LA CITTÀ DI EFESO
Efeso era la capitale amministrativa della provincia romana di Asia. Era anche la città principale dell’Asia Minore sia per la sua popolazione (200 000 abitanti) ma soprattutto per la sua situazione geografica e politica. Efeso era il punto di incontro delle rotte che collega vano l’impero con il resto del mondo orientale. Da qui la sua importanza anche economica e culturale. Situata sulla foce del fiume Caistro, aveva un porto commerciale. La sua fondazione risale agli Ioni nel secondo millenio e i romani la occuparono nel 133 a.C. adornandola con numerosi monumenti. Possedeva un tempio famoso dove era conservata la statua della dea Artemide (Diana) degli Efesini molto venerata in tutta l’Asia.
L’EVANGELIZZAZIONE DI EFESO
Il primo missionario ad arrivare fu Apollo, conosciuto anche da Paolo e nominato nei suoi scritti. Arrivarono anche i coniugi Aquila e Priscilla, suoi amici e collaboratori già a Corinto. Loro iniziarono a piantare i primi semi della fede. Quando Paolo arrivò nel suo terzo viaggio missionario (53-58) trovò una piccola comunità di 12 persone battezzati solo con il battesimo di Giovanni (cfr. At 19,1-7) sui quali invocò il dono dello Spirito Santo rinnovando per loro l’esperienza di Pentecoste. Per tre mesi Paolo predicò nella sinagoga, ma a causa dell’opposizione dei giudei tra sferì l’iniziale comunità nella scuola di un certo Tiranno dove continuò ad annunciare il vangelo con successo crescente per più di due anni (cfr. At 19,8-20). Questa attività evangelizzatrice mise in crisi il culto alla dea Artemide e fece allarmare i fabbricanti delle statuine d’argento della dea. Ne nacque un gran tumulto e Paolo si convinse che era giunto il tempo di lasciare la città. Quindi partì per la Macedonia e la Grecia. Paolo rimase molto legato a questa comunità anche per le sofferenze e i sacrifici dovuti alla sua fondazione (cfr. 2 Cor 1,8-11). Nel viaggio di ritorno per Gerusalemme, a Mileto manda a chiamare gli anziani della chiesa a cui apre il cuore tra le lacrime e li saluta per l’ultima volta (cfr. At 20,17-38).
SCOPO E CONTENUTO
La comunità di Efeso è dottrinalmente sana, non ha ceduto ai giudaizzanti e non sono sorte eresie o atteggiamenti immorali. Lo scopo della lettera non è correttiva, ma è per rinsaldare il fondamento della fede. Paolo scrisse la lettera durante la prigionia a Roma. La lettera inizia con un significativo inno cristologico dove si illustra il disegno salvifico di Dio che inizia con la creazione del mondo e si compie con la riunione di tutti gli uomini, giudei e pagani, nell’unica Chiesa, verso la piena maturità in Cristo. Dopo la parte dogmatica in cui Cristo è presentato come salvatore e fonte di ogni cosa e a cui tutto deve essere ricapitolato, Paolo deduce le conseguenze pratiche. Se uno è membro del corpo di Cristo, uomo nuovo e figlio-erede di Dio, deve comportarsi di conseguenza in modo degno rispetto alla consapevolezza che ha come membro della Chiesa in tutti gli ambiti della vita:
- LA VITA COMUNITARIA
Deve essere autore di unità e pace (cfr. Ef 4,3). I doni sono per l’unità, concessi per la crescita del corpo (cfr. Ef 4,7-16).
- LA MORALE
i cristiani non devono partecipare alle opere infruttuose delle tenebre (cfr. Ef 5,11), ma essere pieni dello Spirito (cfr. Ef 5,19).
- LA VITA FAMILIARE
I cristiani devono essere guidati dall’esempio di Cristo con la Chiesa (cfr. Ef 5,21-6,4) e nella vita sociale come servi di Cristo (cfr. Ef 6,5-9).
- Dio ci ha predestinati figli santi mediante il sangue di Cristo.
- La grazia ottenuta mediante Cristo ci dona sapienza e intelletto per conoscere la sua volontà.
- Cristo a capo dei cieli e della terra e i credenti eredi e lode della sua gloria.
- Lo spirito santo è la caparra della nostra eredità.
- Preghiera di benedizione alla comunità.
- La superiorità di Cristo su ogni entità celeste per questo la Chiesa è sicura di fronte a qualunque potenza.
- L’uomo carnale che si avvicina a Cristo viene salvato mediante la fede per compiere buone opere.
- In Cristo pagani e giudei vengono riconciliati per essere un solo uomo nuovo per mezzo della croce.
- Cristo rivela il mistero della salvezza in questo tempo. Paolo ne è testimone per rivelarlo al mondo.
- Preghiera di Paolo affinché ricevano forza interiore mediante lo Spirito, comprensione di Cristo e benedizioni.
- Invito all’unità e a comportarsi in maniera degna di un credente con umiltà, dolcezza, magnanimità e amore.
- Dio dona agli uomini la grazia secondo la sua missione sulla terra per essere evangelisti, maestri, apostoli e profeti.
- La grazia e la conoscenza di Cristo vi consente di essere perfetti e non essere ingannabili da nessuno.
- Esortazione per una conversione da un nuova vita in Cristo, senza passioni ingannevoli, ma rinnovati nella giustizia e nella santità.
- Norme pratiche di ogni credente: Dire la verità, adiratevi senza peccare, non rubare, lavorare onestamente e condividere con i bisognosi.
- Usare la parola non per proferire il male, ma per parole buone che edificano a giovano chi le ascolta.
- Lontani da: Asprezza, sdegno, ira, grida, maldicenze. Vicini a: Misericordia e perdono.
- I cristiani devono camminare nella luce di Cristo, in bontà, giustizia e verità.
- Attenzione a non commettere atti di fornicazione, cupidigia. Condannarli apertamente.
- Non ubriacarsi di vino, ma piuttosto essere ricolmi di Spirito, cantando inni, salmi, canti ispirati.
- I mariti amino le mogli come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stessa a lei. Le mogli siano devote ai mariti.
- I figli devono sottomettersi ai genitori. Essi li facciano crescere nella disciplina e nei giusti insegnamenti.
- Gli schiavi siano sottomessi ai padroni li servano come per il Signore. Essi rispettino gli schiavi. Dio non fa preferenze sociali.
- Il combattimento cristiano non è contro le entità demoniache e non le persone fisiche.
- L’armatura del cristiano: La cintura della verità, la corazza della giustizia, l’elmo della salvezza, i calzari per diffondere il vangelo della pace, lo scudo della fede e la spada dello Spirito che è parola di Dio.
STRUTTURA
1- Parte dogmatica:
• inno di ringraziamento e di supplica: 1,3-23
• la nuova creazione realizzata in Cristo: 2,1-22
• missione di Paolo, annunziatore di Dio: 3,1-13
• preghiera per la comunità: 3,14-21
2- Parte esortativa con conseguenze pratiche:
• principio della vita cristiana: 4,1-24
• applicazioni particolari: 4,25-6,17
Conclusione: 6,18-24