IL METODO BIGLINO

Quando Biglino vuole spiegare qual è il suo metodo di studio della Bibbia fa prima un’introduzione sulla scrittura biblica in generale cercando di attaccare l’affidabilità della Bibbia come testo sacro. Le argomentazioni vanno dal: Non si sa chi siano i veri autori, in che lingua è stata scritta in origine e non si sa quanto è stata modificata nel corso dei secoli; (tra l’altro tutte questioni che i teologi  esperti sanno rispondere), dopo di che inizia a spiegare qual è il suo metodo che sta alla base alla chiave di lettura che applica alla Bibbia. Dato la scarsa conoscenza riguardo le origini della Bibbia, le incertezze insormontabili,  l’unico metodo accettabile è il “facciamo finta che”. Appare secondo Biglino l’unico metodo accettabile per leggere la Bibbia. Quindi nonostante l’introduzione che mira a distruggere la fede nella scrittura, per Biglino se si vuole leggere la Bibbia bisogna mettere da parte la sua introduzione e immaginarsi di fare finta che la Bibbia che leggiamo sia proprio quella in origine; che i personaggi biblici siano esistiti veramente e gli autori hanno voluto descrivere fatti che sono veramente accaduti considerando di fatto la Bibbia un autentico libro di storia. Questa  visione della Bibbia solo in apparenza si avvicina a quella cristiana, perché secondo Biglino la Bibbia va letta in maniera letterale, senza interpretazioni, spiegazioni teologiche e senza collegamenti con il nuovo testamento. La storia che viene fuori è un quadro coerente con la paleastronautica, dove si parla di alieni, astronavi e varie tecnologie fantascientifiche. Nell’applicare questo metodo, non riconosciuto da nessun studioso che si rispetti, vuole far credere che la Bibbia parla di tutte queste cose, quando invece non è nient’altro che la teoria dell’antico astronauta applicata alla Bibbia, da come vedremo in maniera del tutto forzata e tra l’altro nemmeno tutta la Bibbia, ma solamente alcune parti presi qua e là. Vediamo qui sotto alcuni esempi di strategie che vengono utilizzate da lui per applicare la chiave ufologia nella Bibbia e le sue forzature, nelle spiegazioni e nelle traduzioni e eventualmente come riuscire a smascherarli:

  • LE DOMANDE INTRODUTTIVE

Prima di prendere in esame un brano della scrittura, Espone un breve riassunto su cosa la teologia dice di questo brano e pone una serie di domande senza risposta con lo scopo di iniziare a istillare dei dubbi nel lettore e fargli credere che la spiegazione teologica del brano emergono contraddizioni e insensatezze e non è dunque quella la spiegazione esatta. Sarà quindi lui a dare una spiegazione più esauriente. Ora, le domande che pone, non sono domande senza risposta, ma con un minimo di ragionamento e di conoscenza teologica si possono argomentare, questo al lettore medio non lo sa. Inoltre ci possono essere anche delle domande ingannevoli che non hanno nulla a che vedere con il brano, ma hanno lo scopo di mostrare contraddizione che di fatto non ci sono. La spiegazione che da lui non è certo più esauriente in quanto oltre ad andare a utilizzare le strategie ingannevoli che vedremo tra breve, va anche a contraddire altri passi biblici da lui ignorati.

  • LO SLITTAMENTO SEMANTICO

L’ebraico è una lingua polisemica, significa che un termine può avere più significati e la scelta del significato va determinata dal contesto. Se dunque nella Bibbia compare un certo significato non è un caso o una scelta arbitraria, ma è perché i traduttori hanno assegnato il significato conforme alla grammatica e al contesto del brano. Ricordiamo che i traduttori non sono tutti cristiani e non tutti credono nella Bibbia come parola di Dio e non hanno dunque interessi a tradurre una parola orientandola in senso teologico. Biglino invece prima inganna i lettori dicendo che una determinata parola è tradotta in base a una scelta puramente teologica e sceglie un significato diverso sempre nella lista dei possibili significati. Peccato che va in contrasto con il contesto e risulta una scelta non giustificata. Analizzando grammaticalmente il brano si arriva alla conclusione che la traduzione corretta è quella che compare nella Bibbia e non quella scelta da Biglino.

  • LA STRATEGIA DEI DIZIONARI ROTANTI

Uno studioso che vuole usare una metodologia seria dovrebbe usare sempre lo stesso dizionario e le eccezioni dovrebbero essere giustificate. Biglino invece cita dizionari diversi scegliendo ogni volta quello che più di tutti va incontro al suo pensiero. Se dunque il dizionario che utilizza principalmente va contro la sua teoria, allora cambia dizionario e così via. Non si fa scrupoli a scegliere anche dei dizionari del tutto obsoleti e non più utilizzati da nessun studioso, ma anche quei casi i conti non tornato. Nel citare i dizionari lo fa in maniera scorretta, manipola la sua spiegazione, nasconde dei significati e ne introduce altri non esistenti. Nel mio studio ho controllato nel dizionario tutti i vocaboli discussi da Biglino per poter anche solo verificare se il significato attribuito da lui compare. Ho inserito l’immagine della definizione, onde evitare che nessuno possa insinuare che mi stia inventando il significato delle parole ebraiche. Da tutti i controlli si potrà vedere chiaramente che le traduzioni della parole scelte da Biglino non coincidono completamente con il dizionario usato dal sottoscritto, realizzato secondo i più moderni criteri linguistici (DI EBRAICO BIBLICO di Luis Alonso Schökel, consulenza scientifica di Gian Luigi Prato. Edizione San Paolo anno 2013).

  • L’ETIMOLOGIE INGANNEVOLI

Quando Biglino vuole tradurre un termine in modo insolito, per rafforzare le sue ragioni si avvale della strategia dell’etimologia. Biglino fa derivare un termine in ebraico con uno in sumerico che corrisponde al termine che vuole attribuire il significato. Peccato che gli studiosi affermano che il sumerico non è una lingua semitica. Non ne è ancora stata dimostrata alcuna parentela con altre lingue note, ed è considerata una lingua isolata[1] e perciò non ha nulla a che vedere con la lingua ebraica. Attribuire delle etimologie tra le due lingue è completamente sbagliato e denota una mala fede o un’ignoranza linguistica. Un esempio più comprensibile è l’italiano e l’albanese che pur essendo popoli geograficamente vicini hanno ceppi linguistici completamente diversi.

  • RIASSUNTI NON COINCIDENTI

In alcuni casi, quando Biglino vuole prendere in esame un brano biblico spiega la vicenda con parole sue, senza citare per intero il brano come compare tradotta nella Bibbia. Riporta solo alcuni versetti o frasi che gli fanno comodo, ma nella spiegazione applica dei tagli di comodo e alcune parole o frasi intere vengono completamente ignorate di Biglino, e guarda caso, sono proprio quegli elementi che vanno contro la sua teoria. Se si apre la Bibbia e si legge con attenzione il capitolo contenente il brano spiegato, si scopre che il riassunto messo nero su bianco non coincide con la Bibbia stessa. Saltano fuori gli altarini e di conseguenza l’interpretazione di Biglino risulta completamente errata.

  • LEGGERE LETTERALMENTE

Biglino secondo il suo metodo legge la Bibbia in modo puramente letterale dicendo che è quello l’unico criterio per poter fare ipotesi e considerazioni. Quello che non tiene conto sono i generi letterali. Nella Bibbia ci sono spesso i cantici che sono vere e proprie poesie e di conseguenza ricche si metafore e allegorie. Biglino utilizza alcune parole o brevi frasi di queste poesie, per leggerle in modo meccanico ed estrapolare delle ipotesi completamente travisate. Oltre ai cantici non tiene mai conto  del contesto antropologico, storico e della cultura che ha generato il testo biblico. Un esempio banale: La frase “dammi una mano” sappiamo che è un modo di dire per chiedere aiuto, se dovessimo utilizzare il metodo Biglino dovremo pensare che qualcuno ci chiede di segarci la mano e darla a qualcuno. Questo significa leggere alla lettera e non tenere conto della cultura della lingua originale.

Una volta elaborata l’ipotesi partendo dal testo ebraico è importante per rafforzarle citare degli esperti in diversi settori per mostrare ai lettori che non è l’unico ad avere avuto queste intuizioni ed aver tratto certe conclusioni. Questi “esperti” che Biglino definisce: “scienziati con la mente aperta” andando ad approfondire si scopre che sono in realtà pseudo scienziati senza nessun titolo accademico, o comunque non esperti del settore. In altri casi sono veri scienziati altamente qualificati, ma le citazioni contenute nelle pubblicazioni sono travisate completamente a suo favore. L’esempio più famoso è quello del genetista Dario Bressanini.

  • FALSE CITAZIONI DI ESPERTI IN EBRAICO

In certi casi Biglino fa uso di citazioni di esperti in lingua ebraica per avallare le sua tesi. Possiamo distinguerli in due categorie: Nella prima di tratta di citazioni di studiosi autodidatti privi di titoli che attestano le loro competenze, in poche parole non sono affatto esperti in ebraico, ma pseudostudiosi con conoscenze limitate. Viene citato il cosiddetto “centro di ricerca di ebraico antico” come se fosse un prestigioso istituto condotto da una commissione di esperti accademici, quando in realtà si tratta semplicemente di un sito internet condotto da persone che si autodefiniscono studiosi senza avere titoli accademici. La seconda categoria si tratta di reali esperi accademici di ebraico biblico, peccato che le loro citazioni riportate sono delle estrapolazioni fuori contesto usate a suo comodo. In realtà leggendole bene si può vedere chiaramente che non vanno certo ad avvalorare le sue tesi, ma al contrario le confutano.  Un altro degli espedienti retori utilizzati da Biglino è un largo uso di espressioni tanto perentorie quanto vaghe del tipo, “I ricercatori affermano …”, “I biblisti sono ormai tutti dell’opinione che …”, “Gli stessi rabbini ebrei sono d’accordo su questo punto …”, ecc., guardandosi però bene dallo scendere nei particolari della sua affermazione e citare personalità illustre che effettivamente affermano quello che Biglino sostiene.

  • LE PROVE ARCHEOLOGICHE

Un’altra strategia per rafforzare le sue tesi sono le “prove archeologiche”. Ci sono due tipi di prove che Biglino presenta: Quelle letteralmente false e costruite ad arte fino ad arrivare a ritenere attendibile una foto alterata con Photoshop; altre invece autentiche prove archeologiche, ma le informazioni su di esse sono errate o contengono mezze verità, dalla datazione, alla civiltà di appartenenza e i simboli noti dagli esperti del settore, vengono interpretati in maniera del tutto fantasiosa. Lo scopo dell’utilizzo delle prove archeologiche sono orientate a tirar acqua al suo mulino, ma approfondendo viene fuori una verità molto diversa e sicuramente più razionale. La NASA nel 2007 ha svolto uno studio approfondito di analisi delle fonti antiche in maniera del tutto imparziale per verificare la presenza di un possibile contatto alieno nel passato. Quello che è venuto fuori è che il 90% delle fonti hanno indubbiamente una spiegazione razionale; il restante 10% non ha ancora una spiegazione certa. Ma attenzione a dire che in quel 10% ci sono prove di vita aliena sulla terra, sarebbe come al solito il passo più lungo della gamba. Un spiegazione razionale è di gran lunga più plausibile. Un po’ come se una persona ha maldi testa non significa che c’è una larva aliena che ti mangia il cervello, una spiegazione più plausibile c’è sempre.

CONCLUSIONE:


Il metodo di studio è fondamentale per distinguere da uno studioso affidabile a uno pseudo studioso, quindi un ciarlatano. Da come abbiamo appurato il metodo di Biglino non è un metodo ritenuto valido in modo scientifico, così come tutti i suoi predecessori sono privi di credibilità. Allora perché i suoi lavori hanno riscosso lo stesso un grande successo? I fan di Biglino sono persone che non sanno cosa significa studiare con un metodo serio. Infatti molti di loro sono già abituati a credere ad altre teorie del complotto pseudo scientifiche, come per esempio le famose scie chimiche o la storia che l’uomo non è mai andato sulla luna. Se qualcuno fa notare a un fan di Biglino che i suoi studi non sono scritti sotto un metodo valido tramite anche un lungo discorso, si sente rispondere: <<Eh, ma non hai detto niente>>. Da qui si può vedere come mancano proprio le basi per capire anche solo che cosa significa studiare con un metodo. Tutto questo è terreno fertile di fronte alla narrazione paleastronautica. In realtà Biglino usa un metodo che non è quello scientifico, ma è quello che nel mondo anglosassone chiamano “cherry picking” ovvero la selezione delle ciliege. Questo metodo può essere usato per avvalorare qualunque teoria controversa o stravagante. Consiste nel enfatizzare dei dati che possono far comodo per avvalorare la teoria che si vuole portare avanti e ignorare completamente tutto ciò che può contraddirla e cucito il tutto per costruire un’argomentazione distorta e fuorviante. Dire ciò che fa comodo e taccio che non lo è, dicendo solo parti di verità. Faremo un viaggio e affronteremo tutti gli argomenti principali contenuti nei libri e nelle conferenze di Biglino. Non affronterò tutti gli argomenti, in quanto non è possibile in un solo libro, confutare i molteplici suoi libri, ma confutando gli argomenti principali è sufficiente a far crollare le sue tesi. Come in un castello di carte, muovendo la base crolla tutto, così anche confutando gli argomenti principali, crolla anche tutto il resto. Lo scopo di questo libro non è quello di dichiarare che gli alieni non esistono, ma quello di dimostrare che la Bibbia non parla di astronavi o tecnologie fantascientifiche e Dio non è un alieno in carne e ossa.


[1] Lingua sumera – Wikipedia

IL FENOMENO BIGLINO

Biglino si contraddistingue dai suoi predecessori dal grande successo che ha avuto in Italia, tanto da generare quello che chiamo, “il fenomeno Biglino”. Prima di Biglino, in Italia, la paleastronautica aveva raggiunto solo una stretta nicchia di lettori, non era riuscita a sfondare. I contenuti erano più che altro cartacei e gli autori non erano italiani e quindi non presenti sul territorio. Biglino invece, nativo di Torino non si è limitato a scrivere molti saggi, ma anche condurre numerose conferenze in tutta Italia con lo scopo di divulgare la teoria e pubblicizzare i suoi libri. Ha un linguaggio molto carismatico che tende ad appassionare affinché le persone continuino a seguirlo. Biglino ha generato un esercito di persone disposte a difenderlo a spada tratta e ad esaltare tutti i punti salienti da lui predicati. I suoi fan ritengono Biglino uno studioso credibile e preparato in quanto ex traduttore ufficiale delle edizioni san Paolo; se dunque possiamo leggere la Bibbia che abbiamo in casa è grazie a lui. Se fosse così incompetente come sostengono i suoi detrattori allora anche la Bibbia che leggiamo sarebbe piena di errori. Questo è quello che i suoi fan amano sbandierare su web, ma le cose non stanno proprio così. Ci sono due versioni di traduzione della C.E.I., la conferenza episcopale italiana, una versione tradotta nel 1971 e nel 1973 e quella più recente nel 2008. In entrambi le versioni, Biglino è stato completamente assente da qualunque ambito per la compilazione di questi lavori. Gli unici lavori che Biglino ha partecipato sono: i profeti minori e i Meghillot, di cui il responsabile fu Piergiorgio Beretta. La collaborazione di Biglino fu saltuaria, incentrata sulle traduzioni interlineari, dunque non delle vere e proprie traduzioni complete. L’aver fatto passare Biglino come colui che ha tradotto tutta la Bibbia, come se in Italia fosse l’unico in grado di svolgere questo lavoro è totalmente fuorviante e lontano dalla realtà. Molti addirittura mettono in dubbio la sua reale competenza della lingua ebraica, vista la mancanza di  laurea o corsi che la attestano. Un’altra bufala propagandata dai suoi fan più incalliti gira attorno alla fine della collaborazione tra Biglino e le edizioni paoline. Sostengono che quando Biglino pubblicò i suoi primi libri contenenti delle “verità scomode”, le edizioni paoline lo licenziò per ritorsione. Nel 2009 Biglino pubblicò i libri: “Chiesa romana cattolica e massoneria”, e “Resurrezione reincarnazione”, opere editoriali fortemente anticattoliche, ma nonostante ciò l’anno successivo non impedì la pubblicazione dei “profeti minori” con le edizioni san paolo, dimostrando così che il motivo della rottura non bisogna ricercarla nelle cosiddette “verità scomode”, che tra l’altro non sono verità.  A differenza dei suoi predecessori, Biglino non si limita a spiegare e raccontare le vicende tra gli uomini e gli alieni tratte dalle Bibbia, ma parallelamente fa utilizzo di una continua retorica anticattolica e anticlericale cercando di ridicolizzare le interpretazioni esegetiche dei teologi sostenendo che hanno strumentalizzato la Bibbia pei i loro scopi di potere, ma leggendola in lingua originale, senza dogmatismi si arriva alla conclusione che non ha niente a che vedere con quello i teologi insegnano alla gente da secoli; la Bibbia non si occupa di spiritualità, né tanto meno di Dio. La visione che ha del vaticano è estremamente negativa: Accusa i vertici della curia romana di oscurantismo e male fede: Loro sanno benissimo che Dio non esiste e la Bibbia non parla di Dio; la religione è una invenzione artificiale partendo da un libro che non avrebbe dovuto finire nelle loro mani; e neppure parla di Dio o spiritualità; ma hanno costruito tutto questo con lo scopo di controllare le masse. Quest’ultimo punto si è ispirato al marxismo, ma Biglino lo integra nella suo modo di vedere la chiesa. In una conferenza[1] disse:<< Qualcuno pensa che la Bibbia è solo un libro che parla di falsità e sarebbe da buttare via? Allora benissimo, buttiamolo nella spazzatura! Ma devono essere prima loro (riferendosi alla chiesa) e dire apertamente come stanno le cose e buttarlo loro per prima, finché non lo faranno andrò avanti a fare quello che ho sempre fatto. Qui, svela qual è il suo vero scopo di tutti i libri e tutte le energie che mette nel suo lavoro, non quello di dimostrare una presenza aliena nel passato, ma quello di distruggere la chiesa. Gli alieni sono solo un modo alternativo per arrivare a questo. A volte accosta gli alieni con il vaticano, mettendoci anche un pizzico di complottismo, che nei giorni nostri va di moda e gli consente di dare più brio ai suoi sermoni. Secondo Biglino il vaticano oltre a invertasi la religione cattolica per soldi e potere, vogliono anche nascondere l’esistenza degli alieni sulla terra. In una conferenza disse che nel congresso americano ci sono due alieni camuffati da umani. Ovviamente questo lo può dire davanti a persone che pendono dalle sue labbra, altrimenti lo prenderebbero per matto. Nel mondo cattolico salva solamente i sacerdoti di paese. Riconosce il fatto che loro possono essere anche delle brave persone in buona fede. Il suo anticlericalismo si differenzia dagli atei nel modo di vedere la Bibbia. Per il classico becero ateismo, la Bibbia è solo un libro fantasy, inutile e da buttare nella spazzatura; Biglino invece, invita le persone a leggere la Bibbia, un libro profondamente affascinante, ma senza leggerlo con i dogmi imposti dalla chiesa che attribuiscono metafore e allegorie delle vicende che andrebbero lette in maniera letterale e sotto un altro punto di vista. La Bibbia non è un libro di fantasia, ma la testimonianza di persone che hanno vissuto dei fatti realmente accaduti. Questo approccio di vedere la Bibbia, in una certa fetta della popolazione ha una presa maggiore rispetto che ridurre la Bibbia in un libro puramente insignificante. È così che Biglino con i suoi libri, conferenze e contenuti multimediali vari ha creato un esercito di fan sfegatati, che prendono ogni parola di Biglino come oro colato e sono pronti a riempire di insulti tutti coloro che nel web provano anche solo a mettere in dubbio qualche argomentazione sulla paleastronautica spiegata da lui additandoli a dei retrogradi fondamentalisti cattolici. Paradossalmente, non solo i credenti, ma anche gli atei che criticano questa teoria vengono scambiati per fanatici credenti. Infatti tra i nemici di Biglino ci sono anche numerosi atei, perché finché si tratta di criticare la teologia va bene, ma dal momento che mette in discussione anche una parte della scienza, inizia a calpestare un terreno a loro caro, e questo è inaccettabile. In rete si possono facilmente trovare vari video sulle sue conferenze e dibattiti con uomini di diverse denominazioni. Uno di questi video è emblematico[2]. Si tratta di un dibattito tra Biglino, un sacerdote ortodosso , uno cattolico e un rabbino ebreo in una sala gremita di persone per lo più fan di Biglino. Questo video è stato inserito nel web con lo scopo di far credere al popolo di internet che i teologi, che sia di qualunque fede, non riescono a tener testa alle sue argomentazioni. Nel dibattito una persona del pubblico fa una domanda a Biglino riguardo un argomento che tratta nei suoi libri, ma dal momento che si tratta di una parte della Bibbia poco conosciuta, i teologi non sono preparati adeguatamente. Il pubblico inoltre è abituato da Biglino ad avere un approccio della Bibbia puramente letterale e quando i teologi parlano di metafore o allegorie sono solo dei modi per arrampicarsi sugli specchi. Proprio per questo, quando il sacerdote ortodosso dice che in questo brano bisogna interpretare, la gente del pubblico inizia a sghignazzare. Il cattolico dice con sincerità che è preparato su altri argomenti, ma non su quello e il rabbino fa praticamente scena muta. Per affrontare un dibattito con Biglino bisogna avere un po’ di dimestichezza con l’ebraico e aver letto bene i suoi libri, insieme a un adeguato studio dei principali argomenti per confutarne le tesi. Questo tipo di preparazione ai teologi manca, e questo Biglino lo sa. Ci sarebbero in Italia persone che hanno una preparazione per confutarlo, come Daniele Salamone, il quale ha pubblicato diversi libri che smentisce Biglino su diversi argomenti. Ma con lui un dibattito pubblico sta bene attento a non farlo, nonostante il studioso Salamone lo abbia invitato a farlo.


[1] Conferenza del 4 novembre 2017 a Legnago (VR)

[2] Conferenza con domande dal pubblico il 6/03/2016 a Milano con Rav Ariel Di Porto, Don Ermis Segatti. Daniele Garrone, Mons Avondios.

LE ORIGINI DELLA PALEASTRONAUTICA

Le origini della paleastronautica non derivano dalla scienza o dagli antichi manoscritti sparsi nel mondo come i suoi sostenitori pensano ma bensì dalla fantascienza. Andiamo ora a ricostruire in ordine cronologico, partendo dagli anni 20 del novecento lo sviluppo di questa teoria, dalla sua forma primordiale ad oggi.

ANNI 20

Il primo barlume di questa teoria la troviamo in alcune opere di H.P. Lovecraft scritte intorno gli anni 20 del novecento. L’autore ci tenne a precisare che le sue opere furono solamente frutto della sua fantasia e in nessun modo cercò di convincere qualcuno della veridicità scientifiche dei suoi romanzi.

ANNI 60

Negli anni 60, negli U.S.A due astrofisici: Carl Sagan e Iosif Shklovskii  fecero un’ipotesi basata su calcoli statistici secondo cui saremo stati visitati sicuramente da qualche forma di vita aliena intelligente; questo calcolo matematico è chiamato “l’equazione di Drake”. Siamo quindi negli anni 60 e l’astrofisica nel frattempo è progredita, all’epoca non si tenevano conto di diversi fattori e variabili indispensabili per la vita. Un astrofisico di oggi non darebbe una assoluta certezza a una presunta visita aliena nel passato. I due astrofisici sostennero anche che i sumeri, la più antica civiltà umana, furono proprio loro i destinatari di un contatto alieno e a imparare molto da loro, favorendo di fatto lo sviluppo di questa antica civiltà comparsa nel nulla, completamente formata. Come prova di questo contatto i due astrofisici presentarono un sigillo sumero, il famoso VA243. Questo sigillo raffigura una stella a sei punte, interpretati come il sole e 10 puntini attorno, che raffigurerebbero 10 pianeti, quelli da noi conosciuti più il pianeta degli alieni, Nibiru. Inoltre sapevano che è il sole al centro del sistema solare. Queste conoscenze astronomiche così avanzate non sarebbero state possibili senza l’aiuto di una civiltà aliena avanzata. Questo è un esempio di fantarcheologia. Il sigillo che viene presentato come la raffigurazione del sistema solare è negata dai sumerologi: il simbolo al centro del sigillo, di cui viene erroneamente identificato con il sole, ha in realtà un significato completamente diverso in quanto il sole veniva raffigurato in tutt’altro modo, oltre al fatto che i puntini attorno scambiati come pianeti non corrispondono né alle dimensioni, né alle posizioni all’interno nel sistema solare. Nei sigilli di argomento astronomico secondo tutti gli esperti di settore, si vede chiaramente il sole, rappresentato con il disco SHAMASH, simbolo del Dio sumero del sole[1] e i pianeti solo fino a Saturno.[2] Possedevano una conoscenza primitiva del cosmo in linea con l’epoca. Nonostante queste prove i sostenitori della teoria dell’antico astronauta usano spesso questa argomentazione per sostenere introdurre l’ipotesi aliena. I sumerologi moderni sono concordi con il fatto che lo sviluppo della civiltà sumerica avvenne non in maniera fulminea, ma in maniera graduale come tutte la altre civiltà, dimostrando tutto ciò mediante fonti e prove archeologiche.[3] Ad esempio secondo gli studi dell’archeologa Denise Schmandt-Besserat  la scrittura sumerica cuneiforme comparve per la prima volta intorno al 8000 A.C. in forma molto primordiale, con la possibilità di scrivere solo pochi vocaboli. Lo sviluppo della scrittura si completò intorno al 2000 A.C. con la possibilità di scrivere qualunque cosa compresi i componimenti poetici.

Sempre negli anni 60 in Europa troviamo altri 2 personaggi: Louis Pauwels e Jacques Bergier. Scrissero una monografia chiamata “il mattino dei maghi” che divenne un bestseller e fondarono una rivista chiamata “planet”. Questi due autori nella loro rivista citano i romanzi fantascientifici di Lovecraft come se fossero resoconti di fatti reali, come per esempio un presunto oggetto metallico a forma cubica attribuita a una ricetrasmittente aliena (“cubo” di Gurlt). Una prova di qualche visita da parte di civiltà extraterrestri. Se si approfondisce il caso in realtà si tratta di un normale meteorite ferroso che non ha nemmeno una forma cubica.[4] Furono loro per primi a introdurre o comunque alimentare dei concetti ancora presenti e sulla bocca di tutti i fan e divulgatori di paleastonautica, quali la dicotomia tra scienza ufficiale e scienza alternativa. Loro ovviamente si presentano come scienza alternativa cercando una contrapposizione con gli scienziati che non condividono le loro idee, ma allo stesso tempo, agli occhi del lettore, dare una legittimità alle loro idee, come se credere alla vera scienza, dimostrata con esperimenti e prove sia equiparabile alle loro teorie senza un briciolo di prova credibile. Il secondo concetto che introdussero per la prima volta è quello sulla apertura mentale. Le persone disposte a credere in questa teoria “alternativa” possono essere considerate aperte di mente, dando quindi una connotazione positiva e un pregio a chi almeno non esclude a priori queste tesi. Gli scienziati o i teologi che non credono alla teoria dell’antico astronauta vengono additati come “chiusi di mente”, una di quelle parole studiate per offendere e attaccare chi non si allinea a questa ideologia. Non è una questione di essere aperti o chiusi di mente, ma se una persona ha la certezza che la teoria dell’antico astronauta è una totale falsità non si può parlare di chiusura mentale. Un esempio banale: se indossi una maglia di colore rosso è certamente un dato oggettivo e nessuno può dirti che devi essere aperto di mente e non escludere che la maglia che indossi sia verde. Di fronte all’evidenza, i discorsi sull’apertura mentale sono inefficaci.

DAGLI ANNI 70 A 90

Dopo gli anni 60 compare sulla scena lo svizzero Erik von Daniken, autore di 17 libri, uno dei maggiori contributori della paleastronautica. Fu lui tra i primi a sostenere la manipolazione genetica da parte degli alieni per creare l’uomo e a dichiarare come gli angeli e gli dèi citati nella Bibbia siano in realtà alieni. Essi sarebbero stati adorati come dèi dal genere umano per le loro immense conoscenze tecniche, delle quali resta una velata tradizione nei miti. Anche alcune apparizioni mariane, comprese quelle celebri di Fátima, si possono spiegare per von Däniken in chiave ufologica. L’autore parla di come tutti i monumenti antichi extra europei sono opera di alieni. Le opere europee come il Partenone o il Colosseo sono opere umane, ma le piramidi no, non è possibile che siano opere umane. Come a dire che solo gli europei furono i grado di costruire qualcosa di grande, tutti gli altri no! Di conseguenza sono stati gli alieni Qui abbiamo un sotto di razzismo. Nel 2013 avvenne un colpo di scena: Alla trasmissione “Ancient alien” di History Channel, andata in onda in Italia come: Enigmi alieni, Daniken dichiarò apertamente di essere un credente cattolico che prega ogni sera. Una dichiarazione che va in aperto contrasto con tutto quello che in tutta la sua vita ha scritto. Leggendo la storia della sua vita si scopre che come primo lavoro fece l’impiegato in un albergo, un lavoro per lui frustrante e poco gratificante che lo spinse a lanciarsi come scrittore e trovò nella paleastronautica un trampolino di lancio per un facile e sicuro successo editoriale, ma evidentemente nemmeno lui credeva sul serio a ciò che scriveva per questo ha tenuto sempre in conto la possibilità di seguire intimamente il cattolicesimo.

Negli stessi anni in Italia abbiamo Pier Domenico Colosimo in arte Peter Kolosimo, scrisse anche lui dei bestseller tradotti in varie lingue e nelle sue opere troviamo contenuti di pseudo scienziati e autori di fantascienza come se fossero tutti fonti attendibili, compresi i romanzi di Lovecraft.

Zecharia Sitchin fu uno dei principali autori di paleastronautica. Nelle sue opere si presenta come studioso di lingue antiche come l’ebraico biblico e il sumerico cuneiforme. In particolare nelle tavole sumeriche tradotte da lui si possono trovare racconti di varie visite aliene che i sumeri chiamarono Annunaki. Da lui deriva la storia del pianeta Nibiru, un corpo celeste che gira attorno al nostro sole e ogni 3600 anni passa vicino alla terra creando cataclismi a causa della sua forza gravitazionale, fu a motivo di uno di questi passaggi che avvenne il diluvio universale. Il punto di vista di Sitchin non è supportato da alcuna prova scientifica, e la sua speculazione non viene considerata attendibile per via dell’assenza di prove a sostegno. Sitchin è stato smentico ampiamente anche dal punto di vista scientifico: Il professor Ronald H. Fritze, storico americano, raccolse tutti gli errori di Sitchin e scoprì non erano semplici prove mal interpretate, ma eri e propri inganni volutamente architettati e studiati per portare al lettore a credere nei suoi libri. Dimostrò quindi che non era in buona fede. Dal punto di vista letterale riguardo le traduzioni del sumerico e dell’ebraico sono state ampiamente smentite da studiosi qualificati come il professor Heiser, qualificato in molte lingue semitiche con vari master, ha insegnato al college dal 1992 ed è lo studioso in Residence for Logos Bible Software. Secondo Heiser,  Zecharia Sitchin era talmente ignorante di ebraico biblico che anche uno studente del primo anno poteva correggere i suoi errori, per quanto riguarda il sumerico era buio totale, nel senso che le sue traduzioni erano completamente inventate e in un incontro con altri competenti in materia videro che non era nemmeno in grado di consultare un dizionario di sumerico. I testi sumerici sono stati traslitterati e messi in rete, da lì si può vedere che non compare nemmeno la parola Annunaki. Sitchin  non tentò mai di confutare le argomentazioni di Heiser, sia quelle linguistiche che quelle archeologiche, nonostante Heiser lo sfidasse a farlo. Come ciliegina sulla torta, il professor Heiser pubblicò un sito web contenenti molti errori di Sitchin (www.sitchiniswrong.com). Lorenzo Verderame, docente di assiriologia dell’università di Roma “La Sapienza”, ha dichiarato in proposito: «Nel mondo accademico non vi è alcuna considerazione dei lavori di Sitchin ed il suo nome, quale autore di opere pseudo-scientifiche, è pressoché sconosciuto. A prescindere dalla generale chiusura degli ambienti accademici, non esistono lavori di Sitchin che possano ritenersi scientifici, per varie ragioni. Sitchin, come altri autori del genere, costruisce le sue teorie sulla traduzione di passi e non sull’interpretazione del testo originale.»[5]

OGGI

Corrado Malanga è un ufologo che studia i presunti avvistamenti o rapimenti alieni sulla terra. È anche un sostenitore della paleastronautica. In uno dei suoi studi parla di un testo sacro risalente all’antica India dove vengono descritti una serie dei veicoli volanti dotati di una elevata tecnologia. L’aereonautica indiana avrebbe studiato questi testi per progettare nuovi prototipi. A smascherare tutto questo è stato un sadaka, un praticate di discipline spirituali indiane, titolare del canale youtube “wonnabeBuddah”: Quelli che vengono presentati come testi antichi sono in realtà molto recenti, all’incirca degli anni 60. Questi testi sono stati esaminati dell’aereonautica indiana, ma quelle che è venuto fuori è tragicomico. Questi testi sono solo una ridicola accozzaglia di elementi fantascientifici privi di ogni principio aereonautico o spaziale; sono di fatto senza base scientifica e anche se costruiti non potrebbero mai volare. Ci sono in alcuni testi antichi descrizioni di città volanti trainate da cavalli, ma si tratta di mitologia e simbolismi che solo gli esperti del settore conoscono. Non si trattano sicuramente di astronavi.

Attualmente il divulgatore di paleastronautica più popolare è Mauro Biglino, autore di numerosi libri e contenuti multimediali che grazie al suo carisma sono diventati dei bestseller. Biglino fa utilizzo dei libri scritti dai suoi predecessori, in particolare Sitchin per applicare la chiave di lettura ufologica alla Bibbia. Tutto questo nonostante, i suoi predecessori siano già stati ampiamente confutati da importanti accademici sia dal punto di vista archeologico che linguistico. Biglino parla anche di testi extrabiblici prendendo per buone la narrazioni già ampiamente smentite come quella di Corrado Malanga sugli UFO indiani e i racconti di Sitchin sugli Annunaki; tutto questo per dire che gli antichi, nelle diverse parti del mondo e nelle diverse culture ci raccontano tutti la stessa storia.



[1] SHAMASH in “Enciclopedia dell’ Arte Antica” (treccani.it)

[2] Le cronache terrestri rivelate – I segreti del passato sono la chiave del futuro, Milano, Edizioni Piemme, 2011, (The Earth Chronicles Handbook, Bear & Company, 2009).

[3] Andrea Jacopo Sala, un paleoantropologo che ha pubblicato delle sue ricerche riguardo l’evoluzione del medio oriente dalla preistoria all’avvento dei sumeri.

[4] La pseudostoria e le prove – Cùscito, ergo sum (cuscito.it)

[5]  Le civiltà mesopotamiche, Zecharia Sitchin e Nibiru – Intervista esclusiva al Prof. Verderame, su eclisseforum.it. URL consultato il 20 luglio 2011 (archiviato dall’url originale il 25 marzo 2012).

LA PALEASTRONAUTICA APPLICATA ALLA BIBBIA

La Bibbia, tra i libri più letti negli ultimi due millenni è certamente un libro che ha fatto nascere molti commenti e critiche di ogni genere e tra le più svariate chiavi di lettura. Per i cattolici è il libro sacro per eccellenza che parla della storia tra Dio creatore e l’uomo per condurlo alla salvezza eterna, molti autori hanno successivamente rielaborato delle opere di esegesi che ora fanno parte del bagaglio culturale cattolico. Anche i predicatori protestanti hanno scritto molto riguardo la Bibbia, spesso in accordo con i cattolici, ma anche seguendo delle linee interpretative differenti. I non credenti che studiano la Bibbia sotto una chiave laica hanno scritto anch’essi molti libri secondo il loro punto di vista. Per un ateo che non si interessa della Bibbia la ritiene poco più di una sorta di libro fantasy. In ogni caso, credenti o atei, nessuno aveva mai messo in discussione che la Bibbia parli di Dio, in quanto è un  fatto così evidente che non è possibile negarlo. Eppure negli ultimi decenni sta prendendo piede una nuova chiave di lettura riguardo il testo sacro dei cristiani. Secondo questa chiave di lettura, pur escludendo a priori la possibilità dell’esistenza di Dio, ritiene che la Bibbia non è un racconto di favole, ma sono confuse vicende realmente accadute, dove al posto del Dio creatore, eterno e trascendente c’è una razza aliena, arrivata sulla terra con delle astronavi migliaia di anni, i cosiddetti miracoli erano in realtà frutto di una avanzata tecnologia e addirittura gli alieni avrebbero anche creato l’uomo mediante la loro ingegneria genetica. Quindi la Bibbia non parlerebbe di Dio, ma tra il rapporto di questa civiltà aliena arrivata sulla terra e l’uomo. In questo modo la Bibbia viene spogliata di ogni connotazione spirituale e trascendente per narrare di una storia puramente fisica e materiale. Non solo la Bibbia racconterebbe tutto ciò ma anche tutti gli altri testi mitologici di varie culture, come ad esempio quella greca, dove anche in quei casi gli dèi vengono sostituiti dagli alieni; la Bibbia rimane uno dei principali trampolini di lancio per sostenere questa tesi. Questa chiave di lettura viene chiamata “la teoria dell’antico astronauta” o anche conosciuta come paleastronautica; un nome che potrebbe sembrare avere un’apparenza scientifica, ma di fatto è una pseudoscienza, in quanto non riconosciuta dalla comunità scientifica essendo priva di prove e con evidenti problemi di metodologia scientifica essenziale per essere accreditata come scienza. È basata invece su degli assunti a priori con tentativi di confermarli andando a cercare elementi decontestualizzati dati da vari testi o raffigurazioni. I sostenitori di questa teoria di fronte alla comunità scientifica è ambivalente: Da un parte vengono strumentalizzate alcune dichiarazioni, a volte reinterpretandole a proprio favore, dall’altra vengono solitamente dipinti come degli ottusi, chiusi di mente o addirittura oscurantisti in quanto non vogliono considerare seriamente questa teoria. Una strategia che usano i sostenitori di questa teoria è quella di cercare di condurre il lettore dove vogliono loro attraverso l’uso di domande e stratagemmi retorici con tanto di falsi indizi prive di prove chiare ed esplicite.