La tradizione antica ci ha trasmesso due lettere di Pietro, molto diverse tra loro sia per lingua, stile e contenuto. Quindi fin dall’inizio si è posto il problema della loro origine. La prima lettera fu subito unanimemente accolta come canonica e attribuita all’apostolo Pietro, mentre la seconda lettera fu oggetto di dubbi prima di essere accettata da tutti nel canone delle Scritture.
LA PRIMA LETTERA DI PIETRO:
La lettera si presenta come una lettera scritta da “Pietro, apostolo di Gesù Cristo…” (cfr. 1Pt 1,1). In 5,1 l’autore si definisce come corresponsabile dei presbiteri o anziani, i quali esorta, e soprattutto “testimone delle sofferenze di Cristo”, incaricato di pascere il gregge di Gesù (cfr. 1Pt 5,1-4), proprio come risulta dal vangelo di Giovanni 21,15-17. Nei saluti finali, in 5,12-13, l’autore ci informa che scrive per mezzo di un certo Silvano, “fratello fedele” e che a suo lato vi è Marco, chiamato metaforicamente “figlio mio”. Silvano potrebbe essere Sila, originario di Gerusalemme che accompagnò Paolo nel secondo e terzo viaggio missionario. La presenza di Silvano spiegherebbe l’uso del greco classico letterario della lettera: una lingua troppo perfetta per un pescatore di Galilea abituato a parlare aramaico. Egli sarebbe stato non solo un amanuense, ma avrebbe composto lo scritto avendo ricevuto da Pietro le idee da comunicare. Marco, secondo la tradizione, fu un discepolo affezionato a Pietro e anche il suo inter prete. Egli era figlio di Maria, donna ricca di Gerusalemme che aveva messo a disposizione della chiesa la sua casa a cui si diresse Pietro dopo la sua liberazione miracolosa dal carcere (descritta in At 12).
LUOGO DI COMPOSIZIONE
I saluti finali contengono anche una indicazione circa il luogo di composizione: Babilonia (cfr. 1Pt 5,13). Babilonia fu la città presa come simbolo di esilio e sofferenza e quindi usata per indicare la città che a quel tempo non faceva altro che opprimere il popolo di Israele e i cristiani: Roma. Anche in Apocalisse (cfr. Ap 14,8; 16,19) Roma è chiamata simbolicamente Babilonia e la stessa tradizione antica conferma la presenza di Pietro a Roma con Marco come interprete. La data di composizione quindi si presume precedente il martirio di Pietro, cioè prima del 64-67.
DESTINATARI
L’intestazione della lettera indica come destinatari “i fedeli dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia” (cfr. 1Pt 1,1). Si tratta di cinque regioni dell’Asia Minore che furono il campo di apostolato di Paolo e di Sila (Silvano). Non si sa se queste comunità fossero state visitate da Pietro, ma egli si sente responsabile di tutte le chiese. L’ordine seguito indica forse l’ordine del corriere nella distribuzione della lettera. I cristiani a cui Pietro si rivolge sono in maggior parte convertiti dal paganesimo (cfr. 1Pt 1,4.18), appartenenti a diverse categorie sociali (cfr. 1Pt 2,13-25; il termine “ignoranza” indica una tipica caratteristica del paganesimo secondo l’Antico Testamento).
CONTENUTO
Secondo la struttura della lettera, essa appare una vera e propria lettera con un indirizzo (cfr. 1Pt 1,1-2), un corpo (cfr. 1Pt 1,3-5,11) e una conclusione con i saluti (cfr. 1Pt 5,12-14). È uno scritto che contiene numerose esortazioni morali a vivere la vita cristiana in modo coerente, accompagnate da riflessioni dottrinali con il compito di illuminarne le motivazioni.
NOTE CARATTERISTICHE:
- Esortazione a vivere una fede autentica superando ogni afflizione
- Vivere una vita santa essendo consapevoli dell’opera che ha compiuto Cristo per noi
- I credenti chiamati ad essere un sacerdozio del popolo di Dio mediante una buona testimonianza di vita.
- Rispettare civilmente il proprio ruolo nella società
- Le mogli dei mariti non credenti sono chiamate alla santità per essere di buona testimonianza davanti ai loro mariti
- Chiamati alla santità ( umiltà, misericordia e fratellanza) per ereditare la benedizione
- Cristo libera da ogni paura e da ragione a ogni speranza con dolcezza e rispetto
- Cristo soffrì una volta e per sempre, giusto per l’ingiusti. Siede alla destra di Dio.
- Incoraggia uno stile di vita spirituale, non dedito a seguire passoni carnali.
- La carità e il servizio verso il prossimo copre molti peccati.
- Ognuno sia pronto a ogni persecuzione sapendo di essere nel giusto e dare gloria a Dio.
- Gli anziani siano dei buoni e giusti pastori per l’intera comunità. I giovani siano sottomessi a loro.
- Dio ha cura del credente che si umilia a lui, resiste al diavolo e sopporta ogni sofferenza.
STRUTTURA:
Indirizzo: 1,1-2
• la lettera è indirizzata ai fedeli della diaspora (cioè dispersi tra le nazioni)
• si nomina il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ognuno con il suo proprio ruolo specifico
Corpo della lettera: 1,3-5,11
1- Ruolo dei cristiani in questa situazione della diaspora: 1,3-2,10
• inizia con un inno trinitario-esortativo: 1,3-12
• distingue due aspetti del sacerdozio comune dei cristiani:
– la comunità che rende a Dio un culto spirituale: 1,13-2,8
– il suo esercizio in mezzo alle nazioni: 2,9-10
2- Duplice esortazione a vivere questo culto: 2,11-5,11
• il culto in mezzo alle nazioni: 2,11-4,10-
diverse situazioni dei cristiani;
dossologia finale:4,11
• il culto all’interno della comunità: 4,12-5,10 –
dossologia finale: 5,11
Conclusione e saluti: 5,12-14
LA SECONDA LETTERA DI PIETRO:
Nei primi quattro secoli la lettera era ignorata dalle chiese occidentali e orientali. Oggi la sua canonicità non è più messa in dubbio da nessuno, ma vi è dubbio sull’origine petrina dello scritto. Coloro che sostengono l’origine petrina dello scritto si appellano alla presentazione che l’autore fa di se stesso “Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo” (cfr. 2 Pt 1,1) atte stando di essere stato testimone della trasfigurazione (cfr. 2 Pt 1,16-18). Afferma inoltre di scrivere per la seconda volta, alludendo alla prima (cfr. 2 Pt 3,1) e nomina Paolo chiamandolo “fratello amatissimo” (cfr. 2 Pt 3,15). Ciò che colpisce è la vicinanza tematica con la lettera di Giuda che, secondo alcuni, la Seconda lettera di Pietro utilizza e corregge, l’allusione ai padri che già da tempo sono morti (cfr. 2 Pt 3,4) e la negazione della imminente parusia che in 1Pt 4,7 dava come imminente. Queste differenze stilistiche (vocabolario un poco ricercato con stile semitico semplice) e di contenuto con la Prima lettera di Pietro si possono spiegare con il fatto che Pietro probabilmente ha usato un redattore-segretario diverso da Silvano. Egli avrebbe redatto la lettera sotto forma di omelia, somigliante ad un testamento spirituale dell’apostolo prossimo alla morte (cfr. 2 Pt 1,14).
DATA E LUOGO DI COMPOSIZIONE:
Circa il luogo di provenienza, molti hanno pensato a Roma, da dove è partita la prima lettera (cfr. 1Pt 5,13) dove Pietro visse gli ultimi anni della sua vita e lasciò discepoli depositari del suo insegnamento. Per il tempo si hanno diverse proposte a seconda delle ipotesi circa l’autore. Se Pietro è stato l’autore, servendosi di un segretario-redattore, la data di composizione è compresa tra il 64 e il 67, poco prima del martirio.
DESTINATARI:
Dai dati che ricaviamo dalla lettera possiamo risalire ai destinatari. Dopo una introduzione generica (cfr. 2 Pt 1,1), in 3,1 si evince che i destinatari siano gli stessi della prima lettera in quanto si afferma che “è la seconda volta che vi scrivo”. Il contenuto della lettera però ci orienta più verso giudei ellenisti e pagani convertiti che conoscono la lettera tura apocalittica giudaica (cfr. 2 Pt 2,4-10) sollecitati da falsi dottori a ritornare al pagane simo (cfr. 2 Pt 2,18-22).
CONTENUTO:
Pure in questa seconda lettera vi è una serie di esortazioni morali difficili da ordinare secondo uno schema logico. L’autore vuole confermare i cristiani nella fede contro i falsi dottori che insegnano l’immoralità e negano la parusia. Crescere nella conoscenza di Gesù Cristo: questo è il desiderio dell’autore espresso all’inizio e alla fine della lettera (cfr. 2 Pt 1,2; 3,18).
NOTE CARATTERISTICHE:
- La potenza divina ci fornisce tutto quello che abbiamo bisogna per vivere una vita santa
- I doni di Dio: Partendo dalla fede si ottiene virtù, conoscenza, temperanza, pazienza, pietà, amore fraterno e al culmine la carità.
- Rendere più salda la vostra chiamata.
- La testimonianza di Pietro nell’esperienza evangelica della trasfigurazione
- Lo Spirito Santo ha ispirato le profezie che si sono adempiute in Cristo Gesù.
- Dio giudicherà i malvagi e i falsi profeti, ma sa liberare dalla prova chi è devoto.
- i falsi dottori che insegnano l’immoralità basandosi su un falso concetto di libertà.
- Contro quelli che negano la parusia. Ma essa verrà come un ladro e ci saranno nuovi cieli, nuova terra.
STRUTTURA:
• introduzione e saluti: 1,1-2
• esortazione alla crescita nella fede: 1,3-21
• precauzioni contro i falsi maestri: 2,1-3,16
• epilogo: 3,17-18
DIFFERENZE TRA LA PRIMA E LA SECONDA LETTERA DI PIETRO:
La prima:
- La lettera è molto più lunga e ricca di contenuti
- contiene molti insegnamenti comunitari
- contiene una esortazione alla santità
La seconda:
- La seconda lettera contiene una esortazione nel rendere la fede più salda
- Solo la seconda parla dei farsi profeti e i castighi di Dio
- Solo la seconda si parla della Parusia
- Solo la seconda abbiamo il racconto della testimonianza di Pietro della trasfigurazione