Paolo scrisse 3 lettere dette ”pastorali” in quanto non destinate alle Chiese, ma recapitate ai suoi discepoli più vicini e affezionati, scelti di Paolo come responsabili di alcune comunità dal lui fondate. Vediamo dunque di conosce questi 2 discepoli:
TIMOTEO
Timoteo era originario di Listra di Licaonia nel sud dell’Asia Minore, figlio di padre pagano (cfr. At 16,1) e madre giudeo-cristiana (cfr. 2 Tm 1,5). Paolo lo conobbe a Listra durante il suo secondo viaggio missionario come un cristiano stimato dai fratelli e, pur essendo di giovane età, lo prese con sé come collaboratore. Lo fece quindi circoncidere a causa dei giudei (cfr. At 16,1-3). Da allora Timoteo accompagnerà Paolo nella maggior parte dei suoi viaggi al quale affiderà missioni importanti (cfr. At 19,22; 1Cor 1,17; 1Tm 1,3) a cui rispose con successo. Timoteo era responsabile della comunità di Efeso. È al suo fianco quando questi scrive alcune lettere (cfr. 1Ts 1,1; 2 Ts 1,1; Rm 16,21; 2 Cor 1,1; Fil 1,1; Col 1,1; Fm 1). Paolo proverà per Timoteo un sincero affetto come lui stesso scrive in 2 Tm 1,3-4 della nostalgia che prova per la sua assenza.
TITO
Tito non è mai nominato negli Atti, il suo nome ricorre 13 volte negli scritti paolini. Pagano di nascita, abbracciò la fede cristiana senza doversi circoncidere (cfr. Gal 2,1-5). Durante le difficoltà con la comunità di Corinto realizzò un difficile lavoro di riconciliazione (cfr. 2 Cor 7,6-16). Incaricato della colletta per i cristiani di Gerusalemme (cfr. 2 Cor 8,6), si mostrò degno della fiducia di Paolo (cfr. 2 Cor 17-18). Secondo Tt 1,5 fu inviato da Paolo a Creta per organizzare la chiesa nascente in quell’isola.
PRIMA LETTERA A TIMOTEO
Il luogo preciso da cui Paolo scrive è difficile determinarlo; sappiamo solo che egli ha lasciato da poco Efeso e ha pregato Timoteo di restarvi per il governo ordinario di quella comunità. È arrivato in Macedonia per visitare quelle comunità e forse da qui egli scrive la lettera (cfr. 1Tm 1,3). Il tempo può essere collocato tra il 65 e il 66, quando l’apostolo, dopo la liberazione dalla prima prigionia romana (61-63), ha potuto riprendere i suoi viaggi per visitare le chiese dell’oriente a lui tanto care. In questa lettera Paolo incoraggia Timoteo a lottare contro i giudaizzanti e lo esorta a organizzare il culto e a consacrare vescovi-presbiteri e diaconi.
NOTE CARATTERISTICHE
- Monito di Paolo a Timoteo di impedire vani e insensati insegnamenti di stampo giudaico.
- La legge è giusta e serve come monito per i peccatori. Chi ha un cuore puro non ne ha bisogno.
- Paolo, un tempo terribile peccatore è ora un esempio per tutti della grazia e misericordia di Dio.
- Monito di Paolo di conservare la fede e la conoscenza a differenza di altri che si sono allontanati.
- Pregare anche per i re e i governanti affinché mantengano la pace .
- Dio vuole che tutti giungano alla conoscenza della verità.
- Uno solo è Dio e Gesù Cristo unico mediatore poiché ha data se stesso in riscatto per tutti.
- Che ci sia pace nella comunità, senza collere, rancori e polemiche. Si prega con mani pure.
- Le donne curino la loro purezza spirituale e santità, anche con buone opere piuttosto dell’esteriorità.
- La maternità è la vocazione fondamentale per la donna, insieme alla fede, carità e saggezza.
- I vescovi siano: Sobri, monogami con figli disciplinati, prudenti, dignitosi, ospitali, buoni insegnanti, non violenti, ma benevoli, stimati da tutti, non attaccati al denaro e non convertiti da poco.
- I diaconi siano: Sobri, degni, sinceri, non avidi, fedeli con pura coscienza e sottoposti a prova.
- La Chiesa è la casa di Dio, garanzia che si vivi e predichi il vangelo di Gesù Cristo in spirito di fraternità.
- Inno cristologico: Cristo viene in forma umana, asceso in cielo, riconosciuto dalla Spirito, adornato dagli angeli e annunciato al mondo.
- Paolo mette in guardia dai falsi dottori che insegnano dottrine diaboliche.
- Esortazione a Timoteo a insegnare e vivere una vita santa ed esemplare in fede, purezza, carità.
- Trattamento caritatevole con tutti: esortare gli anziani/e come padri/madri e i giovani come fratelli.
- I figli devono prendersi cura dei genitori, cosa gradita a Dio.
- Le vedove senza figli si consacrino al Signore in orazione, preghiera e servizio comunitario
- Le vedove anziane siano stimate per le buone opere: Ospitalità, soccorso ecc..
- Le vedove giovani non abbiano un servizio comunitario come le anziane, ma siano libere di risposarsi.
- Se una donna ha con se delle vedove, possa la donna provvedere per lei.
- I presbiteri sono impegnati nella predicazione e nella catechesi. Hanno diritto a un loro salario.
- Non accettare un’accusa di un presbitero se non ci sono due o tre testimoni.
- La scelta nei ministri deve esse oculata, per non essere responsabile di un eventuale pessima opera.
- Le opere buone e no, possono manifestarsi pubblicamente sia in vita che dopo.
- Gli schiavi rispettano e stimino i loro padroni, soprattutto se sono padroni credenti.
- No a chi non insegna la sana dottrina e si approfitta del suo ruolo solo per trarre guadagnare denaro.
- Bisogna sapersi accontentare di quello che si ha e non desiderare di diventare ricchi.
- L’avidità è un’idolatria perché è una passione alla quale come un dio, si sacrifica tutto.
- Esortazione alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, pazienza e mitezza.
- Essere di buona testimonianza davanti a tutti.
- Inno a Dio: Unico onnipotente e immortale, manifesterà Gesù a tutti.
- I ricchi non siano orgogliosi, pongano la fede in Dio e non verso le ricchezze. Siano generosi e pronti a condividere le ricchezze come capitale di investire nel bene.
SECONDA LETTERA A TIMOTEO
La Seconda lettera a Timoteo sembra essere l’ultima lettera di Paolo, scritta a Roma durante l’ultima prigionia senza speranza di essere liberato (cfr. 2 Tm 4,6). Quest’ultima prigionia è molto stretta e vergognosa (cfr. 2 Tm 2,9) ormai prossimo alla condanna a morte, tanto che due volte prega Timoteo di non vergognarsi delle sue catene (cfr. 2 Tm 1,8.12). È una lettera di addio al suo più caro amico e collaboratore, Timoteo. Paolo si sente solo e abbandonato da tutti. Siamo forse attorno al 67, pochi mesi prima del suo martirio. È una lettera ricca di patos e affetto, ma contiene anche direttive precise e sicure che impartisce a Timoteo. Si può dire che la lettera è il testamento spirituale e pastorale di Paolo. Oltre a descrivere la sua situazione e il suo dolore, Paolo raccomanda a Timoteo di rima nere irreprensibile e attaccato alla sana dottrina. È l’invito ad annunciare il vangelo in ogni occasione ricordandogli che la Parola di Dio è libera ed efficace. Conclude con l’invito a raggiungerlo presto perché è rimasto da solo, pronto ormai a versare il suo sangue per il vangelo, dopo aver combattuto la buona battaglia, avendo terminato la corsa e conservato la fede (cfr. 2 Tm 4,7).
- No a spirito di timidezza, sì a forza, carità e prudenza.
- Non vergognarsi di testimoniare, ma avere uno spirito di sacrificio per il vangelo.
- Dio dà una vocazione santa in base alla sua grazia e al suo piano, non in base alle opere.
- Cristo ha vinto la morte facendo risplendere vita e incorruttività.
- L’apostolato di Paolo gli provoca molte sofferenze di cui ne va fiero.
- Qualcuno ha abbandonato Paolo, altri gli sono stati vicini nelle difficoltà.
- Paolo chiede a Timoteo di scegliere persone integre che insegnino la sana dottrina.
- I capi delle comunità devono essere queste 3 figure allegoriche: Il soldato, avere la comunità come priorità assoluta. L’atleta, non riceve il premio se non ha lottato secondo le regole. Il contadino per il duro lavoro.
- Confessione di fede: Cristo risorto, discendente di Davide, annuncio il vangelo per lui anche in catene.
- Inno liturgico: Chi muore per Cristo, vivrà. Chi preserva con lui, regnerà. Chi lo rinnega sarà rinnegato.
- Anche se sei infedele a lui, lui rimane federe perché non può rinnegare se stesso.
- Evitare nella comunità discussioni inutili e dannose.
- Sforzarsi di essere davanti a Dio degno di lui, coerente e senza la coscienza sporca.
- Cit. Nn16,5; Is 26,13. Dio conosce i suoi e sia puro di cuore chi lo invoca.
- Essere per Dio come dei vasi nobili d’argento utili al padrone e per compiere opere buone.
- Stare lontani dalle empi passioni giovanili, cercare piuttosto la giustizia ,la fede, la carità e la pace.
- Discutere con tono mite, paziente e dolce nel rimproverare.
- Negli ultimi tempi gli uomini (anche credenti) avranno raggiunto un alto livello di iniquità.
- Timoteo è stato vicino a Paolo nelle virtù e nelle persecuzioni.
- Chi vuole vivere rettamente in Cristo saranno perseguitati.
- Tutta la scrittura ispirata è utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia.
- Esortazione a: annunciare la parola, insistere, ammonire, rimproverare con magnanimità.
- Verrà il giorno in cui la gente non sopporterà la sana dottrina e andrà dietro a favole.
- Paolo sta per morire, ma è felice di avere combattuto fino alla fine per Cristo e riceverà il premio.
- Paolo chiede a Timoteo di venire anche con Marco. Tutti tranne Luca lo hanno abbandonato.
- Ci ha fatto del male a Paolo e al suo ministero, Dio renderà secondo le sue opere.
- Paolo è rimasto da solo a difendersi in Tribunale, mail Signore era lì, lo ha liberato.
LETTERA A TITO
Sembra che la lettera sia stata inviata dalla Grecia o dalla Macedonia in quanto Paolo esprime l’intenzione di passare l’inverno nella città portuale di Nicopoli, nell’attuale Grecia, a nord di Corinto. Il tempo di composizione potrebbe essere vicino a quello della Prima lettera a Timoteo, anche perché le due lettere contengono argomenti molto simili. Si pensa quindi tra il 65 e il 66 durante una pausa del suo viaggio apostolico dopo la prima prigionia romana. La lettera contiene consigli e raccomandazioni a Tito come pastore della chiesa dell’isola di Creta. Oltre a raccomandazioni personali a Tito, Paolo esorta all’organizzazione della chiesa consacrando presbiteri (cfr. Tt 1,5-9); raccomanda la difesa della vera dottrina specialmente dai falsi dottori giudaizzanti ed esorta i cristiani ai loro doveri secondo la loro condizione di vita e nei confronti dello stato.
NOTE CARATTERISTICHE
- Paolo, servo di Dio, chiamato a un apostolato che porta a un rapporto figliare con Dio.
- Requisiti per i presbiteri: Irreprensibile, monogamo, figli credenti e disciplinati.
- I vescovi devono essere: Irreprensibile, ospitale, amante del bene assennato, giusto, santo, padrone di sé, fedele alla Parola, degna di fede, in grado di esortare e confutare gli oppositori.
- I vescovi non devono essere: arroganti, collerici, violenti, avidi, dediti al vino.
- Da contrastare i membri ex giudei, sono indisciplinati e creano scompiglio dottrinale.
- La purezza e l’impurità è data dai cuori e non dagli oggetti di questo mondo.
- Gli anziani siano: sobri, dignitosi, saggi, saldi nella fede, nella carità e pazienza.
- Le donne anziane siano: non pettegole, non dedite al vino. Ma abbaino un comportamento santo.
- Insegnino alle giovani: l’amore per il marito e dei figli. Prudenti e caste.
- Che Timoteo sia un esempio per i giovani per la opere buone, sana dottrina, dignità, linguaggio sano.
- La comunità abbia un comportamento impeccabile per la buona testimonianza verso il mondo.
- Gli schiavi siano umili e sottomessi ai padroni senza contraddirli o compiere furti contro di loro.
- La grazia di Dio rinnega l’empietà, carnalità, e accogliere sobrietà, giustizia e pietà e buone opere.
- Essere sottomessi ai governi, non maldicenti, mansueti, miti, sempre pronti al bene verso tutti.
- La potenza della bontà di Dio trasforma i cuori malvagi in cuori puri.
- Salvati non da opere compiute, ma dalla sua misericordia.
- L’acqua del battesimo simboleggia la nuova vita infusa nello Spirito Santo.
- La vita nello Spirito ci rende giustificati, conformi al progetto di Dio di rendere gli uomini sui figli ed eredi, partecipi della sua vita e felicità eterna.
- Invito a Tito di concentrare l’insegnamento sulle cose importanti e tralasciare le leggende giudaiche ritenuti unitili e sciocche.
- Paolo chiede a Tito di provvedere a Zena ed Apollo, dei noti missionari di passaggio.