LA FEDELTÁ

  • (la sapienza ti proteggerà) dalla donna altrui, dalle parole seducenti della donna sconosciuta. Non desiderare in cuor tuo la sua bellezza, non lasciarti adescare dai suoi sguardi (PR 6,24-25)
  • Tieni lontano da lei (la fornicatrice) il tuo cammino e non avvicinarti alla porta della sua casa (PR 5,8)
  • Il tuo cuore non si volga verso le sue vie, (la fornicatrice)  non vagare per i suoi sentieri, perché molti ne ha fatto cadere trafitti ed erano vigorose tutte le sue vittime (PR 7,25-26)

La fedeltà è fondamentale alla stabilità in un rapporto tra marito e moglie o tra fidanzati. Molte persone non credenti sono deboli sotto questo punto di vista e hanno un indole a tradire il proprio partner, il motivo principale è che sono schiave dalle passioni della carne e non hanno mai imparato a dominarle oppure è possibile che vogliano alimentare il proprio ego riuscendo ad avere rapporti con più donne/uomini. Sentono tanto dire in giro che uno ha tradito l’altro quasi come se fosse una cosa normale e si fanno prendere da questa corrente di pensiero, che in fondo non è poi così grave. Invece non è così!  È un grave peccato l’infedeltà e non è da sottovalutare, può portare a conseguenze devastanti nel rapporto tra uomo e donna, come può essere la separazione e i danni materiali, psicologici e spirituali. Nel capitolo 7 del libro dei proverbi, di cui ho riportato solamente un versetto, c’è un breve racconto di un giovane che esce di casa verso sera e incontra una bella fanciulla vestita in maniera decisamente provocante che lo afferra per il braccio e con insistenza cerca di convincerlo ad avere un rapporto con lei, dicendo che suo marito è partito per un lungo viaggio e ha la casa libera, con il letto comodo e profumato e lo invita a passare la notte con lei. Il giovane senza pensarci troppo accetta. Tutto questo è raccontato come un esempio da non seguire. Ci sono anche persone, sempre non credenti che desiderano e riescono a rimanere fedeli al proprio partner; finché il rapporto tra loro va tutto bene, ma quando si verificano dei problemi è subentra un periodo di debolezza allora anche se si è partito con l’idea di non tradire si rischia invece di cadere nel peccato se c’è né l’occasione. Potrebbe trattarsi solo di una scappatella, o una piccola vedetta. A volte anche solo il sospetto che l’altro partner potrebbe aver tradito fa scattare la voglia di avere un flirt con qualcun altro/a. Un altro motivo può essere il sentirsi trascurati dal compagno o compagna e questo può portare a cercare l’amore altrove, o semplicemente con il passare del tempo non si trova più il proprio partner attraente rispetto a una volta, si cerca quindi un modo per sopperire a una insoddisfazione sessuale. La maggior parte di uomini che vanno a prostitute sono sposati, ma poiché sono dominati dalle passioni carnali, sono sempre in cerca di qualche donna che possa soddisfarlo meglio di come farebbe sua moglie. L’infedeltà si verifica anche perché si è lasciato spazio al diavolo nel nostro cuore. Questo potrebbe essere anche il caso della pornografia. Gli uomini pensando di non fare nulla di male passando molto tempo nel visualizzare queste cose; ma con il tempo è possibile che ci si affeziona a una certa fisicità femminile o un certo colore di capelli, ma non è detto che l’uomo in questione si fidanzi o si sposi con quel tipo di ragazza di cui ci si concentrava nel guardare materiale pornografico e c’è il rischio di incontrare in futuro proprio una donna simile a quei gusti. In quel caso l’uomo perderà la testa è il tradimento sarà molto probabile. Non bisogna quindi lasciare entrare satana nella nostra mente e sviluppare cattive abitudini perché possono produrre solo guai. Ogni volta che la persona atea, priva di sapienza tradirà cercherà una giustificazione, dando magari la colpa al proprio partner o all’amante, dicendo che è stato provocato e indotto a tradirlo; come se fosse impossibile poter dire di no. Ma non può esserci niente di giusto in quello, sono solo delle scuse, la verità è che essendo privo di fede e schiavo della carne lo ha portato a compiere quel gesto e chi compirà queste opere non erediterà il regno di Dio. Ora, come dovremo però comportarci se un nostro amico che abbiamo sempre ritenuto una brava persona venisse a dirci: Guarda, non avrei mai pensato che succedesse a me; ma ho una relazione extraconiugale e non so cosa fare. Che cosa bisognerebbe rispondergli in un caso come questo? Sappiamo che nel Vangelo Gesù dice: Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te. Ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il corpo vada a finire nella geenna.  (Matteo 5,30).Quello che intende non è ovviamente un invito a mutilarci, ma a tagliare le cose che fanno parte della nostra vita e ci portano a compiere peccato. Quindi bisognerebbe rispondere: << taglia tutto! >>. Lui ribatterà dicendo: ma non so …<< No, taglia tutto! >>. Se andassimo dal medico perché sentiamo che da qualche parte del nostro corpo c’è un nodulo; e lui rispondesse: <<Beh, ci potrebbe essere un tumore; bisognerebbe fare una biopsia; però tutto ciò è doloroso, così anche l’operazione per toglierlo, se ci fosse farebbe male dopo; forse è meglio che prendi un antidolorifico così non lo senti più e ti dimentichi di averlo>>. Davanti a questa risposta penseremo che il medico che abbiamo davanti sia incompetente. Ora, il tumore è un male carnale, ma l’infedeltà, un male spirituale, ma va trattata allo stesso modo. Troncare il rapporto con questa persona con cui si tradisce, può far male all’inizio ma se si rimane in quella condizione, è molto peggio e le conseguenze si faranno sentire nel tempo. La fedeltà di un credente, ricco di sapienza e timor di Dio sarà sempre presente e costante, in quanto esso avrà come uno scudo spirituale contro tutte correnti di pensiero malvagie che arrivano dal mondo; chi è un vero credente, infatti ha gli stessi sentimenti di Gesù Cristo (Filippesi 2,5). La fede e il suo timor di Dio di una persona è garanzia di fedeltà, anche nei momenti più difficili non si farà imbambolare da un’altra ragazza e non ne desidera nessuna in cuor suo. Ha uno scudo davanti a queste cose perché la persona di Dio agisce e pensa secondo lo Spirito Santo e non secondo la carne. Se si ha una vita di preghiera e di fede, non si cederà alle lusinghe, alla persuasione o alla seduzione di qualcun’altra/o. Dio non permette che siamo tentati più di quanto non possiamo resistere e il Signore ci darà tutte le armi per resistere al male. Un versetto del libro dei proverbi ci mette in guardia dal evitare perfino la tentazione per evitare di entrare in un terreno pericoloso. Se ad esempio siete fidanzati e una ragazza/o  vi chiede il numero e intuite che non è per amicizia è meglio evitare di darle il numero; come anche se vi chiede un passaggio in macchina e intuite che non ha veramente bisogno di un passaggio, ma è soltanto una scusa per passare del tempo da solo con te, oppure se si riceve la proposta di ballare insieme … Tutte questi esempi non sono tradimenti, ma può portare ad avere una tentazione ed è sempre meglio evitarle. Questo vale per tutti i tipi di tentazioni, se riusciamo a non avvicinarci neanche è meglio. Nel Vangelo Pietro ha rinnegato tre volte Gesù perché in quel momento si trovava nel cortile del sommo sacerdote, pieno di persone ostili a Gesù, e per sua scelta è andato li; in un terreno molto pericoloso. Se fosse stato da solo non avrebbe potuto rinnegare Gesù. Così anche noi dobbiamo evitare di entrare in un terreno pericoloso. Se si vuole entrare è possibile che una parte di te desidera quella persona. Lo standard morale di un cristiano dovrebbe essere come dice il Vangelo: Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore (Matteo 5,27). Quindi anche tradire con il pensiero è già tradimento davanti a Dio. Questo standard morale è molto alto e chi non è credente è difficile che lo possa avere anche nei momenti difficili. Ora, chi non è credente infatti cerca sempre di abbassare il proprio standard morale. Si può anche arrivare a dire. <<Dai vieni a letto con me, stai tranquillo non stai per tradire tua moglie; ci divertiremo solo un po’ insieme poi potrai tornare da lei, mica ti chiedo di lasciarla, voglio solo divertirmi con te>>. Purtroppo molte persone arrivano molto in basso con la loro moralità. Ci potranno essere anche dei casi dove nonostante si cerca di evitare in ogni modo di entrare in un terreno pericoloso per non cadere in nessuna tentazione; ci si troverà ad essere tentati in maniera forzata e involontaria. Un esempio lo troviamo nell’antico testamento dove Giuseppe, figlio di Giacobbe si trova in Egitto al servizio di Potifàr. Questo egiziano, che era il comandante delle guardie del faraone ha una giovane moglie molto avvenente che nei momenti che il marito è assente prova in continuazione a sedurre Giuseppe, dando sempre del suo meglio, ma nonostante tutto lui non cede di un millimetro. Un giorno si trovarono da soli in casa e lei lo afferrò per la veste per forzarlo ad andare a letto con lei. Giuseppe però piuttosto di cedere preferì slacciarsi la veste e scappare via nudo, lasciando così la moglie di Potifàr con la veste di Giuseppe in mano. Successivamente lei si arrabbiò molto per il fatto che vedendosi rifiutata in questo modo ha minato del suo orgoglio e questo ha generato odio nei suoi confronti. Chi volesse sapere come va a finire potrà leggersi da Genesi 39,11 in poi. Questo episodio viene sempre ripreso come dimostrazione che anche in questi casi non è impossibile cedere alle tentazioni anche di fronte a pressioni. Come ci si deve comportare se invece subiamo una infedeltà? Bisogna distinguere due scenari: Se il partner che ha tradito si dimostra addolorato e pentito bisogna aprire le porte al perdono, anche se può sembrare difficile con l’aiuto di Dio ogni cosa è possibile. Se invece non mostra alcun pentimento, ma al contrario ha intenzione di continuare a frequentare un’altra persona, allora il partner che ha subito il tradimento ne prenderà atto;  potrà lasciarlo e se sposati divorziare senza entrare in alcun modo in peccato.

LA DONNA

  • Un anello d’oro al naso di un maiale, tale è la donna bella ma senza cervello (PR 11,22)
  • Illusorio è il fascino e fugace della bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare (PR 31,30)
  • Una donna forte è la corona del marito, ma quella svergognata è come carie per le sua ossa (PR 12,4)
  • Chi trova un moglie trova una fortuna ottiene il favore del Signore (PR 18,22)
  • La casa e il patrimonio si ereditano dal padre, ma una moglie assennata è un dono di Dio (PR 19,14)

Della donna si parla già nel libro della Genesi, dove sta scritto che ella fu creata per vivere con l’uomo e tra loro sarebbero stati una sola carne. Se un’unione tra l’uomo e la donna è fondata sull’amore ed è consacrata al Signore, questo è cosa buona è giusta e la complementarietà sessuale con l’uomo, rende la coppia più simile a Dio (Genesi 1,26), rispetto che rimanere persone singole. La donna viene celebrata nei libri sapienziali come tesoro prezioso, ma anche rimproverata se è viziosa. L’uomo la deve rispettare e amare in maniera sublime, ma tener presente che può essere pericolosa se incita al peccato, per questo è consigliabile avere un donna saggia al fianco dell’uomo in quanto essa può avere una certa influenza sull’uomo, può incantarlo con un sorriso, ma distruggerlo con una parola. L’uomo deve trattare la donna come un dono di Dio, proteggendola come un vaso prezioso e dedicarsi al rapporto reciproco e trattandosi sempre con bontà e tolleranza. Le qualità della donna che la Bibbia esalta di più sono proprio la sapienza, la bontà, il senso di giustizia, e queste sono le qualità da tener conto maggiormente; anche la bellezza fisica può avere la sua importanza, infatti, anche quella è un dono di Dio che la donna non deve usare per compiere peccati. Nei personaggi biblici femminili viene sempre esaltata la bellezza in particolare Rebecca (moglie di Isacco), Ester e Giuditta (di cui sono dedicati dei libri nella Bibbia che portano il loro nome), ma è da tener conto che una donna per quanto bella è una qualità che non può durare per sempre e prima o poi svanisce e se vengono scelte donne solo con quella qualità si rimarrà molto delusi, frustrati e insoddisfatti con le conseguenze che questo può comportare. La saggezza invece è una qualità che rimane per tutta la vita e se si è al fianco una donna così porta gioia e felicità nella coppia, al contrario una donna empia crea solo problemi nella vita e il matrimonio diventa una tortura. Trovare moglie è considerata una benedizione. Il matrimonio costituisce un impegno e un vincolo notevole e l’uomo stolto preferisce fuggirlo, credendo così di essere libero (Matteo 19,10). Poi magari ci finisce dentro perché costretto dagli eventi  come l’età o la necessità e spesso non riesce a farlo funzionare perché non ha mai creduto nell’importanza di questo legame. L’uomo saggio, invece, cerca la donna che diventerà sua moglie, perché con essa sa di essere benedetto da Dio. Gesù durante la sua vita esalta la fede delle donne (La donna con le perdite di sangue MT 9,20-22) le accoglie e ne accetta i servizi, e per sua volontà sono le prime testimoni della sua resurrezione. Da notare anche che Gesù esalta la fede di una donna a cananea quando ai suoi discepoli fino a quel momento aveva sempre rimproverato la loro scarsa fede. Gesù esalta l’amore profondo che una donna ha per Lui nel passo dove viene rotto un vaso profumato costoso per ungerli i piedi (MT 26,6-16). Dio consacra la dignità della donna facendo nascere Gesù da Maria, che viene proposta come esempio di ubbidienza a Dio. Le donne dovrebbero essere grate al cristianesimo per aver elevato il loro livello nella società. Prima dell’avvento del cristianesimo le donne venivano considerate inferiori all’uomo e messe in un livello sociale molto basso; ma già nel primo secolo dopo Cristo c’erano già molte donne che predicavano la parola, avevano carismi come la profezia e avevano anche un ruolo chiave nella chiesa. Da questo periodo che lentamente la donna acquista la dignità che meritava al pari dell’uomo e anche oggi dove si è diffuso il Vangelo le donne, anche se non credenti godono di questa parità di dignità, infatti noi tutti siamo uno con Cristo. Nelle società dove invece il cristianesimo non si è diffuso ci sono dei problemi dal punto di vista del diritti delle donne. In molti paesi islamici la donna è ancora sottomessa all’uomo, in India le donne sono considerate un costo; quando nasce un figlio maschio festeggiano, diversamente da come accade se nasce una bambina, in quel caso non festeggiano per nulla. Nell’ateismo occidentale c’è di nuovo una perdita parziale della dignità della donna, dove spesso viene vista come un mezzo per soddisfare i propri piaceri carnali e alimentare il proprio egoismo a differenza del credente che vede la donna come una persona da amare e rendere felice.

GIUDICARE LE PERSONE

Gesù nel Vangelo, mette in guardia dal giudicare il prossimo, sta scritto, infatti: Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con la quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi ( Matteo 7,1-2). Quello che vuole dire è di evitare di avere uno spirito critico nei confronti del prossimo: Giudicare e criticare ogni cosa che pensiamo che gli altri sbaglino. Questo atteggiamento ci porta a essere mal visti dagli altri e a forza di criticare c’è il rischio che ci possiamo sentire superiori e questo apre le porte alla superbia o a una religiosità senza amore. Infatti, penso che uno dei motivi che porta molte persone lontani dalla chiesa è il fatto che si sentono giudicati da essa. Sentono come se qualcuno gli punta il dito contro dicendo che sono dei peccatori. Se una persona si sente giudicata e messa sotto accusa da un rappresentante della chiesa o da qualcuno che si dichiara credente genera disprezzo e repulsione nei confronti del Vangelo, crescendo lontano dalla parola di Dio e cercando talvolta di far allontanare altri dalla chiesa. Quindi chi ha una posizione di autorità ecclesiale, deve far attenzione come spiega la parola di Dio, e che le loro prediche non siano come quelle dei farisei al tempo di Gesù.  Davanti a un peccatore non bisogna puntare il dito del giudizio, ma spiegare quanto Dio ci ami e vuole avere un rapporto personale con ognuno di noi in modo che possa rilasciare le sue benedizioni. Gesù, davanti ai peccatori, non ha mai avuto un atteggiamento di giudizio del tipo: << Sei un peccatore, andrai all’inferno >>; lo si può vedere ad esempio nell’episodio della donna samaritana o quello di Zaccheo il pubblicano. In particolare in un episodio del Vangelo di Giovanni, i farisei portarono a Gesù una donna presa in fragrante adulterio e gli chiesero se è giusto lapidarla dal momento che la legge di Mosè punisce cosi le adultere. Questo è un tipico caso dove tentano di ingannare Gesù, se avesse detto di non condannarla i farisei avrebbero avuto un motivo per dire che Gesù era contro Mosè, ma se l‘avesse condannata avrebbero avuto motivo di denunciarlo alle autorità romane; non si poteva infatti mettere a morte qualcuno senza il loro consenso. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra e in seguito disse: Chi è senza peccato scagli la prima pietra (Giovanni 8,7). Non si sa che cosa abbia scritto per terra, ma si può dedurre che scrisse i peccati di coloro che erano li a giudicare quell’adultera, per ricordagli che anche loro avevano peccato e non avevano diritto di giudicare questa donna peccatrice. Infatti se ne andarono tutti partendo dai più anziani. Solo Gesù che era senza peccato avrebbe avuto il diritto di giudicarla; ma lui non la condannò perché Gesù non venne sulla terra per giudicare l’uomo, ma per salvarlo per mezzo del suo sangue. Infatti la perdonò e la invitò a non peccare più.  Così questo che sia anche un monito per noi: Non guardare i difetti degli altri, ma tendere invece a guardare i nostri. Di certo tutti sbagliano ma anche noi non siamo perfetti quindi tutti, noi compresi abbiamo bisogno della misericordia di Dio. È necessario avere sempre un atteggiamento umile senza criticare e vedere solo gli sbagli degli altri.

DI FRONTE A CHI HA SBAGLIATO:

A volte ci permettiamo di giudicare qualcuno che ha sbagliato quando anche noi facciamo gli stessi sbagli, ma giudicando ci condanniamo da soli perché sappiamo che è sbagliato e lo facciamo lo stesso, in questo caso la responsabilità è più grande. In altri casi dove qualcuno sbaglia in maniera grave, facendo ad esempio un atto di violenza è facile giudicare quella persona e guardarla male, quando più di tutti gli altri queste persone hanno bisogno dell’amore di Dio per salvarsi dalle tenebre che offuscano la loro vita ed è sbagliato pensare che sono irrecuperabili perché Dio può prendere una persona che è un completo disastro, cambiare il suo cuore attraverso la sua potenza e farne un figlio di Dio. Non possiamo sapere la loro storia e come mai sono arrivati a commettere cose gravi e se un giorno si convertiranno per questo non possiamo giudicare nessuno, solo Dio a suo tempo e a suo modo giudicherà tutti. Uno solo è il legislatore e giudice, Colui che può salvare e mandare in rovina; ma chi sei ti, che giudichi il prossimo? (Giacomo 4,12). Se volessimo aiutare una di queste persone che ha sbagliato dovremo cercare in modo di scoprire qual è l’origine del suo male e pregare intercedendo per quella persona. È importante però fare le preghiere dirette alla radice del problema, nel caso che si prega per qualcuno. Questo è un errore che fanno in molti, ovvero pregare per il sintomo e non a quello che causa il problema. Vi piacerebbe avere un medico che al posto di curare la malattia, cura solo i sintomi? Del tipo: <<Dottore, ho sempre dolore qua, in questo punto>>. <<Allora ti prescrivo un antidolorifico>>. Poi ritorni dicendo: <<Questo antidolorifico non fa più niente>>. <<Allora te ne  prescrivo un altro più potente>>. Magari c’è un tumore che cresce e va in metastasi, e il medico si preoccupa solo di non farti sentire dolore. Così anche noi, se ad esempio un amico inizia a drogarsi pesantemente, e preghiamo il Signore che la smetta di drogarsi. Anche se ci esaudisse sarebbe comunque un peccatore sobrio, ma pur sempre un peccatore e lontano da Dio. Come anche quando una persona è violenta e arrogante e preghiamo il Signore che la smetta di comportarsi così. Bisogna sapere che ogni manifestazione negativa di una persona è solo un sintomo della malattia spirituale che ha nel cuore; potrebbe essere un trauma, o delle violenze in famiglia che ha subito, può essere che soffre di depressione, frustrato da qualcosa o il senso di colpa che sfocia in vergogna di se stessi.  Tutti i dolori nascosti che una persona porta con se non è possibile coprirli, in qualche modo vengono a galla, nel comportamento possono manifestarsi con azioni violente o squilibri comportamentali. I sensi di colpa  in particolare possono generare dei modelli di comportamento nevrotico derivati dal desiderio del subconscio di essere puniti. So di avere sbagliato, ho questo senso di colpa e desidero essere punito. Ma sono troppo cresciuto ormai e nessuno è qui vicino pronto a liberarmi dal mio complesso di colpa. E così avvio un qualche strano modello comportamentale, un tipo di modello comportamentale antisociale che fa sì che la gente inizi a chiedersi: “Qual è il suo problema? Com’è antipatico”. E io la sento dire queste cose e penso: “Ah, certo. Ora sarò punito”. E questo mi dà la sensazione di sollievo dalla colpa. In un modo o nell’altro, la colpa riemerge. La colpa verrà fuori. Bisogna quindi capire prima qual è l’origine del problema e appena  scovato dobbiamo fare il possibile per risolverlo alla radice. Potrebbero anche bastare poche parole ispirate dallo Spirito Santo da parte di una persona saggia e ricca di sapienza che accompagnerà la persona bisognosa ad edificare la fede in Gesù Cristo dicendo che solo lui può distruggere ogni senso di colpa e ogni dolore nascosto nel proprio cuore se lo si cerca spiritualmente ottenendo la salvezza e il perdono dei peccati. Alcune persone testimoniano con la propria vita che è così. Gesù cura le ferire morali e ti guarisce dalla depressione o da ogni cosa che ti opprime il cuore. Se qualcuno ha commesso delle malvagità e si è pentito, ma sente il peso del senso di colpa, allora può chiedere perdono a Dio, perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono; quanto dista l’oriente dall’occidente, così egli allontana da noi le nostre colpe (Salmo 102,11-12). Questo è quello che un credente deve puntare nei confronti delle persone problematiche, e questo che porta a cambiare in positivo ed a eliminare la radice del male di chi ha un vuoto interiore, o è depresso e frustrato da qualcosa. Con la conversione infatti si prenderà la strada giusta per eliminare la radice di ogni male, di conseguenza anche gli atteggiamenti negativi spariranno. È importante anche pregare contro quello che genera il comportamento negativo; come Gesù maledisse il fico, ed egli seccò immediatamente; anche noi se preghiamo contro la radice del male, questa dovrà essere distrutta. Non giudicare mai nessuno, piuttosto cerca di aiutare quella persona a mettersi nella retta via.

DIO CORREGGE CHI GIUDICA:

 Anche i credenti non sono immuni nel giudicare il prossimo. Se qualcuno ha sbagliato c’è chi dice: << Io non avrei fatto quell’errore, è stato uno sciocco a commettere quell’azione, io non avrei mai ceduto >>; si può anche arrivare a dire: << Se fossi Dio certamente lo punirei, gli farei questo e quest’altro >> in questo modo si giudica il prossimo dimostrando così di essere orgogliosi e presuntuosi. Quando giudichi qualcuno in questo modo e gli punti il dico contro, il Signore nello stesso istante sta puntando anche lui il dito contro di te. Se un credente riesce ad astenersi dal peccato non è per la sua propria bravura, infatti non per potenza né con la forza, ma è con il mio spirito, dice il Signore  ( Zaccaria 4,6) che da la grazia di riuscire a non peccare, per questo che qualunque credente non si può vantare della sua bontà, ma deve dire solo grazie a Dio se riesce a non cadere in tentazione, perché è il Signore che da la forza per farlo. Ma se il Signore ritirasse anche solo un po’ di quella grazia, inizierebbe a peccare come qualunque peccatore. Così può capitare a volte che un credente inizia ad avere un atteggiamento di giudizio verso qualcuno,  e in questi casi che il Signore per correggerlo ritira un po’ della sua grazia in lui con il risultato che peccherà anche di più della persona che ha giudicato. Tutto questo è solo per correggere il credente affinché si avvicini sempre più alla santità ed eviti di essere presuntuoso. Per questo motivo permette che cadiamo nel peccato per insegnarci a non giudicare e che la grazia arriva solo da Dio. Un giorno però ci potrà essere qualcuno che ci chiederà un parere su un suo comportamento, allora in quel caso è giusto poter esprimere la propria opinione in base alla parola di Dio e se quel modo di fare è giusto o no, in quel caso è stato chiesto un parere quindi non è giudicare ma è consigliare o confrontarsi. Il giusto deve far capire che solo con un atteggiamento secondo la parola di Dio, il problema si risolve.

NON GIUDICARE SECONDO ALLE APPARENZE

Un’altra situazione può essere quella di trovarsi davanti a una persona che parla in maniera negativa nei confronti di qualcuno in particolare. Nella maggior parte dei casi quando una persona parla a lungo male di un’altra, è perché queste due persone hanno spesso litigi o tensioni molto accesi o semplicemente la prende in giro per comportamenti che quella persona ritiene stupide. L’obiettivo di parlare con te è quello di farti pensare male di quella persona e quindi cercando degli alleati, si sente più forte e sicuro delle sue ragioni e al momento giusto cerchi la solidarietà nei tuoi confronti. Quello che ha in mente è di condurre una sorte di piccola guerra personale contro quella persona e se si trovano degli alleati, ha più probabilità di vincerla. Qui chi è empio e poco saggio tende a credere subito e fa nascere nel suo cuore un disprezzo verso quella persona che aumenterà in proporzione a quanto si sentirà parlare male di lui; anche se non gli abbia mai fatto nessun male direttamente. Se si lascia influenzare negativamente insieme possono progettare di fare qualcosa di malvagio, questo cambia sempre secondo la situazione. E invece un giusto come si comporta? Prima di tutto bisogna tenere presente che è sempre sbagliato parlare male alle spalle degli altri, se si hanno delle antipatie, se la devono vedere tra di loro, si può parlare agli altri solo con lo scopo di far cessare le tensioni e non di aumentarle. Un giusto non sta in questo gioco perverso. Un’altra cosa da tenere in considerazione è quella che non è detto che sia tutto vero e completo quello che dice, se obiettivo è di metterti dalla tua parte allora tenderà a togliere dei dettagli e magari inventarne di altri in modo che chi lo ascolta li dia subito ragione. Un proverbio biblico recita: Il primo a parlare in una lite sembra aver ragione, ma viene il suo avversario e lo confuta (PR 18,17). Quindi prima di dare un parere negativo, bisogna sempre parlare anche con l’altra persona e in quel modo si scoprono cose che non erano state dette e può dire cose da far rigirare la frittata da risultare che è invece l’altra persona ad aver ragione. La scrittura dice: Non giudicare secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio! (Giovanni 7,24). Far mettere pace tra le persone è un opera buona, anche se non è per nulla semplice. Di solito in questi casi c’è la persona che provoca e l’altra che risponde alla provocazione; ed entrambi si danno la colpa a vicenda: Uno dice. << Se non mi avesse provocato, io non avrei reagito>> mentre l’altro: <<Il suo comportamento e i suoi atteggiamenti mi portano a provocare>>. Non c’è un unico modo di intervenire, può cambiare a seconda del caso, ma si può partire cercando di capire l’origine che sta dietro al rancore; può essere spirito di superbia, invidia, ecc.. Se si riesce a trovare chi dei due ha torto, In ogni caso non infierire mai, spiega invece con calma dove è stato l’errore e come fare per non commetterlo più. Questo sempre secondo quello che è stato insegnato leggendo la scrittura, non dire ancora niente se non si hanno tutte e due le versioni e tutti gli elementi per farlo. Pregate che Dio vi faccia strumenti di pace. Dove ci sono tensioni, ci sia amicizia e dove c’è odio ci sia amore. Se invece siamo noi ad essere giudicati sappi che Dio è dalla tua parte e ti giustificherà.  La persona che ti giudica pecca.

LA PAROLA DEL GIUSTO E DELL’EMPIO

LA PAROLA DEL GIUSTO E DELL’EMPIO

  • Custodiscili dentro il cuore (PR 4,21) e allontana da te le labbra perverse (24)
  • Dissimulano l’odio labbra bugiarde, chi diffonde calunnie è uno stolto (PR 10,18)
  • Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è saggio(PR 10,19)
  • Disprezza il suo prossimo chi è privo di senno, ma l’uomo prudente tace. Chi va in giro sparlando svela il segreto, ma l’uomo fidato tiene di nascosto ciò che sa (PR 11,12-13)
  • Nel peccato delle sua labbra si impiglia il malvagio, ma il giusto sfugge da tale angoscia (PR 12,13)
  • L’afflizione deprime il cuore dell’uomo, una parola buona lo allieta (PR 12,25)
  • Una parola buona è albero di vita, quella malevola è una ferita al cuore (PR 15,4)
  • È una gioia saper dare una risposta; una parola detta al momento giusto è gradita (PR 15,23)
  • Chi va in giro sparlando svela il segreto; non associarti a chi ha sempre aperte le labbra (PR 20,19)
  • Chi custodisce la bocca e la lingua preserva se stesso dalla afflizioni. (PR 21,23)
  • Morte e vita sono in potere della lingua e chi ne fa buon uso ne mangerà i frutti. (PR 18,21)

Perché è così importante parlare nel modo giusto? Perché quello che diciamo riflette ciò che siamo noi spiritualmente: le nostre parole sono lo specchio di ciò che abbiamo nel cuore, come sta scritto:. << Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? >> Poiché la bocca parla dall’abbondanza del cuore” (Matteo 12,34). Il giusto e l’empio si distinguono soprattutto oltre da quello che fanno anche a quello che dicono, infatti, è stato proprio Gesù a dire che è quello che esce dalla bocca che contamina l’uomo, quindi dal parlare possono derivare molti peccati, ma allo stesso tempo con la bocca si può anche diffondere il bene. Riuscire a controllarsi nel parlare, sapere quando parlare, come e cosa dire, sono obiettivi che ogni credente deve porsi in quanto saremo giudicati anche da quello, come sta scritto: Di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato (Matteo 12,36). Per questo bisogna fare molta attenzione in quello che diciamo in quanto il nostro parlare può metterci anche nei guai, invece se uno non pecca nel parlare, costui è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo (Giacomo 3,2). La lingua è un piccolo membro del nostro corpo che però può influenzare molto la nostra vita. Prima di tutto bisogna fare attenzione a quello che diciamo. L’empio si riconoscerà dal fatto che farà uscire parole malvagie, false, ingannatrici; diffonderà diffamazioni, pettegolezzi, bestemmie, maldicenze, attacchi verbali violenti, si possono dire parole minacciose, volgarità, diffondere in giro dei segreti intimi o seminare odio e fomentare la violenza. L’empio che parla in questo modo, non fa altro che fare del male a se stesso e avere di conseguenza un pessimo rapporto con la propria famiglia, con la ragazza/o e con ogni persona nella vita di tutti i giorni. Le parole malvagie fanno diventare la persona ancora più malvagia e sporca dentro e il diavolo gradualmente s’impadronirà della vita di chi parla in quel modo e senza che la persona se ne accorga, satana userà quella persona come uno schiavetto e lo manderà a far del male alle persone, specialmente quelle più fragili, in modo che le parole malvagie abbiano maggior effetto in quella persona più debole e il malvagio si compiace di questo. Quando invece un empio si ravvede allora, è proprio il modo di parlare che cambia più in fretta. La persona saggia invece sta ben attento a ciò che dice. La si riconoscerà dal fatto che proferisce parole costruttrici e non distruttici. Ad esempio può consolare chi è afflitto, pregare e glorificare il Signore, predicare il Vangelo della pace, calmare chi è arrabbiato, convincere a perdonare qualcuno, dire parole d’amore verso le persone in generale o verso la propria moglie, si può diffondere coraggio, esortare al ravvedimento o correggere chi sbaglia o benedire qualcuno. Oltre cosa diciamo bisogna considerare anche il come lo diciamo: Il saggio parlerà dopo aver pensato, mantenendo il controllo di se stesso. Lo stolto parlerà con avventatezza e impulsività, in questo modo si sarà portato a dire cose di cui ci si pentirà in seguito. Considerare anche il quanto parliamo. Il libro dei proverbi ci mette in  guardia nel evitare di essere una persona che chiacchiera troppo, in quanto è più esposta a commettere peccati nel parlare. Una persona che invece è meno propensa a chiacchierare sarà anche molto meno esplosa a fare peccati di quel genere. Infine considerare anche il quando parlare. La persona empia parla a sproposito e senza pensarci troppo. La persona saggia parla al momento giusto e sarà usata da Dio come suo rappresentante sulla terra per dire tutto ciò che è saggio agli uomini; infatti è bene che nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un’opportuna edificazione, giovando a quelli che ascoltano (Efesini 4,29). Quindi la persona saggia quando parla lo fa soprattutto per fare del bene, per seguire il semplice comandamento di amare il prossimo tuo come te stesso e cercare se si ha occasioni di riparare i danni che il diavolo fa tra le persone come mettere pace dove la pace è venuta meno. Chi cerca di diffondere pace è perché quella persona è in pace con Dio, quindi una persona sempre gioiosa che non si fa prendere dall’ira ma sa sempre come rispondere. Gesù benedice chi usa il parlare per portare pace tra le persone: Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio (Matteo 5,9). Se si viene criticati, il saggio non risponde con arroganza o superbia, ma sempre con benevolenza e quando serve anche con decisione dicendo ciò che viene dal cuore, e se si ha un cuore buono, si diranno cose giuste. Gesù infatti, nella sua saggezza, sapeva sempre rispondere con pazienza e benevolenza ai peccatori e ai bisognosi, ma anche con decisione davanti alle persone ipocrite e malvagie che cercavano di ingannarlo come i farisei, riuscendo a zittirli e svergognarli davanti a tutti. L’empio invece se non è in pace con Dio non ha nessun interesse a mettere in pace le persone perché è lui stesso ha creare tensioni e un clima di odio e intolleranza tra la gente.

FARSI UN ESAME DI COSCIENZA

Le persone tendono sempre ad apparire il meglio possibile, curando il proprio aspetto o essere in buona forma fisica. Tutte queste cose non sono negative, anzi aiutano a migliorare la propria autostima e le prospettive future. L’errore comune è però limitarsi solo all’apparenza e trascurare completamente di curare il carattere; questa mentalità tipica di chi non conosce Dio; è dovuta al pensiero che le persone giudicano  l’apparenza, possono guardare cosa c’è fuori, ma quello che è dentro al nostro cuore possiamo vederlo solo noi. Invece non siamo solo noi a vedere il nostro cuore, ma anche Dio lo vede e ti giudicherà in base a quello. C’è un breve episodio nella Bibbia: Samuele viene mandato alla casa di Isse a ungere quello che sarebbe stato il re di Israele e gli viene presentato un giovanotto grande e grosso e pensa: << Di certo sarà lui quello che Dio ha scelto>> Ma Dio gli disse: Non è lui che ho scelto! Non fermarti alle apparenze, io guardo al cuore delle persone (1Samuele 16,7). Il cuore è infatti più importante del nostro aspetto fisico e non bisogna trascurarlo. Non bisogna rassegnarsi a dire “sono fatto così” ma cercare di ridurre i propri difetti e valorizzare i nostri pregi, questo è quello che fa una persona di senno. Per far questo è utile qualche volta fare un esame di coscienza per capire quali sono quei comportamenti che non sono conformi con la parola di Dio e chiedere a lui di poterli eliminare. Fare anche un analisi sul bene che avremo potuto fare e non l’abbiamo fatto e tutto questo ha lo scopo di rendendoci sempre più persone giuste e degne di essere chiamate cristiani. Davide pregò Dio affinché lo aiutò a capire cosa c’era ancora che non andava in lui e come migliorarsi: Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore, provami e conosci i miei pensieri; vedi se percorro una via di dolore e guidami per una via di eternità (Salmo 139,23-24).  È bene ricordare che l’analisi va fatta in basa al nostro rapporto con Dio, con noi stessi e con il prossimo; sempre tutto alla luce della parola di Dio che uno specchio che ti mostra sempre la condizione dell’animo. Fate dunque le seguenti domande sul rapporto con Dio: Mi rivolgo a Dio solo nel bisogno? Comincio e chiudo la giornata con la preghiera? Mi sono vergognato di dimostrarmi cristiano? Cosa faccio per crescere spiritualmente? Come? Quando? Mi ribello davanti ai disegni di Dio? Pretendo che egli compia la mia volontà? Un errore molto comune è quello di cercare di forzare Dio a fare la nostra volontà ed assecondare i nostri capricci, quando la preghiera ha invece lo scopo di fare la sua volontà e scoprire il piano di Dio nella nostra vita e che si possa realizzare con il suo aiuto; perché è quella la strada per essere realizzati, chi invece cerca di scappare dal piano di Dio farà una vita frustrata e travagliata. Le domande sul rapporto con noi stessi potrebbero essere: Sono un po’ mondano e un po’ credente? Esagero nel mangiare cibo spazzatura, bere alcool, fumare, divertirmi in maniera immorale? Come uso il mio tempo? Dedico tempo per Dio? Sono pigro? Voglio essere servito? Amo e coltivo la purezza di cuore, di pensieri e di azioni? Medito vendette, nutro rancori? Sono mite, umile, costruttore di pace? Il nostro corpo è il tempio del Signore e dobbiamo rispettarlo e amarlo come un suo dono. Infine per il rapporto con il prossimo ci possono essere queste domande: So perdonare, compatire, aiutare il prossimo? Ho calunniato, rubato, disprezzato i piccoli e gli indifesi? Sono invidioso, collerico, parziale? Ho cura dei poveri e dei malati? Mi vergogno della carne di mio fratello, della mia sorella? Sono onesto e giusto con tutti o faccio preferenze su chi è bello o brutto o chi è ricco e povero? Ho istigato altri a fare il male? Osservo la morale coniugale e familiare insegnata dal Vangelo? Come vivo le responsabilità educative verso i figli? Onoro e rispetto i miei genitori? Ho rifiutato la vita appena concepita? Ho spento il dono della vita? Ho aiutato a farlo? Rispetto l’ambiente? La parte più importante è il rapporto con Dio, perché se abbiamo un buon rapporto con lui basato sull’amore, allora fare il resto diventerà una cosa naturale perché sarà Dio ha cambiare gradualmente la nostra natura; da una natura corrotta a una natura santa. La legge di Dio sarà scritta nel nostro cuore. Se invece si cerca di migliorare il rapporto con il prossimo senza migliorare prima il rapporto con Dio non avremo molto successo perché il nostro livello spirituale rimarrebbe sempre lo stesso e la nostra natura corrotta sarebbe invariata. Il salmista questo lo aveva capito bene scrivendo: O Dio, crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito ben saldo (Salmo 51,10). Anche nel Vangelo c’è un riferimento a questo, quando Gesù sul sermone del monte disse: << Beati i puri di cuore perché vedranno Dio >> ( Matteo 5,8). In altre parole, guardando le cose a modo di Dio, il credente deve comportarsi di conseguenza. Se desideri che Dio ti faccia prosperare, metti a posto il tuo cuore. Se vuoi essere amato dagli altri, ama il prossimo. Se vuoi ricevere amore dallo tu agli altri, e gli altri te lo daranno a te, si raccoglie ciò che si semina. Molti però sbagliano a farsi amare dagli altri senza la guida del Signore, perché a volte le persone con cui vuoi istaurare una relazione di amicizia ti fanno capire che per piacergli devi fare cose contrarie a Dio. Ma se cercherai di fare questo non è detto che riceverai l’amore che ti aspetti, sarà invece controproducente e ti porterà a dire: << io amo gli altri ma chi ama me? Tanto vale è pensare solo a me stesso >>. Tutto ciò arriva dal diavolo. Se qualcuno ti fa capire che per farti amare da loro devi fare qualcosa di peccaminoso, non farlo assolutamente, porterà solo a brutte conseguenze.