UNA SOCIETÁ SENZA DIO

Molti atei sostengono che le religioni sono il male del mondo e se una società fosse libera dalle religioni allora si potrebbe costruire un mondo prospero e in pace. Vediamo quindi alcuni esempi di società libere dalle religioni soprattutto da quella cristiana, che si sono trasformati in “paradisi”: Analizzeremo due modelli economici e culturali che hanno caratterizzato il secolo scorso ed esistono tutt’ora anche se in forme diverse. Stiamo parlando del comunismo e il capitalismo.

IL COMUNISMO

 Nella filosofia socio-politica di Karl Marx e Friedrich Engels la religione altro non era che uno strumento di dominio della classe al potere, un mezzo coercitivo e narcotizzante del popolo. Ma, specularmente, era anche la proiezione di se stessi in un dio immaginario, nel quale l’uomo cercherebbe consolazione sotto le mentite spoglie dell’aspirazione a una salvezza eterna, concludendo così che “Le religioni sono l’oppio dei popoli”. Quando chiedi a un ateo cosa pensa della religione ti dirà proprio questo, non tutti sanno che questo modo di pensare deriva da questi due personaggi che predicavano l’ateismo di stato come strumento di liberazione dell’uomo dalle catene dello sfruttamento sociale, la logica conseguenza della necessaria lotta di classe degli oppressi contro gli oppressori. Quindi soltanto la società senza classi consente la piena realizzazione della libera natura umana, allo stesso modo l’eliminazione della religione come illusoria felicità del popolo è la condizione della sua felicità reale. Nella rivoluzione russa Lenin volle mettere in pratica questa filosofia pensando che portasse a una sorta di paradiso in terra che si sarebbe diffuso nella maggior parte delle nazioni, eliminando così ogni forma di religione. Quello che nei fatti aveva creato era tutt’altro che un paradiso, ma un regime dove perseguitavano, torturavano e uccidevano chiunque credeva in una religione, hanno imprigionato e ucciso i bambini considerati nemici del popolo, hanno perseguitato e ucciso gli scienziati che non  adeguavano le loro teorie all’ideologia atea, hanno provocato più di 100 milioni di morti in soli 70 anni, hanno affamato il popolo per finanziare gli eserciti, hanno firmato patti con i nazisti dando il via alla seconda guerra mondiale, e tutto questo nella sola Russia senza contare quindi gli altri regimi atei. Secondo la poetessa russa Ol’ga Aleksandrovna Sedakova, docente dal 1991 presso la Facoltà di Filologia dell’Università di Mosca e nominata cavaliere della Repubblica francese nel 2005, ha raccontato: <<Nessuno dei progetti utopici del regime come l’ateismo di stato o l’arte e le scienze manipolate dall’ideologia riuscì a realizzarsi allo stato puro. Ma pur nella loro parziale attuazione hanno generato fiumi di sangue, degradazione, ignoranza, povertà e arretratezza in tutti i campi>>. Questo è solo un assaggio di tutto quello che il comunismo ateo ha fatto all’umanità. Il premio nobel russo Aleksandr Solzhenitsyn, spiegando le grandi tragedie del regime comunista sovietico,  scrisse: <<Gli uomini hanno dimenticato Dio, ecco perché tutto questo è successo>>. Dal momento che questo tipo di società atea ha miseramente fallito si può dedurre che i pensatori di questa società avevano una visione completamente distorta riguardo religione, specie quella cristiana. Lo scopo del vangelo non è creare un gruppo di potere che sta dalla parte degli sfruttatori; ma fare una comunità di persone che stanno dalla parte dei più deboli e predicano e praticano l’amore di Dio. Riguardo la seconda accusa, dire che il cristianesimo è solo consolatorio è molto riduttivo. Ci sono messaggi tutt’altro che consolatori: non esiste più la legge del taglione ma il porgere la guancia al nemico, non sussiste il “ciò che voglio” ma il “ciò che devo”, la fedeltà, la monogamia e la serietà sono la base della morale affettiva e sessuale, non la “mia” ma la “Tua” volontà sia fatta, a Te dovrò rendere conto di tutto questo. Caduto il comunismo quello che rimasto nelle nazioni sono dei paesi in crisi, non solo economica, ma soprattutto umana e familiare. Di recente è stato ripristinato l’insegnamento religioso obbligatorio in tutte le scuole con buona pace di tutti gli atei e i laicisti del mondo che hanno sperato nell’ateismo di stato come metodo più efficace per la costruzione di una società totalmente irreligiosa che però di fatto si trasforma in una terribile dittatura. Le nazioni ex sovietiche hanno avuti diversi risvegli spirituali e nessuno più di loro sa quando è brutto vivere in una società completamente atea, dove l’ideologia comunista era imposta.

IL CAPITALISMO

Il capitalismo è in antitesi rispetto al comunismo in diversi aspetti, ma dal punto di vista di come vede le religioni può essere anch’esso ostile, anche se in modo meno violento. Se si tratta di un capitalismo moderato dove la dignità umana è prioritaria rispetto il denaro, allora  penso che di per se da questo punto di vista non sia una cosa negativa, ma se si tratta di un capitalismo assoluto privo di ogni senso etico allora è nettamente contrario con la parola di Dio. Questo perché il capitalismo assoluto è pienamente realizzato quando tutto diventa merce e tutto si riduce nel consumismo e allo scambio di merci e dove l’unica ideologia consentita è quella che predica il libero mercato e come fare affari in ogni maniera possibile, anche facendo carte false per cui non c’è spazio per un Dio di cui si dovrà rendere conto alla fine della vita terrena. Per questo motivo che i sostenitori di questo capitalismo assoluto continuano imperterriti a diffamare la fede cristiana considerandola solo più a un frammento superstite di un mondo arcaico, regressivo e demancipativo che deve essere superato e in alternativa predica un capitalismo assoluto e il materialismo come soluzione della felicità dei popoli, contrariamente alla parola di Dio dove il materiale è inferiore al spirituale. Nei luoghi dove questo capitalismo così estremo è più diffuso avvengono il maggior numero di suicidi e le persone sono più propense ad essere egoiste. Questo dimostra che questo modello non porta alla felicità dei popoli. La presenza dei credenti nella società è un segno che questo tipo di capitalismo non si è ancora realizzato del tutto, infatti i cristiani sono rimasti l’ultimo baluardo contro la completa realizzazione del capitalismo assoluto per il fatto che i cristiani reagiscono alla mortificazione dell’uomo e ogni tentativo di svilire l’uomo a pura merce o puro oggetto di scambio. Questo è un esempio di come i credenti sono il sale della terra che preserva il mondo dal completo dominio del male. Alcuni intellettuali sostengono che il capitalismo si potrebbe paragonare a una religione, dove come dio c’è il “dio mercato”. Per questo si sente dire che bisogna fare sacrifici perché “ ce lo chiede il mercato” o ultimamente “ ce lo chiede il l’Europa” è di fatto il mercato che decide quali tassi d’interesse devono pagare le nazioni sulla moneta, oppure quali riforme i governi nazionali devono attuare; che per altro sono tenuti ad obbedire anche se sono riforme che eliminano dei diritti acquisiti del popolo.  L’uomo è stato creato perché noi tutti ci amassimo e rimanessimo uniti come fratelli; e le cose materiali sono state messe a disposizione dell’uomo per essere usate per il suo bene. Se la società fosse fondata su questo principio, allora non ci sarebbero molti problemi a livello di comunità. Quando le cose non funzionano, è perché l’uomo fa l’esatto contrario: ama le cose materiali e usa le persone per poterle ottenere. Questo sta alla base della logica del profitto. Questo non significa che è sbagliato fare profitti, un’azienda non potrebbe andare avanti se non facesse profitti. La cosa sbagliata è pensare di trovare ogni stratagemma per fare più profitti possibile andando però a discapito delle persone che ci lavorano oppure andando a contaminare la genuinità di ciò che si produce. Le multinazionali spesso e volentieri si basano su questo, inoltre essendo sempre delle S.p.A. (società per azioni), gli amministratori di queste multinazionali non devono rendere conto delle persone che comprano o usano il loro prodotto, ma agli azionisti che prestano i soldi a loro, quindi non interessa se, nel caso del settore alimentare, i prodotti sono cibo spazzatura oppure il sito di produzione si trova in un paese dove le condizioni del lavoro sono decisamente degradanti. Ma più in alto di loro ci sono le grandi banche che prestano soldi a loro a tassi agevolati, sono loro in realtà in cima alla piramide.  Il mondo è stato corrotto dalla finanza che si basa sul culto del dio denaro. Qua si apre un argomento molto esteso e chi ne fosse interessato, si può trovare facilmente molto materiale su internet che parlano di questi argomenti.

IN CONCLUSIONE

 A parte il comunismo e il capitalismo, una società che progressivamente dimentica Dio è sulla strada della decadenza etico e morale. Uno dei primi effetti è l’aumento dei divorzi perché le persone non sanno più amare e si scelgono partner secondo sbagliati criteri perché non tutti hanno una maturità che consente loro di riconosce i valori importanti. Il secondo è il calo dei matrimoni perché sposarsi viene sempre più visto come una cosa troppo restrittiva e impegnativa, meglio andare a “divertirsi”, fare la vita da ragazzino, passare da una/o ragazza/o altra/o. Di conseguenza ci saranno poche nascite, non sufficienti per un ricambio generazionale. Ultima cosa è l’amore del dio denaro che genera la corruzione, prima nel popolo, poi di conseguenza si riflette nella politica, con tutti i disastri che ne conseguano tra cui l’approvazione di leggi contrari al vangelo visti come progressi civili.

IL BULLISMO

  • Come un pazzo che scaglia tizzoni e frecce di morte, così è colui che inganna il prossimo e poi dice: << Ma si, è stato uno scherzo! >> (PR 26,18-19).

Il bullismo è  un fenomeno che è stato poco analizzato dal punto di vista cristiano. Si può definire come una forma di violenza verbale, fisica e psicologica ripetuta e nel tempo e perpetuata in modo intenzionale da una o più persone (i “bulli”) nei confronti di un’altra (la “vittima”), al fine di prevaricare e arrecare danno. Il termine bullismo viene utilizzato principalmente in ambito scolastico, e viene in genere utilizzato per descrivere forme di violenza e prevaricazione tra soggetti giovani. Cercherò brevemente di analizzare le caratteristiche più importanti, le sue cause e possibili rimedi.

CARATTERISTICHE DEL BULLO:

Bulli non i nasce, si diventa, quindi capire come una persona può diventare un bullo è importante. Sono 2 le strade che portano una persona a diventare un bullo:

  1. LA SUPERBIA

Le persone con il cuore superbo mettono le basi per avere uno spirito di competizione di fronte al mondo, e questo si manifesta anche nell’infliggere sofferenze contro chi vede, a suo parere inferiore a lui. Pensa che il rispetto non è dovuto a tutti ma va meritato, quindi se una persona si ritiene non meritevole di rispetto potrebbe iniziare ad essere preso di mira.

  • SOFFERENZE/TRAUMI

In altri casi l’aggressività contro il prossimo potrebbe derivare da una profonda sofferenza interiore derivata da problemi famigliari, violenze subite o un mancato affetto che porta a un senso di abbandono. Anche fuori da contesti famigliari, ogni sofferenza subita a causa di uno o più persone tramite bullismo o emarginazione sociale. Quindi la malvagità subita, se non trattata porta anch’essi a comportarsi in maniera aggressiva davanti al prossimo.

Alcune ricerche hanno evidenziato come i bulli, una volta adulti, diventino persone autoritarie, con un forte bisogno di controllo o di dominio. Questo sempre se non si ravvede e cambia strada.

Ora, una cristiano che ha raggiunto una buona maturità spirituale può essere un bullo? La risposta è certamente no! Prima cosa un credente non può  essere superbo, ma al contrario è umile, e chi è umile mai si sognerebbe di mancare di rispetto a qualcuno. In secondo luogo se ha avuto trascorsi sofferti, il vangelo, la preghiera o la vicinanza di un altro credente danno tutti gli strumenti per contrastare le sofferenze affinché non alterino il carattere per farlo diventare arrogante e irascibile.

CARATTERISTICHE DELLE VITTIME:

Capiamo perché un bullo inizia a prendere di mira una determinata persona:

  1. CARATTERISTICHE FISICHE ANOMALI

Attraggono i bulli chi si presenta fisicamente fragile e debole, oppure in sovrappeso o con qualche deformità fisica.

  • CARATTERE TIMIDO E TACITURNO

I bulli di solito sono molto espansivi e amano molto parlare e scherzare con chi gli sta attorno.  Perciò le persone timide e taciturne sono mal viste e potrebbero essere soggetti a bullismo

  • COMPORTAMENTI GIUDICATI “STRANI”

Se una persona ha comportamenti giudicati “strani” agli occhi di un bullo che non riesce a capirle o a interpretarle, allora si può arrivare alla conclusione che quella persona è stupida e quindi non meritevole di rispetto.

  • EPISODI SPIACEVOLI

Un altro motivo ancora perché una persona prende di mira un’altra può essere dovuto a qualche episodio o battibecco che porta a provare antipatia nei confronti di quella persona.

LA LOGICA DEL BRANCO:

Qual è l’obbiettivo di un bullo? Semplicemente divertirsi cinicamente a umiliare una persona in particolare. Per questo è necessaria la complicità di altre persone che vedono la vittima allo stesso modo: Come uno “sfigato” da prendere in giro. Il divertimento deriva da quanto riesce a ridere e a far ridere il gruppo complice degli attacchi di bullismo e più gente riesce a convincere a infierire e più lui si sentirà autorizzato nel farlo. Infatti di solito sono pochi i componenti che veramente vessano la vittima, gli altri si limitano solo a ridere, ma anche una risata può ferire e umiliare una persona e nemmeno quella è da sottovalutare, anzi sono le risate di altre persone che assistono che alimenta il fenomeno e incrementa il senso di umiliazione che percepisce la vittima. Quando invece il bullo non riesce a trovare complici, ma anzi ci sono persone che difendono la vittima. il bullo prima o poi si stufa e le vessazioni spariscono.

L’ATTACCO PROGRESSIVO:

Il bullo inizia a vessare la vittima con qualcosa di apparentemente innocente, come piccole provocazioni, battutine pungenti, ma col passare del tempo tendono a intensificarsi maggiormente se il bullo ritiene che la vittima non risponda in modo da farsi valere.  Se la vittima lamenta questo disagio, l’altra persona risponde che sta solo scherzando e che non c’è bisogno che si arrabbi. Chi è portato a provocare verbalmente qualcuno prende di mira sempre le stesse persone e non si può più parlare di “scherzo” altrimenti lo farebbe con tutti. Da come suggerisce il versetto dei proverbi, dire di scherzare è sempre un modo per nascondere un disprezzo nei confronti di una determinata persona e col passare del tempo la cosa diventa sempre più palese, per il fatto che le battute sono sempre più pesanti e vessatorie. Abbiamo di fronte un fenomeno che tende ad progredire con il tempo se non si prendono provvedimenti per fermare il bullo. Un credente davanti a un fenomeno di bullismo non dovrebbe mettersi a ridere o stare a guardare, dovremo invece cercare di difenderlo. La vittima ne sarà riconoscente e questa potrà essere un’occasione per dare a lui la propria testimonianza.

ESSERE VITTIMA DI BULLISMO:

Secondo studi di settore l’essere, o l’essere stati vittime di bullismo ha una varie serie di conseguenze psicologiche negative. Possono presentarsi disturbi dell’umore, tendenza all’isolamento, calo dell’autostima, disturbi nel sonno o addirittura la comparsa di una serie di disturbi psicosomatici (ad es. mal di testa etc.) L’essere stati oggetto di bullismo è inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo di una serie di disturbi psichiatrici tra cui disturbi alimentari, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore e dismorfofobia (malattia mentale caratterizzata da un’attenzione ossessiva su un difetto percepito nell’aspetto). Da ciò che può provocare questo fenomeno si può affermare che si tratta di un male dei nostri tempi che purtroppo viene sottovalutato dalla società che non mette in campo misure sufficienti da arginare il fenomeno, specialmente se questi fenomeni accadono in ambito scolastico. Questi studi sono sempre svolti da un punto di vista laico e non distingue se la vittima è un non credente in Cristo  o non lo è, come se fosse del tutto indifferente. Vedremo che invece le differenze ci sono eccome: Per “credente”, lo ribadisco, si intende una persona che ha raggiunto una piena maturità spirituale e continua a proseguire un percorso verso la santità che durerà tutta la vita. Anche vero che è difficile che un giovane possa essere già a un livello spirituale ben progredito, ma non è nemmeno impossibile. Vediamo ora quali attitudini spirituali ha un credente che è sotto attacco da bullismo:

  • I NEMICI

Il vangelo parla anche dei “nemici” (Matteo 6,46). Non bisogna odiarli e desiderare vendetta o la loro rovina. Il vangelo parla di amare i nemici e pregare per loro. Vedi art: https://teofilo.cw.center/i-nemici/

  • IL PERDONO

Una vita di rancori non fa altro che rovinare se stessi. In vangelo Gesù insiste più volte nel valore del perdono nel caso cadiamo nella trappola di rimanere offesi. Vedi art: https://teofilo.cw.center/il-pentimento-e-il-perdono/

  • IL MALE RODE SESTESSO

Il credente, che vede il mondo dal punto di vista del vangelo, guarda chi commette bullismo non solo persone che fanno del male ad altre, ma soprattutto persone che fanno dal male a se stessi, distruggendosi da soli perché il peccato prima di tutto rovina chi lo commette infatti il salario del peccato è la morte (Romani 6,23). Questo permette di provare compassione verso i bulli e non rancore, evitando di offendersi di fronte alle prese in giro.

  • L’AUTOSTIMA

Per il cristiano l’autostima non deriva da quello che gli altri pensano o dicono di noi, specialmente se “gli altri” sono persone non credenti, privi di valori etici, ma deriva dalla consapevolezza di essere figli di Dio e appartenere alla chiesa di Cristo, quello che conta è quello che Dio pensa di noi, in base  al rapporto con Lui e alla nostra attitudine verso il mondo. Vedi art: AVERE SCARSA AUTOSTIMA – Amico di Dio e contro le fortezze del nemico (cw.center)

  • LA SAGGIA DIFESA

Se non ci si può difendere alla stessa maniera in cui il nemico ci attacca non significa che non ci si può difendere. Il cristiano dovrà rispondere con la sapienza che avrà imparato dalla scrittura o da ciò che ci suggerisce lo spirito santo nel nostro cuore. Prendendo Gesù come esempio: Davanti alle accuse dei farisei, rispose sempre a tono, in maniera chiara e decisa svergognando e zittendo i suoi avversarti.

  • LA GIUSTIZIA DI DIO

Il cristiano sa che se i bulli non dovessero pentirsi, il loro peccato rimane e dovranno rendere conto delle loro opere, quindi la giustizia di Dio prima o poi si abbatterà verso quelle persone perché chi tocca un figlio di Dio, tocca il suo occhio. Il cristiano quindi vive tranquillo perché ha fiducia nella giustizia divina. Il massimo auspicio rimane il pentimento dei bulli e non il desiderio di vederli puniti a meno che non possa essere un mezzo per farli arrivare al ravvedimento.

In base a questi punti è possibile affermare che essere credenti elimina tutti gli effetti psicologici negativi che normalmente una persona contrae per effetto degli atti di violenza da bullismo.

IL PERCHÈ DEL MALE NEL MONDO

Ci concentreremo ora su quella categoria di persone che quando li viene chiesto il motivo del loro ateismo, rispondono che secondo loro Dio non esiste perché se esistesse non ci sarebbe il male, le guerre, la violenza ecc … Se Dio ci fosse eviterebbe tutto questo. Quello che non tengono conto è il concetto di sovranità e controllo: Il controllo è esercitare il proprio potere per manipolare persone e circostanze, per forzare un esito desiderato. La sovranità è avere la proprietà di tutto, ma operare tramite autorità delegata offrendo alle persone scelte con conseguenze. Dio non è in controllo, è in sovranità. Noi siamo stati creati con il libero arbitro e siamo liberi se scegliere se stare con Dio o non stare con Lui, ma il non stare con Dio ha le sue tragiche conseguenze che possono essere appunto la corruzione, la violenza, le guerre, ecc… Dio offre delle scelte con conseguenze, non dice che ti manipolerà. Questa è vita e questa è morte, a te la scelta. Dio non sta controllando tutto il male, permettendo questo o quello. La sua volontà è che nessuno perisca. C’è un breve filmato che gira su you tube: Si vede una persona credente che va dal barbiere a tagliarsi i capelli; ma a differenza di lui il barbiere è ateo. Mentre gli taglia i capelli, osserva incuriosito il credente che passa tutto il tempo a leggere la Bibbia. Dopo aver finito il taglio, il barbiere dice al credente: << Sai io non credo in Dio; perché se esistesse, non ci sarebbe il male, le guerre, la violenza nel mondo >>. Il credente però non dice nulla, paga e se ne va. Ma appena fuori dalla porta vede un uomo con i capelli molto lunghi; lo chiama e lo invita a entrare dentro. Il credente e quest’uomo si ripresentano dal barbiere e il credente dice << Sai io non credo nei barbieri >> lui con una faccia stupita risponde << Come no?, io sono un barbiere >>. Il credente rispose << Io però non ci credo, perché vedi, se i barbieri esistessero non ci sarebbero in giro persone con i capelli lunghi >>. Il barbiere risponde << Alcune persone hanno i capelli lunghi perché non vengono da me >> Il credente rispose << adesso hai capito? Dio esiste, il fatto che c’è il male nel mondo è perché le persone non vanno da Lui >>. Il barbiere così annuì e gli diede ragione. Sappiamo che l’uomo è pieno di difetti e debolezze, anche tra i credenti può essere così, però se tutti avessero una sana fede in Dio, ci sarebbe sicuramente un mondo migliore.

CERCARE DIO

Come si fa ad essere sicuri dell’esistenza di Dio? Molte persone agnostiche sono circondati da famigli, amici, colleghi non credenti, ma nonostante tutto sentono ancora una pulce nell’orecchio e gli spinge a domandarsi se è proprio questa la verità, e sa Dio esistesse veramente? E se dopo la morte non fosse la fine di tuo? Come si trova la verità? Un persona in cerca di risposte potrebbe cercarli nei pareri di altri sia da uno schieramento a favore che contro finché si arrivi a capo di una conclusione definitiva, ma spesso questa non è il modo migliore per conoscere la verità. Certamente non si può arrivare a una conclusione obbiettiva senza fare ricerche eque. Non puoi ascoltare solo chi non crede, se vuoi fare una ricerca giusta dovresti ascoltare entrambi. Quindi prima di concludere che Dio non esiste bisognerebbe esprimere ogni dubbio e ogni domanda che può essere utile a capire le cose perché questo influenzerà l’intera tua vita. Ma già porsi delle domande è già un segno che Dio sta operando in qualche modo in quella persona. Da tener presente: Chi ha fede e vive secondo la parola di Dio nella sua pienezza ha pace nel suo cuore e se quindi anche se tutto quello che crede non fosse vero, che cosa si sarebbe perso nella vita? Assolutamente nulla, avrebbe comunque vissuto una vita felice nonostante anche alcune sofferenze. Invece un ateo che vive tutta una vita nel peccato e dopo la morte scopre che era tutto vero ciò che dice la Bibbia, cosa si perderebbe? Tutto quanto! Allora forse vale proprio la pena fare una profonda ricerca spirituale e scoprire se Dio esiste davvero. Il modo migliore per arrivare a una conclusione definitiva è iniziare un percorso di ricerca spirituale. Se Dio esiste lo saprai perché inizierai a percepire il suo amore e la sua pace. Cercare Dio però è una cosa seria. Molti anni fa in una discussione online su questa tematica, un’utente scrisse con spavalderia di aver sfidato Dio a farsi avanti in questo modo: Se esisti ti do 5 minuti di tempo per mostrarti a me; se lo farai allora crederò. Finiti i 5 minuti e vedendo che non successe nulla, si sentì più sicuro nel dire che non esiste nessun Dio. Ora, il Signore non va cercato in quel modo, se vuoi conoscerlo devi leggere la scrittura e vedrai scritto che se cerchi Dio con tutto il cuore lo troverai (Deuteronomio 7,29). Ci sono delle testimonianze di persone atee o agnostiche che hanno effettivamente cercato Dio in ogni modo possibile, con preghiere, lettura della parola e opere di carità e una piccola fede inizia a sorgere dal cuore, ma avevano ancora bisogno di qualcosa più forte affinché credessero veramente, un po’ come san Tommaso che diceva che non avrebbe creduto se non avesse visto Gesù risorto; ecco queste persone, Dio ha concesso una dimostrazione soprannaturale tramite una esperienza spirituale molto forte in modo che non potevano più negare l’evidenza dell’esistenza di Dio, come ad esempio sogni o visioni; ma è stato concesso solo per le persone che prima avevano preparato il terreno spirituale favorevole perché questo accada. È bene tenere presente che non bisogna andare per forza alla ricerca di queste cose per avere fede, infatti Gesù a Tommaso disse: Perché mi hai veduto, tu hai creduto, beati chi pur non avendo visto crederanno (Giovanni 20,29); perché più ti sarà dato e più ti sarà ridomandato. Se invece una persona vuole far di tutto per non credere, allora Dio lo accontenta rendendolo cieco spiritualmente; diventerà così ottuso che a volte neanche davanti all’evidenza riconosceranno l’operato del Signore (Isaia 6,9-10). Ho riscontrato dei casi di persone completamente atee e non avevano nessuna intenzione di cercare Dio, si sono trovate ad imbattersi in esperienze dove è presente il soprannaturale, ma non miracoli dove interviene Dio, bensì nel soprannaturale demoniaco. In una di queste testimonianze una famiglia va a vivere in una casa dove il proprietario precedente praticava riti occulti o esoterici; qualunque esorcista ti dirà che quei riti spalancano le porte al demonio; iniziano a verificarsi dei fenomeni strani in quella casa che diventano sempre più concreti, tanto che anche un ateo convintissimo, e per di più uno studioso di scienza, non può più negare l’evidenza davanti a questi fenomeni e arriva pure a rischiare di morire. Una volta che si arrende all’evidenza si vede costretto a chiamare un esorcista per risolvere il problema. Dopo di che inizia un cammino per la conversione. In questi casi decisamente più rari la ricerca di Dio è dovuta a una necessità di affrontare situazioni che sai che solo Dio può risolvere, quando si scopre la dimensione trascendentale anche se nella parte più oscura, in quel caso non si può più negare l’esistenza del divino.  

LA LEGGE DI MOSÈ

Un altro modo per attaccare chi la chiesa è quando viene fatto rilevare quanto la legge di Mosè contenuta nel Pentateuco sono presenti alcune prescrizioni troppo violente contro per esempio gli adulteri di cui era prevista la lapidazione e altre prescrizioni decisamente dure rapportate alla cultura occidentale moderna. L’obbiettivo è screditare le scritture nelle sue radici evidenziando la sua inadeguatezza di queste norme ai nostri tempi. I tratta di un tentativo vano: Il cristianesimo non è basato sulla leggere di Mosè e sui sacrifici animali, ma sugli insegnamenti di Cristo e il suo sacrificio sulla croce e la sua resurrezione. Già nell’antico testamento Geremia profetizzata una nuova alleanza tra Dio e gli uomini adempiuta come la venuta del Messia Gesù:

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore -, nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, (la legge di Mosè) benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo.  Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: “Conoscete il Signore”, perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato”.

Gesù dice chiaramente che non è venuto per abolire la legge di Mosè, ma per compierla in maniera perfetta. Quindi Cristo con il suo sacrificio sulla croce si è caricato da tutte le nostre iniquità per evitare che fosse l’uomo a subire la punizione e la maledizione per i peccati, così le punizioni che vengono afflitte nella legge di Mosè, Cristo le ha pienamente pagate per noi; questo lo si può leggere anche in Isaia 53,5:

 Egli è stato trafitto per le nostre colpe, schiacciato dalle  nostre iniquità; il castigo che ci da salvezza si è abbattuto su di lui, per le sue piaghe noi siamo stati guariti;

 Per questo motivo i cristiani non affliggono più le punizioni descritte nella legge di Mosè; ma si esorta invece a compiere atti di misericordia e perdono per chi commette peccato. Per questo che la teologia cristiana non è basata sulla legge di Mosè ma sulle parole di Gesù Cristo e la sua opera di resurrezione, così come è stato stabilito dal concilio di Gerusalemme, dove i nuovi credenti non dovevano osservare la legge di Mosè a eccezione di astenersi dai peccati di natura sessuale e dalla idolatria (Atti 15,1-32). Puntare sulla legge di Mosè per attaccare i cristiani di oggi deriva dal fatto che risulta assai difficile criticare gli insegnamenti di Gesù Cristo nel vangelo, dove si esaltano principi che non si possono associare a qualcosa di malvagio, ma solo insegnamenti che trasmettono un amore sublime e una purezza spirituale dimostrata anche coi i fatti.