YHWH UNICO DIO

Uno degli obbiettivi di Biglino e la paleastronautica è evidenziare come la Bibbia parli di una molteplicità di ELOHIM, esseri in carne e ossa ognuno con un proprio nome e un territorio da governare. YHWH era solo uno dei tanti, pertanto la Bibbia non parla di monoteismo che è un concetto estraneo al testo ebraico. Purtroppo però questo testo è finito nella mani dei teologi che manipolandolo hanno fatto credere a milioni di persone che nella Bibbia c’è un solo unico vero Dio. Sia i teologi che gli accademici laici in seguito a studi filologici neutrali sono concordi nel pensare che nel Pentateuco gli israeliti credessero non nel monoteismo, ma nella monolatria, ovvero non negassero l’esistenza di divinità straniere, ma adorassero solamente YHWH. Se pertanto, come spesso accadde, qualcuno avesse adorato qualche altra divinità sarebbe stato considerato una grave violazione dei principi religiosi di base. Da evidenziare che quando nella Bibbia parla Dio YHWH, non fa mai menzione di altri ELOHIM esistenti di pari dignità rispetto a Lui; non esistono dialoghi o scambi di messaggi tra YHWH ed altri ELOHIM. Semplicemente in quel epoca era consuetudine credere nell’esistenza di molte divinità, ma si trattava solo di credenze umane senza fatti eclatanti che ne dimostra la reale esistenza. Questo però non valeva per il Dio d’Israele  che da Abramo in poi ha dimostrato più volte la sua potenza attraverso dialoghi e prodigi. Infatti in Genesi 24,3  troviamo l’espressione: <<Il Dio dei Cieli e il Dio della terra>>. Stando ad indicare come Abramo considerasse YHWH, non un semplice ELOHIM, ma il creatore dei cieli e della terra.In alcuni passi del Pentateuco si possono iniziare a cogliere i primi cenni di monoteismo. Di fatto la maggior parte delle persone all’epoca non la avevo compreso. Non  Mosè, che in Deuteronomio 3,24 scrive: Signore Dio, tu hai cominciato a mostrare al tuo servo la tua grandezza e la tua mano potente; quale altro Dio, infatti, in cielo o sulla terra, può fare opere e prodigi come i tuoi?  Mosè si è reso conto da solo, dopo molti anni di esperienza di Dio, che Il Signore YHWH è il solo a poter compiere dei prodigi. Vediamo i versetti nel Pentateuco dove si afferma l’unicità e la supremazia del Dio d’Israele.


Deuteronomio 32,39

Ora vedete che io, io lo sono e nessun altro è dio accanto a me
Sono io che do la morte e faccio vivere; 
io percuoto e io guarisco, e nessuno può liberare dalla mia mano.

In questo versetto si può vedere l’unicità e l’onnipotenza di Dio che tutto può, benedire e maledire. In questo capitolo troviamo una dicotomia tra il Dio unico onnipotente nel versetto appena citato e i presunti dèi degli altri popoli nel versetto 21: Mi resero geloso con ciò che non è Dio, mi irritarono con i loro idoli vani. Per “idoli vani” si enfatizza come non possono essere paragonati al Dio unico YHWH.


Deuteronomio 4,35

Tu sei stato fatto spettatore di queste cose, perché tu sappia che il Signore è Dio e che non ve n’è altri fuori di lui.

Questo versetto è all’interno di un discorso dove si ribadisce il privilegio che ha Israele ad avere un legame esclusivo con YHWH, ricordando i prodigi e le gesta salvifiche al confronto degli altri popoli che non hanno nulla di tutto ciò. Si afferma chiaramente che non esiste nessun Dio all’infuori di YHWH e con questo sancisce la sua unicità. Anche in questo versetto è una dimostrazione del fatto che le teorie di Biglino sono pura speculazione.


Deuteronomio 6,4

Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore.

Questo è considerato dagli ebrei la professione di fede dello SHEMÀ ISRAEL, che significa “ascolta Israele”, proprio come inizia il versetto. Anche da un punto di vista cristiano è importante in quanto prosegue con uno dei comandamenti più importanti della Torà: amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Il versetto presenta YHWH come unico Dio esistente, afferma quindi il monoteismo in maniera molto esplicita.

Esodo 15,11

Chi è come te fra gli dèi, Signore? Chi è come te, maestoso in santità,
terribile nelle imprese, autore di prodigi?

In questo versetto si afferma l’incomparabilità di Dio, ricorrendo per due volte alla domanda: Nessuno è come il Signore fra gli altri “possibili” dèi. La sua maestà, il timore e la riverenza che ispira, i prodigi che opera, portano a riconoscere la superiorità, l’incomparabilità, in ultima analisi l’unicità, infatti questo versetto si collega con Salmo 18,32:  Infatti, chi è Dio (ELOHA), se non il Signore? (YHWH) O chi è roccia se non il nostro Dio (ELOHENU). Afferma che solo YHWH, a differenza dei presunti altri dèi, è degno di essere chiamato Dio.


Esodo 3,13-15

Questa è la famosa scena del primo contatto di Mosè con Dio. Mosè è nel deserto e vede un rovereto che brucia ma non si consuma, si avvicina per ammirare questo strano fenomeno e sente la voce di Dio, che incarica Mosè di far uscire il suo popolo dall’Egitto per portarlo fino alla terra di Caanan. A questo punto Mosè chiede a Dio: Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che cosa risponderò loro?» Non sta chiedendo con quale ELOHIM  ha che fare, come dice Biglino perché nel versetto 6 già lo dice presentandosi con il Dio dei patriarchi:  il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe ma vuole solo sapere il suo nome. La risposta di Dio è Io sono colui che sono una frase enigmatica che gli esegeti hanno discusso molto. L’espressione può indicare eternità, immutabilità di Dio, l’essere di cui l’esistenza ha la sua causa in se stesso. Al centro di questa locuzione si ha il verbo “essere” che si ripete più volte, potrebbe presentare Dio come l’Esistente per eccellenza, il Vivente, l’Immortale, l’Io supremo, trascendente e misterioso, perfetto, eterno e infinito. Non si presenta certo come uno dei tanti ELOHIM sparsi per il mondo, ma con il Dio unico in mezzo a falsi dèi. Nel vangelo di Giovanni, Gesù assumerà questa formula mirabile applicandola a se stesso rivelando la sua natura divina e suscitando lo scandalo dei suoi interlocutori: «In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono» (Giovanni 8,58).


Con Isaia si arriva allo stadio finale, dove si afferma con chiarezza disarmante il puro monoteismo. Non solo si ribadisce la superiorità di YHWH su ogni cosa, ma anche la sua unicità, dove le divinità straniere, adorati dagli altri popoli non esistono e non sono mai esistite. Solo dopo l’esilio in Babilonia il popolo d’Israele cessò completamente ogni culto idolatrico, dando vita a un ferreo monoteismo. In chiave teologica la monolatria diffusa agli inizi della storia del popolo ebraico si può spiegare con la rivelazione progressiva: Dio si fa conoscere all’umanità le verità sulla sua natura e del mondo spirituale in maniera graduale. Solo quando il popolo d’Israele ha assistito ai suoi grandiosi miracoli e si è reso conto che nessun dio straniero ha mai fatto e mai potrà compiere tali prodigi essendo solamente degli inutili pietre, è pronta per comprendere la sua unicità con Dio assoluto dell’universo.  Questi sono i versetti nel Pentateuco dove si parla chiaramente di monoteismo: Ora vediamo altri versetti provenienti da altri libri all’infuori del Pentateuco:

Dal libro di Isaia dai capitoli 43 – 46

Isaia 43

 perché mi conosciate e crediate in me e comprendiate che sono io. Prima di me non fu formato alcun dio né dopo ce ne sarà. (10)

Anche in questo versetto mostra la unicità e l’onnipotenza di YHWH dicendo che né in passato è esistito un Dio al suo livello e nemmeno ci sarà in futuro.


Isaia 44

Io sono il primo e io l’ultimo; fuori di me non vi sono dèi. (6)

Voi siete miei testimoni: c’è forse un dio fuori di me o una roccia che io non conosca?”. (8)


Isaia 45

Io sono il Signore e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio; ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci, perché sappiano dall’oriente e dall’occidente che non c’è nulla fuori di me. Io sono il Signore, non ce n’è altri.  (5-6)

«Solo in te è Dio; non ce n’è altri, non esistono altri dèi». (14)

«Io sono il Signore, non ce n’è altri. (18) Non sono forse io, il Signore? Fuori di me non c’è altro dio ;un dio giusto e salvatore non c’è all’infuori di me. (21) perché io sono Dio, non ce n’è altri. (22)


Isaia 46

Ricordatevi i fatti del tempo antico, perché io sono Dio, non ce n’è altri.
Sono Dio, nulla è uguale a me.
(9)

Queste versetti di Isaia capitoli tra il 43 e 46 sono presenti numerose volte frasi simili tra di loro, ribadendo con una chiarezza strabiliante e in maniera inequivocabile che non esistono altri dèi all’infuori di YHWH e nessuno è paragonabile a Lui. Non è necessario aggiungere ulteriori commenti, la Bibbia lo dice in maniera esplicita.


Vediamo ora altri versetti fuori dal libro di Isaia

Geremia 2,11

Un popolo ha cambiato i suoi dèi? Eppure quelli non sono dèi!
Ma il mio popolo ha cambiato me, sua gloria, con un idolo inutile.

Geremia è un profeta appena precedente all’esilio in Babilonia. In molti suoi passi denuncia la stoltezza del suo popolo che ha abbandonato la fede dei loro padri per andare dentro ad altri dèi, specificando però che quelli non sono assolutamente degli dèi, ma solo degli inutili pezzi di pietra o legno, mostrando qui l’esistenza di un solo Dio, il Dio d’Israele. Quindi quando la Bibbia parla di altri dèi non significa che esistono altri dèi paragonabili a YHWH, significa che esistono popoli che adorano degli idoli spacciandoli per dèi. Se dico: «poseidone è il dio del mare» non è un’ammissione della sua esistenza ma si rileva solo che un popolo, in questo caso i greci, hanno adorato un dio che porta questo nome.


Salmo 9,8-9

Ma il Signore siede in eterno, stabilisce il suo trono per il giudizio:

governerà il mondo con giustizia, giudicherà i popoli con rettitudine.

In questo salmo si parla come Dio (YHWH) governerà e giudicherà il mondo intero e questo va in pieno contrasto con la visione paleastronautica dove YHWH giudica e governa solo il popolo di Israele, le altre terre sono sotto i domini di altri ELOHIM. Alla luce di questo versetto denota che essendo YHWH il solo a governare e a giudicare la terra si può concludere che esita solo YHWH come vero e unico Dio.


1Re 8,60

affinché sappiano tutti i popoli della terra che il Signore (YHWH) è Dio e che non ce n’è altri. 

Versetto all’interno del brano dell’inaugurazione del glorioso tempio di Salomone. Da re saggio trova giusto ricordare come il popolo di Israele è chiamato ad essere santo e giusto, affinché gli altri popoli vedano la giustizia di Israele e si rendano conto che l’unico Dio che esiste veramente è YHWH e abbandonino l’adorare altre presunte divinità.


Salmo 86,10

Grande tu sei e compi meraviglie: tu solo sei Dio.

Cosa deve esserci ancora scritto nella Bibbia per dimostrare l’unicità di YHWH? Ora vedremo alcuni versetti che usa Biglino per convincere della molteplicità degli ELOHIM.


Giosuè 24,15

Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrei, nel cui territorio abitate.

In questo versetto Biglino sostiene che gli israeliti avevano la libertà di scegliere se adorare YHWH o altri ELOHIM come se fosse indifferente servire l’uno o l’altro, e questo dimostra la molteplicità degli ELOHIM. Quando ho letto la Bibbia partendo dalla genesi, una volta arrivato al libro di Giosuè mi ricordai di questo versetto, ma mai mi balenava per la mente questa interpretazione che infatti la possono accettare solo chi non ha mai letto la Bibbia dal principio. In questo versetto troviamo una domanda retorica, come ad esempio: Vuoi scegliere il bene o il male? Vuoi scegliere satana o Cristo? Gli israeliti non avevano nessun motivo logico di abbandonare YHWH per altri falsi dèi dal momento che YHWH li ha liberati dal giogo degli egiziani e gli ha custoditi fino a quel momento e gli altri dèi non hanno potuto fare niente per loro essendo praticamente inesistenti e questo lo si può vedere dalla risposta che danno nei versetti 16-18:

Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Il Signore ha scacciato dinanzi a noi tutti questi popoli e gli Amorrei che abitavano la terra. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio».

Tutto il capitolo 24 è stato scritto in un contesto cerimoniale ha la finalità di unire tutta la nazione in un solo destino politico e religioso, all’insegna del monoteismo. Il solo scopo della domanda è incitare il popolo a una più decisa adesione all’adorazione di YHWH  e il rispetto della sua legge, offrendo anche il buon esempio dicendo nel versetto 15: Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore. La conseguenza di accettare di seguire YHWH è l’abbandono di ogni altro culto e ogni pratica rituale derivante da essi. Alla luce del nuovo testamento questo brano è letto in parallelo alla piena adesione a Cristo e l’abbandono di ogni cosa che contraddice la sua legge.


1Corinzi 8,5-6

In realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra – e difatti ci sono molti dèi e molti signori.

Secondo Biglino non solo nell’antico testamento, ma addirittura anche nel nuovo testamento c’erano sulla terra questi alieni che a un certo punto della storia, nel 70 d.c quando il generale romano Tito era in procinto di attaccare Gerusalemme, YHWH e i suoi sottoposti sono volati via con le astronavi. (Ved.Pag.  ) Biglino cita anche un versetto del nuovo testamento per rafforzare le sue teorie dicendo che perfino l’apostolo Paolo afferma che esistono altri dèi, ma da qui che si può vedere la cattiva fede e la disonestà a presentare la Bibbia come meglio gli conviene: Solo nel versetto precedente, il 4 è scritto esattamente il contrario di quello che afferma: Riguardo dunque al mangiare le carni sacrificate agli idoli, noi sappiamo che non esiste al mondo alcun idolo e che non c’è alcun dio, se non uno solo. Questa parte della lettera ai corinzi Paolo spiega una pratica abituale nel mondo ellenistico, ovvero delle carni sacrificati ai falsi dèi che in parte venivano mangiate dai loro sacerdoti e in parte finivano nei mercati. Molti cristiani dell’epoca ritennero un peccato mangiare di queste carni; Paolo afferma che esiste un solo Dio, gli altri dèi sono solo delle statue e la carne sacrificate a questi falsi dèi non po’ far alcun male. Prendendo i versetti 5 e 6 senza citare il 4 e senza parlare del contesto può ingannare il lettore e far credere che Paolo parlasse dell’esistenza di altre divinità, ma non è assolutamente così; infatti scrive la parola ”cosiddetti dèi” per indicare che per i pagani questi sono dèi , ma in realtà non lo sono.


Genesi 31,53

Il Dio di Abramo e il Dio di Nacor siano giudici tra di noi”.

Giacobbe, dopo aver vissuto molti anni con lo zio Labano decise di tornare di nascosto nella sua terra natia con le sue mogli e tutti i suoi averi accumulati nel corso degli anni. Non fu una scelta presa a cuor leggero, i rapporti con Labano erano ormai compromessi. Quando Labano seppe della sua partenza si mise in cammino anche lui per raggiungerlo. Riuscì a trovarlo e fecero un patto di non belligeranza. Eressero una stele con la promessa che nessuno di loro avrebbe oltrepassato quel punto con intenzioni ostili. Fanno insieme un giuramento nel nome del Dio di Abramo e Nahor. Secondo Biglino vengono citati due ELOHIM che fanno da garanti al patto sostenendo che si tratta di due soggetti con pari dignità e poteri e testimonia della molteplicità degli ELOHIM. Quello che non viene fatto emergere è chi ha fatto questo giuramento chiamando in causa più dèi. Nel Versetto 51 dice chiaramente che è solo Labano a pronunciare questo giuramento. Questo è comprensibile dal fatto che Labano è un politeista e parla secondo le sue convinzioni pagane. Giacobbe invece nel versetto seguente giura nel nome del Dio di suo padre, ovvero YHWH, altri dèi pagani non vengono citati da Lui, evidentemente non degni di essere messi a confronto con il Dio di suo padre. Giacobbe riconosce che è solo grazie a Dio che in tutti questi anni è stato grandemente benedetto, gli appare in sogno diverse volte e anche una volta a Labano per avvertirlo di non fare del male a Giacobbe. Un altro segno di come la Bibbia parli di un unico Dio spirituale e onnipotente rispetto la nullità degli altri dèi.

Da come abbiamo potuto analizzare, i versetti dove si parla in maniera esplicita l’unicità di Dio sono molteplici e i versetti usati da Biglino per avvalorare la sua tesi possono essere facilmente spiegati in un altro modo. Per sorvolare queste interpretazioni alquanto discutibili, Biglino cita Rafael Zer, un qualificato biblista israelita. Questo studioso afferma che i copisti della Bibbia nelle loro varie ricopiature hanno modificato tutti i versetti contenenti riferimenti alla molteplicità degli ELOHIM; andando quindi in favore alle tesi ufologiche. Peccato che in realtà il biblista Rafael Zen, tra l’altro credente, non ha mai detto nulla di tutto ciò. Al corriere della sera del 26 agosto 2011 p.35 disse che nel corso dei secoli la Bibbia potrebbe avere subito delle alterazione per errori di copiatura, ma in nessun modo vanifica la Bibbia come testo sacro, ispirato da Dio. Anche in questo caso vediamo un ennesima forzatura a favore della tesi del Dio alieno facilmente smascherabile.