IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE 4/4

GLI ATTACCHI STRAORDINARI DEL DEMONIO

A differenza dalle tentazioni e dalle prove che noi tutti siamo sottoposti; le azioni straordinari del demonio avvengono solo in casi più rari. Ora andremo ad analizzare in che modo i demoni possono danneggiarci e in quali casi può attaccarci in maniera così aggressiva. L’azione straordinaria del demonio può avvenire in quattro modi: Con la vessazione, la ossessione, la possessione o gli attacchi esterni.

1) VESSAZIONE:

Le vessazioni sono rappresentate da una grande varietà di disturbi malefici, che solitamente si manifestano in maniera saltuaria andando a colpire tanto un singolo quanto un gruppo: parliamo di allucinazioni, di incubi spaventosi, di impulsi fortissimi a cadere in determinati vizi… In aggiunta, le vessazioni possono essere causa di problemi di salute, di lavoro, di difficoltà nei rapporti con i familiari o con il prossimo: ad esempio si diventa vittime di arrabbiature immotivate, o di una tendenza improvvisa ad isolarsi completamente.

2) OSSESSIONE:

Colui che ne è vittima è colto da pensieri persistenti di disperazione e di odio, da pensieri maligni, dalla tendenza a compiere azioni autodistruttive, a suicidarsi, ecc… Chi la subisce, pur mantenendo una volontà libera, non riesce a liberarsi di questi pensieri, e a causa di ciò vive in una situazione profonda di prostrazione.

3) DISTURBI ESTERNI:

 Spesso ne sono vittime i Santi come è avvenuto ad esempio a padre Pio. Questa azione straordinaria del demonio comporta un’autentica “aggressione fisica”: chi la subisce viene percossa, flagellata, malmenata, sbattuta contro le pareti o cose di questo genere. Oltre a questo può anche capitare di assistere a movimenti e cadute inspiegabili di oggetti, di sentire rumori, fruscii, di percepire ombre e odori nauseanti.

4) POSSESSIONE:

Per possessione si intende la permanenza di uno spirito demoniaco all’interno del corpo di una persona. Essendo il fenomeno più grave vale la pena fare un maggiore approfondimento di questo fenomeno. In alcuni film horror mostrano la possessione demoniaca in maniera raccapricciante facendo vedere le persone possedute con orribili metamorfosi. Le vere possessioni non sono come descritte in quei film, perché essi hanno solo come scopo di impressionare e terrorizzare il pubblico. La persona posseduta a volte non sa nemmeno di esserlo, ma subisce ogni tipo di disgrazia: Problemi di salute o nella psiche, ossessioni, vessazioni. Satana punta sempre nel  cercare il modo che la sua vittima si isoli dal mondo perché nessuno la possa aiutare. I posseduti hanno anche una avversità a tutto ciò che gli ricorda Cristo e la chiesa. È solo durante gli esorcismi che il posseduto entra in uno  stato di” trance” o “crisi”. Il demonio durante la “crisi”  possiede le funzioni motorie del corpo della  sua vittima muovendosi e parlando attraverso di esso. Gli atei non credono alle possessioni demoniache e pensano che il disturbo di quelle persone sia di natura psichiatrica. Secondo loro la possessione è un modo per spiegare malattie mentali che in passato non si conoscevano, ma ora che la scienza è più progredita sappiamo che si trattano di malattie mentali. Quando uno di questi psichiatri atei gli viene chiesto cosa ne pensano delle pratiche di esorcismo rispondono che non possono avere alcun effetto benefico sulla persona malata, a meno che quella persona sia convita di essere posseduta e un esorcismo possa avere in essa una sorte di effetto placebo. In quel caso un esorcismo può essere utile. Queste dichiarazioni dimostrano la totale ignoranza in materia. L’effetto placebo avviene nel caso di un malato immaginario, ovvero una persona che è convinta di avere una malattia che non ha. Qualunque cosa che un medico gli prescrive da assumere dicendo che guarirà, una volta preso allora penserà di essere guarito e non lamenterà più di avere qualcosa. In realtà però non è mai stato malato. Ma questo non si può applicare per le possessioni demoniache, perché il fenomeno è reale e non immaginario. Se c’è effettivamente un caso di possessione durante l’esorcismo verrà fuori e il posseduto inizierà ad entrare in uno stato di trance e da li a seconda del tipo di demone possono verificarsi diversi comportamenti o fenomeni che molti di essi non possono essere spiegati con la scienza. A volte ci vuole diverso tempo prima che il posseduto possa entrare in questo stato di trance o crisi e una volta che l’esorcismo è terminato il posseduto uscirà da questo stato e non ricorderà nulla di ciò che è successo. Quello che può succedere durante la crisi è che la persona inizi ad irrigidirsi assumendo un’espressione di tensione sul volto e sulle mani. Se si continua a pregare potrebbe iniziare a gridare con una voce diversa e maligna; oppure potrebbe sboccare in una grande risata, sempre maligna. A volte potrebbe fremere e rivolgere gli occhi all’indietro facendo vedere solo il “bianco”; altre, potrebbe inveire usando un linguaggio blasfemo. L’effetto dello stato di trance può avvenire in maniera più leggera dove il posseduto si limita solo a spalancare gli occhi e ordinare con una voce maligna di smettere di pregare oppure potrebbe tenere gli occhi chiusi ma con le palpebre rivolte all’indietro. In altri casi lo strato di trance avviene in maniera nascosta facendo adottare al posseduto una voce e dei gesti normalissimi; faccia dire all’esorcista che non capisce il senso delle sue preghiere, rida di lui e affermi che il problema da cui è affetto e solo “psicologico”: in realtà il possedutoè già in uno stato di trance.L’esorcista, se ha motivo di ritenere reale lo stato di possessione  non deve lasciarsi ingannare: il sospetto deve sorgergli dal fatto che il presunto posseduto si è recato da lui spontaneamente e che adesso non ha senso che riconduca il tutto a un mero problema di natura psicologica. Terminate le preghiere di indagine, ad ogni modo, se si interrogasse il soggetto sul perché avesse deriso l’esorcista negando l’eventualità di una sua possessione questa persona non ricorderebbe nulla di quello che ha detto. Ci sono poi i cosiddetti “demoni muti”. Questa tipologia di possessione metterà l’esorcista di fronte ad uno spirito che non parla. Anche qui, terminato lo stato di “trance”, il posseduto non si ricorderà di nulla. Il Vangelo ne fa menzione nell’episodio del ragazzo epilettico: E dalla folla uno gli rispose: << Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto (Marco 9,17). In ogni caso, qualunque tipo di demone ci sia, l’obbiettivo è rimanere nascosto, ma se viene smascherato sarà costretto a uscire allo scoperto, si possono quindi verificare altri fenomeni straordinari. Vediamo quali:

1)LE LINGUE SCONOSCIUTE

Uno degli eventi maggiormente riscontrabili nel caso di una possessione diabolica, è la capacità del posseduto di parlare lingue sconosciute. Durantelo stato di “crisi” è possibile che il posseduto inizi a parlare in lingue antiche e a loro sconosciute, come il greco, il latino, l’aramaico… Altre volte parlano lingue che sembrerebbero essere senza senso e del tutto ignote anche agli stessi esorcisti.

2) LA FORZA STRAORDINARIA

Altro fenomeno riscontrabile durante gli esorcismi, è la straordinaria forza dimostrata dal posseduto: non a caso si è spesso costretti, durante l’esecuzione del rito, ad immobilizzare gli indemoniati ricorrendo a cinte di costrizione o, più spesso, all’aiuto di persone in grado di tenere fermo il posseduto. Tutto questo è per evitare che possa nuocere a se stesso o agli altri.

 3) L’AVVERSIONE AL  SACRO

 È risaputo che, spruzzando dell’acqua benedetta/esorcizzata sull’indemoniato, questi tenderà a contorcersi e a dimenarsi come se fosse stato costretto a subire un atroce supplizio; lo stesso accade per qualunque altro oggetto sacro o benedetto, come potrebbe essere una Bibbia o un crocifisso. Anche l’ostia consacrata se assunta può provocare diversi sintomi, come dolori, malessere generale, fischi di orecchi o bruciature e questo non può essere dovuto a un’intolleranza alimentare, succede anche a chi potrebbe mangiare di tutto. Questo fenomeno, riscontrabile in pressoché tutti i casi di possessione e non può essere solo suggestione perché qualora fosse replicato con della semplice acqua non benedetta o con dell’ostia non consacrata  senza che il posseduto ne sia a conoscenza si avrebbe modo di constatare che la reazione non sarebbe né di sofferenza né di orrore. Nei casi più evidenti di possessione, questa avversione può arrivare a manifestarsi con degli eccessi di furia che si accompagnano a bestemmie e insulti nei confronti dell’oggetto sacro/religioso.

 4)RENDERE NOTE COSE DISTANTI O NASCOSTE.

 Se ad esempio durante un esorcismo ci fossero nella stanza una coppia, marito e moglie e ipotizziamo che il marito abbia tradito la moglie di nascosto, il posseduto lo rivelerebbe come tutti gli eventuali peccati nascosti e inconfessati che le persone compiono e nessuno può sapere.

5) LA LEVITAZIONE

Può anche succedere in casi estremi che il posseduto infrangendo la legge di gravità, inizia a sollevarsi dal letto e andare verso il soffitto. A volte ci vogliono diversi uomini forzuti per tenere il posseduto a terra.

Da queste cose possiamo constatare che ognuno di queste cose non possono avere una spiegazione scientifica e razionale. L’unica spiegazione è che si tratta di fenomeni soprannaturali demoniaci. Ora vediamo quali sono i motivi per il quali si potrebbe rimanere posseduti da un demone:

  1. OCCULTISMO/SATANISMO                                                                                 Avere partecipato a pratiche legate all’occultismo, tipo sedute spiritiche oppure partecipare o assistere a riti satanici. In questo caso c’è una volontà esplicita di avvicinarsi a satana e ne rimani di conseguenza posseduto, ma fin quando una persona continua a partecipare a questi riti non succede nulla di negativo; gli attacchi violenti avvengono quando si tenta di  allontanarsi da queste cose. Satana ritiene quella persona come sua e non la lascia andare via tanto facilmente.
  2. PECCATO                                                                                                     Commettere molti peccati gravi per lungo tempo, rifiutare una potente chiamata di Dio o rifiutare una forte testimonianza da parte di un credente. Questo può portare alla possessione.
  3. MALEFICIO                                                                                                         Una maniera “classica” e frequente di rimanere vittime dell’azione straordinaria del demonio è a seguito di un maleficio. Fate attenzione: non solo chi lo riceve, ma anche chi lo fa spesso rimane vittima del demonio. Naturalmente colui che lo riceve in questo caso non ha colpe: qualcuno potrebbe volergli nuocere invocando l’intervento del diavolo, magari per odio, per risentimento, per invidia. Lo può fare mediante riti satanici sacrificando animali invocando il diavolo, anche se pochi sono in grado di rendere veramente effettivo. Un maleficio non sempre può funzionare. Dio ha sempre l’ultima parola, se la possibile vittima è in stato di grazia, Dio la può proteggere in modo che la maledizione non abbia alcun effetto, anzi si potrebbe verificare l’effetto boomerang, che la maledizione colpisca il mittente.                                                                                                             
  4. ELEVARE L’ANIMA AI SANTI    Un altro caso potrebbe ricondursi alla possibilità che Dio accorderebbe al diavolo di esercitare la sua azione straordinaria sui Santi, per i quali l’Onnipotente potrebbe permettere il tormento diabolico al fine di sublimarne l’anima nell’esercizio delle virtù.  Qui abbiamo a che fare con un’azione del demonio volta a tentare quella persona al fine di farla rinunciare alle vie di Dio.

Una volta appurato che si tratta di possessione come bisogna procedere nel combattimento spirituale? Sono due gli elementi importanti in questo caso, gli esorcismi e il condurre una sana vita cristiana. L’esorcista deve essere un esemplare uomo di Dio, ricco di fede e di sapienza, che abbia quindi l’autorità di cacciare i demoni ma anche coraggioso, uomo di intensa preghiera e digiuno. Nella chiesa cattolica, l’esorcista viene nominato dal vescovo. I soli esorcismi non bastano, è necessario che anche la persona posseduta collabori e inizi un deciso cammino di fede e preghiera,  partecipando anche alla SS Messa. In questo caso se si vuole la liberazione bisogna dare tutto il cuore a Gesù e pentirsi di tutti i peccati e non essere un mezzo cuore pentendosi solo dei peccati che si pensano siano più gravi e continuare a commettere altri peccati senza opporsi in alcun modo. Perché satana pur di rimanere li si appiglierà a tutto. Gli esorcismi possono liberare dal demonio solo temporaneamente, poi entro pochi giorni il demone rientrerà in lui, Come dice in un passo del Vangelo: Quando lo spirito impuro esce dall’uomo, si aggira per luoghi deserti cercando sollievo e, non trovandone, dice: “Ritornerò nella mia casa, da cui sono uscito”. Venuto, la trova spazzata e adorna. Allora va, prende altri sette spiriti peggiori di lui, vi entrano e vi prendono dimora. E l’ultima condizione di quell’uomo diventa peggiore di prima (Luca 11,24-26). Sembrerebbe che i demoni amino stare dentro i corpi delle persone  che vedono come delle case in cui abitare e quando vengono cacciati possono tornare con molta facilità. Come già trattato una volta che una persona si converte viene lo Spirito Santo ad abitare in lui e questo potrà dargli autorità affinché il demone non possa più tornare. Ci potrebbe volere molto tempo prima di arrivare a questo, non perché Dio vuole che le persone soffrano, ma perché sono le persone che tentennano nel dare il suo cuore a Gesù e a confidare in lui.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE 3/4

LE PROVE :

Le prove sono quei momenti della vita dove si presentano delle problematiche causate di solito da attacchi del nemico. Il Signore permette questo per metterti alla prova per poter vedere se affronterai la problematica nel modo giusto, secondo la parola di Dio oppure nel modo sbagliato secondo la carne. Oppure possono presentarsi delle occasioni per fare opere buone, magari nel nostro cuore ci reputiamo buoni e generosi, così Dio ci metterà alla prova e da li si vedrà se effettivamente facciamo la sua volontà o siamo solo degli ipocriti. A volte le prove possono essere molto dure, manifestandosi in sofferenze dove il diavolo punterà nel farti sentire in colpa, sul fatto che non ci sono speranze, che sei un totale fallimento o che Dio ti ha dimenticato spingendoti quindi a cadere in qualche forma di schiavitù o in casi estremi anche al suicidio.

LA COMPLETA ARMATURA DI DIO:

Paolo ci insegna come sconfiggere il nemico rivestendosi della completa armatura di Dio. Essendo una battaglia spirituale ci vogliono delle armi adeguate, adatte per ogni tipo di attacco che il diavolo ci fa. Queste armi servono per superare tutte le prove che Paolo chiama “il giorno cattivo” e riuscire a rimanere saldi a Dio anche dopo la prova. Paolo descrivendo l’armatura del cristiano prende come modello le componenti dell’armatura dei legionari romani. Ogni componente dell’armatura è un dono di Dio come quando un soldato si arruola nell’esercito non si deve comprare con i suoi soldi la mimetica e le armi, ma è l’esercito che gli fornisce tutto, così anche nella guerra spirituale contro satana abbiamo tutte le armi da difesa e d’attacco forniti gratuitamente da Dio, sta a noi rendersene conto e svilupparle.

Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la cintura della verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il Vangelo della pace. Afferrare sempre lo scudo della fede, con il quale potreste spegnere tutte le frecce infuocate del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la  parola di Dio (Efesini 6,13-17).

LA CINTURA DELLA VERITÁ

Questo è il primo componente che si indossa nell’armatura e serve per sostenere la corazza, quindi senza la cintura non ci può essere nemmeno la corazza. La cintura rappresenta la verità che un credente professa, ovvero che innanzitutto Dio esiste e Gesù è il Messia, il figlio di Dio nato dal padre prima di tutti i secoli ed è morto e risorto per riscattarci dal peccato, perciò un credente vive secondo gli insegnamenti di Cristo. Avendo questo fisso nel nostro cuore non accetteremo a priori tutto ciò che contraddice questa dichiarazione e tutto ciò che è contrario alla verità di Dio. Satana attacca il mondo con le sue menzogne come l’ateismo e l’agnosticismo che negano l’esistenza di Dio; oppure la diffusione di tutte le eresie e le false dottrine che alcune di esse dicono che non è necessario dare la propria vita per Gesù, tanto alla fine andremo tutti in paradiso o cose del genere. Saremo al sicuro da tutte quelle cose che si propongono in alternativa a Dio come l’astrologia e la cartomanzia; nessun credente inoltre si rivolgerebbe a sedicenti guaritori o maghi per risolvere i propri problemi, spendendo anche molti soldi; ma si rivolgerebbero a Dio solo.  Conoscere la verità e la verità vi farà liberi (Giovanni 8,32).

LA CORAZZA DELLA GIUSTIZIA

La corazza protegge le parti vitali del nostro corpo. Il credente che è munito di corazza è colui che sa di poter essere giusto davanti a Dio per mezzo del sangue di Gesù Cristo, infatti non c’è nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù (Romani 8,1.) Quando noi ci pentiamo di un peccato e lo abbandoniamo il Signore ci perdonerà. È bene sapere questo perché il diavolo ci attaccherà cercando di farvi sentire in colpa per gli errori passati, cercherà di colpire i nostri sentimenti con un senso di condanna, del tipo: << Dio non ama uno come te, perché sei troppo peccatore, lascialo perdere Dio, non è per te >>. Come già trattato i sensi di colpa possono minare la nostra psiche (Ved. Pag. 128) da non poter vivere una vita serena. Ma se sappiamo che Dio ci perdona e allontana il peccato come da oriente a occidente allora potremo liberarci dal senso di colpa e rispondere a satana: << Il Signore mi ha perdonato e ha cancellato il mio peccato ricoprendolo con il sangue di Cristo >>. Se avrai creduto a questo con il tuo cuore allora satana fuggirà da te. La corazza della giustizia può essere anche intesa come nell’agire in modo giusto davanti a situazioni ed eventi della vita. Se ci viene proposto di fare qualcosa contrario alla giustizia di Dio bisogna opporsi con ogni mezzo e confidare in Dio. Il credente col tempo ottiene discernimento e il Signore ci invita ad usarlo per sapere ciò che è giusto fare in ogni situazione, se non lo sappiamo possiamo sempre ricorrere alla preghiera. Operando in modo giusto saremo meno esposti agli attacchi di satana contro il nostro cuore.

LE CALZATURE AI PIEDI

Nell’armatura le calzature ai piedi erano indispensabili per avanzare contro il nemico in battaglia e senza di quelle camminare risultava difficile. Questa parte dell’armatura è rappresentata dallo zelo che abbiamo nei confronti di Dio. Questo zelo genera un frutto, quello di voler propagare il Vangelo della pace al prossimo, perché chi ha sperimentato una relazione con Dio tramite Gesù Cristo ha in se la pace di Dio inizia ad avere il desiderio che il prossimo possa avere la stessa pace che ha lui, partendo innanzi tutto dalle persone a noi vicine che hanno un cuore predisposto ad accogliere la parola di Dio o che hanno un vuoto interiore che stanno cercando di colmarlo nel modo sbagliato. Il diavolo non vuole che facciamo questo quindi ci attaccherà con la persecuzione. Chi intraprenderà questo cammino potrà incontrare persone che deridono o tentano di umiliare, del tipo: << Ma ancora che credi in Dio, svegliati e goditi la vita >>. In questo modo il nemico tenterà di fermarti e solo se si hai zelo si potrà andare avanti nonostante le difficoltà. Queste sono tra le prove più dure che un credente può affrontare. L’obbiettivo è quello di indurti a una posizione di  passività dove possiamo vivere in maniera cristiana ma senza manifestarla agli altri, in questo modo però si andrebbe a perdere la testimonianza davanti al mondo. In altri casi possiamo predicare il Vangelo a qualcuno che si dimostra interessato, e questo inizia a voler fare un percorso di fede, ma le persone che stanno attorno a lui non vogliono che diventi cristiano, ed è possibile che se la prendano con chi gli sta parlando di Dio. Chi ha zelo e fervore per Dio non si fermerà e completerà quello che Dio vorrà fare nel cuore di quella persona che si è resa conto di quanto è grande il Signore. Il nemico ci potrà attaccare anche cercando di scendere a compromessi, dove alcuni peccati riteniamo di poterli fare, tanto Dio capirà e ci passerà sopra. Questo però non fa parte della volontà di Dio. In conclusione i credenti dovranno difendersi da questi attacchi del nemico mantenendo i loro cuori pieni di zelo per la propagazione del Vangelo, non accettando nulla di meno nelle nostre vite di un cuore che bruci per Dio e per la salvezza delle anime.

LO SCUDO DELLA FEDE

Lo scudo era importante nell’armatura del guerriero perché parava gli attacchi del nemico, specialmente serviva a difendersi contro gli attacchi degli arcieri che colpivano con le frecce infuocate. Questa è l’illustrazione che da Paolo a questa parte dell’armatura; spiega infatti che la fede è uno scudo davanti agli attacchi del nemico che sono paragonate a frecce infuocate. In questo caso l’attacco avviene quando satana vuole farci mettere in dubbio la parola di Dio, del tipo: << Dio ha veramente detto questo? >> oppure << Sei veramente sicuro che Dio farà qualcosa per te? >>. Per questo abbiamo bisogno della fidarci di Dio anche in situazioni avverse altrimenti non riusciremo a resistere agli attacchi del nemico. Il suo obbiettivo è di farci credere che Dio ci ha abbandonato e non manterrà le sue promesse così da indurci a risolvere i problemi nel modo sbagliato oppure cercando di farci cadere nel peccato. Senza fede inoltre non possiamo piacere a Dio ed è fondamentale se vogliamo le risposte alle nostre preghiere , quindi satana attaccando la nostra fede vuole fare in modo di non essere più graditi a Dio e non potere più adempiere alla sua volontà di vivere per fede e di vincere il mondo, come sta scritto: Chiunque è stato generato da Dio vince il mondo; e questa vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede (1Giovanni 5,4). Un altro tipo di attacco è la paura di fare la volontà di Dio perché satana vuole farti pensare che fare ciò che è giusto non ti gioverà, anche in questo caso se teniamo in alto lo scudo della fede possiamo resistere a questo attacco.

L’ELMO DELLA SALVEZZA

L’elmo è il componente dell’armatura che protegge la testa, così anche nella guerra spirituale l’elmo della salvezza serve per proteggere la nostra mente dagli attacchi del nemico. Il nemico può intrufolarsi nelle nostre emozioni, in quello che pensiamo, sogniamo e desideriamo inducendoci a pensare in modo carnale e peccaminoso facendoci desiderare il mondo dei sensi invece del mondo dello Spirito. Se noi accogliamo questi pensieri nella nostra mente genererà solo sporcizia e impurità nella nostra anima. Per difenderci da questi attacchi dovremo continuamente ricordarci che la salvezza è totale per quelli che hanno dato la propria vita a Cristo e il destino della nostra anima è la salvezza. Nella nostra mente elaboriamo pensieri in continuazione ma non dobbiamo permettere a nessun tipo di pensiero che non sia in accordo con la Parola di Dio di occupare e dominare le nostre menti perché questo influenzerà anche le nostre opere e sentiremo anche la pace di Dio affievolirsi sempre di più perché i pensieri impuri allontanano da Dio. Quindi una volta riconosciuti questi pensieri cacciateli via nel nome di Gesù e se questi pensieri hanno intaccato la nostra mente anche per pochi secondi pregheremo il Signore che ci perdoni, dichiarando che non volete pensieri che ostacolano il rapporto con Dio. Vedrete che grazie a Dio avrete la forza di controllare la vostra mente. La scrittura dice questo riguardo a quello che possiamo pensare senza cadere nel peccato: In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. (Filippesi  4,8).

LA SPADA DELLO SPIRITO

A differenza degli altri componenti dell’armatura che sono armi difensive, la spada dello spirito è un arma d’attacco. Quando ci saremo rivestiti della completa armatura di Dio, potenziandola al massimo con la preghiera riusciremo ad essere prevalentemente vincitori nei confronti del nemico, ma fino a quel momento si avrà combattuto solo sulla difensiva. Arriverà allora il momento di giocare in attacco, prendendo noi l’iniziativa di attaccare il nemico per primo. Come possiamo attaccare il diavolo se non ha più il controllo su di noi? Lo possiamo attaccare cercando di liberare le altre persone che sono legati nel laccio del nemico o che ha edificato nel loro cuore qualche fortezza da abbattere. Sono molte le fortezze che satana edifica nel cuore delle persone, potrebbe essere lo scetticismo, la paura di fidarsi delle persone, la depressione, mancanza di speranza, la schiavitù dei vizi, i dubbi sulla Bibbia, ecc…   La spada dello spirito è la parola di Dio e bisogna innanzi tutto conoscerla bene per poterla usare. A volte ci vogliono diversi anni prima che il Signore ci prepari spiritualmente e intellettualmente a combattere il nemico in maniera adeguata. Se dunque siamo vicini a un conoscente che in preda a una crisi e dice: <<La mia vita è uno schifo, va tutto male, non riuscirò mai a realizzare i miei sogni, non ho nessuna speranza di uscirne>>; questo è un caso dove il nemico ha una presa stretta nella sua vita e ha costruito attorno a lui diverse fortezze, è questo il momento di usare la parola di Dio dicendo che in Dio c’è speranza ed è l’unico può salvarti dalla tua situazione. Invitalo anche a iniziare a cercare Dio in maniera spirituale con la preghiera e digli che se lo cercherai con tutto il cuore trovai la pace di Dio; che è ben superiore alla pace del mondo. Questo è un esempio di come è possibile usare la spada dello spirito per attaccare il nemico che attanaglia il prossimo. In ogni caso è meglio attendere prima di andare in prima linea perché se non ci siamo abbandonati a completamente a Dio e non abbiamo purificato i nostri cuori dal peccato non riusciremo a fare granché. Quando Gesù fu tentato dal diavolo usò la parola di Dio. A quel punto il diavolo non poteva più dire nulla contro Gesù ed era costretto a passare a un’altra tentazione; il diavolo non poteva dire: << Dio ha veramente detto questo? Ne sei sicuro? >> oppure << sei sicuro che Dio ti ami? >>; questo lo potrebbe dire a noi che a volte possiamo essere deboli di fede, ma Gesù non aveva debolezze spirituali, quindi gli è bastato un versetto per zittirlo.  La parola di Dio è infatti molto potente davanti al nemico, specie se si possiedono già gli altri componenti dell’armatura.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE 2/4

LE   TENTAZIONI:

Tutti gli uomini sono sottoposti a tentazioni. Ma non siamo destinati a soccombere sempre perché Cristo ci dà la forza per resistere ad ogni male. Infatti anche Gesù è stato tentato da satana, Lui a differenza nostra è sempre uscito vincitore. Le tentazioni sono il momento della prova dove esercitiamo il nostro libero arbitrio; Dio non ha voluto creare qualcuno che dicesse “ti amo” a comando tipo robot perché in questo modo non ci sarebbe un vero amore; il vero amore nasce dalla libera scelta se amare o meno e la tentazione è il mezzo che Dio permette per “provare” la bontà del nostro amore, per consentirci di dimostrargli che lo amiamo veramente e liberamente e che non si tratti solo di un amore a parole, ma anche un amore che si manifesti nei fatti; ricordandoci che è Lui che ci ha amato per primo e noi ricambiamo il Suo amore. Per questo ci ha dato la facoltà di scegliere, se fare la cosa giusta, secondo la parola di Dio, o scegliere la ribellione, sta a noi la scelta e Dio la rispetta non ci obbligherà ad obbedirgli anche se la nostra scelta può essere stupida, perché essere ribelli a Dio e rifiutare il suo grande amore ci condurrà a terribili conseguenze. A volte pur amando Dio possiamo cadere nella tentazione infatti Dio conosce già il nostro cuore fino in fondo e a volte le tentazioni non servono tanto a Dio ma più che altro a noi, per conoscere noi stessi, i nostri limiti e dove si deve puntare per migliorare e non cadere sempre nella stessa tentazione. Le tentazioni di cui possiamo essere sottoposti sono molteplici ad esempio una persona che ha l’occasione per rubare senza essere scoperti, le tentazioni che riguardano la sfera sessuale, come i tradimenti o la fornicazione; la tentazione di auto gloriarsi nelle opere buone invece che dare gloria a Dio, la tentazione di guardare un film o una partita invece che usare uno dei pochi momenti disponibili per pregare …  e così via. Possiamo essere tentati in due modi: dal diavolo, che è colui che tenta (1Tessalonicesi 3,5) oppure tentati dalle proprie passioni, che ci attraggono e ci seducono (Giacomo 1,14); questi sono i casi dove è la nostra concupiscenza, la nostra natura malvagia o carnale a spingerci a peccare. Quando è satana che tenta lo fa in maniera subdola. Non si presenta come colui che viene ad ammazzarti e distruggere, ma come un finto collaboratore che è interessato alla tua felicità. Il suo obbiettivo è convincerti a seguire la carne facendoti credere che è il modo più comodo e felice per vivere, quando in realtà ti porterà a condurre una vita vuota e infelice. Un esempio lo abbiamo dove satana suggerisce a Gesù che dato che Lui è il figlio di Dio può trasformare la pietra in pane. Gesù è venuto per vivere come uomo tra gli uomini e se lo avesse fatto avrebbe deviato dalla sua missione di potersi identificare con noi e salvarci. In ogni caso non è mai Dio che tenta (13), quindi sbagliano alcune persone pensare a Dio come un vigile che non vede l’ora di farci la multa. Anzi è la sua parola che ci insegna come essere vittoriosi di fronte alle tentazioni. Ci sono due versetti che illustrano come uscire vincitori da tutte le tentazioni: Siate sobri, vegliate (1Pietro 5,8) e Sottomettetevi dunque a Dio, resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi. (Giacomo 4,7). Il contrario di sobrio è ubriaco; quando si è in quello stato si perde il controllo di noi stessi e facciamo cose che da sobri non faremo mai. Essere sobri dunque significa mantenere il controllo sulle proprie emozioni, pensieri, parole, decisioni e azioni. Ovviamente tutte queste cose devono essere orientate nella parola di Dio perché chi è malvagio può avere anche il controllo di queste cose, ma le usa per fare il male. Se noi invece abbiamo dato il nostro cuore a Cristo e la nostra carne ci spinge a fare qualcosa contrario alla sua parola bisogna rimanere sobri e tenere sotto controllo gli impulsi carnali negativi che non prendano il sopravvento su di noi, altrimenti se perdiamo il controllo satana prenderà il controllo su di noi, perché è così che ci colpisce, nella carne. Non bisogna quindi permettere a persone, circostanze o al diavolo stesso di prendere le redini della propria vita. “Vigilare” indica l’essere consci delle proprie debolezze e degli stratagemmi usati dal nemico. La sua strategia è quella di attirarci in terreni pericolosi  per creare il contesto giusto per poterci tentare. Bisogna quindi cercare per quanto sia possibile di evitare ogni terreno pericoloso il quale rischiamo di cadere prima o poi. Se vigilerai bene riuscirai a portare alla luce le strategie occulte e ben preparate da satana. Ci accorgeremo quando stiamo per essere tentati e a quel punto dobbiamo respingere immediatamente la tentazione nel momento stesso in cui si insinua nei nostri pensieri. Le tentazioni non vanno prese in considerazione. Se cominciamo a ragionarci sopra, ecco che soccombiamo. Se cominciamo a valutare l’ipotesi di poter commettere un peccato oppure no, probabilmente finiremo col commetterlo. Non appena ci sentiamo tentati, la cosa migliore è pregare, invocare subito il nome di Gesù. Come infatti Lui stesso disse: “Vegliate e pregate affinché non entriate in tentazione” (Matteo 26,41). In questo modo riusciremo così a bloccarlo ai primi passi. Essere sobri e vigilanti ti consente di gestire da una posizione di forza la tua guerra personale contro satana, ma non basta ancora per essere sempre vincenti nelle tentazioni. Il passo successivo è sottomettersi a Dio e resistere al diavolo. Se dunque non riusciamo a resistere al diavolo è perché non abbiamo ancora dato tutto il nostro cuore a Gesù Cristo, abbiamo dato parte del cuore a Cristo e ci siamo pentiti dei peccati più gravi ma non basta per essere sempre vittoriosi nella guerra contro il nemico. Se ti sottometterai completamente a Dio, adorandolo e ascoltando la sua parola,  di conseguenza avrai anche la forza di resistere al diavolo, perché sarà Dio stesso che ti darà quella forza. In questo modo si creerà con legame così forte tra te e Dio che neanche satana con tutta la sua potenza non potrà spezzare, se lo potesse lo farebbe subito ma Gesù Cristo è molto più forte come sta scritto: Gesù si avvicinò e disse loro: << A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra >> (Matteo 28,18). Satana dunque non può spezzare il legame tra te e Dio, ma può tentare di farti allontanare da lui. Non può impedirti di pregare ma può cercare di ridurre  in modo progressivo e inconsapevole il tempo per la preghiera, rendendoti più impegnato e suscitando in te delle passioni che di per se non sono peccaminose ma hanno come scopo di ridurti il tempo che passi con Dio. Abbiamo tutti i nostri impegni giornalieri,  ma dobbiamo sempre avere un momento per staccare tutto e dedicare del tempo per il Signore, se si vuole mettere Lui al primo posto si troverà sempre il tempo per pregare e non bisogna permettere che il tempo per Dio sia usato per altre cose. Se ad esempio si riceve da un amico la proposta di iscriversi in piscina con lui, bisogna fare attenzione che dedicare del tempo a questa attività che è di se è legittima, non vada in conflitto con il tempo per la preghiera. Se andasse in conflitto allora è bene rinunciare. Il diavolo dunque cercherà di creare un contesto dove gli interessi del mondo soffochino il tempo per Dio. Gesù ci avverte di questo pericolo nella parabola del seminatore dove il pianta è paragonata alla nostra fede che rischia di venire soffocata dai rovi che ci sono attorno. Se ciò avviene la fede muore e non si può portare frutto. Quindi fare molta attenzione che il tempo per Dio ci sia sempre altrimenti inizieremo ad essere sempre più deboli spiritualmente e saremo perdenti nella guerra contro satana, perché allontanarsi da Dio ti fa diventare un facile bersaglio come un soldato che si allontana dal gruppo in territorio nemico. È utile avere attorno a noi almeno un amico credente che ci può aiutare a suonare il campanello dall’allarme se ti vede più fiacco e indolente e con poco fervore di Dio. La Bibbia dice: Meglio essere in due che uno solo, perché otterranno migliore compenso per la loro fatica. Infatti, se cadono, l’uno rialza l’altro. Guai invece a che è solo: se cade, non ha nessuno che lo rialzi (Qoèlet  4,9-10). Se si ha un amico credente, Dio potrebbe usarlo per avvertirti che non stai più alimentando la fede come si dovrebbe e se si accoglie questo avvertimento allora si potrà porre rimedio. In ogni caso satana non può obbligarti a non dedicare del tempo a Dio, e sempre una nostra scelta allontanarsi da Lui o mantenere sempre un legame solido o rafforzarlo. Dio non prenderà mai l’iniziativa di allontanarsi da te perché sa che tu hai bisogno di Lui, non puoi farcela se rimani da solo con satana. Infatti Dio dice: Non ti lascerò e non ti abbandonerò (Deuteronomio 31,6). Il Signore è sempre fedele con noi e sarà sempre con noi, allontanarsi da lui è il più grande sbaglio che puoi fare. Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi … (Giacomo 4,8). Muovi un passo verso di lui ed Egli riempirà lo spazio che vi separa, ti accoglierà tra le braccia, ti terrà al sicuro e ti renderà capace di obbedire ai suoi comandamenti. Giacomo continua dicendo: … Peccatori, purificate le vostre mani; uomini d’animo indeciso, santificate i vostri cuori. Quando inizi ad avvicinarti sempre più a Dio ti renderai conto quanto sei peccatore e quanto hai bisogno di essere purificato. È come entrare in una stanza buia e abbandonata con una pila, inizieremo a vedere la sporcizia e le ragnatele, ma finché era buia non vedevi nulla, così la parola di Dio  è una luce che illumina la nostra vita e ci fa vedere dove sta la sporcizia, le impurità e il peccato, ma se siamo lontani da Dio questi peccati non riusciamo a vederli. Infatti le persone lontane da Dio non si reputano peccatori, si sentono buone. Dicono infatti: << In fondo sono una persona civile, non ho mai rubato o ucciso nessuno >>. Non c’è bisogno di essere un Hitler per andare all’inferno, basta passare tutta la vita senza avere mai voluto accettare Gesù nel tuo cuore. I santi invece che avevano intrapreso un cammino di fede si dichiaravano peccatori nonostante conducevano una vita in stretta comunione con Dio. Quindi dal momento che inizi a cercare Dio ed avvicinarti a Lui inizierai a renderti conto di tutti gli sbagli che hai fatto in passato; quando per esempio non hai confidato in Dio ma hai voluto fare di testa tua e inizierai a chiedere scusa a Dio per quei peccati e il Signore nella sua misericordia ti perdonerà. Infatti non mostra le tue debolezze per condannarti, ma lo fa per purificarti, spingendoti di fatto al pentimento; anche perché il Signore sa che se rimanere con le mani impure, farà si che satana possa accusarti davanti a lui per questo che non bisogna lasciare spazio al diavolo. Ora, è anche possibile che una volta resi conto come siamo lontani da Dio, satana ci attacchi, facendoti pensare che è troppo difficile vivere una vita giusta, in comunione con Dio e non riuscirai mai a purificarti dal peccato. Qualcuno forse ci riuscirà, ma io no, Dio non fa per me. Ecco, questo pensiero è una bugia di satana volta a scoraggiarci a intraprendere un cammino verso Dio. Nei casi estremi può sfociare in una avversione al sacro e ai credenti che gli stanno attorno. Finché una persona pensa di poter essere felice  stando nel peccato, il diavolo può stare tranquillo, ma se ci si rende conto dall’importanza di avvicinarsi a Dio, inizia ad accendersi un campanello d’allarme in lui, perché se ti avvicini a Dio, lui potrebbe perdere il controllo su di te, per questo tenta di scoraggiarci. Satana attacca sempre alla stessa maniera con tutti, ma non bisogna credere a questo, tutti possono intraprendere un cammino verso Dio, e con la preghiera fatta con il cuore, il Signore inizierà a modellarti progressivamente a sua immagine, partendo dal modo in cui vedi il peccato, quelli che prima consideravi degli innocui peccatucci diventeranno qualcosa di serio che bisognerà stare alla larga. A questo punto sarai più forte davanti alle tentazioni e avrai più possibilità di sconfiggere il nemico, pregando durante la tentazione e sgridare il diavolo dicendo: <<Non ti lascerò il minimo spazio nella mia vita perché io appartengo al Signore >>. Nel Vangelo, il caso più eclatante dove un uomo di Dio cede alla tentazione è nell’episodio dove Pietro rinnega Gesù tre volte, quando solo il giorno prima gli aveva promesso che avrebbe affrontato la morte pur di non rinnegarlo. Ora facciamo un’analisi per vedere come ha potuto Pietro cadere in questo peccato: Prima di tutto dormiva invece di pregare. Nel Getsemani Gesù esortò i discepoli rimanere svegli per non cadere in tentazione. Da qui vediamo come anche la preghiera ci può aiutare a resistere alle tentazioni; infatti quando siamo tentati e pensiamo di non potercela fare, una sana preghiera ci può rafforzare quanto basta per non cadere in peccato. Invece Pietro si è addormentato e non è stato vigilante e non si è reso conto di quello che poteva succedere. Un altro errore è stato seguirlo da lontano dopo l’arresto. È sempre pericoloso seguire Gesù solo da lontano. Questo rappresenta quel gruppo di persone che si definiscono credenti e sostengono che è giusto andare in Chiesa, pregare e adorare il Signore, ma lo fanno solo ogni tanto, quanto se la sentono, quanto hanno tempo. Questo è seguite Gesù da lontano, in questo modo però non si può essere vincitori di fronte al nemico. L’ultimo errore è stato quello di scaldarsi al fuoco del nemico. Qui rappresentano le persone che entrano volontariamente in un terreno pericoloso dove il nemico è più forte e tu ti trovi ad affrontare una tentazione difficile e se non sei spiritualmente pronto non puoi farcela. L’errore generale di Pietro è stato di aver confidato nella carne, nelle proprie capacità, senza essere consapevole che è per la grazia di Dio che possiamo resistere alle prove e alle tentazioni, ma per ottenere questa grazia ci dobbiamo arrendere e  confidare in Lui. Non bisogna confidare nella carne, perché la carne è debole. In Dio dobbiamo confidare. Questo episodio non è stato scritto per svergognare Pietro, ma affinché noi potessimo imparare dai suoi sbagli.

IL COMBATTIMENTO SPIRITUALE 1/4

INTRODUZIONE:

Secondo la mentalità del mondo i cosiddetti “vincenti” sono quelle persone che riescono ad arrivare ad avere un lavoro prestigioso, molto remunerativo, diventare famosi e popolari oppure occupare una posizione di potere. Il mondo spesso gli invidia e in alcuni casi sono anche idolatrate dalle masse, posseggono tutto ciò che vogliono, girano in macchine di grossa cilindrata o in yacht, sono circondati da belle donne e sembra che abbiano tutto ciò che desiderano,  ma nessuno si chiede se quelle persone siano veramente felici e in pace con se stessi. La Bibbia invece ribalta questo concetto; quelli che il mondo dichiara “vincenti” nella guerra spirituale spesso sono perdenti. Alcune caratteristiche di coloro che perdono nella guerra spirituale sono le persone schiave di ogni vizio, inclini alla depressione o a facili manifestazioni di ira, che si scoraggiano facilmente o privi di coraggio nell’agire per il bene. Chi è ateo può avere una o più di queste caratteristiche e finché rimarranno atei non ci sarà speranza per loro, dal punto di vista biblico saranno sempre dei perdenti. Dall’altra parte abbiamo invece i credenti nel Signore che cercano tutti i giorni di combattere la guerra spirituale. Una persona quando si converte deve essere consapevole di entrare in guerra e di far parte dell’esercito combattente di Dio. Se c’è una guerra ci devono essere quindi dei nemici e un campo di battaglia. I nemici non sono altre persone perché si tratta di una guerra spirituale, la battaglia infatti non è contro carne e sangue, ma contro i principati e le potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti (Efesini 6,12). La mente invece è l’arena in cui si combatte questa battaglia. Molti credenti però non sanno come combattere il diavolo spesso si trovano anche loro in difficoltà, ma Dio ci ha dato le armi spirituali affinché possiamo sempre battere il Diavolo. I modi in cui il diavolo ci può attaccare sono principalmente 3:

  • LE TENTAZIONI
  • LE PROVE
  • MANIFESTAZIONI STRAORDINARIE (POSSESSIONI)

Ora essendo una guerra spirituale Dio ci ha dato armi spirituali per combatterla che hanno da Dio la potenza di abbattere le fortezze, distruggendo i ragionamenti e ogni arroganza che si leva contro la conoscenza di Dio (2Corinzi 10,4-5).

Nei prossimo articoli vedremo nel dettaglio tutti i 3 tipi di attacchi del nemico, cosa consistono e come combatterli.

L’AUTORITÁ CHE DIO DA AI SUOI FIGLI

Un figlio di Dio deve sapere che Dio gli ha conferito l’autorità contro le forze del male, ma andiamo per ordine: Chi sono i figli di Dio? A proposito vediamo cosa dice il vangelo di Giovanni: A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio, a quelli che credono nel suo nome. Credere nel nome di Cristo, credere nella sua morte e resurrezione e seguire i suoi comandamenti ci dà il diritto di essere figli di Dio. Ci concentriamo spesso sui doveri del cristiano, e questo è giusto, ma dobbiamo anche conosce i nostri diritti da cristiani. Spiritualmente parlando. Uno di questi è appunto l’autorità che abbiamo nei confronti delle forze del male. Un esempio lo troviamo in Luca 10: Gesù invia 72 discepoli ad evangelizzare nel nome di Gesù e ad annunciare che il regno di Dio è vicino. Al ritorno i discepoli pieni di gioia dicono: Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Egli disse loro: “Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demoni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli”. (Luca 10,17-20) Questi discepoli che predicano nel nome di Gesù hanno autorità contro il male, tuttavia bisogna evitare il rischio di far divenire questo potere motivo di vanto e superbia, piuttosto gioire con la consapevolezza di essere figlio di Dio. Quindi se vogliamo seguire Gesù e la sua parola possiamo addirittura essere più potenti di satana, usando il nome di Gesù. Come possiamo usare questa autorità? Quando il regno di satana ci attacca. Potrebbe essere la nostra salute, i nostri beni, il lavoro, il matrimonio, le amicizie, con la preghiera possiamo cacciare via le influenze del male. Questo è anche il principio che sta dietro agli esorcismi, quando il sacerdote ordina al demone nel nome di Gesù di andarsene, se noi siamo giusti davanti a Dio, Satana è obbligato a stare ai nostri piedi; per il fatto che ci sottomettiamo a Dio, diventando così dei suoi rappresentanti in terra, abbiamo di conseguenza l’autorità di usare il nome di Gesù. Dio, infatti ha privato della loro forza i principati e le potenze ( satana e i demoni), ne ha fatto pubblico spettacolo, trionfando su di loro in Cristo (Colossesi 2,15). Quando è che perdiamo l’autorità di Dio? Quando siamo in uno stato di peccato, ad esempio non vogliamo perdonare qualcuno, siamo superbi, arroganti con il prossimo, non siamo fedeli con il nostro coniuge ecc… Un conto è un singolo peccato di cui si può chiedere subito perdono a Dio, un conto è essere in uno stato di peccato in maniera consapevole e volontaria. Se un carabiniere ci ferma e ci chiede patente e libretto, essendo un rappresentante dello stato e sottomesso ad esso ha l’autorità di chiederci patente e libretto, ma se invece lo chiede una persona che non è un pubblico ufficiale allora non siamo tenuti a dare ciò che ci chiede, perché non è un rappresentante dello stato. Così funziona anche nel regno di Dio. Se un vero credente usa il nome di Gesù allora il diavolo deve obbedire, ma se glielo chiede una persona che non è un vero credente, il diavolo risponderà: Gesù lo conosco, ma tu chi sei? Con che autorità ti dovrei obbedire? Il centurione romano che incontrò Gesù aveva capito bene il concetto dell’autorità e ne parlò bene con i suoi discepoli. Ora, qualcuno potrebbe chiedersi: Perché un demone, che è superiore a noi in potenza dovrebbe fuggire da noi, che siamo uomini, solo usando il nome di Gesù. Esiste una distinzione tra potenza e autorità. Sempre restando nell’illustrazione precedente, se stiamo percorrendo una strada in macchina e una vigilessa con un fisico alquanto gracile mostra la paletta per fermarci e noi stiamo guidando un fuoristrada di grossa cilindrata; avremo la potenza per investirla e scappare via; ma non avremo l’autorità per farlo. Se dunque i demoni agiscono solo in maniera legalistica davanti a Dio, per quanto siano potenti loro e deboli noi sono obbligati ad obbedire. Questo non significa che il ministero dell’esorcismo è una cosa facile, tutt’altro invece. Non è per nulla semplice perché satana cercherà di manifestarsi in maniera orrenda e drammatica nel corpo del posseduto e l’obbiettivo è quello di spaventare, ma se si ha paura del diavolo non si può avere autorità su di esso. Per chi volesse sapere di più di questo argomento può fare delle ricerche riguardo Padre Amorth, il più famoso esorcista cattolico. Chi non crede non ha difese davanti a Satana e subisce tutto quello che lui gli manda. Quello che c’è da sapere è che lui è già stato condannato, il suo destino è di bruciare all’inferno in eterno, la sua unica consolazione è di sperare di portarsi dietro più persone possibili con lui, infatti, sa anche che Dio ama immensamente ognuno di noi e soffre quando un’anima non si salva, quindi colpisce noi, per colpire Dio. Lui però è già stato sconfitto definitivamente da Gesù sulla croce e non avrebbe nessun diritto di dominarci, se lo fa è solo da usurpatore. Quindi non dobbiamo avere paura di lui perché se noi diventiamo credenti il Dio della pace schiaccerà ben presto satana sotto i nostri piedi (Romani 16,20) e possiamo solo gioire e glorificare il Signore per questo. Quello che conta è sapere che grazie al potente nome di Gesù possiamo sconfiggere satana e avere autorità su di lui, sempre.