LE ORIGINI DEGLI DEI PAGANI

Nel articoli precedenti abbiamo analizzato alcuni attributi di Dio, il Dio d’Israele, la sua unicità, trascendente ed eternità. Ora, inizieremo ad analizzare le identità di questi presunti “altri dèi” che gli altri popoli adoravano:

  1. ELEMENTI NATURALI

I popoli pagani identificavano gli elementi e i fenomeni naturali come divinità, questo anche a causa dell’ignoranza scientifica dell’epoca di spiegare questi fenomeni. Questa tipologia di culto ne parla la Bibbia in Sapienza 13,1-9.

Davvero vani per natura tutti gli uomini
che vivevano nell’ignoranza di Dio,
e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è,
né, esaminandone le opere, riconobbero l’artefice.
Ma o il fuoco o il vento o l’aria veloce,
la volta stellata o l’acqua impetuosa o le luci del cielo
essi considerarono come dèi
, reggitori del mondo.
Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi,pensino quanto è superiore il loro sovrano,
perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza.

In questo brano l’autore con ironia e sarcasmo parla della stoltezza di alcuni popoli nel adorare gli elementi naturali come il fuoco o il vento ed evidenza l’incapacità di questi popoli di riconoscere la loro qualità di creature e quindi dar gloria al creatore. Non a caso il Signore ha istruito il popolo di Israele, nel tempo dell’ignoranza con queste parole: Quando alzi gli occhi al cielo e vedi il sole, la luna, le stelle, tutto l’esercito del cielo, tu non sia trascinato a prostrarti davanti a quelle cose e a servirle (Deuteronomio 4,19). Era quindi considerato peccato adorare gli elementi naturali; lo ribadisce anche Deuteronomio 17,3: e che vada e serva altri dei e si prostri davanti a loro, davanti al sole o alla luna o a tutto l’esercito del cielo, contro il mio comando. Un altro riferimento lo troviamo anche in Giobbe 31,26-28: se vedendo il sole risplendere e la luna chiara avanzare, si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore e con la mano alla bocca ho mandato un bacio, anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale, perché avrei rinnegato Dio che sta in alto. Sta dicendo che se avesse riconosciuto come divinità elementi come il sole o la luna e per onorarli li avesse mandato un bacio, quello sarebbe già stato un peccato grave, perché trasgredirebbe il primo comandamento: Non avrai altro Dio all’infuori di me!  Per gli ebrei gli elementi naturali sono parte del creato che riflettono la gloria di Dio (Siracide 43).

2.     STATUE

I popoli pagani erano soliti adorare statue fatte di legno, argilla, pietra o metallo come divinità. Di questa tipologia ne parla la Bibbia in Sapienza 13:

Infelici anche coloro le cui speranze sono in cose morte
e che chiamarono dèi le opere di mani d’uomo,
oro e argento, lavorati con arte,
e immagini di animali,
oppure una pietra inutile, opera di mano antica.

Più avanti ironizza riguardo questi culti evidenziando la loro nullità nonostante vengano dati attributi divini, la stoltezza di chi li adora senza rendersi conto che stanno pregando qualcosa di inferiore a lui, che non è in grado nemmeno di stare i piedi da solo.


Provvede perché non cada,
ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé;
infatti è solo un’immagine e ha bisogno di aiuto.
Quando prega per i suoi beni, per le nozze e per i figli,
non si vergogna di parlare a quell’oggetto inanimato,
e per la sua salute invoca un essere debole,
per la sua vita prega una cosa morta,
per un aiuto supplica un essere inetto,
per il suo viaggio uno che non può usare i suoi piedi;
per un guadagno, un lavoro e un successo negli affari,
chiede abilità a uno che è il più inabile con le mani.

Ancora prima, nel Deuteronomio 4,28 troviamo lo stesso modo di vedere gli dèi adorati dalle altre popolazioni:

Là servirete a dèi fatti da mano d’uomo, di legno e di pietra, i quali non vedono, non mangiano, non odorano.

In Genesi 31 troviamo l’episodio di Giacobbe che decide di tornare in terra di Caanan con mogli, figli e bestiame dopo che è vissuto per molti anni a casa di Labano. Rachele una delle mogli, senza che Giacobbe sapesse niente, prima di partire ruba degli idoli che suo padre Labano adorava e le nasconde nei bagagli. Labano saputo della loro partenza senza avvisare partì anche lui per raggiungerli. Quando raggiunse Giacobbe gli fece questa domanda:

Perché hai rubato i miei dèi? O come è scritto letteralmente in ebraico, i miei ELOHIM?[1] Ecco, quelli erano gli dèi che i popoli pagani adoravano, solo delle ridicole statuette, grandi o piccole poco importa. Sicuramente non esseri in carne e ossa. A volte erano delle vere e proprie truffe. Alcune persone dopo aver costruito una statua si improvvisavano sacerdoti di quel presunto Dio di pietra, li costruivano un tempietto e convincevano le persone a portare cibi di tutti i tipi nel tempio. I “sacerdoti” passando da un entrata segreta portavano via tutto il cibo per poi dire che è stata la divinità a mangiare tutto. Questo caso lo troviamo in Daniele 14 dove il re di Media Astiage chiede a Daniele il motivo per cui non adorasse il dio Bel e lui rispose:  «Io non adoro idoli fatti da mani d’uomo, ma soltanto il Dio vivo che ha fatto il cielo e la terra e che ha potere su ogni essere vivente». «Non credi tu – aggiunse il re – che Bel sia un dio vivo? Non vedi quanto beve e mangia ogni giorno?». Rispose Daniele ridendo: «Non t’ingannare, o re: quell’idolo di dentro è d’argilla e di fuori è di bronzo e non ha mai mangiato né bevuto». Da qui parte la sfida di Daniele per smascherare la truffa dei sacerdoti. I pagani credevano che i loro dèi dipendessero dagli uomini per l’approvvigiamento del cibo. Portarono il cibo nel tempio, ma subito dopo Daniele fece cospargere di cenere il pavimento del tempio in presenza del re e chiuse la porta. Il giorno dopo videro che il cibo non c’era più, ma per terra erano presenti le orme di piedi dei sacerdoti che da un passaggio secondario erano venuti a portarsi via il cibo. Il re si vede costretto a riconosce che Daniele aveva ragione.

C’erano 2 tipi di statue; quelli a forma di animali o di uomini:

 STATUE DI ANIMALI

Nella Bibbia c’è una lista degli idoli da non adorare dove vengono citate statue di animali:  la figura di qualunque animale, la figura di un uccello che vola nei cieli, la figura di una bestia che striscia sul suolo, la figura di un pesce che vive nelle acque sotto la terra;  (Deuteronomio 4,17-18). Israele cade nel peccato di idolatria quando Mosè si assenta per un certo tempo e gli Israeliti fabbricano un vitello d’oro e lo adorano attribuendoli anche il merito della loro uscita dall’Egitto (Esodo 32). Questo episodio lo ricorda anche il salmo 106,19-20. Israele cade in questa idolatria anche durante la monarchia: In Ezechiele 8,9-10 Dio mostra al profeta come i sacerdoti del tempio in segreto adorassero anche  idoli di animali illudendosi del fatto che nessuno poteva venirlo a sapere.

STATUE DI UOMINI

Anche questi compaiono nella lista degli idoli da non adorare: perché non vi corrompiate e non vi facciate l’immagine scolpita di qualche idolo, la figura di maschio o femmina, (Deuteronomio 4,16). In Sapienza 14 l’autore parla dell’origine di questo tipo di idolatria:

Un padre, consumato da un lutto prematuro,
avendo fatto un’immagine del figlio così presto rapito,
onorò come un dio un uomo appena morto
e ai suoi subalterni ordinò misteri e riti d’iniziazione;
col passare del tempo l’empia usanza si consolidò
e fu osservata come una legge.

Nel primo caso deriva dalla morte prematura di un figlio di una persona di un certo rilievo che per consolarsi, fa costruire una statua in suo onore e i suoi devoti subalterni iniziano ad adorarlo come un dio.

Anche per ordine dei sovrani
le immagini scolpite venivano fatte oggetto di culto;
alcuni uomini, non potendo onorarli di persona perché distanti,
avendo riprodotto le sembianze lontane,
fecero un’immagine visibile del re venerato,
per adulare con zelo l’assente, come fosse presente.

Nel secondo caso troviamo i casi dove gli imperatori antichi si facevano adorare come degli dèi, si facevano costruire delle statue in loro onore e invitavano il popolo a prostrarsi e offrire sacrifici a questa statua. Un caso lo troviamo in Daniele 3 dove l’imperatore babilonese Nabucodonòsor invitò tutte le alte autorità delle province per adorare la statua eretta in suo onore. Daniele e i suoi compagni non si prostrarono come tutti gli altri al segnale degli strumenti musicali, vennero dunque segnalati da alcuni caldei che andarono dall’imperatore a dire che Daniele e i suoi compagni si erano rifiutai di adorare la sua statua. L’imperatore li fece chiamare e disse a loro che se si rifiutano di adorare i sui dèi e la sua statua li avrebbe gettati nella fornace ardente. Quelli risposero non avevano nessuna intenzione di adorare la sua statua e che il Dio d’Israele li avrebbe salvati dalla fornace adente. Così Nabucodonòsor pieno d’ira li fece legare e li gettò nella fornace aumentando il fuoco 7 volte. Era così forte il fuoco che i caldei che erano li vicino morirono bruciati. Nonostante Daniele e i suoi compagni  passarono tra le fiamme, Dio tramite un intervento angelico li salvò e passarono la fornace indenni. Nabucodonòsor si vide costretto riconoscere il Dio d’Israele e la sua onnipotenza in quanto nessuna altra “divinità” avrebbe potuto fare tutto questo.

Abbiamo anche fonti extrabibliche come il filosofo greco Evemero che sostenne che le divinità pagane avessero un origine umana, leader carismatici che dopo la loro morte vennero di fatto divinizzati, col passare delle generazioni questo pensiero venne ulteriormente radicalizzato, arrivando all’adorazione di una sua statua.

3.     DEMONI

Alcuni culti pagani erano di origine demoniaca,  la Bibbia in Baruc 4,7 parla delle influenze culturali pagate che Israele ha assorbito e questo comportò l’importazione di culti religiosi stranieri e quindi l’adorazione dei loro falsi dèi: Avete irritato il vostro creatore, sacrificando ai demoni e non a Dio. Un altro versetto simile lo troviamo in Deuteronomio 32,17. Anche nel nuovo testamento Paolo, grande conoscitore della storia e dei testi ebraici sapeva che dietro al culto degli idoli si poteva nascondere una presenza demoniaca: No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demoni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demoni; (Corinzi 10,20). Anche in questa tipologia di idolatria le persone adoravano le statue, ma a differenza di altri casi dove il culto è di derivazione umana, in questi casi sono di ispirazione demoniaca. In tutte le culture ci sono sempre stati i cosiddetti stregoni, il quale talvolta alcuni di loro erano in grado di stabilire un contatto con il mondo demoniaco tramite riti esoterici. Ancora oggi queste cose si possono fare, i satanisti lo sanno e le praticano, infatti vedremo più avanti che le opere e i riti che compivano queste popolazioni pagane nell’adorare questi culti idolatrici sono pressoché identiche a quelle dei satanisti moderni. Cambia solo la forma ma la sostanza è la stessa.

NOTA

La parola tradotta con “demoni” è SHEDIM שֵּׁדִים. Secondo Biglino non si tratta di demoni come la teologia asserisce: Corrisponderebbero agli shadu/shedu babilonesi che sono una sorta di intermediari tra gli ELOHIM e gli uomini. Nessuno studio dimostra questa correlazione tra le due parole dal punto di vista etimologico e presenza notevoli differenze di significato. Gli shadu erano considerati nella cultura babilonese dei soggetti buoni, protettori di edifici, come palazzi e templi con l’aspetto di una testa umana, corpo di leone e ali di uccello. Nelle città erano presenti numerose statue o incisioni nella tavole d’argilla diventando un simbolo mitologico della cultura babilonese. Nella cultura ebraica biblica non troviamo in nessun modo delle entità non umane che fanno da intermediari a Dio. Questo compito è dato dai profeti come Mosè, Samuele, Isaia ecc.. La radice dalla parola SHEDIM riconduce al significato di diverse parole: Disastro, catastrofe, calamità, sinistro, piaga, devastazione, desolazione e violenza. Si tratta dunque di entità chiaramente negative, portatrici di sventure. Secondo le credenze ebraiche erano dispettosi e malvagi, rovinavano i raccolti, generavano tempeste violente ecc …  Non erano affatto considerati divinità da nessuno, provenivano dagli inferi come infatti viene indicato in Deuteronomio 32,17:  Hanno sacrificato a dèmoni (SHEDIM) che non sono Dio (ELOHA). Secondo a quanto emerge dalla grammatica e dalle credenze popolari documentate si può essere certi che la traduzione di SHEDIM con “demoni” è più che corretta. Alcuni antichi ebrei come usanza rendevano culto anche a questi demoni forse perché pensavano che potessero evitare delle sventure. Mosè e altri profeti vietano fermamente queste pratiche. La Bibbia ci parla anche di altre entità demoniache chiamati Satiri, in ebraico: SA’IRIM שְּׂעִירִם. Se ne parla in levitico 17,7, Isaia 13,21 e 2cronache 11,5 secondo le credenze se le immaginavano pelosi e danzanti nel deserto.


[1] In ebraico biblico i pronomi possessivi sono dei suffissi che vengono applicati al sostantivo di riferimento. Talvolta il sostantivo in presenza dei suffissi subisce delle variazioni di sintassi

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