LA REGIONE DELLA GALAZIA
La lettera è indirizzata alle chiese della Galazia, cioè alle comunità presenti nell’Asia Minore, l’attuale nord-ovest della Turchia. Gli abitanti erano discendenti di immigrati giunti dalla Gallia verso il III secolo a.C. La regione era al tempo di Paolo sotto l’autorità romana. La popolazione era distribuita in piccoli centri dediti specialmente all’agricoltura e alla pastorizia e solo in minima parte al commercio ad esso connesso; di conseguenza la popolazione era di bassa cultura.
PAOLO EVANGELIZZA LA GALAZIA
La Galazia venne evangelizzata da Paolo durante il suo secondo viaggio verso l’anno 50: colpito da una malattia venne curato da quella gente (cfr. Gal 4,13-15). Paolo rimarrà grato alle premure che gli mostrarono.
L’ARRIVO DEI GIUDAIZZANTI
Dopo la partenza di Paolo l’arrivo di cristiani giudaizzanti nemici dell’apostolo, da loro considerato eretico perché contrario all’obbligo della circoncisione, trassero dalla loro parte la comunità mettendola contro lo stesso Paolo. Essi turbarono la vita della comunità usando una presunta autorità in quanto provenienti dalla terra di Gesù e come discepoli della prima ora. Paolo quindi venne accusato di aver ingannato i Galati e che la sua predicazione non corrispondeva a quella di Gesù essendo quest’ultimo un ebreo praticante. Per di più Paolo non faceva parte dei dodici e non era stato un discepolo della prima ora. Non aveva quindi autorità e garanzia necessarie per l’ortodossia della dottrina. Paolo ai loro occhi era un ambizioso che si era ingiustamente appropriato dell’autorità di apostolo indebitamente. Non restava altro che rifiutare Paolo e la sua dottrina. La comunità, composta da gente semplice, si lasciò ingannare facilmente da queste nuove voci con conseguenti divisioni e disorientamenti.
OCCASIONE DELLA LETTERA AI GALATI
Paolo addolorato dall’allontanamento dei Galati dalla retta via e forte dalla decisione del concilio di Gerusalemme dove si stabilì la piena autorità di Paolo come apostolo, scrisse la lettera ai Galati con un duplice scopo:
- DIFENDERE LA SUA AUTORITÀ COME APOSTOLO:
Per fare questo Paolo rivendica il suo diritto ad essere apostolo in quanto gli altri apostoli affermano che la sua dottrina non è modellata per piacere agli uomini (cfr. Gal 1,10-12). Costretto ad una apologia personale circa la sua missione ricevuta direttamente da Gesù, ricorda come le colonne della chiesa riconobbero in lui un dono autentico di apostolo e la missione specifica per i pagani. Lo scontro con Pietro ad Antiochia, qui ricordato (cfr. Gal 2,11-14), dimostra come Paolo fosse considerato una vera figura autorevole fino ad arrivare a correggere persino Pietro.
- DIFENDERE LA DOTTRINA DELLA GIUSTIFICAZIONE
Paolo per smontare la tesi dei giudaizzanti ricorre citando Abramo e la promessa a lui fatta: Abramo ricevette giustificazione per la fede e non grazie alla circoncisione. La legge è un pedagogo, figurata da Agar, in contrapposizione con la nuova alleanza figurata da Sara. Il cristiano è ormai libero e figlio e quindi erede in virtù della promessa; per questo Paolo esorta i cristiani a mantenere la libertà acquistataci da Gesù e a camminare secondo lo Spirito che gli è stato donato. Il centro di questa vita morale è la carità e non i desideri o gli istinti. Gesù ha abolito le pratiche giudaiche, che non hanno più valore, perché all’economia della legge è subentrata una totalmente nuova, quella dello Spirito.
STRUTTURA
Introduzione: 1,1-10
Struttura
1- Origine divina della sua autorità: 1,11-2,21
2- Salvezza mediante la fede e confronto tra legge e fede: 3,1-5,12
3- Morale cristiana come libertà e amore:
• chiamata alla libertà come servizio all’amore: 5,13-15
• camminare secondo lo Spirito: 5,16-26
• vita comunitaria: 6,1-6
• invito alla perseveranza e alla responsabilità: 6,7-10
Conclusione: 6,11-18
NOTE CARATTERISTICHE
- Paolo sgrida i galati per essere passato a un altro vangelo. Esiste un solo vero Vangelo
- Paolo racconta come è diventato apostolo per vocazione di Dio partendo dal giudaismo
- Paolo apostolo degli incirconcisi in accordo con la chiesa di Gerusalemme
- La salvezza per mezzo della fede, seguendo l’esempio di Abramo. Le opere della legge non ti rende giusto davanti a Dio.
- Dio fece grazia ad Abramo e alla sua discendenza (Cristo) mediante la promessa
- La legge è stata data per dare consapevolezza di peccato affinché si cercasse la grazia mediate la fede in Gesù Cristo
- La fede in Cristo annulla ogni tipo di discriminazione, sociale, etnica e sessuale
- Cristo è venuto per riscattarci dalla legge di cui eravamo schiavi, ora siamo figli suoi
- Lettura allegorica dei figli di Abramo, uno da Agar (carne/legge) e un da Sara (promessa\libertà)
- Il cristiano non è schiavo della legge, ma è libero secondo la guida dello spirito
- Le opere della carne si oppongono alle opere dello spirito
- La fede in Gesù cristo mette in opera la carità
- Raccomandazioni per una corretta vita comunitaria