APOCALISSE 1/8

LE SETTE CHIESE

Le comunità a cui scrive sono le chiese dell’Asia Minore (cfr. Ap 1-3), chiese fiorenti fondate da Paolo e ora guidate da Giovanni. Nei primi tre capitoli infatti Giovanni cita espressa mente sette chiese a cui invia esortazioni profetiche per rinsaldare la loro fede e correggerne gli errori. Erano comunità che avevano perduto il primitivo fervore e in cui già erano presenti elementi delle prime eresie, come quella dei Nicolaiti, dottrina gnostica che professava un sincretismo con i culti pagani, già condannata da Paolo, specialmente nella lettera ai Colossesi. Se Paolo aveva elogiato quelle comunità per il loro fervore, ora Giovanni usava parole di fuoco per bollare la freddezza e l’indifferenza presente nelle chiese (cfr. Ap 2,3.6.13.15.45; 3,16). Erano comunità che avevano ormai raggiunto una stabile organizzazione gerarchica e i cristiani già celebrano il primo giorno della settimana chiamandolo “dies Dominica” cioè giorno del Signore (cfr. Ap 1,10). Questo sembra sia avvenuto dopo il 70, cioè dopo la distruzione del Tempio e della città di Gerusalemme ad opera dei Romani e quindi segnò un distacco definitivo dal giudaismo ufficiale che celebrava il sabato come festa. Per comprendere il libro dell’Apocalisse bisogna tener conto anche delle circostanze storiche che contribuirono alla sua nascita. Le sette lettere alle sette chiese dei primi tre capitoli danno il quadro della seconda generazione dei cristiani. Avevano perso il loro entusiasmo iniziale, come abbiamo già accennato, e la lettera alla chiesa di Efeso, di Sardi e di Laodicea ne sono un esempio (cfr. Ap 2,1-7; 3,1-6; 3,14-22). Gesù aveva insistito che “colui che persevererà sino alla fine sarà salvato” (cfr. Mt 10,22) e ora Giovanni esorta a questa perseveranza nell’amore iniziale: “Ricorda dunque da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima. Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane e sta per morire…” (cfr. Ap 2,5; 3,2). In questo ambiente di tiepidezza (cfr. Ap 3,15-16) nascevano errori propagati, poi, da falsi profeti (cfr. Ap 2,2.6.15.20). Sono sette messaggi indirizzati a sette chiese della provincia di Asia, elencate forse per ordine di importanza. Dal numero sono escluse altre chiese del posto, ma questo può essere spiegato con l’uso del numero 7 che indica la completezza e la totalità delle chiese. Questa chiesa è nelle mani di Gesù Re e Sacerdote.

LO SCHEMA PER OGNI LETTERA:

Ogni lettera ha lo stesso schema:

  1. un invito divino a scrivere.
  2. un’autopresentazione di Gesù con gli stessi attributi del prologo.
  3. un giudizio positivo/negativo sulla chiesa in questione.
  4. un invito all’ascolto e alla conversione e una promessa escatologica.

Per ogni messaggio alle diverse chiese vedremo l’autopresentazione di Gesù di cui si possono trarre degli insegnamenti teologici su Cristo, il giudizio spesso in parte sia positivo che negativo, ma talvolta anche puramente positivo o negativo. Se positivo un invito a perseverare, se negativo un invito alla conversione . Vedremo anche una promesse escatologica.

CARTINA:

Qui sotto nella cartina la posizione delle sette chiese e l’isola di Patmos dove Giovanni riceve la parola da Dio

EFESO:

PRESENTAZIONE:

Così parla Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro.

Questo è il modo in cui Giovanni vede Gesù nel prologo, ricorda anche il personaggio in Daniele 7,13 e 10,16.

GIUDIZIO: POSITIVO / NEGATIVO

POSITIVO: Riconoscimento di molte qualità come la perseveranza, ostilità verso l’ingiustizia, buon discernimento per distinguere i falsi apostoli, resistenza alle persecuzioni, opposizione ai nicolaidi (dottrina contaminata da elementi pagani)

NEGATIVO: Aver perso il primo amore, ovvero mancare di carità verso Dio e il prossimo, probabilmente a causa della ricchezza che vi circola: ha dunque bisogno di una rinascita spirituale per ottenere la Vita Eterna.. Invio a convertirsi e compiere le opere di prima

PROMESSA:

Al vincitore darò da mangiare dall’albero della vita, che sta nel paradiso di Dio”. Promessa di vita eterna

SMIRNE:

PRESENTAZIONE:

Così parla il Primo e l’Ultimo, che era morto ed è tornato alla vita. Riferimento alla resurrezione di Cristo

GIUDIZIO: POSITIVO

Smirne è una comunità povera e sottoposto a molte tribolazioni, ma è ricca dello Spirito del Signore. Vicina ad essa c’è una comunità giudaica assai ostile che l’autore definisce: Sinagoga di satana. Si preannunciano ulteriori persecuzioni su alcuni componenti della comunità per 10 giorni.

PROMESSA:

Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. Il vincitore non sarà colpito dalla seconda morte”.

La seconda morte è la separazione tra Dio e l’anima per l’eternità che porta all’inferno.

PERGAMO:

PRESENTAZIONE:

Così parla Colui che ha la spada affilata a due tagli. Riferimento alla Spada dello spirito che è la parola di Dio

GIUDIZIO: POSITIVO / NEGATIVO

POSITIVO: La comunità è situata in una importante città del mondo religioso greco, è presente il tempio di Zeus che l’autore definisce il trono di satana, per questo è spesso oggetto di persecuzioni, citando un personaggio Antipa, martirizzato per essersi rifiutato di sacrificare agli dei. Nonostante le persecuzioni la comunità rimane salda nella fede

NEGATIVO: Viene rimproverato che all’interno della comunità sono tollerate delle correnti eretiche, quali i seguaci della dottrina da Baalam, dove incitava all’immoralità e i Nicolaidi, contenenti dottrine di origine pagana.

PROMESSA:

Convèrtiti dunque; altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.

Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca, sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi lo riceve”. Una credenza largamente diffusa nel giudaismo dell’epoca riteneva che durante l’era messianica, gli eletti avrebbero mangiato la manna. Un sassolino bianco veniva usato in diverse situazioni, ma in ogni caso era un simbolo positivo e il colore bianco indica gioia ed allegria, in questo caso la positività deriva dalla consapevolezza di partecipare al regno di Dio.

TIATIRA:

PRESENTAZIONE:

Così parla il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente.

Caratteristiche che richiamano la visione nel prologo. Viene enfatizzata la gloria di Cristo.

GIUDIZIO: POSITIVO / NEGATIVO

POSITIVO: Si riconosce in questa comunità la carità, la fede e lo spirito di servizio fatto con costanza e dedizione e una costante crescita di questi valori nel tempo.

NEGATIVO: Viene rimproverato che all’interno della comunità viva una donna di nome Gezabele, falsa profetessa che insegna e istiga all’immoralità. Non è il suo vero nome ma uno pseudonimo che richiama un la regina che istigò il popolo di Israele di allontanarsi del culto. Dio non l’ha punita subito per darle tempo di pentirsi, ma ora annuncia il castigo su di lei e su che la segue. Ma chi non la segue non avrà ulteriori castighi.

PROMESSA:

Al vincitore che custodisce sino alla fine le mie opere darò autorità sopra le nazioni: le governerà con scettro di ferro, come vasi di argilla si frantumeranno, con la stessa autorità che ho ricevuto dal Padre mio; e a lui darò la stella del mattino.

 Viene rievocata una promessa contenuta nel Salmo 2,8-9 dove i salvati, dopo il ritorno di Cristo, governeranno la terra.

SARDI:

PRESENTAZIONE:

Così parla Colui che possiede i sette spiriti di Dio e le sette stelle. Richiama la signoria assoluta e piena sull’universo e sulla Chiesa universale sparsa su tutta la Terra (solita simbologia del numero sette).

GIUDIZIO: NEGATIVO/ POSITIVO

NEGATIVO: Il giudizio è il più severo di tutti. La comunità sembrerebbe ricoprire un fama positiva, ma per Dio si tratta di ipocrisia, le loro opere non sono perfette. L’autore esorta la comunità a rinvigorire ed a essere vigilanti perché Dio verrà come un ladro.

POSITIVO: Nonostante il giudizio nettamente negativo, è presente un gruppetto di persone che conpiono vere opere buone, queste commineranno con lui in veste bianche.

PROMESSA:

Il vincitore sarà vestito di bianche vesti; non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli.

Le vesti bianche indicano sono simbolo di purezza, buone opere e vittoria. Il libro della vita nell’AT indica la partecipazione ai beni messianici (Es 32,32-33; Sal 69,29; Is 4,3). Per il riconoscimento di Cristo, vedi Mt 10,32; Lc 12,8.

FILADELFIA:

PRESENTAZIONE:

“Così parla il Santo, il Veritiero, Colui che ha la chiave di Davide: quando egli apre nessuno chiude e quando chiude nessuno apre.

La chiave di Davide è Cristo, che ha potere supremo sulla Gerusalemme celeste; per il simbolo della chiave, vedi Is 22,22 e alle “chiavi del Regno dei Cieli” consegnate da Gesù a Pietro (Matteo 16,19).

GIUDIZIO: POSITIVO

Viene riconosciuto che in questa comunità pur essendo povera è ricca di Spirito, custode e fedele della parola. Annuncia che ci sarà una “porta aperta”, non specificando nel dettaglio. Potrebbe essere un attività missionaria o la conversione di popoli pagani attraverso loro. Annuncia anche l’arrivo in comunità di alcuni soggetti provenienti dalla “sinagoga di satana”. Giudei ostili e fintamente amiche per ingannarli, sarà l’occasione per vedere quanto Dio li ha amati per provocarli a gelosia.

PROMESSA:

Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più. Inciderò su di lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che discende dal cielo, dal mio Dio, insieme al mio nome nuovo.

la colonna nel tempio del mio Dio è un simbolo di stabilità perenne e quindi di beatitudine che nessuno potrà togliergli mai più.  Il nome nuovo è un nome di Cristo, forse il Verbo di Dio di  Ap 19,13.

LAODICEA:

PRESENTAZIONE:

Così parla l’Amen, il Testimone degno di fede e veritiero, il Principio della creazione di Dio.

Caratteristiche che sottolineano la divinità di Cristo.

GIUDIZIO: NEGATIVO

Questa comunità si trova in una città molto ricca economicamente e finanziariamente, ma hanno ceduto alla tentazione di confidare nelle ricchezze anziché  a Dio pur non rinnegandolo ma perdendo lo zelo e preferendo un atteggiamento ambiguo e gnosticizzante, per questo l’autore li definisce né caldi né freddi. Dio li ama e per questo li rimprovera utilizzando delle metafore che simboleggiano i prodotti economici che facevano prosperare la città: Centro di commerci e di ricchezze, Laodicea deve abbandonare il vile oro materiale per scoprire il vero oro che salva; centro tessile assai rinomato, dovrà vestirsi con vesti bianche, che rimandano alla purificazione del Battesimo; sede di una famosa scuola di oftalmologia, dovrà purificarsi la vista non con il collirio medico ma con un collirio spirituale, che le permetterà di vedere lo stato di desolazione in cui versa.

PROMESSA:

Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere con me, sul mio trono, come anche io ho vinto e siedo con il Padre mio sul suo trono.

Cristo si presenta come colui che cerca una relazione con i suoi figli, bussa alla porta, si fa sentire la sua presenza, e gioisce chi riconosce la sua voce, apre la porta del suo cuore e lo accoglie per avere comunione insieme.

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