FARSI UN ESAME DI COSCIENZA

Le persone tendono sempre ad apparire il meglio possibile, curando il proprio aspetto o essere in buona forma fisica. Tutte queste cose non sono negative, anzi aiutano a migliorare la propria autostima e le prospettive future. L’errore comune è però limitarsi solo all’apparenza e trascurare completamente di curare il carattere; questa mentalità tipica di chi non conosce Dio; è dovuta al pensiero che le persone giudicano  l’apparenza, possono guardare cosa c’è fuori, ma quello che è dentro al nostro cuore possiamo vederlo solo noi. Invece non siamo solo noi a vedere il nostro cuore, ma anche Dio lo vede e ti giudicherà in base a quello. C’è un breve episodio nella Bibbia: Samuele viene mandato alla casa di Isse a ungere quello che sarebbe stato il re di Israele e gli viene presentato un giovanotto grande e grosso e pensa: << Di certo sarà lui quello che Dio ha scelto>> Ma Dio gli disse: Non è lui che ho scelto! Non fermarti alle apparenze, io guardo al cuore delle persone (1Samuele 16,7). Il cuore è infatti più importante del nostro aspetto fisico e non bisogna trascurarlo. Non bisogna rassegnarsi a dire “sono fatto così” ma cercare di ridurre i propri difetti e valorizzare i nostri pregi, questo è quello che fa una persona di senno. Per far questo è utile qualche volta fare un esame di coscienza per capire quali sono quei comportamenti che non sono conformi con la parola di Dio e chiedere a lui di poterli eliminare. Fare anche un analisi sul bene che avremo potuto fare e non l’abbiamo fatto e tutto questo ha lo scopo di rendendoci sempre più persone giuste e degne di essere chiamate cristiani. Davide pregò Dio affinché lo aiutò a capire cosa c’era ancora che non andava in lui e come migliorarsi: Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore, provami e conosci i miei pensieri; vedi se percorro una via di dolore e guidami per una via di eternità (Salmo 139,23-24).  È bene ricordare che l’analisi va fatta in basa al nostro rapporto con Dio, con noi stessi e con il prossimo; sempre tutto alla luce della parola di Dio che uno specchio che ti mostra sempre la condizione dell’animo. Fate dunque le seguenti domande sul rapporto con Dio: Mi rivolgo a Dio solo nel bisogno? Comincio e chiudo la giornata con la preghiera? Mi sono vergognato di dimostrarmi cristiano? Cosa faccio per crescere spiritualmente? Come? Quando? Mi ribello davanti ai disegni di Dio? Pretendo che egli compia la mia volontà? Un errore molto comune è quello di cercare di forzare Dio a fare la nostra volontà ed assecondare i nostri capricci, quando la preghiera ha invece lo scopo di fare la sua volontà e scoprire il piano di Dio nella nostra vita e che si possa realizzare con il suo aiuto; perché è quella la strada per essere realizzati, chi invece cerca di scappare dal piano di Dio farà una vita frustrata e travagliata. Le domande sul rapporto con noi stessi potrebbero essere: Sono un po’ mondano e un po’ credente? Esagero nel mangiare cibo spazzatura, bere alcool, fumare, divertirmi in maniera immorale? Come uso il mio tempo? Dedico tempo per Dio? Sono pigro? Voglio essere servito? Amo e coltivo la purezza di cuore, di pensieri e di azioni? Medito vendette, nutro rancori? Sono mite, umile, costruttore di pace? Il nostro corpo è il tempio del Signore e dobbiamo rispettarlo e amarlo come un suo dono. Infine per il rapporto con il prossimo ci possono essere queste domande: So perdonare, compatire, aiutare il prossimo? Ho calunniato, rubato, disprezzato i piccoli e gli indifesi? Sono invidioso, collerico, parziale? Ho cura dei poveri e dei malati? Mi vergogno della carne di mio fratello, della mia sorella? Sono onesto e giusto con tutti o faccio preferenze su chi è bello o brutto o chi è ricco e povero? Ho istigato altri a fare il male? Osservo la morale coniugale e familiare insegnata dal Vangelo? Come vivo le responsabilità educative verso i figli? Onoro e rispetto i miei genitori? Ho rifiutato la vita appena concepita? Ho spento il dono della vita? Ho aiutato a farlo? Rispetto l’ambiente? La parte più importante è il rapporto con Dio, perché se abbiamo un buon rapporto con lui basato sull’amore, allora fare il resto diventerà una cosa naturale perché sarà Dio ha cambiare gradualmente la nostra natura; da una natura corrotta a una natura santa. La legge di Dio sarà scritta nel nostro cuore. Se invece si cerca di migliorare il rapporto con il prossimo senza migliorare prima il rapporto con Dio non avremo molto successo perché il nostro livello spirituale rimarrebbe sempre lo stesso e la nostra natura corrotta sarebbe invariata. Il salmista questo lo aveva capito bene scrivendo: O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo (Salmo 51,10). Anche nel Vangelo c’è un riferimento a questo, quando Gesù sul sermone del monte disse: << Beati i puri di cuore perché vedranno Dio >> ( Matteo 5,8). In altre parole, guardando le cose a modo di Dio, il credente deve comportarsi di conseguenza. Se desideri che Dio ti faccia prosperare, metti a posto il tuo cuore. Se vuoi essere amato dagli altri, ama il prossimo. Se vuoi ricevere amore dallo tu agli altri, e gli altri te lo daranno a te, si raccoglie ciò che si semina. Molti però sbagliano a farsi amare dagli altri senza la guida del Signore, perché a volte le persone con cui vuoi istaurare una relazione di amicizia ti fanno capire che per piacergli devi fare cose contrarie a Dio. Ma se cercherai di fare questo non è detto che riceverai l’amore che ti aspetti, sarà invece controproducente e ti porterà a dire: << io amo gli altri ma chi ama me? Tanto vale è pensare solo a me stesso >>. Tutto ciò arriva dal diavolo. Se qualcuno ti fa capire che per farti amare da loro devi fare qualcosa di peccaminoso, non farlo assolutamente, porterà solo a brutte conseguenze.

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