LA LETTERA AI FILIPPESI

LA CITTÀ DI FILIPPI

Filippi era una città composta da latini e da rappresentanti del popolo originario greco macedone. Probabilmente la comunità giudea era poco numerosa dato che non possedeva una sinagoga e celebrava le proprie funzioni religiose in una casa di preghiera vicino al fiume Gagites a due chilometri dalla città. Filippi continuava ad essere una città importante, anche se in decadenza, grazie alla sua posizione geografica di collegamento tra il mar Egeo e l’Adriatico lungo la via Egnatia.

L’ARRIVO DI PAOLO

Paolo si trova a Listria, in Cilicia, vorrebbe muoversi verso la Bitinia, ma lo Spirito glielo impediva. Fu guidato da Esso, mediante un sogno notturno a dirigersi verso la Macedonia. Filippi fa parte delle prime città visitate in quella regione. Ma proprio lì,  il libro degli atti 16 racconta un episodio particolare. A Filippi c’era un numero esiguo di giudei, non sufficienti per fondare una sinagoga, ma i pochi che c’erano si riunivano vicino al fiume per pregare. Paolo si recò lì e conosce una donna ebrea che accettò la predicazione di Paolo e si convertì. Lei si propone di ospitare Paolo a casa sua, ma in quella città era presente un chiava che aveva uno spirito di divinazione. Si tratta di una capacità di origine demoniaca di prevedere il futuro e veniva usata dai sui padroni per ottenere dei guadagni. Lei iniziò ad infastidire Paolo, che spazientito fece  di fatto un esorcismo e liberò la schiava dallo spirito di divinazione. Subito sorsero delle difficoltà e Paolo fu accusato di introdurre costumi non romani. I giudici, impressionati dalla rivolta popolare, arrestarono Paolo e i suoi compagni, li fustigarono e poi li misero in carcere. In carcere Paolo e i sui compagni con le ferite e le catene ai piedi cantarono inni al Signore. Avvenne un terremoto talmente forte da fare cadere le catene ed aprire le porte. Il carceriere sapendo che se fosse fuggito anche solo un prigioniero rischiava la morte e stava già per suicidarsi, ma Paolo assicurò che nessuno era fuggito. Il carceriere fu colpito da questa testimonianza e si convertì. Ospitò Paolo in casa sua, si prese cura di lui e tutta la sua famiglia  si convertì. Il giorno dopo  i giudici vennero a conoscenza che Paolo  e i suoi erano cittadini romani, si spaventarono perché avendoli fustigati e messi in carcere senza regolare processo rischiavano una pesante sanzione. li rimisero in libertà con tanto di scuse e la richiesta di lasciare la città.

LA COMUNITÀ CRISTIANA A FILIPPI

Fu la prima comunità cristiana fondata in Europa. Lidia sarà la prima discepola, una ricca commerciante di porpora, credente in Dio, che metterà a disposizione di Paolo la sua casa tale da diventare la chiesa domestica della città (cfr. At 16,12-15). La presenza degli evangelizzatori in Filippi non sembra essere stata di lunga durata Quindi Paolo e Sila si trasferirono a Tessalonica. Più tardi Paolo passò due volte per Filippi durante il terzo viaggio missionario (cfr. At 20,1.3).

OCCASIONE DELLA LETTERA

Nonostante la brevità della permanenza in Filippi, Paolo ebbe per i cristiani di questa città un grande affetto. Nella sua lettera si rivolge a loro con particolare affetto (cfr. Fil 1,7-8; 4,1; 4,10). La lettera ai Filippesi è la più affettuosa di tutte quelle che Paolo scrisse. Dopo la lettera a Filemone, è la più personale. L’occasione è data per ringraziare i Filippesi del loro donativo, un aiuto economico indirizzato a Paolo mentre è in carcere mediante Epafrodito.

CONTENUTO

È una lettera in cui Paolo esprime la sua gratitudine e nello stesso tempo informa la comunità sulla sua situazione ed esorta i cristiani a perseverare nell’unità e nell’impegno. Nella lettera è contenuto un antichissimo inno cristologico cantato nelle chiese di Asia (cfr. Fil 2,6-11). L’inno canta la preesistenza di Cristo come Dio, il suo spogliamento totale dall’incarnazione alla morte umiliante in croce, la sua glorificazione e la signoria universale seguita alla resurrezione.

STRUTTURA

• indirizzo, ringraziamento e preghiera: 1,1-11

• situazione di Paolo in prigione: 1,12-26

• esortazione a vivere in unità e umiltà: 1,27-2,18

• progetti apostolici: 2,19-30

• avvertimenti contro i giudaizzanti ed esempio di Paolo: 3,1-4,1

• esortazione alla concordia: 4,2-9

• ringraziamento per il dono ricevuto: 4,10-20

• saluto finale: 4,21-23

NOTE CARATTERISTICHE

  • Cristo dona anche la grazia per soffrire per lui per mantenere salda la fede
  • La prigionia di Paolo hanno portato anche a un progresso nel vangelo
  • L’umiltà e la carità di Cristo come modello del cristiano
  • Risplendere come luci nel mondo tenebroso
  • Paolo vuole inviare a loro Timoteo ed Epafrodìto
  • La vera via della salvezza è la fede in Cristo e non nell’osservanza della legge
  • Avere l’ambizione di raggiungere un livello sempre più alto di santità
  • La cittadinanza del cristiano è nei cieli
  • Paolo esorta la pace tra tutti i membri della comunità
  • Ringraziamento dei doni ricevuti

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