LA PENTECOSTE

La resurrezione di Cristo è il giorno più importante della storia biblica, ma al secondo posto si colloca il giorno della pentecoste descritta negli atti. Anch’essa è anche molto importante ed è la diretta conseguenza della resurrezione, un giorno stabilito da Dio per la salvezza dell’umanità. In quel giorno i discepoli ricevono lo Spirito Santo e nasce la Chiesa. Per comprendere l’importanza di questo giorno e l’esperienza provata dai discepoli facciamo un passo indietro. I discepoli sono stati affascinati dal carisma e dai miracoli di Cristo, riconoscendo che solo Lui ha parole di vita eterna (). Lasciano tutto e decidono di seguirlo. Assistono a miracoli sconvolgenti, vedono molte persone guarire e tornare i vita e non hanno dubbi che Gesù sia il Messia. Ma loro hanno ancora una visione di un Messia per come gli ebrei si aspettavano, qualcuno che istaurasse un regno senza fine, al centro del mondo. Poi avvenne l’arresto, la crocifissione e morte di Gesù. A quel punto i discepoli rimangono delusi e confusi, non capiscono se lui è il messia come sia potuto succedere, e ora hanno paura di fare la stessa fine. Ma ecco che appare Gesù risorto, contro ogni aspettativa e comprendono che tutto faceva parte del piano di Dio. I discepoli ora sono pieni di gioia, ma hanno ancora paura e non vanno a predicare e annunciare al mondo quello che hanno visto, hanno ancora troppa paura di rimanere arrestati e uccisi. Prima che Gesù fosse crocifisso parlava  del giorno che gli avrebbe lasciati, ma avrebbe provveduto a un “consolatore”. Questa parola in alcune traduzioni compare non viene tradotta e rimane l’originale “Parakletos” riferendosi allo Spirito Santo. Dopo 40 giorni dalla resurrezione abbiamo l’episodio dell’ascensione dove troviamo Gesù esaltato alla gloria di Dio e stabilito come Signore universale. Questo racconto al termine degli eventi pasquali, indica chiaramente che Gesù ha inaugurato un nuovo modo di presenza in mezzo ai suoi. Ora è il tempo della missione animata dal suo stesso Spirito. Così 10 giorno dopo arriva il giorno della pentecoste. I giudei rimanevano tutta la notte sulla tomba di Davide pregando i suoi salmi. È sul finire della giornata, come descrivono gli Atti, che lo Spirito Santo discese sui discepoli riuniti nel cenacolo situato al piano superiore nelle immediate prossimità della tomba di Davide. Questo evento ebbe quindi un forte impatto su tutte le persone che durante la notte avevano pregato sulla tomba di Davide. Così si capisce anche la presenza dei tremila convertiti di quel giorno dopo la predica di Pietro, non solo ci rendiamo conto del numero e delle varie nazionalità, ma anche dell’accoglienza dell’annuncio di Pietro: erano “spiritualmente preparati” non solo gli apostoli, ma anche i destinatari. Ecco il testo del brano della pentecoste, approfondiremo i significati e i simboli ivi contenuti:

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.  Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano.  Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

  1. Nell’antico testamento

Veniva festeggiata 50 giorni dopo la pasqua e in origine ora la festa della mietitura: Osserverai la festa della mietitura, cioè dei primi frutti dei tuoi lavori di semina nei campi, e poi, al termine dell’anno, la festa del raccolto, quando raccoglierai il frutto dei tuoi lavori nei campi (Esodo 23,16). Dopo l’esilio divenne la festa dell’Alleanza, cioè della Legge data sul monte Sinai (Esodo 19,1). Il termine Pentecoste era usato dagli ebrei di lingua greca.

  1. La nuova alleanza

In Ezechiele si profetizzava una nuova alleanza non più basata sulla legge, ma sullo Spirito Santo. Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo le mie leggi (Ezechiele 36,26-27). Questa profezia si adempie con la pentecoste del nuovo testamento. Da questa alleanza nasce la Chiesa.

  1. Il vento e il fuoco

In ebraico RUACH significa sia vento che spirito è quindi significativo che sia presente nell’effusione dello Spirito Santo. Il ”fuoco” indica la purificazione e lo troviamo nelle parole di Giovanni Battista quando parlava del battesimo dello Spirito Santo con il fuoco. egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. (Matteo 3,11). Entrambi gli elementi li troviamo anche nella teofanie dell’antico testamento: nube in esodo 16,10, Ezechiele 10,18. Fuoco in Esodo 24,16-18, Deuteronomio 4,11-12. Inizia una nuova Alleanza e siamo in presenza di un nuovo Sinai per questo popolo riunito, con un solo spirito, come il popolo di Israele alle falde del monte Sinai.

  1. La predicazione con franchezza

I discepoli anche dopo la resurrezione di Cristo non avevano ancora iniziato a predicare, ma dal giorno della pentecoste, ricevuto lo Spirito Santo innescò in loro un profondo cambiamento: Iniziarono a predicare il Kerygma senza paura di persecuzioni e con franchezza, questo è l’effetto di chi riceve lo Spirito. Quand’ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza. (Atti 4,31)

  1. Il miracolo delle lingue

Il miracolo avvenuto nel giorno della pentecoste è il miracolo delle lingue, ognuno sentiva predicare nella propria lingua. Per Pietro è la realizzazione di una profezia: io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti vostri figli e le vostre figlie; i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave in quei giorni effonderò il mio spirito (Gioele 3,1-2). 

Nel calendario giudeo questo indicava la festa che si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua. Dopo l’esilio divenne la festa non più dell’offerta delle primizie del raccolto, ma la festa dell’Alleanza, cioè della Legge data sul monte Sinai. Luca colloca in questo giorno l’evento annunciato dai profeti e da Gesù stesso: la venuta dello Spirito Santo, la nuova legge. Pentecoste era la festa del rinnovamento dell’Alleanza.

Questi eventi visibili richiamano tutta la storia veterotestamentaria e le stesse promesse di Gesù. “Tutti furono pieni di Spirito Santo”: questo è il centro del racconto. Lo Spirito si appropria dei discepoli e dona la vita stabilendo un’Alleanza nuova. Lo Spirito era la presenza che si attendeva: “…non allontanarsi da Gerusalemme, ma attendere che si adempisse la promessa del Padre… voi sarete battezzati in Spirito Santo… avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni…” (cfr. At 1,4-8). Questi segni annunciano la venuta dello Spirito che certifica la sua venuta con effetti visibili: parlare in altre lingue. Si discute molto se questo sia il fenomeno della glossolalia o della xenolalia, o se sia un miracolo di dizione o di audizione. Il fatto è che esso indica la venuta dello Spirito in accordo con la profezia di Gioele (cfr. Gl 3,1-2). È la presenza dello Spirito di profezia che caratterizza l’azione di Dio tra il suo popolo, un suo intervento diretto di salvezza. – 6 – Anche qui l’allusione è alla nascita di un popolo nuovo, unito ad opera di Dio: non più la confusione di Babele (cfr. Gn 11), ma la capacità di poter annunciare il messaggio di salvezza a tutti, senza frontiere: “li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa… e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio” (At 2,8.11). Altri li deridono considerandoli ubriachi (cfr. At 2,13): le lingue nuove non sono la prova matematica della presenza dello Spirito, ma una presenza che si accoglie e si comprende nella fede. Così l’annuncio con forza del messaggio evangelico richiede fede sia da parte di chi annuncia che di colui che ascolta. In questo contesto, Luca sottolinea la figura di Pietro che a nome dei discepoli annuncia con coraggio il kerygma, l’annuncio della morte, resurrezione e glorificazione di Gesù. Il suo annuncio è basato sulla testimonianza e sulla verificabilità di ciò che proclama: “Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato pertanto alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo che egli aveva promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire” (At 2,32-33). Pietro vede gli eventi alla luce delle parole profetiche dell’Antico Testamento di cui dichiara la realizzazione. Le tremila persone che si uniranno (cfr. At 2,41) diventano poi segno della ricapitolazione finale e della vittoria finale escatologica di Gesù.

L’ASCENSIONE DI CRISTO

Il racconto dell’ascesione di Cristo è raccontato come inizio del libro degli atti degli apostoli, scritto da Luca, lo stesso che scritto anche il vangelo che porta il suo nome. Infatti, da come dice l’autore stesso, gli atti sono la continuazione del suo vangelo con un collocazione cronologica a 40 giorni dalla resurrezione di Cristo e questa è l’ultima apparizione di Cristo agli apostoli. Gesù torna al Padre, la sua presenza non è più necessaria, 10 giorni dopo ci sarà la pentecoste, l’effusione dello Spirito Santo di cui Gesù aveva parlato prima della sua morte quando parlava del “paraclito”, lo Spirito Santo:

Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. (Giovanni 16,7)

L’ascensione di Cristo è necessaria perchè possa intervenire lo Spirito Santo. Con l’Ascensione Gesù è stato esaltato alla gloria di Dio e stabilito come Signore universale. Questo racconto al termine degli eventi pasquali, indica chiaramente che Gesù ha inaugurato un nuovo modo di presenza in mezzo ai suoi. Ora è il tempo della missione animata dal suo stesso Spirito. Questo è certamente da collegare con alcune preoccupazioni dei giudeo-cristiani che aspettavano la restaurazione del regno di Israele. Lo si deduce dalla stessa domanda dei discepoli prima dell’Ascensione (At 1,6) e dai tentativi di imposizione della legge giudaica ai convertiti provenienti dai pagani (At 11,2-3; 15,1-5). Gesù risponde ponendo l’attenzione sulla missione senza confini sotto l’azione dello Spirito Santo.  Qui sotto troverete il testo completo dell’ascensione di Cristo, approfondiremo alcuni elementi chiave per  la comprensione del testo. Le parole sottolineate richiamato un firma divina al racconto.

Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. (ATTI 2,3)

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: “Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?”.  Ma egli rispose: “Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”.
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi.  Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo”.
Allora ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato
(ATTI 2,7-12)

  1. I 40 giorni dopo la resurrezione

Simbolizzano il tempo necessario per portare a termine la preparazione per una missione speciale. Per i discepoli predicare il vangelo in tutto il mondo. Analogamente Gesù ha digiunato 40 giorni per preparare la sua missione

Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. (Luca 4,1)

  • Il Monte degli Ulivi

In Ezechiele 10,18-22, la Gloria di Dio abbandona Gerusalemme e sosta per un momento su questo monte situato vicino alla città santa: La gloria del Signore uscì dalla soglia del tempio e si fermò sui cherubini. I cherubini spiegarono le ali e si sollevarono da terra sotto i miei occhi; anche le ruote si alzarono con loro e si fermarono all’ingresso della porta orientale del tempio del Signore, mentre la gloria del Dio d’Israele era in alto su di loro. Nell’antico testamento il monte simboleggia il luogo dove Dio si allontana dagli israeliti a causa del loro peccato. Nel nuovo testamento nello stesso luogo Gesù torna al padre vittorioso, riscattando il peccato degli uomini.

In Zaccaria 14,1-5 una profeziaescatologica cita il monte degli ulivi dove il luogo dove Dio poserà i suoi piedi per difendere Gerusalemme dai suoi nemici. In quel giorno i suoi piedi si poseranno sopra il monte degli Ulivi che sta di fronte a Gerusalemme verso oriente. Gesù è asceso al monte degli ulivi e ritornerà gloriosamente al medesimo luogo.

  • La nube:

Nella Bibbia è sempre una teofania, un segno della presenza di Dio, vediamo alcuni esempi:

  • Mosè salì dunque sul monte e la nube coprì il monte. La gloria del Signore venne a dimorare sul monte Sinai e la nube lo coprì per sei giorni. Al settimo giorno il Signore chiamò Mosè dalla nube. La gloria del Signore appariva agli occhi degli Israeliti come fuoco divorante sulla cima della montagna. Mosè entrò dunque in mezzo alla nube e salì sul monte. Mosè rimase sul monte quaranta giorni e quaranta notti. (Esodo 24,15-18)
  • Nei racconti evangelici della trasfigurazione:  Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”. (Marco 9,7)  La stessa cosa viene riportata anche in Luca 9,34  e in Matteo 17,5 si precisa che era una nube luminosa.
  • Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui. (Daniele 7,13) Questo versetto viene citato in maniera analoga in Marco: E vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire con le nubi del cielo”. (Marco 14,62)
  • Gli angeli:

Sono ministri di Dio che portano agli uomini messaggi soprannaturali. Vengono spesso descritti “in bianche vesti”. Nel racconto della Ascensione annunciano che Gesù ritornerà un giorno: la storia è escatologica.

  • Fissare al cielo:

Gli apostoli fissavano il cielo mentre Gesù se ne andava

un’allusione al rapimento di Elia quando Eliseo gli chiese due terzi del suo spirito

Domanda che cosa io debba fare per te, prima che sia portato via da te”. Eliseo rispose: “Due terzi del tuo spirito siano in me”. (2Re 2,9). Eliseo chiede ad Elia la sua eredità spirituale. Elia risponde: “Tu pretendi una cosa difficile! Sia per te così, se mi vedrai quando sarò portato via da te; altrimenti non avverrà” (10). Allo stesso modo gli apostoli, proprio perché hanno visto andare Gesù al cielo, riceveranno lo Spirito di Gesù e continueranno la sua missione.