LA POTENZA DI DIO

Gli atei anticlericali amano come “sport” quello di criticare aspramente le scritture citando dei versetti che le interpretano in maniera del tutto arbitraria, senza guardare in quale contesto quel versetto è stato scritto. Si ha la presunzione di aver trovare una falla che può essere facilmente criticabile e deridendo i credenti vengono sfidati a rispondere. Di solito per capire un singolo versetto è necessario leggere l’intero capitolo, e a volte neanche quello non basta. Chi conosce la Bibbia sa che non ci sono falle e dopo un attenta analisi si può rispondere a ogni critica. Gli atei, dal loro punto di vista vogliono aprire gli occhi ai credenti non rendendosi conto che in realtà sono loro i veri ciechi. Dalle critiche si vedono facilmente la loro ignoranza e la loro ostinazione a non voler credere a tutti i costi, e si capisce che in realtà non hanno mai letto la Bibbia, ma conoscono solo qualche versetto per sentito dire. Se la scrittura fosse solo un invenzione dell’uomo oppure una filosofia di vita non spiegherebbe la potenza con cui vengono trasformate le vite, e l’aiuto provvidenziale di coloro che gridano al Signore. Questo deriva proprio dalla potenza della risurrezione di Cristo. I primi secoli del cristianesimo fu molto fiorente di conversioni, da un piccolo gruppo di discepoli in una sperduta provincia romana fino a convertire un impero, ufficializzato dall’imperatore Costantino in poi. Come si spiega questo boom di conversioni? Qualcuno potrebbe pensare che le persone che accettarono il vangelo erano fondamentalmente già in linea con i principi evangelici e non hanno fatto altro che aderire, un po’ come oggi si aderisce a un partito politico, ma nulla di più sbagliato. Molti dei primi convertiti non erano delle persone fondamentalmente buone, anzi l’esatto contrario, come sta scritto nella lettera a Tito: Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, traviati, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, degni di odio e odiandoci a vicenda. Quando però si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da noi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo (Tito 3,3-5). È la potenza di Dio che trasforma una persona malvagia in una persona buona. Questo avviene ancora oggi. Si possono trovare molte testimonianze di persone che dopo una vita di peccato dove hanno toccato il fondo vivendo una vita di edonismo e dissolutezza, hanno trovato la grazia in Gesù Cristo e la loro vita fatta di vizi, violenze e depressione a preso il posto a una vita felice, in pace con se stessi e con il prossimo seguendo la parola di Dio. Tutto questo, sempre secondo le testimoniante in maniera del tutto fulminea. Non sono volute una lunga serie di costose sedute dallo psicologo, ma è bastato aver accettato Gesù Cristo nella propria vita e lasciarsi trasformare da Lui, questo testimonia la potenza trasformatrice di Dio. L’elemento che fa scattare un avvicinamento a Cristo, non è la paura dell’inferno, ma la consapevolezza dell’amore che Dio ha avuto per noi:

Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
5egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
6che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro
(Tito3,4-6)

A volte c’è la tentazione che è quello che di pensare che ci siano persone che sono talmente lontane da Dio che siano irrecuperabili, ma quello lo pensa l’uomo, Dio invece può prendere una persona che è un completo disastro, cambiare il suo cuore attraverso la sua potenza e farne un figlio di Dio. La Bibbia non è semplicemente un libro come tanti, ma è la Parola di Dio, potenza per chiunque che crede in Lui.

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