APOCALISSE 7/8

L’AVVENTO DEL REGNO DI DIO

Arriviamo negli ultimi capitoli dell’apocalisse. Il capitolo 19 apre con una seria di canti trionfali, dove si glorifica il Signore per la distruzione di Babilonia, il centro del poter del male e viene dichiarata la terra, ora possesso di fatto del Signore Nostro Dio, anche se non ancora concretizzata completamente. La Chiesa paragonata all’immagine della sposa che è in procinto di incontrare finalmente lo sposo, Cristo che darà inizia al regno messianico. L’immagine della sposa e lo sposo per indicare la Chiesa e Cristo è in continuità con l’antico testamento, (le fonti sono Isaia 54,5-6, Osea 2,16-18 e il Cantico dei Cantici) anche se in questi casi abbiamo il paragone Dio e Israele. Con questo sposalizio abbiamo la conseguente immagine, le nozze dell’agnello: Queste nozze rappresentano l’instaurarsi definitivo del Regno di Dio, che subentra ai governi umani e il compimento ultimo e definitivo dell’Alleanza tra Dio e l’Umanità. Il lino splendente della sposa rappresenta opere giuste compiute dai Santi.

Questo è l’inno più significativo:

“Alleluia!

Ha preso possesso del suo regno il Signore,

il nostro Dio, l’Onnipotente.

Rallegriamoci ed esultiamo,

rendiamo a lui gloria,

perché sono giunte le nozze dell’Agnello;

la sua sposa è pronta:

le fu data una veste

di lino puro e splendente”.

La veste di lino sono le opere giuste dei santi.

Ritroviamo in questi inni 2 parole ripetute più volte come inno alla gioia e al ringraziamento a Dio a noi ben conosciute attraverso i canti ecclesiali:

ALLELUIA: deriva dal verbo ebraico halal, “lodare”, e da Jah, abbreviazione del nome divino JHWH, e significa “lodate JHWH”: si tratta di un’acclamazione di gioia e di lode molto frequente nei Salmi.

AMEN: deriva dalla radice ebraica “aman”, che indica la certezza, la solidità, l’immutabilità: non è un caso se da essa derivano anche i termini emuna, “fede”, ed emet, “fedeltà”. Per questo Cristo nell’Apocalisse viene chiamato “l’Amen” (3,14) e “il fedele” (19,11).

LA SCONFITTA DEL MALE NEL MONDO

ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava Fedele e Veritiero: egli giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è: il Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro. Dalla bocca gli esce una spada affilata, per colpire con essa le nazioni.

Quello che appare nella visione è un cavaliere che cavalca un cavallo bianco, dalle parole sottolineate abbiamo tutti gli elementi per capire di chi tratta: Ritroviamo una sintesi di molti dei simboli già incontrati nell’Apocalisse; i suoi occhi sono come fiamma di fuoco (potenza divina), veste di bianco (purezza) e dalla bocca gli esce una spada affilata, (verità e saggezza di Dio) i diademi  (titolo di Re dei Re), il mantello insanguinato (simboli della Passione), Il nome che nessuno conosce (l’impronunciabile nome di Dio), ma quello più esplicito è il Verbo di Dio. Tutti elementi che chiaramente portano a Gesù Cristo.

Egli le governerà con scettro di ferro e pigerà nel tino il vino dell’ira furiosa di Dio, l’Onnipotente. Sul mantello e sul femore porta scritto un nome: Re dei re e Signore dei signori.

Egli è l’artefice del Giudizio di Dio, raffigurato come una vendemmia, così come era già stato fatto in 14,19-, ed appare a noi circondato dal corteo dei Suoi angeli e dei Suoi santi:

Dopo la distruzione di Babilonia, sede del centro maligno del mondo, l’anticristo è ancora vivo e le altre nazioni minori sono ancora al suo servizio. Arriva il momento della parusia, il ritorno glorioso di Gesù, non più come un agnello, come la prima volta. Stavolta viene come un leone per prendere possesso della terra e la governerà con chi ne sarà degno. La bestia e il falso profeta verranno gettati nello stagno di fuoco, insieme a tutti coloro che avranno adorato la bestia e preso il suo marchio. Il tempo della grazia è finito, tutti quelli che avevano anche solo una piccola possibilità si convertirsi, si sono già convertiti durante i flagelli, ora rimangono quelli che sono arrivati al culmine della loro malvagità, non hanno più scusanti, hanno scelto deliberamente il male. Come e facile capire, questa simbolica descrizione non indica più un giudizio di Dio che sopravviene durante il corso della storia, bensì IL supremo giudizio di Dio al termine della storia stessa: lo «stagno di fuoco e di zolfo » indica infatti la dannazione eterna dell’Inferno, e da questo stagno non si torna mai più alla ribalta della vita e della storia.

E vidi un angelo che scendeva dal cielo con in mano la chiave dell’Abisso e una grande catena. Afferrò il drago, il serpente antico, che è diavolo e il Satana, e lo incatenò per mille anni; lo gettò nell’Abisso, lo rinchiuse e pose il sigillo sopra di lui, perché non seducesse più le nazioni, fino al compimento dei mille anni, dopo i quali deve essere lasciato libero per un po’ di tempo.

Se sulla terra il male viene sconfitto, nel mondo spirituale avviene lo stesso. Satana avendo già perso ogni legittimità dalla resurrezione di Cristo, perde di fatto ogni potere sulla terra e viene confinato affinché ogni suo potere sulla terra cessi temporaneamente.  Questo tempo non è da intendersi 1000 anni letterali, ma si tratta di un lungo tempo indefinito.

Poi vidi alcuni troni – a quelli che vi sedettero fu dato il potere di giudicare – e le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e della parola di Dio, e quanti non avevano adorato la bestia e la sua statua e non avevano ricevuto il marchio sulla fronte e sulla mano. Essi ripresero vita e regnarono con Cristo per mille anni; gli altri morti invece non tornarono in vita fino al compimento dei mille anni. Questa è la prima risurrezione. Beati e santi quelli che prendono parte alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo, e regneranno con lui per mille anni.

I “troni” sono un tipo di schiere angeliche, in questo caso hanno il compito di giudicare i martiri che non hanno adorato la bestia e non hanno preso il marchio. Torneranno in vita per governare con Cristo sulla terra. Questa è la prima resurrezione, ma abbiamo un ulteriore interpretazione per il tempo presente: La prima resurrezione può essere intesa con il battesimo ovvero come la vita nuova ricevuta da Cristo, che comporta il vivere e il regnare con Lui. Su questa vita ha potere la “prima morte”, cioè quella corporale, ma non la “seconda morte”, quella spirituale, vale a dire la condanna eterna e la privazione della gioia della comunione con Dio.

LA SECONDA LOTTA ESCATOLOGICA

Quando i mille anni saranno compiuti, Satana verrà liberato dal suo carcere e uscirà per sedurre le nazioni che stanno ai quattro angoli della terra, Gog e Magòg, e radunarle per la guerra: il loro numero è come la sabbia del mare. Salirono fino alla superficie della terra e assediarono l’accampamento dei santi e la città amata. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli.

Questa parte indica la fine del tempo storico della Chiesa, e l’inizio del racconto degli Ultimi Tempi con lo scontro finale tra Bene e Male. Satana sarà di nuovo libro per un tempo limitato, Dio lo permette per mettere alla prova l’umanità un ultima volta. Solo in questo modo si può stabilire chi è veramente degno di essere un figlio di Dio. Satana riuscirà a sedurre molte persone, tanto da generare regimi che obbediscono a lui. Qui vengono citati Gog e Magog, Essi compaiono anche nel libro di Ezechiele in cui si parla di una coalizione immensa di popoli che muoverà guerra all’indifeso popolo d’Israele. molti hanno cercato di capire chi siano e il loro luogo geografico nativo, gli studiosi tendono a collocarli nella zona del Caucaso. Secondo Ezechiele questi popoli sono considerati feroci, mostruosi ed assetati di sangue e di bottino, insieme a loro ci sono anche persiani, etiopi e popoli del Corno d’Africa. Muoveranno guerra contro il popolo di Dio. Ma avverrà che “un fuoco scese dal cielo e li divorò” (citazione presa da 2Re 1,10.12), l’esercito sedotto da satana sarà sconfitto e satana gettato nello stagno di fuoco, segnando la definitiva sconfitta del demonio.

IL GIUDIZIO UNIVERSALE

E vidi un grande trono bianco e Colui che vi sedeva. Scomparvero dalla sua presenza la terra e il cielo senza lasciare traccia di sé. E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. E i libri furono aperti. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati secondo le loro opere, in base a ciò che era scritto in quei libri. Il mare restituì i morti che esso custodiva, la Morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la Morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non risultò scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.

Il giudizio è ripreso secondo la tipologia tradizionale: trono su cui siede Dio, il mondo che è scomparso, gli uomini risorti, il libro della vita. Tutti gli uomini sono giudicati secondo le loro opere e poi viene distrutta la morte, come troviamo anche in 1Corinzi 15,2-26:

« Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico ad essere annientato sarà la Morte »

 Per coloro che non sono scritti nel libro della vita vi è la seconda morte, la perdita della vita eterna. Avranno tutti un corpo nuovo, per i salvati un corpo adatto per il regno dei cieli, per i non salvati per l’inferno.

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