SPIRTUALITÁ NELLA BIBBIA GENESI 2,7

NEFESH נֶפֶשׁ– NESHAMAH נְשָׁמָה

Biglino ripete più volte nei suoi libri e nelle conferenze che la Bibbia è un libro che parla solo di concetti concreti e non c’è nessun spazio alla spiritualità o alla trascendenza, introdotti successivamente dai teologi. La lingua ebraica non contemplava neppure i termini utili a definire i concetti che afferiscono alla sfera spirituale. Ma è proprio così? Ritorniamo ad esaminare Genesi 2,7, nella seconda parte del versetto troviamo:

… e soffiò nelle sue narici un alito di vita (NESHEMA) e l’uomo divenne un essere (NEFESH) vivente

In questo versetto troviamo due vocaboli interessanti che fanno pensare a tutt’altro. Partiamo con la parola NEFESH. Secondo Biglino questo vocabolo tradotto a volte con “anima” non ha nulla a che fare con un’attribuzione a una sostanza spirituale. Si riferisce a qualcosa di concreto: Gola, collo, persona, respiro, qualcuno … ma mai anima. Andiamo a vedere la definizione nel dizionario:

Vediamo nel dizionario che compaiono i vocaboli presentati da Biglino, ma troviamo anche la parola “anima” come principio di vita. Molti esempi di versetti dove è presente la parola NEFESH con il significato di anima le troviamo nei salmi. Qui sotto riporto alcuni esempi:

Salmo 107,8-9

Ringrazino il Signore per il suo amore, per le sue meraviglie a favore degli uomini, perché ha saziato un animo assetato, un animo affamato ha ricolmato di bene.

Salmo 42,3. (versetto 6 analogo)

 L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?

Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?

Salmo 35,9

Ma l’anima mia esulterà nel Signore e gioirà per la sua salvezza.

Da quello che si può notare nei salmi è che il NEFESH, in questo caso traducibile con “anima”, può rattristarsi, esultare ed avere fame e sete di Dio. Una fame e sete che non sono carnali ma spirituali e solo Dio può soddisfare quella sete. Nel pensiero ebraico, questi sono i casi dove il NEFESH è la parte più profonda del nostro essere, noi non abbiamo un anima, noi siamo una anima. Nella Bibbia dei LXX, la traduzione greca dell’antico testamento troviamo il termine NEFESH tradotto in greco con “PSYCHE”, che significa vita o uomo vivente; questo termine compare anche nei libri deuterocanonici scritti direttamente in greco.  Vediamo due versetti dal libro della sapienza, uno dei libri deuterocanonici.

Sapienza 3,1-2

Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà.

Sapienza 15,8

egli che, nato da poco dalla terra, tra poco ritornerà alla terra da cui fu tratto, quando gli sarà richiesta l’anima, avuta in prestito.

Dio è il creatore di ciascuna anima e tornerà a Dio come in un prestito. Le anime timorate da Dio sono sotto la sua tutela. Una visione molto lontana dalla narrazione ufologica, di esseri in carne ed ossa che creano in laboratorio l’uomo e la donna. Qui afferma che Dio ha creato l’anima di tutti noi. Il termine PSYCHE compare anche nel nuovo testamento essendo anch’esso scritto in greco. Vediamo alcuni versetti:

Giovanni 12,27.

Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora?

In questo caso la parola PSYCHE è usata in maniera analoga ai salmi del vecchio testamento.

Ebrei 10,39.

Noi però non siamo di quelli che cedono, per la propria rovina, ma uomini di fede per la salvezza della nostra anima.

Matteo 10,38

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.

Qui afferma che l’anima è immortale e sarà giudicata da Dio,  valutata se è degna di salvezza. Il corpo invece è solo temporaneo e in un modo o l’altro morirà.

 Tessalonicesi 5,23
Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo.

Qui abbiamo la chiara distinzione tra spirito, anima e corpo. E un’ulteriore prova, di come la Bibbia sia molto ricca di elementi spirituali di cui l’uomo può meditarci; contrariamente da come sostengono i “liberi pensatori”. Notiamo quindi una certa evoluzione dal concetto che gli ebrei avevano del NEFESH, nei casi in cui significava anima, si trattava di un entità vivente, ma un tutt’uno con il corpo. Nel nuovo testamento l’anima è ben distinta dal corpo, immortale e giudicata da Dio. Alcuni studiosi vedono in questo cambiamento l’influenza della cultura greca che dopo Alessandro magno si era affermata nel medio oriente. Se questa affermazione fosse positiva potremo dire che i filosofi greci avevano compreso alcuni frammenti della verità teologica, che applicata alla Bibbia e al termine NEFESH ne hanno completato il significato. Potrebbe essere per questo motivo che Dio permise per un certo tempo la diffusione della cultura greca nell’area.

Passiamo ora con l’esaminare l’altro vocabolo; Il termine che compare in Genesi 2,7 tradotto con alito di vita è NISHMAT da cui deriva la parola NESHAMAH. Secondo Biglino è un chiaro riferimento di quando gli ELOHIM hanno creato l’uomo in laboratorio e gli hanno messo un tubo in bocca e per mezzo di esso che gli hanno soffiato dell’aria in gola per farlo iniziare a respirare come quando un neonato, uscito dal grembo materno respira per la prima volta. Se non altro bisogna riconosce una certa fantasia per adattare i termini biblici secondo la narrazione ufologica. Anche questa volta andiamo a cercare sul dizionario la parola NESHAMAH e vediamo cosa troviamo.

Alla voce NESHAMAH troviamo nella prima nota che questo vocabolo è un sinonimo  o associato alla parola RUACH. Nei capitoli precedenti abbiamo già analizzato questo termine approfondendo il suo significato spirituale. Essendo NESHAMAH un suo sinonimo eredita le sue caratteristiche assumendo in certi casi di fatto una valenza spirituale. In altri casi può considerarsi un sinonimo di NEFESH, troviamo infatti gli stessi significati, si essere vivente, persona e anima … Approfondiamo però l’aspetto del significato di alito e spirito. Andiamo ad analizzare gli esempi dell’uso di questo vocabolo, tenendo in considerazione che Genesi 2,7, il versetto preso sotto esame è uno di questi casi:

Lampada del Signore è lo spirito (NESHAMAH) dell’uomo: essa scruta dentro, fin nell’intimo. (Proverbi 20,27)

In questo caso viene tradotto con “spirito”; afferma che Dio può vedere e conoscere ogni profondità intima del nostro essere. La valenza spirituale di NESHAMAH è chiara.

Ma è lo spirito che è nell’uomo, è il soffio (NESHAMAH) dell’Onnipotente che lo fa intelligente. (Giobbe 32,8)

In questo versetto del libro di Giobbe parla un certo Eliu, il più giovane degli amici di Giobbe che sono venuti ad accusarlo proprio nel momento in cui Giobbe è più debole. Non ritiene le parole degli altri amici sagge, inizia quindi a dare il suo parere, iniziando a dire che essere anziani non significa per forza essere saggi, perché l’intelligenza è data dal soffio di Dio che evidentemente non tutti hanno allo stesso modo. Si riferisce al fatto che la NESHAMAH, similmente alla RUACH, conferisce attributi come l’intelligenza.

Lo spirito di Dio mi ha creato e il soffio (NESHAMAH) dell’Onnipotente mi fa vivere. (Giobbe 33,4)

Anche in questo caso, similmente a NEFESH, questo versetto afferma che Dio crea ognuno di noi, e non solo una persona, anche tramite il suo soffio, la sua NESHAMAH.  Anche in questo caso la valenza spirituale è chiara.

Se egli pensasse solo a se stesso e a sé ritraesse il suo spirito e il suo soffio, (NESHAMAH) ogni carne morirebbe all’istante e l’uomo ritornerebbe in polvere. (Giobbe 34,14-15)

In questo versetto si afferma che Dio volendo potrebbe ritirare la sua NESHAMAH di ognuno di noi e il risultato sarebbe la morte e il ritorno in polvere (AFAR), è possibile che, come detto precedentemente, si riferisca al dissolvimento del corpo umano nella terra e l’assorbimento degli elementi chimici nel terreno.

A chi hai rivolto le tue parole e l‘ispirazione (NESHAMAH) da chi ti è venuta? (Giobbe 26,4)

Qui è una delle risposte di Giobbe agli amici che lo giudicano. Risponde che prima di giudicarlo devono prima giudicare loro stessi. In questo versetto chiede agli amici da dove provengono le loro parole? Sono ispirate dalla loro carnalità e dallo spirito? In questo caso è tradotto con “ispirazione” e ha una valenza spirituale.

Dopo questi esempi dobbiamo chiederci se è giusto tradurre la parola NESHAMAH con un tubo che soffia aria per far respirare un individuo appena formato mediante ingegneria genetica. Considerando da come questo vocabolo è usato in altri versetti, assolutamente no!

LA RUACH SOPRA LE ACQUE?

Negli articoli precedenti abbiamo analizzato il termine RUACH dal punto di vista grammaticale tramite un dizionario, analizzando tutti i possibili significati in base al contesto e in base a molti esempi dove compare la parola RUACH abbiamo isto che la traduzione è spirito, certamente non un oggetto metallico volante. In questo articolo vedremo una prova archeologica che viene sfatto spacciare per la prova che sostiene la tesi ufologia del termine RUACH e viene fatta ricollegare a Genesi 1,2.

Lo spirito di Dio aleggiava sulle superficie delle acque.

Biglino fa subito notare che la parola tradotta con “aleggiava” significa rimanere fermo in un punto, proprio come un elicottero rimane sospeso nell’aria. Ma questo è ancora troppo poco per dire che l’oggetto sopra le acque possa essere un disco volante alieno. Allora per convincere i lettori tira in ballo l’archeologia. In diversi suoi libri compare questa immagine e relativo commento  indicandola come prova a sostegno della sua tesi:

Questa parola (RUACH) ha infatti origini molto più antiche della rappresentazione ebraica che abbiamo riportato; affonda le sue radici nella lingua sumera nella quale il suono RU-A veniva reso con un pittogramma molto esplicativo: Il disegno contiene due elementi: un oggetto superiore (suono RU) che si trova al di sopra di una massa d’acqua (suono A). (M. Biglino, Il dio alieno nella Bibbia).

Secondo Biglino la parola RUACH è di origine sumera, la civiltà che secondo la paleastronautica ha avuto i primi contatti con questi alieni chiamati ELOHIM. Nella raffigurazione si vede in alto un oggetto che sicuramente rappresenta che un disco volante alieno che i sumeri pronunciavano con il suono RU, mentre appena sotto 2 linee curve che stanno a indicare le acque e questo coincide perfettamente con il secondo versetto della Bibbia dove quello che viene tradotto come “spirito” aleggiava sulle superficie delle acque. A primo impatto un lettore sarebbe propenso a dare ragione a Biglino o comunque porsi delle domande, se effettivamente, di quello che sostiene c’è qualcosa di vero. Ma osservando attentamente si può notare subito che nel suo ragionamento qualcosa non quadra: Nell’immagine vediamo che “RU” sta sopra ad “A”, mentre invece la Bibbia dice un’altra cosa; che RUACH sta sopra alle acquee e già li si può vedere come il ragionamento di Biglino non calza con il secondo versetto della genesi. Biglino non è la prima volta che si fa aiutare da una certa “archeologia per convincere la gente che la RUACH è una navicella aliena, e molte persone che non conoscono l’archeologia o la lingua ebraica e non svolgono ricerche per capire se quello che dice Biglino è giusto o meno e prendono ogni sua parola come oro colato si lasciano ingannare. La raffigurazione riportata nel libro di Biglino è solamente un disegno stilizzato, sarebbe interessante vedere la foto del reperto originale.

Eccolo qua sopra la foto dove deriva la rappresentazione che compare nel libro di Biglino: Nella parte in basso vediamo le curve ondulate che rappresentano le acquee esattamente come è rappresentato nel disegno. Guardando però il simbolo in alto troviamo una mezzaluna in orizzontale con un cerchio e questo non corrisponde più all’immagine precedente ed ogni sembianza di disco volante svanisce. Il simbolo nella foto e quello nel disegno, sono simboli esistenti ma dal punto di  vista archeologico sono completamente diversi. Gli esperti del settore  scoprendo che questi simboli vengono scambiati per astronavi aliene si fanno una grossa risata. Il simbolo nel disegno stilizzato che compare nei libri di Biglino, non ha nulla a che vedere a un disco volante, l’attribuzione del suono “RU” al quel presunto oggetto volante deriva da un altro ricercatore “indipendente”, tal Christian O’Brien, che semplicemente si rifà a fonti molto datate. O’Brien, infatti, per formulare la sua ipotesi sull’esistenza del termine RU-A in sumero, sembra rifarsi alla vecchia opera di George Barton, The Origin and development of Babylonian writing, risalente addirittura al 1913, attualmente obsoleta. Per intenderci, tale opera era stata pubblicata prima che fossero studiati e tradotti la maggior parte dei testi sumeri (la scoperta e l’inizio degli scavi di Uruk, ad esempio, è del 1912).  Quando nel 1936, l’archeologo e filologo Adam Falkenstein pubblica Archaische Texte aus Uruk (ATU 1), il geroglifico che Biglino e O’Brien identificano con il suono RU- viene invece identificato col suono Šagan il cui significato è semplicemente fiaschetta, un anfora contenente olio. Questa è l’immagine degli appunti di Adam Falkenstein.

Il simbolo nella seconda immagine fotografica non è per nulla di origine sumerica ma di origine cartiginea risalte al III secondo A.C. quindi ben che vada si tratta di civiltà distante almeno 1800 anni nel tempo e 3000 km di distanza e non hanno nulla che fare tra di loro. Secondo gli archeologi si tratta in realtà del simbolo della dea della luna e della fertilità cartaginese Tanit, ben conosciuta dagli archeologi e molto diffusa. Quello che viene scambiato per un disco volante rappresenta il sole e la luna crescente.

Alcuni esempi di reperti cartaginesi raffigurati il simbolo della dea Tanit

Riassumendo:

I due simboli: , il disegno stilizzato che Biglino mostra nei sui libri e l’immagine nella fotografia vengono spacciati come se fossero identici, sono in realtà profondamente diversi. un simbolo corrisponde alla dea della fertilità Tanit e l’altro una fiaschetta dell’olio. Entrambi spacciati per lo stesso simbolo e identificato come una navicella aliena. Non è stato Biglino ad elaborare tutto questo, ha attinto da studi di autori della paleastronautica precedenti; in ogni caso chiunque abbia elaborato questi studi non possono essere ricondotti a semplici errori, ma ha vere e proprie frodi ben elaborate con lo scopo di dare delle prove per sostenere la tesi aliena nella Bibbia.

LA RUACH רוּחַ

La parola “Ruach” compare molto spesso nella Bibbia e viene tradotta come vento o spirito. Secondo la narrazione dei “liberi pensatori” le traduzioni che i teologi applicano in questo vocabolo non trova sempre riscontro nel contesto. In alcuni passi la traduzione “vento” può essere esatta, ma la traduzione “spirito” è contestabile in quanto è un concetto estraneo nella cultura ebraica. Infatti la traduzione “spirito” deriva dalla septuaginta, la traduzione dell’antico testamento in lingua greca avvenuta intorno al 200 A.C., si tratta però di una traduzione con influenze estranee alla cultura ebraica. Se teniamo conto dell’originale ebraico, la traduzione di RUACH in “spirito” risulta una scelta arbitraria con lo scopo di dare alla Bibbia una parvenza di trascendenza. Allora qual è il vero significato della parola RUACH secondo i “liberi pensatori”? Anche in questo caso è meglio lasciarla non tradotta a causa del mistero che la circonda. Partendo dalla radice della parola RUACH troviamo che indica qualcosa che si muove nell’aria. Aggiungiamo anche il contesto in cui questa parola viene usata, con tutte le dovute analisi, farebbe pensare che la RUACH fosse stata un astronave aliena in grado di trasportare le persone da una parte all’altra con grande velocità ed è la stessa astronave usata dagli ELOHIM per arrivare sul nostro pianeta. Questa traduzione alternativa della parola RUACH ha conquistato la mente di molti lettori degli autori filoufologi, in particolare è Biglino che ha approfondito l’argomento. Per questo farò un analisti biblica di questa parola orientata solamente a smentire questa tesi considerando che la parola RUACH compare spesso nella Bibbia (387 volte) e non basterebbe un libro per analizzare tutti i casi in cui questo vocabolo è presente e analizzare ogni aspetto teologico alla luce anche del nuovo testamento. Prima di iniziare sarebbe bene sapere il parere dell’ebraista laico Cuscito che è la voce dell’analisi biblica in chiave puramente laica e per nulla teologica. Anche per lui la parola RUACH può significare “vento” o “spirito” dimostrando così che non si tratta di un’imposizione teologica ma di una traduzione tecnicamente esatta. Inoltre, avendo svolto degli studi anche sulla lingua araba fa notare come anche in questa lingua compare la stessa parola analoga che in versione araba si dice RUH che anch’essa significa “vento” o “spirito” così anche tutte le altre lingue semitiche compare una versione di questa parola. Ecco degli esempi: in punico RH; in aramaico RWH’; in ugaritico RH, ecc. In origine anche in ebraico era RUH, la lettere A è stata aggiunta successivamente per rendere la parola più pronunciabile, ma di fatto è la stessa parola. Dire che i teologi hanno manipolato l’ebraico per far assumere quel significato non trova riscontro nelle altre lingue semitiche che di fatto confermano che la traduzione esatta è  “vento” o “spirito” e tutto il resto rimane solo una speculazione. Nel dizionario di ebraico biblico alla parola RUACH compaiono ben 5 paragrafi e quindi tra le parole con una definizione più accurata. Vediamo quindi di approfondire tutti gli aspetti di questa parola analizzando il contesto. Tutte le parole ebraiche hanno una radice composte di solito da 3 consonanti che indicano nel vocabolo un idea di base che non è solo letterale, ma può anche essere figurata. Per quanto riguarda la parola RUACH esprime l’idea di aria in movimento.

IL VENTO:

Come prima definizione troviamo vento, uragano, raffica, brezza, aura, aria, direzione. Questi sono 2 esempi dove RUACH ha questo significato:

Esodo 10,13

Mosè stese il bastone sul paese di Egitto e il Signore diresse sul paese un vento(RUACH) d’oriente per tutto quel giorno e tutta la notte. Quando fu mattina, il vento(RUACH) di oriente aveva portato le cavallette.

Giobbe 21,18

Diventano essi come paglia di fronte al vento(RUACH)
o come pula in preda all’uragano?
(RUACH)

ALITO, FIATO, RESPIRO:

Alito vitale, anima, respirazione, respiro, respiro affannoso, soffio, sbuffo. Questo è uno dei casi in cui il termine è applicato all’uomo; la presenza della RUACH nell’uomo e negli animali indica che c’è vita in essa in quanto si riferisce alla respirazione e tutto ciò che respira è segno che c’è vita. Nella respirazione avviene in un piccolo spostamento di aria per questo motivo che si usa questo termine. Vediamo 2 esempi:

Genesi 7,15

Vennero dunque a Noè nell’arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio (RUACH) di vita.

Giobbe 27,3-4,

finché ci sarà in me un soffio(RUACH) di vita, e l’alito di Dio nelle mie narici, mai le mie labbra diranno falsità e la mia lingua mai pronunzierà menzogna!

DESIGNA LA SFERA DELLO SPIRITO UMANO:

Può essere usato per indicare lo stato d’animo umano, qualità o doti naturali, atteggiamenti permanenti, emozioni o passioni passeggere. Vediamo 2 esempi:

Genesi 45,27

Quando però essi gli riferirono tutte le parole che Giuseppe aveva detto loro ed egli vide i carri che Giuseppe gli aveva mandati per trasportarlo, allora lo spirito(RUACH)del loro padre Giacobbe si rianimò.

Genesi 41,8

Alla mattina il suo spirito(RUACH) ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell’Egitto.

RUACH DI DIO:

Questo sicuramente è il punto più importante, facciamo per un attimo finta di non sapere il significato della parola RUACH, vediamo tra i versetti della Bibbia di capire che cosa sia questa RUACH di YHWH, partendo dalle caratteristiche  in base al contesto.

Esodo 31,3

L’ho riempito dello spirito di Dio, perché abbia saggezza, intelligenza e scienza in ogni genere di lavoro

Isaia 63,10-14

Ma essi si ribellarono e contristarono
il suo santo spirito.

Michea 3,8

Mentre io son pieno di forza
con lo spirito del Signore,
di giustizia e di coraggio,
per annunziare a Giacobbe le sue colpe,
a Israele il suo peccato.

Da questi 2 versetti  possiamo iniziare a trarre le prime considerazioni: La Bibbia afferma che la RUACH può essere contristata, vediamo quindi come la scrittura attribuisce una identità vivente in grado di provare emozioni. Non è per nulla una caratteristica di un oggetto meccanico. In secondo luogo nel primo versetto usando il verbo “riempire” denota che la RUACH è fluida e di massa indefinita, può entrare dentro alle persone e in queste provoca diversi effetti. Quali sono questi effetti? Una elevazione di carismi naturali come la saggezza, intelligenza, (Esodo 31,3)  il senso di giustizia e il coraggio di agire per il bene anche a costo di persecuzioni come ad esempio era il caso del profeta Michea. In particolare nel nuovo testamento Paolo approfondisce il tema elencando molti altri effetti che ha lo Spirito Santo sull’uomo (Galati 5,22-23). In ogni caso lo Spirito Santo facente parte della trinità non ha di fatto limiti su come agire; è quindi un’entità onnipotente.  Da qua si può già iniziare a constare che la RUACH  non è descritta come un oggetto volante, ma tutto fa pensare a uno spirito che Dio dona all’uomo. Il termine RUACH applicato a YHWH non è nient’altro che quello che nel nuovo testamento conosciamo come lo Spirito Santo, lo troviamo scritto nel vecchio testamento come RUACH QODESH. Che cosa ha a che fare lo spirito con l’idea di aria in movimento? Come detto in precedenza la radice di una parola può avere anche una connotazione figurativa. Il vento è fluido, è invisibile all’occhio umano ma quando è presente se ne vedono gli effetti ad esempio nell’agitazione dei rami degli alberi. Lo spirito è anch’esso fluido, invisibile all’uomo ma se ne vedono gli effetti quando è presente. Il vento e lo spirito sono metaforicamente paragonabili. La RUACH , infatti può essere considerato come Il “vento di Dio”. Nel nuovo testamento, in atti 2 troviamo il famoso passo della pentecoste, il rilascio dello Spirito Santo sui discepoli manifestato con le lingue di fuoco, ma poco prima accade un evento interessante: Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano (2).Continuiamo ad analizzare i vari contesti in cui la parola RUACH compare raggruppandoli in categorie:

RUACH E LO SPIRITO DI PROFEZIA

Lo Spirito Santo nell’uomo non da solo carismi naturali, ma anche soprannaturali come la profezia, sogni, visioni, guarigioni. I profeti del vecchio testamento erano ripieni di Spirito Santo.  Vediamo alcuni versetti:

Numeri 11, 25

quando lo spirito si fu posato su di essi, quelli profetizzarono, ma non lo fecero più in seguito.

1samuele 10,6

Lo spirito del Signore investirà anche te e ti metterai a fare il profeta insieme con loro e sarai trasformato in un altro uomo.

RUACH NELLE PROFEZIE

Nel vecchio testamento troviamo versetti profetici che si riferisco al tempo post Messia, quindi agli arbori della nascita della Chiesa. Tutti coloro che accetteranno Gesù nel proprio cuore riceveranno lo Spirito Santo, sarà per mezzo di esso che sarà possibile seguire i comandamenti di Dio. Quindi chi si dichiara cristiano ma è completamente privo di senso di giustizia ed altri carismi naturali, si dovrebbe chiedere se è un vero credente. Il passo di Gioele 3,1 viene riportato anche nel nuovo testamento in Atti 3 durante la pentecoste. Anche in questo versetto troviamo l’associazione tra lo spirito, RUACH e fenomeni spirituali come avere sogni o visioni.

Ezechiele 36,27

Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi.

Gioele 3,1

Dopo questo, io effonderò il mio spirito
sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie;
i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni.

RUACH ED ELIA

I doni dello spirito possono essere in un certo senso ereditati come il caso tra Elia ed Eliseo. In questo caso si parla del dono dello spirito di profezia.

2Re 2,9

Appena furono passati, Elia disse a Eliseo: “Domanda che cosa io debba fare per te, prima che sia portato via da te”. Eliseo rispose: “Due terzi del tuo spirito siano in me”.

Questo versetto fa parte del brano del rapimento di Elia che analizzeremo nei capitoli successivi (Ved. Pag. 225) L’espressione “due terzi del tuo spirito” evoca la parte di eredità che secondo la legge ebraica spettava al primogenito (Deuteronomio 21,17). Eliseo vuole essere riconosciuto come l’erede spirituale di Elia. L’esaudimento di tale desiderio non spetta ad Elia, perché lo spirito profetico è un dono esclusivo di Dio. Biglino nello spiegare il brano del rapimento di Elia è costretto a parlare anche di questo versetto, ma lo fa in maniera fugace senza soffermarsi più di tanto e soprattutto senza dire che la parola che in italiano troviamo come “spirito” è proprio RUACH. È comprensibile che non lo dica, scrivendo interi capitoli per cercare di convincere i suoi lettori che il termine RUACH indica un astronave aliena e la traduzione come “spirito” è un invenzione teologica non può a questo punto comunicare ai suoi lettori che in questo caso può solamente essere tradotta come spirito, invaliderebbe molto del lavoro già svolto.

RUACH SU SANSONE

Nel caso particolare di Sansone, uno dei personaggi contenuti nel libro dei giudici, quando lo Spirito di Dio viene su di lui, in più occasioni gli dona una forza sovrumana. Questi 2 versetti come esempi:

Giudici 14,5-6

Sansone scese con il padre e con la madre a Timna; quando furono giunti alle vigne di Timna, ecco un leone venirgli incontro ruggendo.
Lo spirito del Signore lo investì e, senza niente in mano, squarciò il leone come si squarcia un capretto.

Giudici 15,14

Mentre giungeva a Lechi e i Filistei gli venivano incontro con grida di gioia, lo spirito del Signore lo investì; le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino bruciacchiati dal fuoco e i legami gli caddero disfatti dalle mani.

RUACH E IL MESSIA

Nel vecchio testamento troviamo anche diversi versetti dove affermano che il Messia che verrà sarà ripieno di Spirito Santo, di conseguenza anche i carismi donati dallo Spirito. In particolare in Isaia 61,1 è lo stesso versetto letto da Gesù nella sinagoga di Nazareth in Luca 4,18-19, indicando il compimento di quella profezia su di Lui.

Isaia 11,2

Su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore.

Isaia 61,1
Lo spirito del Signore Dio è su di me
perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,

RUACH COME POTENZA CREATRICE:

La Bibbia descrive anche la RUACH come un vento messaggero ed espressione di Dio stesso nella creazione. Viene talvolta tradotta anche con “soffio” vitale che appartiene a YHWH. Vediamone alcuni versetti:

Giobbe 33,4

Lo spirito di Dio mi ha creato e il soffio dell’Onnipotente mi dà vita.

Salmo 104,30

Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.

Salmo 36,6

Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio della sua bocca ogni loro schiera.


In base a questa analisi non ci sono dubbi che il termine RUACH indichi chiaramente un connotazione spirituale e non può certo indicare un mezzo di trasporto meccanico.