APOCALISSE 3/8

I SETTE SIGILLI

Arriva il momento in cui l’agnello sta per aprire il libri rompendo i 7 sigilli. Questa è un ottima notizia per i credenti sulla terra, finalmente si concretizza realmente il regno e Cristo viene a regnare, ma per molti altri non è una bella notizia. Come sta scritto nella parabola del talenti nel vangelo di Luca: Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. (Luca 19,14). Gesù non è amato da tutti, molti lo sbeffeggiano, lo ignorano, perseguitano i suoi credenti, Dio ha concesso un lungo periodo di grazia dove il vangelo del regno si è diffuso in tutto il mondo, ma è arrivano il momento che il tempo di grazia finisce e inizia l’ira di Dio, perché Egli è grazia e giustizia allo stesso tempo e per chi non è pronto sarà un periodo di tribolazione, ma anche in questo periodo di transizione chiunque può ancora convertirsi e salvarsi.

1)SIGILLO

    E vidi: ecco, un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava aveva un arco; gli fu data una corona ed egli uscì vittorioso per vincere ancora.

    Il cavallo bianco rappresenta Gesù Cristo vincitore.

    2)SIGILLO

      Allora uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra e di far sì che si sgozzassero a vicenda, e gli fu consegnata una grande spada.

      Rappresenta un guerra mondiale o molti fronti di guerre spasi per il mondo

      3)SIGILLO

      ecco, un cavallo nero. Colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. 6E udii come una voce in mezzo ai quattro esseri viventi, che diceva: “Una misura di grano per un denaro, e tre misure d’orzo per un denaro! Olio e vino non siano toccati”.

      Rappresenta la carestia che avviene in tutto il mondo in conseguenza delle guerre.

      4)SIGILLO

      ecco, un cavallo verde. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli inferi lo seguivano. Fu dato loro potere sopra un quarto della terra, per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra.

      Anche in questo caso si tratta delle conseguenze dei precedenti cavalieri. La morte a causa della guerra, della carestia che di conseguenza provoca epidemie. L’uomo muore per le conseguenze della sua condotta.

      5)SIGILLO

        vidi sotto l’altare le anime di coloro che furono immolati a causa della parola di Dio e della testimonianza che gli avevano reso.

        Sono i credenti martirizzati che chiedono giustizia a Dio. Egli darà giustizia nel momento più opportuno.

        Allora venne data a ciascuno di loro una veste candida… La veste bianca è simbolo di purezza e comunione con Dio.

        6)SIGILLO

        e vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come un sacco di crine, la luna diventò tutta simile a sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra…

        Allora i re della terra e i grandi, i comandanti, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero, si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti;  e dicevano ai monti e alle rupi: “Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché è venuto il grande giorno della loro ira, e chi può resistervi?”.

        I cataclismi sono tipici del genere apocalittico, qui vediamo come gli uomini non credenti sopravvissuti raggiungono la consapevolezza di essere sotto l’ira di Dio, si vergognano e si spaventano similmente a come fecero Adamo ed Eva quando si resero conto di avere peccato.

        IL POPOLO DI DIO

        A  questo punto abbiamo una pausa sull’apertura dei sigilli, la terra è stata devastata da guerre, carestie, pestilenze e calamità naturali, ma il peggio deve ancora arrivare per coloro che ancora si ostinano a non convertirsi. Sulla terra ci sarà ancora il popolo di rappresentato con il numero di 144000. Non è un numero da prendere alla lettera, ma è simbolico:

        12 (Tribù di Israele) X 12 (Numero apostoli) X 1000 ( simbolo di una quantità immisurabile)

        Sarebbero rappresentanti di 12000 per ogni tribù, qualcuno vede il riconoscimento degli ebrei di Gesù come Messia. Loro saranno ancora vivi sulla terra ma verranno protetti da ogni calamità.

        Troviamo subito dopo un’altra visione:

        una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani.

        Questi sono l’intero popolo di Dio in paradiso proveniente da ogni popolazione, salvati per la fede in Cristo senza discriminazione alcuna. Il rami di palma rappresentano il segno della vittoria. Solo il bene può vincere il male. Richiama anche l’episodio della domenica delle palme dove Cristo entra a Gerusalemme trionfante (Giovanni 12,13). La veste bianca attesta la piena configurazione in Cristo risorto.

        … Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello …

        Questa moltitudine immensa non è solamente costituita da martiri, ma anche da coloro che hanno dimostrato la propria fedeltà a Cristo nelle piccole scelte do ogni giorno e nel quotidiano martirio che la coerenza della vita esige. In tal senso essi, essi hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’agnello, sperimentando su di sé in prima persona , il prezzo della fedeltà al Signore crocifisso e risorto. Hanno quindi portato la propria croce per seguire Gesù, abbandonando vanità ed egoismo. Le eventuali sofferenze derivate dalla fedeltà a Cristo, ora in paradiso sono grandemente ripagate citando 2 versetti provenienti da Isaia (49,10 e 25,8):

        Non avranno più fame né avranno più sete,

        non li colpirà il sole né arsura alcuna,

        perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore

        e li guiderà alle fonti delle acque della vita.

        E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi”.

        7)SIGILLO

          Quando l’Agnello aprì il settimo sigillo, si fece silenzio nel cielo per circa mezz’ora.

          Con la rottura dell’ultimo sigillo non succedere apparentemente nulla, me è la breve pausa di silenzio annunzia la presenza e l’intervento del giudice divino. Nella tradizione biblica il silenzio è segno inequivocabile della Shekinah, della Presenza di Dio, come accadde a Elia che riconobbe il Signore non nel vento, non nel fuoco, non nel terremoto, ma « nella voce di un silenzio leggero » (1 Re 19,12).

          Si chiude così il settenario dei sigilli per avviare il settenario successivo, quello delle trombe.

          APOCALISSE 4/8

          LE SETTE TROMBE

          VISIONE PREPARATORIA

          Arriviamo alla fase successiva del giudizio di Dio sul mondo impenitente e il segnale della raccolta escatologica in vista del giudizio finale e del ritorno di Gesù, ma prima Giovanni descrive una scena: I 7 angeli che stavano davanti a Dio, gli furono date 7 trombe. Ogni angelo suonerà la sua tromba uno dietro l’altro che corrisponderà a una calamità sulla terra. Ogni calamità colpirà un terzo degli abitanti della terra. In Israele il suono della tromba accompagnava la chiamata alla guerra, alle grandi feste, le cerimonie culturali e le teofanie. In questo caso annuncia eventi del giorno escatologico come anche in Sofonia 1,16. Poi arriva un altro angelo con un incensiere d’oro che emane profumi verso il trono, Poi l’angelo prende l’incensiere, lo riempie del fuoco dell’altare e lo getta a terra provocando tuoni, voci, fulmini e terremoti. Anche qui vi è un richiamo liturgico: l’incenso offerto nel tempio di Gerusalemme segno delle preghiere dei santi mentre i carboni indicano la decisione di Dio di togliere il male dal mondo. Il primo angelo si prepara a suonare la prima tromba. I flagelli evocano liberamente le “piaghe” d’Egitto (Es 7-11) e raffigurano la collera di Dio sul mondo a lui ostile.

          1) TROMBA

                Il primo suonò la tromba: grandine e fuoco, mescolati a sangue, scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra andò bruciato, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde andò bruciata.

                Nell’antico testamento il “fuoco del cielo” indicato i fulmini. Qui si usa un linguaggio apocalittico per descrivere una grande carestia mondiale.

                2)TROMBA

                Il secondo angelo suonò la tromba: qualcosa come una grande montagna, tutta infuocata, fu scagliato nel mare. Un terzo del mare divenne sangue, un terzo delle creature che vivono nel mare morì e un terzo delle navi andò distrutto.

                Qualcuno vede in questa parte la descrizione di una gigantesca cometa che cade nell’oceano.

                3)TROMBA

                Il terzo angelo suonò la tromba: cadde dal cielo una grande stella, ardente come una fiaccola, e colpì un terzo dei fiumi e le sorgenti delle acque. La stella si chiama Assenzio; un terzo delle acque si mutò in assenzio e molti uomini morirono a causa di quelle acque, che erano divenute amare.

                Anche in questo punto sembrerebbe qualcosa di analogo al precedente, In ogni caso sembrerebbe che abbia l’effetto di contaminare una parte delle fonti idriche rendendole inutilizzabili.

                4)TROMBA

                Il quarto angelo suonò la tromba: un terzo del sole, un terzo della luna e un terzo degli astri fu colpito e così si oscurò un terzo degli astri; il giorno perse un terzo della sua luce e la notte ugualmente.

                Questo potrebbe essere la conseguenza della seconda tromba. Una parta della massa della cometa dopo l’impatto si disperde in atmosfera creando un filtro che riduce sensibilmente i la vista del cielo.

                IL SEGNO DELL’AQUILA

                E vidi e udii un’aquila, che volava nell’alto del cielo e che gridava a gran voce: “Guai, guai, guai agli abitanti della terra, al suono degli ultimi squilli di tromba che i tre angeli stanno per suonare!

                Un messaggero celeste, incarnato in un’aquila (che guarda caso è il simbolo assegnato all’evangelista Giovanni), annunzia con voce minacciosa e con un triplice “Guai!” che il prosieguo del terribile concerto di tromba sarà anche peggiore di quanto già ha provocato. Come si è detto, sia il settenario dei sigilli che quello delle trombe sono divisi in due sezioni (quattro più tre), e questo terribile avvertimento dell’uccello umanizzato segna la cesura tra la prima e la seconda parte dei terribili flagelli annunciati dalle trombe angeliche.

                5)TROMBA

                  Il quinto angelo suonò la tromba: vidi un astro caduto dal cielo sulla terra. Gli fu data la chiave del pozzo dell’Abisso; egli aprì il pozzo dell’Abisso e dal pozzo salì un fumo come il fumo di una grande fornace, e oscurò il sole e l’atmosfera.

                  Nel linguaggio dell’antico testamento la caduta “dell’astro” richiama la caduta di lucifero e lo troviamo anche citato in Luca 10,18. Quindi si tratta di un linguaggio figurato per dire che il demonio in questo momento avrà un certo potere e gli sarà concesso aprire il lucchetto che chiude la porta degli Inferi, Nel mondo ribelle a Dio, le forze del male potranno per un breve periodo di portare la malvagità quasi al massimo, per questo l’immagine del sole che si oscura e del fumo. Il “pozzo dell’Abisso” richiama il termine ebraico bor, “fossa”, certamente ben noto all’ebreo Giovanni ed ai suoi più immediati discepoli, che nelle Apocalissi giudaiche indicava gli inferi, pensati come un pozzo profondo e ricolmo di fuoco ribollente (così lo vedrà anche Lucia Dos Santos durante le visioni di Fatima del 1917).

                  Dal fumo uscirono cavallette, che si sparsero sulla terra, e fu dato loro un potere pari a quello degli scorpioni della terra. E fu detto loro di non danneggiare l’erba della terra, né gli arbusti né gli alberi, ma soltanto gli uomini che non avessero il sigillo di Dio sulla fronte. E fu concesso loro non di ucciderli, ma di tormentarli per cinque mesi, e il loro tormento è come il tormento provocato dallo scorpione quando punge un uomo. In quei giorni gli uomini cercheranno la morte, ma non la troveranno; brameranno morire, ma la morte fuggirà da loro.

                  Queste cavallette avevano l’aspetto di cavalli pronti per la guerra. Sulla testa avevano corone che sembravano d’oro e il loro aspetto era come quello degli uomini. Avevano capelli come capelli di donne e i loro denti erano come quelli dei leoni. Avevano il torace simile a corazze di ferro e il rombo delle loro ali era come rombo di carri trainati da molti cavalli lanciati all’assalto. Avevano code come gli scorpioni e aculei.

                  Quello che provocano le forze del male sono queste “cavallette”, così vengono chiamate, ma si tratta chiaramente di un linguaggio figurato tipico della letteratura apocalittica. La troviamo anche in Gioele 1-2. Il testo da come si può vedere dalle parole sottolineate è ricco di immagini, vediamo di decodificarne il contenuto:

                  • TESTE UMANE:  Intelligenza
                  • CAVALLI: Guerre
                  • CORONE: Regimi dittatoriali
                  • CAPELLI DI DONNE: Seduzione, frode
                  • DENTI DA LEONE: Forza, crudeltà, voracità e l’insaziabilità
                  • CORAZZE DI FERRO: Fortezza e all’indistruttibilità
                  • LE ALI: Velocità e capacità di raggiungere ogni luogo
                  • SCORPIONE: Capacità di tormentare chiunque
                  • CINQUE MESI: Breve durata

                  Quello che si potrebbe concludere riassumendo tutti i punti: Le forze del male ispireranno un regime totalitario molto crudele e potente, sarà globale e affascinerà molti, ma chi si opporrà verrà perseguitato. Tuttavia non durerà a lungo.

                  6)TROMBA

                    Il sesto angelo suonò la tromba: udii una voce dai lati dell’altare d’oro che si trova dinanzi a Dio. Diceva al sesto angelo, che aveva la tromba: “Libera i quattro angeli incatenati sul grande fiume Eufrate”. Furono liberati i quattro angeli, pronti per l’ora, il giorno, il mese e l’anno, al fine di sterminare un terzo dell’umanità. Il numero delle truppe di cavalleria era duecento milioni; ne intesi il numero.

                    Il fiume Eufrate era è confine più a est dell’impero romano, e da lì che potevano avvenire le invasioni più devastanti. Qui sta parlando di un invasione di un gigantesco esercito. Alcuni pensano che si possa trattare di Cina o India, solo loro possono mobilitare un numero di soldati così grande.

                    E così vidi nella visione i cavalli e i loro cavalieri: questi avevano corazze di fuoco, di giacinto, di zolfo; le teste dei cavalli erano come teste di leoni e dalla loro bocca uscivano fuoco, fumo e zolfo. Da questo triplice flagello, dal fuoco, dal fumo e dallo zolfo che uscivano dalla loro bocca, fu ucciso un terzo dell’umanità. La potenza dei cavalli infatti sta nella loro bocca e nelle loro code, perché le loro code sono simili a serpenti, hanno teste e con esse fanno del male.

                    Qua troviamo una descrizione allegorica dei cavalieri di questo enorme esercito. Alcuni pensano che si tratti di una confusa descrizione di un tipo di carro armato futuristico per l’epoca che Giovanni descrive come meglio può.

                    SITUAZIONE DELL’UMANITÀ

                    Il resto dell’umanità, che non fu uccisa a causa di questi flagelli, non si convertì dalle opere delle sue mani; non cessò di prestare culto ai demòni e agli idoli d’oro, d’argento, di bronzo, di pietra e di legno, che non possono né vedere, né udire, né camminare; e non si convertì dagli omicidi, né dalle stregonerie, né dalla prostituzione, né dalle ruberie.

                    Nonostante i castighi divini quelli che sono sopravvissuti alle calamità non pensano proprio di pentirsi, anzi persistono nei loro peccati, anche se la grazia di Dio è ancora pronta per accoglierli, ma scelgono deliberamente il male.

                    IL PICCOLO LIBRO

                    Si sospende temporaneamente la successione delle trombe per una breve scena dove è lo stesso Giovanni il protagonista: Vida un grande e possente angelo:

                    E vidi un altro angelo, possente, discendere dal cielo, avvolto in una nube; l’arcobaleno era sul suo capo e il suo volto era come il sole e le sue gambe come colonne di fuoco, Nella mano teneva un piccolo libro aperto.

                    L’angelo delle più importanti rivelazioni è forse Gabriele (Dn 8,16-26; 9,21-27; Lc 1,26-33). Egli annunzia solennemente il definitivo compimento dell’opera di salvezza.

                    Nei giorni in cui il settimo angelo farà udire la sua voce e suonerà la tromba, allora si compirà il mistero di Dio, come egli aveva annunciato ai suoi servi, i profeti”.

                    Il mistero di Dio è il mistero della salvezza, rivelato definitivamente da Cristo e dai suoi apostoli. Esso sta per giungere all’ultima fase.

                    Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo: “Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra”. Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: “Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele”. Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza.

                    L’angelo invita Giovanni a mangiare il piccolo libro che ha tra le mani. I gusti che si provano è simbolo della missione profetica di Giovanni, e vale per chiunque altro missionario o credente che vive profondamente la parola.  La dolcezza del libro rappresenta la salvezza promessa da Dio, la pace spirituale di ogni credente e la bellezza di essere portavoce di Dio nel mondo. l’amarezza è vedere l’ostinazione nel male dei cattivi, quello che si prova nell’essere rifiutati e le persecuzioni di chi odia Dio.

                    I DUE TESTIMONI

                    Giovanni riceve l’incarico di misurare il Tempio: è un gesto chiaramente simbolico, presente anche nei capitoli 40-48 del Libro di Ezechiele che sembra aver ispirato tutti questi capitoli giovannei, per indicare che la Chiesa, nuovo Tempio di Dio, si trova sotto la diretta protezione divina come l’antico Santo dei Santi. L’atrio del tempio è escluso in quanto occupato dai pagani per 42 mesi. Quindi la profezia dice che la città santa verrà occupata per 1260 giorni (42 mesi, gli stessi giorni della persecuzione di Antioco IV Epifane), in questo tempo Dio manderà “i due testimoni”. Non dice chi siano, ma abbiamo una corrente che sostiene siano Pietro e Paolo e un’altra Mosè ed Elia. Essi svolgeranno la loro missione profetica per testimoniare che nonostante le calamità e l’ira di Dio, per i sopravvissuti c’è ancora tempo di salvarsi. In questo tempo saranno protetti da Dio, cercheranno di ucciderli, ma non riusciranno, anche il pensare di farli del male, non rimarrà impunito. I due testimoni saranno potenti profeti, potranno fare prodigi sulla natura, come chiudere il cielo per non far piovere e trasformare l’acqua in sangue. Questi tipi di prodigi sono tipici di Mosè ed Elia. Al termine dei 1260 giorni, avranno compiuto la loro missione. La “bestia che viene dall’abisso farà guerra a loro, li vincerà e li uccideranno. I loro corpi verranno esposi pubblicamente come segno di vittoria e ogni popolo la potrà vedere. Gli abitanti della terra, lontani da Dio saranno felici della loro morte e sarà occasione di festa. Ma ecco al terzo giorno, proprio come avvenne a Gesù , Dio li face resuscitare sotto agli occhi di tutti e videro che furono assunti in cielo. Ci sarà un terremoto, come segno di giudizio da fa crollare un decimo della città e morire 7 mila persone, ma i superstiti presi da terrore si convertiranno e daranno gloria a Dio. Quindi la loro missione non sarà vana, nonostante tutto riusciranno a recuperare anima a Dio. Le “7 persone”, essendo 7000 = 7 x 10 x 10 x 10, cioè il risultato della combinazione di tutti i numeri perfetti, significano pienezza ed esaustività della punizione.

                    7)TROMBA

                      Il settimo angelo suonò la tromba e nel cielo echeggiarono voci potenti che dicevano:

                      “Il regno del mondo

                      appartiene al Signore nostro e al suo Cristo:

                      egli regnerà nei secoli dei secoli”.

                      Nell’ultima tromba si dichiara definitivamente che la terra passa pienamente sotto l’autorità di Dio. Fino adesso le calamità avevano lo scopo di portare gli uomini al pentimento, ma ora tutti quelli che potevano pentirsi l’avranno già fatto e per gli altri presto arriverà la definitiva ira di Dio. Affinché i santi posano vivere in pace sulla terra è necessario che tutte le persone non degne dovranno sparire dalla terra.

                      APOCALISSE 6/8

                      LE SETTE COPPE

                      LA PREPARAZIONE

                      Arriviamo alla fase finale dell’ira di Dio, sulla terra regna l’anticristo e il sistema del marchio della bestia, in cielo invece Giovanni vede una moltitudine di persone che sulla terra sono state martirizzate o portate in cielo da Dio e hanno rifiutato di adorare la bestia e prendere il suo marchio. Tutti insieme cantano il cantico di Mosè composto da una sintesi di varie citazioni bibliche: Sal 111,2; 139,14; Am 3,13; 4,13(LXX); Dt 32,4; Sal 145,17; Ger 10,7; Sal 86,9.

                      Grandi e mirabili sono le tue opere,

                      Signore Dio onnipotente;

                      giuste e vere le tue vie,

                      Re delle genti!

                      O Signore, chi non temerà

                      e non darà gloria al tuo nome?

                      Poiché tu solo sei santo,

                      e tutte le genti verranno

                      e si prostreranno davanti a te

                      perché i tuoi giudizi furono manifestati”.

                      Questo cantico segna la fase finale dove si compie definitamente la sconfitta del male, iniziata dalla resurrezione di Cristo. La sconfitta prevede un mondo composto unicamente da persone salvate che adorano il nome di Dio in perfetta santità.

                      Compare in visione il tempio che contiene la tenda della Testimonianza: Nella descrizione del santuario celeste sono fusi insieme la tenda di Mosè (vedi Es 25,22) e il tempio di Salomone. Dal tempio escono 7 angeli che ricevono le 7 coppe colme dell’ira di Dio da versare sulla terra. Il calice (la coppa) indica un duplice significato: positivo in quanto simboleggia la festa della salvezza, negativo perché simboleggia il castigo di Dio. La venuta finale di Dio ha questi due aspetti: gioia per i salvati e castigo per i dannati. Il settenario delle coppe ripete il settenario delle trombe descrivendo ancora gli eventi che preparano la fine, ma con una più accentuata descrizione positiva circa il mondo nuovo che Dio creerà.

                      1. COPPA

                      Partì il primo angelo e versò la sua coppa sopra la terra; e si formò una piaga cattiva e maligna sugli uomini che recavano il marchio della bestia e si prostravano davanti alla sua statua.

                      Dio colpisce con una piaga tutti coloro che hanno deciso di adorare la bestia mettendo il suo marchio, ma anche coloro che per paura di persecuzioni e per avere una vita più comoda sono entrati a far parte di quel sistema.

                      • COPPA

                      Il secondo angelo versò la sua coppa nel mare; e si formò del sangue come quello di un morto e morì ogni essere vivente che si trovava nel mare.

                      • COPPA

                      Il terzo angelo versò la sua coppa nei fiumi e nelle sorgenti delle acque, e diventarono sangue. Allora udii l’angelo delle acque che diceva:

                      “Sei giusto, tu che sei e che eri,

                      tu, il Santo, perché così hai giudicato.

                      Essi hanno versato il sangue di santi e di profeti;

                      tu hai dato loro sangue da bere: ne sono degni!”.

                      Questi ultimi due flagelli è un richiamo alle piaghe d’Egitto nel libro dell’Esodo. Le acque, fonte di vita,  diventa un risorsa inutilizzabile. Qui viene applicata la legge del contrappasso. La punizione è perfettamente calibrata in base al peccato commesso. Hai voluto il sangue dei martire? Adesso ti bevi il sangue!

                      • COPPA

                      l quarto angelo versò la sua coppa sul sole e gli fu concesso di bruciare gli uomini con il fuoco. E gli uomini bruciarono per il terribile calore e bestemmiarono il nome di Dio che ha in suo potere tali flagelli, invece di pentirsi per rendergli gloria.

                      Nonostante i flagelli, l’orgoglio umano impedisce a loro ogni forma di pentimento e riconoscimento del loro peccato

                      • COPPA

                      Il quinto angelo versò la sua coppa sul trono della bestia; e il suo regno fu avvolto dalle tenebre. Gli uomini si mordevano la lingua per il dolore e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro piaghe, invece di pentirsi delle loro azioni.

                      Questa piaga è poco chiara, ma si sa che va a colpire più che altra il vertice di potere del governo della bestia.

                      • COPPA

                      Il sesto angelo versò la sua coppa sopra il grande fiume Eufrate e le sue acque furono prosciugate per preparare il passaggio ai re dell’oriente.

                      La battaglia degli empi sovrani del mondo si svolge sull’Eufrate, come  vennero nel primo secolo i terribili Sciti e Parti, così ci sarà una grande guerra tra il governo mondiale della bestia e alcune potenze asiatiche, così è come alcuni commentatori vedono questo versetto.

                      Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti impuri, simili a rane: sono infatti spiriti di demòni che operano prodigi e vanno a radunare i re di tutta la terra per la guerra del grande giorno di Dio, l’Onnipotente.

                      Il drago, la bestia e il falso profeta: sono la triade satanica. Satana cerca di imitare Dio e lo fa in maniera grottesca. Da sempre ha voluto in qualche modo sostituirsi a Dio, farsi adorare dagli uomini, senza esserne degna e lo fa e lo ha fatto tramite gli idoli pagani, i rituali esoterici, sciamanici e il satanismo. Nel momento in cui la bestia prende il potere sulla terra e crea un regime per farsi adorare arriva al culmine della sua ambizione, ma sarà di brevissima durata e la punizione terribile.

                      E i tre spiriti radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armaghedòn.

                      la “montagna di Meghiddo” dove il re Giosia subì una disastrosa sconfitta (2Re 23,29-30); indica simbolicamente lo sterminio dei nemici di Dio.

                      • COPPA

                      Il settimo angelo versò la sua coppa nell’aria; e dal tempio, dalla parte del trono, uscì una voce potente che diceva: “È cosa fatta!”. Ne seguirono folgori, voci e tuoni e un grande terremoto, di cui non vi era mai stato l’uguale da quando gli uomini vivono sulla terra. La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. Ogni isola scomparve e i monti si dileguarono. Enormi chicchi di grandine, pesanti come talenti, caddero dal cielo sopra gli uomini, e gli uomini bestemmiarono Dio a causa del flagello della grandine, poiché davvero era un grande flagello.

                      La settima coppa introduce l’evento finale della definitiva battaglia e della vittoria di Dio già annunciata nelle coppe precedenti: è la coppa del compimento. Questo intervento definitivo è accompagnato da sconvolgimenti cosmici, il crollo di  “Babilonia” la capitale del regno dell’anticristo, la scomparsa delle isole e dei monti come segno del nuovo mondo che sta per venire.

                      LA CADUTA DI BABILONIA

                      Arriva l’annuncio che tutti i credenti, nel cielo e sulla terra aspettavano da tempo: Babilonia è caduta! l’annuncio dell’angelo, l’invito al popolo ad uscire dalla città, il lamento dei re, dei mercanti, dei naviganti, la gioia dei santi e la grande macina di pietra gettata nel mare segno della fine di ogni scandalo. Questa gioia viene ripresa e sviluppata  dove la chiesa della terra e del cielo si uniscono nel canto e così tutta la creazione: sono le nozze della chiesa con l’Agnello, la loro unione definitiva. Giovanni richiama il nome dell’antica Babilonia per indicare la città del peccato, non si riferisce a una città nell’attuale Iraq, ma alla simbologia. Babilonia fu la città dove sorgeva un impero pagano che ha conquistato e distrutto Israele e lo ha deportato fino a Ciro il grande. Molti commentatori hanno concluso che nel contesto dell’apocalisse, l’impero pagano che stava perseguitando cristiani era l’impero romano, quindi Babilonia sarebbe in modo per definire Roma. Lo dimostra il fatto che viene citato espressamente, la città dei 7 colli e i 10 re che hanno perseguitato i cristiani. Giovanni probabilmente vedendo la visione pensava proprio a Roma, ma c’è un problema. Ora l’impero non c’è più, Roma non è stata distrutta e Cristo non è ancora tornato. La bestia dunque rappresenta quel sistema sociale che perseguita la Chiesa. Dopo la fine dell’impero romano, infatti, quella Bestia politica continuerà ad esprimersi attraverso altri imperi ed altre superpotenze, fino al termine della storia. Vediamo alcune caratteristiche peculiari di quel impero che alla fine dei tempi governerà la terra:

                      • Sarà un impero globale, la prima potenza mondiale in termini militari ed economici.
                      • Sarà il luogo dove regnerà l’anticristo che si proclamerà Dio e vorrà che tutta l’umanità lo adori come dio
                      • Sarà, come tutti gli imperi, un compratore di ultima istanza. Importerà molto dagli stati satelliti, per questo che quando verrà distrutta, sarà un tragedia anche per gli stati collegati con essa economicamente.
                      • Sarà un impero che promuoverà ogni tipo di peccato, a partire dall’idolatria, fino ai vizi morali, per questo viene definita “la prostituta”.
                      • Questo impero sarà talmente carismatico che tutte le persone del mondo in ci i nomi non sono scritti nel cielo saranno affascinati da essa
                      • Promulgherà un massiccia campagna di persecuzione dei cristiani.