DAVANTI AI MOMENTI DIFFICILI DELLA VITA

  • Gli empi, una volta abbattuti, più non sono, ma la casa dei giusti resta salda (PR 12,7)
  • Un cuore lieto fa bene al corpo, uno spirito depresso inaridisce le ossa. (PR  17,22)
  • Torre fortificata è il nome del Signore: il giusto si rifugia ed è al sicuro (PR 18,10)
  • Se te ne starai indolente nel giorno della sventura, ben poca è la tua forza. (PR 23,10)

Il giusto e l’empio davanti alle delusioni e i momenti difficili della vita si comportano in maniera estremamente opposta. Inizio con l’esaminare il comportamento di chi non è credente e vive una vita completamente senza Dio. Nei momenti di forte crisi dove la persona è emotivamente scossa, l’istinto la porta a cercare di anestetizzare il dolore, soprattutto se non può più far niente per risolvere la crisi, come ad esempio un marito che si separa dalla moglie può iniziare a bere alcolici fino a ubriacarsi per non pensare più ai problemi oppure inizia a frequentare le prostitute pensando che quel breve momento di piacere possa coprire il dolore che sta provando a causa del periodo di crisi in corso; o senza ad arrivare a questo si inizia a cercare assiduamente altre donne da avere brevi storie, ma il succo è sempre quello. In altri casi se c’è un ragazzo che ha una situazione famigliare molto grave da indurlo in depressione potrebbe finire nel giro della droga che è il più potente anestetico contro la depressione, ma si finisce sempre a peggiorare ancora più le cose. Molte delle persone che si drogano pesantemente dicono di farlo per non pensare troppo a quanto è brutta la loro vita. Di fronte a una pesante crisi finanziaria oltre a poter cadere in alcol e droga ci si affida a strozzini per ricevere prestiti e anche qui si finisce in una spirale che è ancora più difficile uscirne. In Grecia durante il periodo più brutto della crisi è aumentato vertiginosamente il consumo di cocaina e altre droghe pesanti. Un altro caso tipico per le donne è sfogare la depressione sul cibo, iniziando a mangiare in continuazione fino anche a vomitare e ricominciare a mangiare, questi sono i casi di bulimia. In altri casi ancora, se la persona ha una forte depressione che non la esterna, ma la tiene tutta dentro si può arrivare anche all’autolesionismo. Questo perché si inizia ad odiare se stessi fino a farsi del male, come per esempio tagliarsi i polsi. Le persone che intraprendono una di queste strade purtroppo sono tante, e ascoltano le parole di satana che gli dice di buttarsi nei vizi o a farsi del male per cercare di dimenticare il dolore interiore, perché è l’unica cosa che possono fare, e non ci sono altre soluzioni. Gli atei in questi casi propongono di andare dallo psicologo, infatti molti arrivano ad affidarsi a costosi psicologi che non hanno veramente a cuore il loro problema e guardano l’orologio per vedere quando scatta l’ora per farti andare via e dopo molte sedute dove ti ascoltano alla fine dicono cose che sapevi già. Possono capire dove è partito il problema ma che soluzioni danno? È Gesù il miglior psicologo che ci possa essere perché Lui ti scruta e conosce tutte le tue vie (Salmo 139,1-3). Altre persone riescono a non cadere in uno di queste vie, ma il dolore li fa cambiare in un certo periodo, diventano più nervose, scorbutiche, disattente e altri atteggiamenti negativi, come anche una fase di auto isolamento, dove per un periodo non vedono neanche più gli amici. Il caso può cambiare a seconda della gravità della crisi e la forza d’animo di una persona, ma in ogni caso chi non crede nel Signore, e chi non si affida completamente a Lui dovrà soffrire molto e forse prima o poi supererà la crisi. Se sei un credente e ti trovi davanti una persona che sta passando una grave crisi e sta facendo delle sciocchezze per alleviarsi il dolore non bisognerebbe puntare il dito e giudicarlo, peggiorerebbe solo le cose. In questi casi bisogna dare la propria testimonianza e spiegare che Gesù può essere la soluzione al suo dolore (Ved. Pag. 105). Il giusto invece davanti a un brutto periodo sa di avere il Signore come rifugio e non cadrà nel peccato come farebbe un empio, perché il Signore si prende cura di chi si rifugia in lui (Naum 1,7). Avrà bisogno di dedicare più tempo alla preghiera che dovrà essere più profonda e più intensa. Se il cuore del giusto è affranto grida al Signore: << Dio aiutami ascolta il grido del mio cuore e liberami da questa situazione stravolgente >>. Il giusto sa che Dio può farlo perché lui è il nostro più grande consolatore (Tessalonicesi 22,16) che ti resta vicino quando hai il cuore spezzato (Salmo 23,18). Quando i problemi della vita sono incessanti, quando tutto intorno è un caos, devi sapere che Dio ascolta ogni grido sincero che il giusto gli rivolge sia ad alta voce che in silenzio ed egli risponde sempre, anche se la fede ha vacillato o il Signore è stato un po’ trascurato devi sapere che lui non è arrabbiato con te, anzi egli desidera amarti pienamente (1Giovanni 3,1) essendo l’espressione completa dell’amore (4,16). Bisogna semplicemente ravvedersi e gridare a lui, che ascolta il grido e agisce a favore del giusto perché Dio sa come liberarlo dai problemi. Questo significa che ha già in mente dei piani per liberare chiunque si affidi a lui e qualunque sia la sua situazione egli non sta lì fermo a pensarci su, aspetta solo che grida a Lui. Se ti troverai in un momento difficile; tutte le preoccupazioni e i problemi che hai; dalle al Signore, perché egli ha cura di voi (1Pietro 5,7) e se ci sarà Lui che guiderà la tua vita allora le cose si risolveranno perché quanti sperano nel Signore riacquistano forza (Isaia 40,31) per superare il momento difficile senza cadere nella spirale del peccato. Dobbiamo però chiedere il suo aiuto e il suo sostegno, anche se credi le benedizioni non sono automatiche, per avere bisogna chiedere, anche se lui sa già di che cosa abbiamo bisogno anche prima che lo chiedete, ma è giusto chiederlo nelle preghiere, perché il Signore vuole che abbiamo un  rapporto continuo con Lui, basato sulla fede, come padre e figlio. Quando avrai pregato sentirai la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti a Dio. (Filippesi 4,7). Anche se le circostanze sono negative potrai avere la stessa pace nel tuo cuore derivata dal fatto che sai che Dio è all’opera. Non è detto che lo faccia subito, bisogna imparare anche ad avere pazienza e fede insieme. Il Signore affronterà il tuo nemico e trasformerà quel momento difficile della vita in una situazione in tuo favore. Stai certo che a questo punto il nemico, satana ti farà venire in mente qualche pensiero che ti porterà a dubitare di Dio. Del tipo: Non penserai mica che solo perché hai pregato Dio farà qualcosa per te, lui ti ha dimenticato. Se tu crederai a questo, di fatto bloccherai l’opera di Dio che vorrà fare a tuo favore. Attenzione quindi a non credere alle bugie del diavolo. Il Signore vuole che tu sia felice e questo momento difficile della vita passi in fretta  aspettando con fiducia che gli chiediamo aiuto per farvi la grazia perché il Signore ti ama e prova compassione per te, perché un Dio giusto è il Signore; beati coloro che sperano in lui (Isaia 30,18). Quando è presente un’intensa comunione, nei momenti più difficili si rafforza se si è veramente con Dio; d’altronde il giusto sa che tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio (Romani 8,28). Se sei con Dio sarà lui a guidare la tua vita, e questo dona un senso di pace e riposo perché tutto quello che succederà nella vita, anche le esperienze dolorose, c’è sempre un piano di Dio dietro a quegli avvenimenti, e solo dopo mesi o a volte anni capiremo il perché Dio ha permesso una determinata esperienza negativa e vedremo che da quel che è successo è  nato anche qualcosa di positivo che non sarebbe mai potuto accedere in altro modo. Perché solo Dio può tirare fuori il bene dal male. Quindi bisogna sempre amare e lodare Dio a prescindere dal periodo bello o brutto che stiamo vivendo perché lui ti ama e non ti abbandona, anzi ti prende per mano e ti sta vicino anche se non senti la sua presenza. Infatti così dice il Signore: “Poiché io conosco i pensieri che ho in mente per voi; dice l’Eterno, pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza. Mi invocherete e verrete a pregarmi e io vi esaudirò. Mi cercherete e mi troverete, quando mi cercherete con tutto il vostro cuore” (Geremia 29,11-13). Se si sta passando un momento di difficoltà non bisogna perdersi d’animo, ma confida nel Signore perché  “I giusti gridano e l’Eterno li ascolta e li libera da tutte le loro sventure” (Salmi 34,17). Sono infatti molte le afflizioni del giusto, ma l’Eterno lo libera da tutte (19), perché così dice il Signore: Ti ho amato di un amore eterno, per questo continuo ad esserti fedele (Geremia 31,3). L’errore che fanno spesso le persone, anche credenti, è l’autocommiserazione; lamentarsi e piangersi addosso per la situazione e non reagire. Frasi del tipo: <<proprio a me doveva capitare>> oppure <<cosa ho fatto di male per meritarmi questo>> sono espressioni di un modo di vedere le cose che non attira Dio, ma al contrario impedisce un suo intervento. Non è con l’autocommiserazione che favorirai l’intervento di Dio, ma è con la fede che il Signore potrà fare qualcosa per te. Prega intensamente e abbi fede che Lui è all’opera anche se non vedrai subito gli effetti del suo operato. Se ad esempio la causa del tuo problema è dovuto a una persona che ha commesso un’ingiustizia contro di te, non cercare di risolvere il problema mosso dalla rabbia ma confida in Dio e vedrai che Lui riuscirà a fare giustizia più di quanto avresti immaginato. Un altro errore comune è quello di dare la colpa al Signore del periodo difficile che si sta vivendo. Questo è perché si ama Dio solo per ricevere benedizioni, e non si tollera alcuna sofferenza, come se i cristiani ne dovessero essere immuni. Alcune persone possono di fatto arrabbiarsi con Dio o perdere la fede invece di adorarlo e chiedere il suo aiuto. L’errore più grande è dare la colpa a lui quando si soffre. Nella Bibbia abbiamo l’esempio di Giobbe, uomo saggio e giusto agli occhi di Dio e pieno di benedizioni in tutti gli ambiti della vita. Satana però accusa Giobbe davanti a Dio di adorarlo solo perché ha ricevuto molte benedizioni da Lui, e senza di quelle lo bestemmierebbe subito. Allora Dio permette che a Giobbe gli succeda una disgrazia dopo l’altra. Ma Giobbe in nessun caso bestemmia, anzi dice invece: << Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, Benedetto il nome del Signore >>. Così anche chi è credente, deve avere quest’atteggiamento. Il più delle volte si soffre a causa dei nostri sbagli, ci sono però dei casi dove si entra in un periodo difficile nonostante si è sempre continuato a camminare con il Signore. Giobbe è un esempio. Anche Giuseppe accadde qualcosa di analogo: Venne incarcerato ingiustamente per molti anni. Gesù ha sempre fatto la volontà di Dio ma ha sofferto le pene della croce. Che cosa accomuna questi 3 casi? La sofferenza è successivamente cessata e loro sono stati grandemente ripagati da queste sofferenze. infatti, Giobbe superato la dura prova ricevette il triplo di quello che possedeva inizialmente. Giuseppe uscito dal carcere divenne la seconda carica di governo d’Egitto. Gesù divenne il re del regno di Dio. Se dunque stai soffrendo anche se hai sempre lodato e servito il Signore, non mollare ma rimani sempre saldo nella fede. Se Dio permette un periodo di crisi è possibile che è per metterci alla prova per vedere se confidiamo in Lui o nel peccato, in ogni caso Dio non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma insieme con la tentazione, darà anche il modo per uscirne per poterla sostenere (1Corinzi 10,13). Un giorno il Signore ti dirà: Hai passato un momento difficile, non ho asciugato le tue lacrime, non ti ho detto quello che stavo facendo per te e tu durante tutto questo periodo hai sempre continuato a lodarmi, ad avere fiducia in me e a servirmi e ora sei pronto per la promozione. Il Signore ti ripagherà per ogni sofferenza molto di più di quanto puoi immaginare. Quando la crisi sarà passata allora ci accorgeremo di essere anche più forti di prima e più vicini al Signore e si avrà anche imparato molte cose da questa esperienza che potrà essere usata per dare testimonianza a chi ne ha bisogno, specialmente a un peccatore in una situazione di difficoltà e dire come è stata superata la crisi grazie all’aiuto di Dio. Esattamente come sta scritto anche in 1Pietro 5,10: E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. Questo può aprire le porte alle conversioni. Nel caso che una persona non credente sia in un momento difficile della propria vita e si comporta da peccatore e la sofferenza al posto di diminuire aumenta, c’è anche la possibilità che fallite tutte le soluzioni mondane scelga finalmente di affidarsi a Dio e in quel caso Dio non lo abbandonerà ma lo accompagnerà alla fine della crisi attraverso una rinascita spirituale per vivere una vita in pace e serenità. Questo accadrà anche se si è trascorso la vita lontano da Dio, a bestemmiare e a prendere in giro e ridicolizzare i credenti. Porterà quindi a sperimentare un amore di Dio gratuito e immeritato ed è questo che porta al ravvedimento. Ci sono molte testimonianze che vanno in questa direzione.  Spesso quello che causa un periodo brutto è dovuto a una grande delusione derivante un fallimento degli obiettivi di cui ci eravamo prefissati nella vita. Ad esempio: Cercare un determinato lavoro o ambire in una posizione sociale elevata e tutto ciò che può considerarsi il sogno della nostra vita. È legittimo avere delle ambizioni e fissarci degli obiettivi; l’errore che però si può fare è quello di metterlo al primo posto e dimenticarci totalmente di Dio e di quello che ha fatto per noi. Gesù disse: << chi ascolta la mia parola, ma non la mette in pratica è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa nella sabbia; soffiarono i venti e arrivò la tempesta e la casa crollò perché non aveva forti fondamenta e la rovina fu grande. Invece chi ascolta la mia parola è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa nella roccia; soffiarono i venti e arrivò la tempesta e la casa rimase in piedi perché aveva forti fondamenta>>. (Luca 6,47-49). Questo ci insegna che mettere al centro della nostra vita solo i nostri sogni e volerli realizzare senza mettere Dio al primo posto ci rende molto esposti a grandi delusioni perché in caso di fallimento la nostra sofferenza sarebbe grande. Se uno ad esempio ha un determinato obbiettivo nella vita, come diventare cantante, o avvocato pensando che raggiunto l’obbiettivo sarà soddisfatto; se succede che non si riesce a raggiungere quell’obbiettivo o se lo si fa poi si fallisce, allora la rovina sarà molto grande. Viene da pensare anche a chi ha passato la sua vita creando un’impresa e la vergogna di vederla fallire li porta al suicidio. Oppure chi desidera tanto avere un compagno/a e quando la trova, la mette al primo posto, se poi non è la persona che ci si aspettava e avviene una separazione, anche in questo caso il dolore è grande e può rimanere per molto tempo. Se invece come obbiettivo è quello di servire e cercare il regno di Dio allora quello si che una scelta di vita con delle basi solide, come costruire la casa nella roccia. Soffieranno i venti, si abbatteranno le tempeste ma la casa non cadrà, perché se segui Dio, non sarai mai abbandonato; in più riuscirai anche a raggiungere gli obbiettivi prefissati grazie anche alla sapienza. I problemi non mancheranno perché essere cristiani non ti da una immunità ai problemi e alle sofferenze, ma la differenza rispetto a un non credente è che il Signore ti da i mezzi e la forza per superare ogni problema se glielo chiediamo in preghiera. Se noi pensiamo che per poter essere felici dovremo avere una ragazza/o o un lavoro; questo non è mettere Dio al primo posto, perché puoi essere felice già adesso senza possedere per forza quelle cose che sono comunque buone e sa che ne hai bisogno. Immaginiamoci di avere una ragazza/o che amate molto, ma un giorno vi dice: << beh io non sono per nulla felice, non lo sarò finché non avrò trovato un lavoro. Si, ci sei anche tu nella mia vita ma non vali più di tanto per me, la mia felicità è trovare un lavoro e basta>>. Di certo rimarrete molto delusi da questo, così molte persone si comportano così con il Signore, lo mettono tra gli ultimi posti e impostano la propria felicità su altre cose. Poi però non riescono a raggiungere l’obbiettivo o se lo fanno rimangono delusi, e questo può dare inizio a un momento difficile della nostra vita. Il problema è quando si mettono i nostri bisogni prima di Dio, questo si chiama concupiscenza. La fede è già sufficiente per essere felici e chi decide di mettere Dio e la sua parola al primo posto allora sarà proprio Lui a fare in modo che trovi una ragazza/o o un lavoro ed è garanzia che con Dio non avrà mai una delusione. Se invece confidi nelle persone, purtroppo le delusioni prima o poi deluderanno. Il Signore non abbandona chi confida in Lui, perché è Lui la roccia e anche se ci saranno fallimenti, si proverà dolore ma non così tanto da essere disperati e il Signore provvederà a una via di uscita dalla brutta situazione che ci si trova a causa del fallimento. Molti periodi brutti si possono evitare seguendo la parola di Dio, è meglio prevenire che curare.

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