LE SETTE TROMBE
VISIONE PREPARATORIA
Arriviamo alla fase successiva del giudizio di Dio sul mondo impenitente e il segnale della raccolta escatologica in vista del giudizio finale e del ritorno di Gesù, ma prima Giovanni descrive una scena: I 7 angeli che stavano davanti a Dio, gli furono date 7 trombe. Ogni angelo suonerà la sua tromba uno dietro l’altro che corrisponderà a una calamità sulla terra. Ogni calamità colpirà un terzo degli abitanti della terra. In Israele il suono della tromba accompagnava la chiamata alla guerra, alle grandi feste, le cerimonie culturali e le teofanie. In questo caso annuncia eventi del giorno escatologico come anche in Sofonia 1,16. Poi arriva un altro angelo con un incensiere d’oro che emane profumi verso il trono, Poi l’angelo prende l’incensiere, lo riempie del fuoco dell’altare e lo getta a terra provocando tuoni, voci, fulmini e terremoti. Anche qui vi è un richiamo liturgico: l’incenso offerto nel tempio di Gerusalemme segno delle preghiere dei santi mentre i carboni indicano la decisione di Dio di togliere il male dal mondo. Il primo angelo si prepara a suonare la prima tromba. I flagelli evocano liberamente le “piaghe” d’Egitto (Es 7-11) e raffigurano la collera di Dio sul mondo a lui ostile.
1) TROMBA
Il primo suonò la tromba: grandine e fuoco, mescolati a sangue, scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra andò bruciato, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde andò bruciata.
Nell’antico testamento il “fuoco del cielo” indicato i fulmini. Qui si usa un linguaggio apocalittico per descrivere una grande carestia mondiale.
2)TROMBA
Il secondo angelo suonò la tromba: qualcosa come una grande montagna, tutta infuocata, fu scagliato nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.
Qualcuno vede in questa parte la descrizione di una gigantesca cometa che cade nell’oceano.
3)TROMBA
Il terzo angelo suonò la tromba: cadde dal cielo una grande stella, ardente come una fiaccola, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono a causa di quelle acque, che erano divenute amare.
Anche in questo punto sembrerebbe qualcosa di analogo al precedente, In ogni caso sembrerebbe che abbia l’effetto di contaminare una parte delle fonti idriche rendendole inutilizzabili.
4)TROMBA
Il quarto angelo suonò la tromba: un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e così si oscurò un terzo degli astri; il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente.
Questo potrebbe essere la conseguenza della seconda tromba. Una parta della massa della cometa dopo l’impatto si disperde in atmosfera creando un filtro che riduce sensibilmente i la vista del cielo.
IL SEGNO DELL’AQUILA
E vidi e udii un’aquila, che volava nell’alto del cielo e che gridava a gran voce: “Guai, guai, guai agli abitanti della terra, al suono degli ultimi squilli di tromba che i tre angeli stanno per suonare!
Un messaggero celeste, incarnato in un’aquila (che guarda caso è il simbolo assegnato all’evangelista Giovanni), annunzia con voce minacciosa e con un triplice “Guai!” che il prosieguo del terribile concerto di tromba sarà anche peggiore di quanto già ha provocato. Come si è detto, sia il settenario dei sigilli che quello delle trombe sono divisi in due sezioni (quattro più tre), e questo terribile avvertimento dell’uccello umanizzato segna la cesura tra la prima e la seconda parte dei terribili flagelli annunciati dalle trombe angeliche.
5)TROMBA
Il quinto angelo suonò la tromba: vidi un astro caduto dal cielo sulla terra. Gli fu data la chiave del pozzo dell’Abisso; egli aprì il pozzo dell’Abisso e dal pozzo salì un fumo come il fumo di una grande fornace, e oscurò il sole e l’atmosfera.
Nel linguaggio dell’antico testamento la caduta “dell’astro” richiama la caduta di lucifero e lo troviamo anche citato in Luca 10,18. Quindi si tratta di un linguaggio figurato per dire che il demonio in questo momento avrà un certo potere e gli sarà concesso aprire il lucchetto che chiude la porta degli Inferi, Nel mondo ribelle a Dio, le forze del male potranno per un breve periodo di portare la malvagità quasi al massimo, per questo l’immagine del sole che si oscura e del fumo. Il “pozzo dell’Abisso” richiama il termine ebraico bor, “fossa”, certamente ben noto all’ebreo Giovanni ed ai suoi più immediati discepoli, che nelle Apocalissi giudaiche indicava gli inferi, pensati come un pozzo profondo e ricolmo di fuoco ribollente (così lo vedrà anche Lucia Dos Santos durante le visioni di Fatima del 1917).
Dal fumo uscirono cavallette, che si sparsero sulla terra, e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare l’erba della terra, né gli arbusti né gli alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. E fu concesso loro non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il loro tormento è come il tormento provocato dallo scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte fuggirà da loro.
Queste cavallette avevano l’aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d’oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli come capelli di donne e i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il torace simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali era come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all’assalto. Avevano code come gli scorpioni e aculei.
Quello che provocano le forze del male sono queste “cavallette”, così vengono chiamate, ma si tratta chiaramente di un linguaggio figurato tipico della letteratura apocalittica. La troviamo anche in Gioele 1-2. Il testo da come si può vedere dalle parole sottolineate è ricco di immagini, vediamo di decodificarne il contenuto:
- TESTE UMANE: Intelligenza
- CAVALLI: Guerre
- CORONE: Regimi dittatoriali
- CAPELLI DI DONNE: Seduzione, frode
- DENTI DA LEONE: Forza, crudeltà, voracità e l’insaziabilità
- CORAZZE DI FERRO: Fortezza e all’indistruttibilità
- LE ALI: Velocità e capacità di raggiungere ogni luogo
- SCORPIONE: Capacità di tormentare chiunque
- CINQUE MESI: Breve durata
Quello che si potrebbe concludere riassumendo tutti i punti: Le forze del male ispireranno un regime totalitario molto crudele e potente, sarà globale e affascinerà molti, ma chi si opporrà verrà perseguitato. Tuttavia non durerà a lungo.
6)TROMBA
Il sesto angelo suonò la tromba: udii una voce dai lati dell’altare d’oro che si trova dinanzi a Dio. Diceva al sesto angelo, che aveva la tromba: “Libera i quattro angeli incatenati sul grande fiume Eufrate”. Furono liberati i quattro angeli, pronti per l’ora, il giorno, il mese e l’anno, al fine di sterminare un terzo dell’umanità. Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni; ne intesi il numero.
Il fiume Eufrate era è confine più a est dell’impero romano, e da lì che potevano avvenire le invasioni più devastanti. Qui sta parlando di un invasione di un gigantesco esercito. Alcuni pensano che si possa trattare di Cina o India, solo loro possono mobilitare un numero di soldati così grande.
E così vidi nella visione i cavalli e i loro cavalieri: questi avevano corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo; le teste dei cavalli erano come teste di leoni e dalla loro bocca uscivano fuoco, fumo e zolfo. Da questo triplice flagello, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che uscivano dalla loro bocca, fu ucciso un terzo dell’umanità. La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code, perché le loro code sono simili a serpenti, hanno teste e con esse fanno del male.
Qua troviamo una descrizione allegorica dei cavalieri di questo enorme esercito. Alcuni pensano che si tratti di una confusa descrizione di un tipo di carro armato futuristico per l’epoca che Giovanni descrive come meglio può.
SITUAZIONE DELL’UMANITÀ
Il resto dell’umanità, che non fu uccisa a causa di questi flagelli, non si convertì dalle opere delle sue mani; non cessò di prestare culto ai demòni e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; e non si convertì dagli omicidi, né dalle stregonerie, né dalla prostituzione, né dalle ruberie.
Nonostante i castighi divini quelli che sono sopravvissuti alle calamità non pensano proprio di pentirsi, anzi persistono nei loro peccati, anche se la grazia di Dio è ancora pronta per accoglierli, ma scelgono deliberamente il male.
IL PICCOLO LIBRO
Si sospende temporaneamente la successione delle trombe per una breve scena dove è lo stesso Giovanni il protagonista: Vida un grande e possente angelo:
E vidi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube; l’arcobaleno era sul suo capo e il suo volto era come il sole e le sue gambe come colonne di fuoco, Nella mano teneva un piccolo libro aperto.
L’angelo delle più importanti rivelazioni è forse Gabriele (Dn 8,16-26; 9,21-27; Lc 1,26-33). Egli annunzia solennemente il definitivo compimento dell’opera di salvezza.
Nei giorni in cui il settimo angelo farà udire la sua voce e suonerà la tromba, allora si compirà il mistero di Dio, come egli aveva annunciato ai suoi servi, i profeti”.
Il mistero di Dio è il mistero della salvezza, rivelato definitivamente da Cristo e dai suoi apostoli. Esso sta per giungere all’ultima fase.
Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: “Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra”. Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: “Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele”. Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza.
L’angelo invita Giovanni a mangiare il piccolo libro che ha tra le mani. I gusti che si provano è simbolo della missione profetica di Giovanni, e vale per chiunque altro missionario o credente che vive profondamente la parola. La dolcezza del libro rappresenta la salvezza promessa da Dio, la pace spirituale di ogni credente e la bellezza di essere portavoce di Dio nel mondo. l’amarezza è vedere l’ostinazione nel male dei cattivi, quello che si prova nell’essere rifiutati e le persecuzioni di chi odia Dio.
I DUE TESTIMONI
Giovanni riceve l’incarico di misurare il Tempio: è un gesto chiaramente simbolico, presente anche nei capitoli 40-48 del Libro di Ezechiele che sembra aver ispirato tutti questi capitoli giovannei, per indicare che la Chiesa, nuovo Tempio di Dio, si trova sotto la diretta protezione divina come l’antico Santo dei Santi. L’atrio del tempio è escluso in quanto occupato dai pagani per 42 mesi. Quindi la profezia dice che la città santa verrà occupata per 1260 giorni (42 mesi, gli stessi giorni della persecuzione di Antioco IV Epifane), in questo tempo Dio manderà “i due testimoni”. Non dice chi siano, ma abbiamo una corrente che sostiene siano Pietro e Paolo e un’altra Mosè ed Elia. Essi svolgeranno la loro missione profetica per testimoniare che nonostante le calamità e l’ira di Dio, per i sopravvissuti c’è ancora tempo di salvarsi. In questo tempo saranno protetti da Dio, cercheranno di ucciderli, ma non riusciranno, anche il pensare di farli del male, non rimarrà impunito. I due testimoni saranno potenti profeti, potranno fare prodigi sulla natura, come chiudere il cielo per non far piovere e trasformare l’acqua in sangue. Questi tipi di prodigi sono tipici di Mosè ed Elia. Al termine dei 1260 giorni, avranno compiuto la loro missione. La “bestia che viene dall’abisso farà guerra a loro, li vincerà e li uccideranno. I loro corpi verranno esposi pubblicamente come segno di vittoria e ogni popolo la potrà vedere. Gli abitanti della terra, lontani da Dio saranno felici della loro morte e sarà occasione di festa. Ma ecco al terzo giorno, proprio come avvenne a Gesù , Dio li face resuscitare sotto agli occhi di tutti e videro che furono assunti in cielo. Ci sarà un terremoto, come segno di giudizio da fa crollare un decimo della città e morire 7 mila persone, ma i superstiti presi da terrore si convertiranno e daranno gloria a Dio. Quindi la loro missione non sarà vana, nonostante tutto riusciranno a recuperare anima a Dio. Le “7 persone”, essendo 7000 = 7 x 10 x 10 x 10, cioè il risultato della combinazione di tutti i numeri perfetti, significano pienezza ed esaustività della punizione.
7)TROMBA
Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano:
“Il regno del mondo
appartiene al Signore nostro e al suo Cristo:
egli regnerà nei secoli dei secoli”.
Nell’ultima tromba si dichiara definitivamente che la terra passa pienamente sotto l’autorità di Dio. Fino adesso le calamità avevano lo scopo di portare gli uomini al pentimento, ma ora tutti quelli che potevano pentirsi l’avranno già fatto e per gli altri presto arriverà la definitiva ira di Dio. Affinché i santi posano vivere in pace sulla terra è necessario che tutte le persone non degne dovranno sparire dalla terra.