalla parte di Dio che stare contro Dio perché contro di lui non la puoi scampare.