LE FORZE DEL MALE IN AZIONE
LA VISIONE DELLA DONNA E IL DRAGO
LA DONNA:
Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto.
La donna è la personificazione del popolo di Dio e rappresenta il popolo della Chiesa con le 12 stelle che sarebbero gli apostoli. Le sofferenze del parto sono le difficoltà dell’annuncio del vangelo al mondo sotto terribili persecuzioni. Il Bambino rappresenta Gesù che viene predicato dalla Chiesa. la tradizione più tardi ha visto nella donna dell’apocalisse Maria, la Madre di Cristo, che partorisce Gesù. Da allora viene tradizionalmente raffigurata nell’arte con la corona di dodici stelle, la luna sotto i piedi e l’abito risplendente.
IL DRAGO:
Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi;
L’immagine del drago si rifà nella visione di Daniele 7,7, la bestia che tutto distrugge. Il drago rappresenta colui che sta perseguitando la Chiesa, nel caso del contesto storico è l’imperatore romano Domiziano (81-94) e il precedente Nerone (54-68). La regia di comando è satana che controlla il mondo ed è ribella al piano di Dio della salvezza. L’immagine del drago con le sue strane caratteristiche indica la potenza di Roma. Esso infatti è rosso, come gli stendardi di Roma con la scritta SPQR; ha sette teste, così come sette sono i colli su cui sorge la Città Eterna; ogni testa ha un diadema, a confermare la potestà regale terrena, e sulle teste si contano dieci corna, segni di violenza.
IL COMBATTIMENTO TRA IL DRAGO E LA DONNA:
la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni.
la lotta del drago contro la donna segno della lotta del diavolo contro la chiesa nel tentativo di distruggerla o neutralizzarla. La vittoria di Cristo su satana predispone la sua inevitabile sconfitta. La donna che fugge nel deserto simboleggia la chiesa che è costretta a nascondersi per evitare di essere annientata, Cristo si prenderà cura della Chiesa in attesa che le persecuzioni finiscano, qui il simbolismo dei 1260 giorni. Si tratta di un messaggio di speranza che gli sforzi non sono vani.
Allora il serpente vomitò dalla sua bocca come un fiume d’acqua dietro alla donna, per farla travolgere dalle sue acque. Ma la terra venne in soccorso alla donna: aprì la sua bocca e inghiottì il fiume che il drago aveva vomitato dalla propria bocca.
Questa allegoria indica come tutti i tentativi di satana di fermare la predicazione della Chiesa falliscono perché il Signore protegge i sui figli.
IL COMBATTIMENTO IN CIELO
Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli.

Vediamo che Satana viene associato al ”serpente” chiaro riferimento a Genesi 3, nella scena nel giardino dell’Eden. Il nome “satana” deriva dall’ebraico e significa “avversario”, invece “diavolo” deriva dal greco e significa ”colui che divide”, che mette gli uomini l’uno contro l’altro; è il Seduttore, colui che sobilla gli uomini al Male dopo essersi presentato loro con la pelle dell’agnello indosso, infatti l’Anticristo non si presenta come il Male, ma il Male travestito da Bene. Compare un ultimo titolo: L’accusatore, che ci mostra il diavolo nella sua veste di Pubblico Ministero nel processo intentato contro l’anima umana dopo la sua morte; è in questa veste che ce lo presenta il Libro di Giobbe, nell’atto di accusare quest’ultimo davanti a Dio di essere pio solo perché il Signore gli ha concesso molti beni. Si noti che in 12,4 si diceva che « la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra »: sulla scia di Giuda 6 e di 2 Pietro 2,4 si tratta di una probabile allusione alla caduta degli angeli ribelli, precipitati da Michele nell’Abisso Il diavolo quindi viene cacciato dal cielo e la sua violenza, che continua soltanto nei confronti della terra e della chiesa che rendono testimonianza fino al martirio. Tutto ciò è comunque transitorio perché la salvezza si è ormai compiuta.
LE DUE BESTIE:
Vediamo ora comparire due personaggi descritti in maniera allegorica come due bestie, sempre in linea come lo stile letterario dell’apocalisse. Entrambi sono un segni degli assalti provenienti dal mare e dalla terra contro la chiesa. Vediamo la descrizione della prima bestia:
E vidi salire dal mare una bestia che aveva dieci corna e sette teste, sulle corna dieci diademi e su ciascuna testa un titolo blasfemo. La bestia che io vidi era simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone. Il drago le diede la sua forza, il suo trono e il suo grande potere. Una delle sue teste sembrò colpita a morte, ma la sua piaga mortale fu guarita. Allora la terra intera, presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia, e adorarono la bestia dicendo: “Chi è simile alla bestia e chi può combattere con essa?”

La descrizione di questa bestia è ispirata da Daniele 7,2-8, ogni animale citato richiama a una caratterista: il leone è simbolo di prepotenza regale, l’orso di altera ferocia, la pantera di rapidità e infallibilità nel cacciare la preda. La bestia che viene dal mare simboleggia Roma che ha invaso l’Asia con i suoi 10 imperatori e i suoi 7 colli dove è costruita. Questa riceve forza dal diavolo che agisce negli oppressori e appare umanamente invincibile nonostante sembri ferita a morte. Spesso gli imperatori, in particolare Domiziano che governava al tempo in cui fu scritta l’apocalissi pretendeva dai suoi sudditi di essere considerato una sorta di divinità e assumere titoli divini. La simbologia del “mare” come provenienza della bestia richiama il male, del disordine, della morte e in generale di tutte le forze che si oppongono al Piano di Dio sulla Creazione. Il Drago, ovvero satana stesso dà potere a questa bestia e quini sotto il suo controllo. Questa parta dell’apocalisse non riguarda solo il contesto storico dell’epoca, ma si può proiettarla anche nel futuro, rappresenta ogni potere politico, regime che perseguita i credenti e si erge da divinità.
Le fu concesso di fare guerra contro i santi e di vincerli; le fu dato potere sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. La adoreranno tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita dell’Agnello, immolato fin dalla fondazione del mondo.
Questa parte fa pensare che la bestia rappresenti qualcosa che non è mai accaduto, l’impero romano non ha conquistato il mondo e ogni popolo e lingua, quindi molti vedono in questo un futuro governo mondiale, profondamente ostile al cristianesimo, ma amato da tutti coloro che non sono credenti o non lo sono in maniera pura. Ci sarà una grande persecuzione, qualcuno sarà martirizzato e qualcuno andrà in carcere.
Vediamo la descrizione della seconda bestia:
Essa esercita tutto il potere della prima bestia in sua presenza e costringe la terra e i suoi abitanti ad adorare la prima bestia, la cui ferita mortale era guarita. Opera grandi prodigi, fino a far scendere fuoco dal cielo sulla terra davanti agli uomini. Per mezzo di questi prodigi, che le fu concesso di compiere in presenza della bestia, seduce gli abitanti della terra, dicendo loro di erigere una statua alla bestia, che era stata ferita dalla spada ma si era riavuta.
L’altra bestia che sale dalla terra assomiglia a un agnello, ma parla come un drago: la sua prima caratteristica è di essere una figura subdola e ingannevole, dalle apparenze menzognere. Una sua seconda caratteristica è l’intolleranza. Ma la caratteristica più importante, che la individua, è di essere totalmente a servizio della prima bestia. Si può pensare ai falsi profeti che si pongono a servizio dell’idolatria, sforzandosi di renderla credibile, o alla religione imperiale, a servizio di uno stato idolatra. Secondo il contesto storico questa bestia indica il potere locale delle province romane, un potere docile alle direttive del potere centrale, a suo completo servizio. Questa bestia, conosciuto come un “falso profeta” avrà il ruolo che è essenziale in tutte le dittature: La gestione della propaganda, con lo scopo di convincere tutti ad adorare la bestia, per far questo inscenerà dei falsi miracoli e molti crederanno, ma i veri credenti non saranno ingannati.
E le fu anche concesso di animare la statua della bestia, in modo che quella statua perfino parlasse e potesse far mettere a morte tutti coloro che non avessero adorato la statua della bestia.
Molti vedono in questo breve passaggio qualcosa che in passato non sarebbe stato possibile costruire, una statua parlante, o in termini moderni un robot. Costruito a scopo di propaganda e per scovare i credenti che mai, si inginocchierebbero davanti a un idolo. Anche qui si può interpretare in chiave futuristica.
Essa fa sì che tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, ricevano un marchio sulla mano destra o sulla fronte, e che nessuno possa comprare o vendere senza avere tale marchio, cioè il nome della bestia o il numero del suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha intelligenza calcoli il numero della bestia: è infatti un numero di uomo, e il suo numero è seicentosessantasei.
Se il numero 7 è il numero della completezza, il 6 ha una connotazione negativa, ripetuto tre volte enfatizza e moltiplica la negatività. Il numero, da come dice il testo è codificato in una persona, secondo gli studiosi si tratta dell’imperatore romano Nerone, fu lui che iniziò la terribile persecuzione contro i cristiani e lui stesso si autoproclamava dio. Nell’alfabeto ebraico ogni lettera ha anche un valore numerico e se scriviamo NERO CAESAR (Nerone Cesare) con i caratteri ebraici, considerando solo le consonanti della parola e convertendoli nel valore dei numeri corrispondenti e li sommiamo; ecco viene fuori il numero seicentosessantasei

Secondo le chiese evangeliche, che leggono questo versetti in senso futuristico vedono un governo mondiale, il cui capo è l’anticristo che imporrà a tutti un microchip sottocutaneo, codificato il numero della bestia e sarà l’unico metodo di pagamento accettato, verrà dato a tutti coloro che accetteranno di adorare l’anticristo come dio. I credenti saranno tagliati fuori del sistema economico.
LA MIETITUDINE E LA VENDEMMIA
Se sulla terra gli uomini adora la bestia e sono sotto l’ira di Dio, nel cielo abbiamo la scena opposta. La moltitudine dei salvati d’avanti all’agnello in piedi sul monte Sion che cantano e adorano il Signore. Un angelo annuncia caduta di Babilonia:
“È caduta, è caduta Babilonia la grande,
quella che ha fatto bere a tutte le nazioni
il vino della sua sfrenata prostituzione”.
Babilonia la grande: per i profeti dell’AT Babilonia era il simbolo del paganesimo (Isaia 13-14); qui secondo gli studiosi, nel contesto dell’epoca dell’apocalisse indica Roma pagana (1Pietro 5,13). Ma in una proiezione futuristica può indicare anche il governo mondiale presieduto dalla bestia. Subito dopo ribadisce che chi ha adorato la bestie, la sua statua e preso il suo marchio, affronterà l’ira di Dio.
Arriva il momento di premiare chi è degno per la sua fede e punire chi è stato ribelle, da qui il testo troviamo l’immagine gli angeli annunciano la raccolta escatologica presentata simbolicamente attraverso la mietitura e la vendemmia.