IL PERCHÈ DEL MALE NEL MONDO

Ci concentreremo ora su quella categoria di persone che quando li viene chiesto il motivo del loro ateismo, rispondono che secondo loro Dio non esiste perché se esistesse non ci sarebbe il male, le guerre, la violenza ecc … Se Dio ci fosse eviterebbe tutto questo. Quello che non tengono conto è il concetto di sovranità e controllo: Il controllo è esercitare il proprio potere per manipolare persone e circostanze, per forzare un esito desiderato. La sovranità è avere la proprietà di tutto, ma operare tramite autorità delegata offrendo alle persone scelte con conseguenze. Dio non è in controllo, è in sovranità. Noi siamo stati creati con il libero arbitro e siamo liberi se scegliere se stare con Dio o non stare con Lui, ma il non stare con Dio ha le sue tragiche conseguenze che possono essere appunto la corruzione, la violenza, le guerre, ecc… Dio offre delle scelte con conseguenze, non dice che ti manipolerà. Questa è vita e questa è morte, a te la scelta. Dio non sta controllando tutto il male, permettendo questo o quello. La sua volontà è che nessuno perisca. C’è un breve filmato che gira su you tube: Si vede una persona credente che va dal barbiere a tagliarsi i capelli; ma a differenza di lui il barbiere è ateo. Mentre gli taglia i capelli, osserva incuriosito il credente che passa tutto il tempo a leggere la Bibbia. Dopo aver finito il taglio, il barbiere dice al credente: << Sai io non credo in Dio; perché se esistesse, non ci sarebbe il male, le guerre, la violenza nel mondo >>. Il credente però non dice nulla, paga e se ne va. Ma appena fuori dalla porta vede un uomo con i capelli molto lunghi; lo chiama e lo invita a entrare dentro. Il credente e quest’uomo si ripresentano dal barbiere e il credente dice << Sai io non credo nei barbieri >> lui con una faccia stupita risponde << Come no?, io sono un barbiere >>. Il credente rispose << Io però non ci credo, perché vedi, se i barbieri esistessero non ci sarebbero in giro persone con i capelli lunghi >>. Il barbiere risponde << Alcune persone hanno i capelli lunghi perché non vengono da me >> Il credente rispose << adesso hai capito? Dio esiste, il fatto che c’è il male nel mondo è perché le persone non vanno da Lui >>. Il barbiere così annuì e gli diede ragione. Sappiamo che l’uomo è pieno di difetti e debolezze, anche tra i credenti può essere così, però se tutti avessero una sana fede in Dio, ci sarebbe sicuramente un mondo migliore.

CERCARE DIO

Come si fa ad essere sicuri dell’esistenza di Dio? Molte persone agnostiche sono circondati da famigli, amici, colleghi non credenti, ma nonostante tutto sentono ancora una pulce nell’orecchio e gli spinge a domandarsi se è proprio questa la verità, e sa Dio esistesse veramente? E se dopo la morte non fosse la fine di tuo? Come si trova la verità? Un persona in cerca di risposte potrebbe cercarli nei pareri di altri sia da uno schieramento a favore che contro finché si arrivi a capo di una conclusione definitiva, ma spesso questa non è il modo migliore per conoscere la verità. Certamente non si può arrivare a una conclusione obbiettiva senza fare ricerche eque. Non puoi ascoltare solo chi non crede, se vuoi fare una ricerca giusta dovresti ascoltare entrambi. Quindi prima di concludere che Dio non esiste bisognerebbe esprimere ogni dubbio e ogni domanda che può essere utile a capire le cose perché questo influenzerà l’intera tua vita. Ma già porsi delle domande è già un segno che Dio sta operando in qualche modo in quella persona. Da tener presente: Chi ha fede e vive secondo la parola di Dio nella sua pienezza ha pace nel suo cuore e se quindi anche se tutto quello che crede non fosse vero, che cosa si sarebbe perso nella vita? Assolutamente nulla, avrebbe comunque vissuto una vita felice nonostante anche alcune sofferenze. Invece un ateo che vive tutta una vita nel peccato e dopo la morte scopre che era tutto vero ciò che dice la Bibbia, cosa si perderebbe? Tutto quanto! Allora forse vale proprio la pena fare una profonda ricerca spirituale e scoprire se Dio esiste davvero. Il modo migliore per arrivare a una conclusione definitiva è iniziare un percorso di ricerca spirituale. Se Dio esiste lo saprai perché inizierai a percepire il suo amore e la sua pace. Cercare Dio però è una cosa seria. Molti anni fa in una discussione online su questa tematica, un’utente scrisse con spavalderia di aver sfidato Dio a farsi avanti in questo modo: Se esisti ti do 5 minuti di tempo per mostrarti a me; se lo farai allora crederò. Finiti i 5 minuti e vedendo che non successe nulla, si sentì più sicuro nel dire che non esiste nessun Dio. Ora, il Signore non va cercato in quel modo, se vuoi conoscerlo devi leggere la scrittura e vedrai scritto che se cerchi Dio con tutto il cuore lo troverai (Deuteronomio 7,29). Ci sono delle testimonianze di persone atee o agnostiche che hanno effettivamente cercato Dio in ogni modo possibile, con preghiere, lettura della parola e opere di carità e una piccola fede inizia a sorgere dal cuore, ma avevano ancora bisogno di qualcosa più forte affinché credessero veramente, un po’ come san Tommaso che diceva che non avrebbe creduto se non avesse visto Gesù risorto; ecco queste persone, Dio ha concesso una dimostrazione soprannaturale tramite una esperienza spirituale molto forte in modo che non potevano più negare l’evidenza dell’esistenza di Dio, come ad esempio sogni o visioni; ma è stato concesso solo per le persone che prima avevano preparato il terreno spirituale favorevole perché questo accada. È bene tenere presente che non bisogna andare per forza alla ricerca di queste cose per avere fede, infatti Gesù a Tommaso disse: Perché mi hai veduto, tu hai creduto, beati chi pur non avendo visto crederanno (Giovanni 20,29); perché più ti sarà dato e più ti sarà ridomandato. Se invece una persona vuole far di tutto per non credere, allora Dio lo accontenta rendendolo cieco spiritualmente; diventerà così ottuso che a volte neanche davanti all’evidenza riconosceranno l’operato del Signore (Isaia 6,9-10). Ho riscontrato dei casi di persone completamente atee e non avevano nessuna intenzione di cercare Dio, si sono trovate ad imbattersi in esperienze dove è presente il soprannaturale, ma non miracoli dove interviene Dio, bensì nel soprannaturale demoniaco. In una di queste testimonianze una famiglia va a vivere in una casa dove il proprietario precedente praticava riti occulti o esoterici; qualunque esorcista ti dirà che quei riti spalancano le porte al demonio; iniziano a verificarsi dei fenomeni strani in quella casa che diventano sempre più concreti, tanto che anche un ateo convintissimo, e per di più uno studioso di scienza, non può più negare l’evidenza davanti a questi fenomeni e arriva pure a rischiare di morire. Una volta che si arrende all’evidenza si vede costretto a chiamare un esorcista per risolvere il problema. Dopo di che inizia un cammino per la conversione. In questi casi decisamente più rari la ricerca di Dio è dovuta a una necessità di affrontare situazioni che sai che solo Dio può risolvere, quando si scopre la dimensione trascendentale anche se nella parte più oscura, in quel caso non si può più negare l’esistenza del divino.  

LA LEGGE DI MOSÈ

Un altro modo per attaccare chi la chiesa è quando viene fatto rilevare quanto la legge di Mosè contenuta nel Pentateuco sono presenti alcune prescrizioni troppo violente contro per esempio gli adulteri di cui era prevista la lapidazione e altre prescrizioni decisamente dure rapportate alla cultura occidentale moderna. L’obbiettivo è screditare le scritture nelle sue radici evidenziando la sua inadeguatezza di queste norme ai nostri tempi. I tratta di un tentativo vano: Il cristianesimo non è basato sulla leggere di Mosè e sui sacrifici animali, ma sugli insegnamenti di Cristo e il suo sacrificio sulla croce e la sua resurrezione. Già nell’antico testamento Geremia profetizzata una nuova alleanza tra Dio e gli uomini adempiuta come la venuta del Messia Gesù:

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore -, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, (la legge di Mosè) benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.  Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: “Conoscete il Signore”, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato”.

Gesù dice chiaramente che non è venuto per abolire la legge di Mosè, ma per compierla in maniera perfetta. Quindi Cristo con il suo sacrificio sulla croce si è caricato da tutte le nostre iniquità per evitare che fosse l’uomo a subire la punizione e la maledizione per i peccati, così le punizioni che vengono afflitte nella legge di Mosè, Cristo le ha pienamente pagate per noi; questo lo si può leggere anche in Isaia 53,5:

 Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato dalle  nostre iniquità; il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui, per le sue piaghe noi siamo stati guariti;

 Per questo motivo i cristiani non affliggono più le punizioni descritte nella legge di Mosè; ma si esorta invece a compiere atti di misericordia e perdono per chi commette peccato. Per questo che la teologia cristiana non è basata sulla legge di Mosè ma sulle parole di Gesù Cristo e la sua opera di resurrezione, così come è stato stabilito dal concilio di Gerusalemme, dove i nuovi credenti non dovevano osservare la legge di Mosè a eccezione di astenersi dai peccati di natura sessuale e dalla idolatria (Atti 15,1-32). Puntare sulla legge di Mosè per attaccare i cristiani di oggi deriva dal fatto che risulta assai difficile criticare gli insegnamenti di Gesù Cristo nel vangelo, dove si esaltano principi che non si possono associare a qualcosa di malvagio, ma solo insegnamenti che trasmettono un amore sublime e una purezza spirituale dimostrata anche coi i fatti.

LA POTENZA DI DIO

Gli atei anticlericali amano come “sport” quello di criticare aspramente le scritture citando dei versetti che le interpretano in maniera del tutto arbitraria, senza guardare in quale contesto quel versetto è stato scritto. Si ha la presunzione di aver trovare una falla che può essere facilmente criticabile e deridendo i credenti vengono sfidati a rispondere. Di solito per capire un singolo versetto è necessario leggere l’intero capitolo, e a volte neanche quello non basta. Chi conosce la Bibbia sa che non ci sono falle e dopo un attenta analisi si può rispondere a ogni critica. Gli atei, dal loro punto di vista vogliono aprire gli occhi ai credenti non rendendosi conto che in realtà sono loro i veri ciechi. Dalle critiche si vedono facilmente la loro ignoranza e la loro ostinazione a non voler credere a tutti i costi, e si capisce che in realtà non hanno mai letto la Bibbia, ma conoscono solo qualche versetto per sentito dire. Se la scrittura fosse solo un invenzione dell’uomo oppure una filosofia di vita non spiegherebbe la potenza con cui vengono trasformate le vite, e l’aiuto provvidenziale di coloro che gridano al Signore. Questo deriva proprio dalla potenza della risurrezione di Cristo. I primi secoli del cristianesimo fu molto fiorente di conversioni, da un piccolo gruppo di discepoli in una sperduta provincia romana fino a convertire un impero, ufficializzato dall’imperatore Costantino in poi. Come si spiega questo boom di conversioni? Qualcuno potrebbe pensare che le persone che accettarono il vangelo erano fondamentalmente già in linea con i principi evangelici e non hanno fatto altro che aderire, un po’ come oggi si aderisce a un partito politico, ma nulla di più sbagliato. Molti dei primi convertiti non erano delle persone fondamentalmente buone, anzi l’esatto contrario, come sta scritto nella lettera a Tito: Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo (Tito 3,3-5). È la potenza di Dio che trasforma una persona malvagia in una persona buona. Questo avviene ancora oggi. Si possono trovare molte testimonianze di persone che dopo una vita di peccato dove hanno toccato il fondo vivendo una vita di edonismo e dissolutezza, hanno trovato la grazia in Gesù Cristo e la loro vita fatta di vizi, violenze e depressione a preso il posto a una vita felice, in pace con se stessi e con il prossimo seguendo la parola di Dio. Tutto questo, sempre secondo le testimoniante in maniera del tutto fulminea. Non sono volute una lunga serie di costose sedute dallo psicologo, ma è bastato aver accettato Gesù Cristo nella propria vita e lasciarsi trasformare da Lui, questo testimonia la potenza trasformatrice di Dio. L’elemento che fa scattare un avvicinamento a Cristo, non è la paura dell’inferno, ma la consapevolezza dell’amore che Dio ha avuto per noi:

Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
5egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
6che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro
(Tito3,4-6)

A volte c’è la tentazione che è quello che di pensare che ci siano persone che sono talmente lontane da Dio che siano irrecuperabili, ma quello lo pensa l’uomo, Dio invece può prendere una persona che è un completo disastro, cambiare il suo cuore attraverso la sua potenza e farne un figlio di Dio. La Bibbia non è semplicemente un libro come tanti, ma è la Parola di Dio, potenza per chiunque che crede in Lui.

LA CHIESA COSTA CARA ?

Un ennesimo esempio di disinformazione che predicano gli atei è che la Chiesa costa allo stato 6 miliardi di euro all’anno. Questo è un modo di parlare alla pancia delle gente e fargli credere che se non ci fosse la chiesa saremo più ricchi. Questa indagine risulta completamente inattendibile perché promossa da un’associazione che ha come unico obiettivo quello di auto-promuoversi accusando la Chiesa di tutti i mali del mondo (UAAR). Un’indagine seria sul tema è stata invece svolta dal vaticanista Giovanni Rusconi, il quale ha rapportato i costi ai ricavi, pubblicando il libro “L’impegno. Come la Chiesa italiana accompagna la società nella vita di ogni giorno“ (Rubettino 2013). I ricavi per lo Stato, ovviamente, sono molto più numerosidei costi. Soltanto il risparmio dovuto alla presenza delle scuole paritarie si aggira sui 6 miliardi all’anno, coprendo dunque già da solo i (fantomatici) costi che l’Uaar avrebbe conteggiato. A questi va aggiunto il risparmio per il diffuso impegno nel socialesostenuto da Caritas e associazioni legate alla Santa Sede, il risparmio derivato dalla sanità ospedaliera (1,2 miliardi all’anno), dal volontariato (2,8 miliardi), dalle comunità di recupero dei tossicodipendenti (800 milioni), da iniziative come il “Banco alimentare” (650 milioni), dalla lotta all’usura, dai prestiti di speranza, dagli aiuti ai terremotati, dagli oratori, dalle attività ricreative delle parrocchie, dai corsi prematrimoniali ecc. Secondo tale indagine il risparmio complessivo è per lo Stato di circa 11 miliardi di euro annui, senza contare anche il turismo religioso di cui lo stato ci guadagna;  ovvero quasi il quadruplo di quello che invece la Chiesa riceve: attorno a 1 miliardo di euro l’anno tramite l’8 per mille, più circa 3 miliardi dai contributi versati da regioni, comuni, altri enti statali. Parlare di “costi della Chiesa” senza considerare i ricavi, dunque, è un’operazione sbagliata. La presenza della Chiesa sicuramente ha un costo, certamente inferiore agli 11 miliardi che restituisce ogni anno.